Dio è su Google Maps

di Reverendo SenzaDio su L'ora di religione il 21 Ottobre 2008, 15:29

Dio non ha una casa.
Il giudice del Nebraska dice che “non è stato possibile reperire un indirizzo ufficiale di Dio”.

Questo perchè il senatore Ernie Chambers aveva deciso di far causa a Dio in persona in quanto responsabile “delle continue minacce terroristiche, con conseguenti danni per milioni e milioni di persone in tutto il mondo” e per aver “distribuito, in forma scritta, documenti che servono a trasmettere paura, ansia, terrore e incertezza, al fine di ottenere obbedienza”.

Hey, ma per queste cose non c’è alcun bisogno di scomodare Dio.
L’indirizzo giusto è questo:

Prefettura della Casa Pontificia
00120 Città del Vaticano
Tel. +39.06.69884857 fax +39.06.69885863

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Ad Carnevale tutto è lecito

di SKA su Satira il 15 Ottobre 2008, 00:33

E’ tutto un parlare di leggi ad personam, ma nel concreto si scopre che sono tutte minchiate.

“L’articolo 36 del decreto legislativo 5 aprile 2006 n.160, come modificato dall’articolo 2 comma 8 della legge 30 luglio 2007 n.111, è abrogato”

Voi ci vedete scritto il nome di Corrado Carnevale?1

  1. Riferimenti 1234 []

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Mettete dei fiori nei vostri manganelli.

di SKA su La dimanche des crabes, Satira il 11 Ottobre 2008, 18:51

Nel giorno in cui si viene a sapere della morte di Joerg Haider – che viva in pace nel regno dei bianchi nei cieli – mi arriva una curiosa email con oggetto “aggiornatevi”. Firmata “Fascista”.

Uno che si firma “Fascista” e dice agli altri “aggiornatevi” rende vano qualsiasi tentativo di satira ulteriore. Il Camerata ci rammenta di un caso trattato nel lontano aprile 2007, ossia quello del tal Alberto Castagna che si sobbarcò il grave fardello di ricostituire il Partito Fascista Repubblicano con tanto di nome a dominio e tesserina da 40 euro da pagare su postepay.

La buona novella è presto detta: dichiararsi fascisti non è reato, perdìo! Essere fascisti, finalmente, non è più reato. Scendiamo in piazza, manganelli alla mano – senza perseguire finalità antidemocratiche – proponendo l’uso civile della violenza quale metodo di lotta politica. Torniamo a sventolare fieri la nostra visione corporativista e totalitaria dello Stato, senza però propugnare in alcun modo la soppressione delle libertà garantite ne tantomeno denigrare la democrazia.

Razzisti noi? Ma vi siete visti allo specchio piuttosto? Noi siamo per l’accoglienza, mai ci sogneremo di svolgere propaganda razzista. Siamo fascisti, mica bestie.

D’altronde non è vietata la costituzione e l’attività di movimenti che facciano propria non l’intera ideologia del disciolto partito fascista, ma soltanto alcuni punti programmatici dello stesso. E nel 2008 un camerata che si dichiara fieramente fascista vuole solo poter perseguire esclusivamente finalità democratiche, mi sembra evidente.

Mettete dei fiori nei vostri manganelli.

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C’è crisi dappertutto

di SKA su ControInformazione, Satira il 7 Ottobre 2008, 21:06

Non c’è niente di cui essere preoccupati.

La finanza italiana ce la farà. Le banche italiane non corrono alcun rischio, semplicemente perchè in questi anni tutti i rischi bancari ce li siamo messi dentro casa noi dando a loro gli utili. Ossia i nostri risparmi.

Noi gli diamo i soldi, loro ci restituiscono i rischi sotto forma di obbligazioni bancarie, mutui rigorosamente a tasso variabile e derivati. Sempre che tutto questo significhi qualcosa.

Prima di piangere bisogna trovare una buona ragione per farlo. E non tutti hanno obbligazioni Goldman Sachs e Unicredit.

Non c’è niente di cui essere preoccupati. Almeno fino a quando non saranno i piccioni a portare da mangiare a voi.

Finché saremo qui davanti a leggere minchiate sui blog significa che la situazione non è poi così grave. Il problema verrà quando inizieremo a mangiarci i tasti del portatile.

Addendum 23.35:
Walter Veltroni (who?) da sotto al tappeto di Ballarò implora: “Se il capo del governo ci chiama, siamo pronti a collaborare per far fronte all’emergenza”. Berlusconi: “Me ne frego, non so bene se mi spiego”1

Sempre Veltroni paragona sè stesso ed il PD (what?) a Barack Obama.
Hey Veltroni, guardati allo specchio: sei bianco, non sei Obama!
Guarda anche nelle mutande. Ci credi ora che non sei Obama?

  1. Albione la dea della sterlina / S’ostina vuol sempre lei ragione / Ma Benito Mussolini / Se l’italici destini sono in gioco può ripetere così / Me ne frego non so se ben mi spiego / Me ne frego con quel che piace a me / Me ne frego non so se ben mi spiego / Me ne frego con quel che piace a me – link - []

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Consumisti divini

di Reverendo SenzaDio su L'ora di religione, Satira il 6 Ottobre 2008, 12:36

Crisi economica
Il Papa: “I soldi non sono niente, solo la parola di Dio è una realtà solida”
Boom di fedeli che provano ad acquistare il pane con la parola di Dio. E ricevono come risposta la parola vaffanculo.

E’ vero però, i soldi e le cose materiali non sono niente. Ve lo dice uno con stola di ermellino ed il trono d’oro.

Questo significa che da oggi in poi il miliardo di euro circa proveniente dall’8 per mille verrà convertito in “parola di Dio”?

Ed i 478 milioni di euro per pagare gli insegnanti di religione? Da oggi in poi riceveranno una pacca sulle spalle ed un crocefisso profumato in omaggio?

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La vittoria dell’antistato

di SKA su Antimafia il 3 Ottobre 2008, 13:01

“E’ vergognoso che a sedici anni di distanza dall’assassinio di Paolo sono stati messi in galera gli autori materiali della strage ma non sono stati ancora colpiti, in nessuna maniera, gli ispiratori. Alcuni ritengo che si trovino all’interno dello Stato.”

Oggi di mafia si sente parlare di meno – ha proseguito – anche perché la mafia, così come la criminalità organizzata, ha cambiato strategie, tanto che diventa più difficile combatterla. Ci sono ancora oggi giudici coraggiosi che hanno tentato di combatterla, ma a differenza di una volta, oggi non vengono più uccisi. Da una parte, infatti, vengono tolti alla magistratura quegli strumenti che servirebbero per condurre la guerra alla mafia; dall’altra, i giudici scomodi vengono rimossi o trasferiti, in modo che non riescano più a fare il loro lavoro.

E’ lo Stato che ha ucciso mio fratello! I mandanti dell’omicidio di Paolo e dei ragazzi della sua scorta non pagheranno mai per quell’orribile strage, perché lo stato non può processare se stesso! (cit. Sciascia)

Salvatore Borsellino

La mafia ha vinto, perché non ha più bisogno di bombe per farsi sentire.
L’antistato è lo Stato.

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L’incompatibile

di SKA su Notizie Commentate il 3 Ottobre 2008, 00:53

Avrete letto l’articolo “il Lodo previsto”.
Ora il Pm De Pasquale ha già un fascicolo aperto su di lui per verificare “se per De Pasquale non si sia determinata una situazione di incompatibilità ambientale o funzionale; cioè se non sia il caso di trasferirlo d’ufficio da Milano o dalle sue funzioni di pubblico ministero.”

Questo per aver definito criminogeno il Lodo Alfano mentre sollevava l’ovvia eccezione di costituzionalità dello stesso con dichiarazioni “lesive del prestigio delle più alte cariche dello Stato e delle istituzioni costituzionali” a detta di Anedda e Saponara. (due gentiluomini del PDL. Ovviamente.)

Capito dov’è l’equivoco?
Secondo loro Alfano avrebbe anche un prestigio.

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Pane, Mafia e Cassazione

di SKA su Antimafia il 2 Ottobre 2008, 16:06

(Riceviamo e pubblichiamo)

Su richiesta della Dda di Palermo, il 17 giu­gno scorso otto per­sone sono state arrestate in varie località italiane con l’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa, corruzione in at­ti giudiziari, peculato, ac­cesso abusivo a sistemi informatici e rivelazione di segreto d’ufficio. Tra gli arrestati Rodolfo Gra­cini, faccendiere con soli­de amicizie in ambienti politici ed ecclesiastici ro­mani, Michele Accoman­do, noto imprenditore di Mazara del Vallo arresta­to nel 2007 per mafia e condannato a 9 anni e tre mesi di carcere, Calogero La Licata, funzionario del ministero delle finanze in servizio ad Agrigento, Guido Peparaio, impiega­to del ministero della Giustizia in servizio pres­so la cancelleria del se­conda sezione della Corte di Cassazione e France­sca Surdo, poliziotta pa­lermitana impiegata nella segreteria del direttore del Servizio centrale ope­rativo della polizia di Sta­to. In manette anche gli imprenditori agrigentini Calogero Russello, 68 an­ni, in passato già indaga­to per mafia, e Nicola Sorrentino.

Secondo l’ipotesi investigativa su cui si fonda l’inchiesta denominata “Hiram”, il gruppo, composto da al­cuni elementi direttamen­te aderenti (come Acco­mando) o comunque vicini a logge massoniche, si adoperava dietro il paga­mento di ingenti somme di denaro per l’insabbia­mento di processi penali in Cassazione, al fine di far maturare i tempi di prescrizione.

Tra le pratiche trattate, anche quelli di esponenti di spicco della mafia tra­panese e agrigentina. Il costo di servizio si aggira­va sui 20mila euro. Inte­ressati al rallentamento dei procedimenti non sa­rebbero state solo fami­glie mafiose ma anche semplici cittadini come Renato De Gregorio, gine­cologo palermitano, con­dannato in appello per violenza sessuale e anch’esso destinatario di un provvedimento di cu­stodia cautelare.

L’inchie­sta, è coordinata dai pm Fernando Asaro, Pieran­gelo Padova, sotto la gui­da del procuratore aggiun­to Roberto Scarpinato e dello stesso procuratore capo di Palermo France­sco Messineo. Tra gli in­dagati a piede libero an­che Stefano De Carolis, Gran Maestro della Serenissima Gran loggia Unita d’Italia, e il sacerdote gesuita Ferruccio Romanin, rettore della Chiesa di Sant’Ignazio di Roma, accusato di concorso ester­no in associazione mafio­sa per aver scritto lettere indirizzate ai giudici finalizzate a condizionare il giudizio su alcuni imputa­ti di mafia. Tra le persone per le quali si sarebbe speso il sacerdote anche Epifanio Agate, condan­nato nel 2002 a 18 anni per traffico di stupefacen­ti, figlio del capomafia trapanese Mariano Agate.

Tratto da Narcomafie, a cura di Marco Nebiolo, Luglio-Agosto 2008, p. 23.

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Il Lodo previsto

di SKA su ControInformazione il 26 Settembre 2008, 13:19

Come già ampiamente previsto su queste pagine il Lodo Alfano, ex Lodo Schifani, ha già ricevuto l’eccezione di costituzionalità da parte di un pubblico ministero. Tocca al pm Fabio De Pasquale farsi carico di palesare ciò che era già ovvio da tempo, ed ora toccherà di nuovo alla Corte Costituzionale bocciare il Lodo.

Avevamo già spiegato approfonditamente nell’articolo “Lodo Schifoso” i motivi per cui questo nuovo decreto si sarebbe dovuto considerare come incostituzionale, soprattutto in riferimento alla sentenza della Corte Costituzionale n. 24 del 20 gennaio 2004 che dichiarò illegittimo l’allora Lodo Schifani. Le stesse cose che ribadisce ora il pm De Pasquale durante il processo Mediaset per presunte irregolarità nella compravendita dei diritti televisivi. Coincidenze.

Leggi anche:

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La corruzione è la nostra unica speranza

di SKA su ControInformazione, Satira il 24 Settembre 2008, 22:23

La corruzione è la nostra unica speranza. Finché c’è quella, i giudici sono più miti, e in tribunale perfino un innocente può cavarsela. (Bertolt Brecht)

C’è chi pensa che il Botswana, Taiwan, la Corea del Sud, il Bahrain o il Bhutan siano paesi addirittura più sviluppati dell’Italia. Dicono che in paradisi come questi si viva meglio, ci sia una qualità della vita di gran lunga superiore a quella italiana.

Ecco tutti questi paesi non possono però fregiarsi dell’onorevole 55° posto nell’indice di percezione sulla corruzione stilato come ogni anno da Trasparency International. A parimerito abbiamo le Seychelles, mentre sotto di noi – così, per dire – troviamo la Namibia. Penultimi in Europa siamo scesi di 14 posizioni dai dati del 2007 e possiamo ancora migliorare. C’è chi se la cava meglio infatti, tipo la Somalia. Dovremmo prendere esempio da loro, non possiamo fare queste figure a livello internazionale. Salvaguardiamo il Made in Italy.

Trasparency International stila ogni anno un’indice che classifica 180 paesi in base alla percezione della corruzione nel settore pubblico su una scala di voti da zero a 10, dove lo zero indica i livelli più alti di corruzione. Per corruzione si intende quella nel pubblico settore e l’abuso d’ufficio per vantaggio personale. Il nostro voto è 4,8. Il Qatar ha un voto di 6,5. Il solito paese del terzo mondo che non apprende da paesi avanzati come il nostro. (Tabella)

Stiamo pur sempre parlando di corruzione “percepita”. E’ per questo che siamo al 55° posto.

Per il 2009 la stima prevede il crollo dell’Italia di altre 15/20 posizioni circa, per ristabilire l’equità nella comunità internazionale. Non è accettabile venir considerati meno corrotti di quegli Zulù dei Ghanesi.

La corruzione è la nostra unica speranza.
La corruzione è cosa nostra. Salvaguardiamo il Made In Italy.

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La tissotropia di San Gennaro

di Reverendo SenzaDio su L'ora di religione il 19 Settembre 2008, 13:17

Ogni anno il presunto sangue di San Gennaro si liquefa nel Duomo di Napoli, fedeli e autorità ecclesiastiche gridano puntualmente al miracolo. Oramai è più un’abitudine che altro, un rito periodico ed un po’ stanco a cui tutti abbiamo più o meno fatto il callo. Così come abbiamo fatto il callo alla disaffezione verso il nostro naturale senso critico. E’ più facile credere in qualcosa di probabilmente inspiegabile che non provare a porsi qualche domanda su qualcosa di spiegabilissimo.

Molti avranno letto o ascoltato le razionali spiegazioni sulla liquefazione del presunto sangue di San Gennaro. E’ sempre bene ribadire, anche solo per stimolare il senso critico.
Sangue “presunto” perchè innanzitutto non è sangue, è un composto di ferro semisolido che diventa più fluido “se sottoposto a una sollecitazione meccanica, come piccole scosse o vibrazioni, tornando allo stato precedente se lasciati indisturbati”. Questo processo, comune, ma spesso poco conosciuto e considerato, è chiamato Tissotropia.1

Stiamo esercitando un processo tissotropico quando scuotiamo il Ketchup che da semisolido diventa improvvisamente fluido. Oppure quando maneggiamo un barattolo di vernice solidificata. Questo è ciò che succede all’interno delle due bottigliette di San Gennaro.

Un trucco. Molto probabilmente quel composto è stato creato nelle botteghe d’arte del 1300 per altri scopi decisamente meno alti e sicuramente più onesti. Il composto riprodotto in laboratorio dal Cicap contiene: “l carbonato di calcio, presente ovunque, per esempio nei gusci d’uovo, che ne sono una fonte pura al 93.7%; il sale comune; l’acqua. Il quarto e’ il cloruro ferrico.” Dalle indagini svolte si è scoperto che il cloruro ferrico era presente in natura sul Vesuvio o su altri vulcani attivi. Quindi facilmente reperibile da curiosi artisti o alchimisti.

Tutte le informazioni più dettagliate sono state tratte dal sito del Cicap, alle voci:
Indagine sul sangue di San Gennaro, di Franco Ramaccini
A Thixotropic mixture like the blood of Saint Januarius (San Gennaro), “Nature”, vol.353, 10 oct 1991.

  1. o Tixotropia : fenomeno per cui un gel può passare allo stato liquido per effetto di agitazione o di vibrazione, ritornando a coagulare quando l’azione meccanica viene sospesa. Vedi anche qua []

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Ringo pipol

di SKA su La dimanche des crabes il 16 Settembre 2008, 17:59

Il ringo. Un biscotto che è riuscito ad instillare nella nostra cultura la forza dell’integrazione mediata da una sottile crema alla vaniglia. Il ringo non divide, ma unisce. Basta guardare quante persone rinominano le loro foto col titolo “Ringo People”, uno slogan incisivo, immediato, simbolo di appartenenza. Poi quel gesto. I due ragazzi, bambini, adulti, con differente colore della pelle che si danno il “5”. Si danno il 5 senza cremina in mezzo, uniscono i propri la propria epidermide in un unico afflato. E vedi che alla fine è solo una questione di epidermide. La crema non c’entra niente, neanche il cacao. Neanche la vaniglia. Batti il 5 e fai parte di un’unica cosa.

L’assurdità dell’uomo riesce però a scavalcare completamente quelle scale valoriali che ci siamo auto-costruiti nel nostro intimo. Per noi – soprattutto noi degli anni ’80 – dire Ringo significa Ringo People, Ringo People significa integrazione, integrazione significa che bianchi e neri possono battersi il 5 senza problemi o preconcetti.

Ora il Ringo si trova messo in mezzo ad una tragedia tra bianchi e neri. Tra bianchi e negri. Tra bianchi e non bianchi. E a questi piace solo la vaniglia, non c’è verso. Il cioccolato non lo voglio, toglimi quel cazzo di cioccolato da davanti agli occhi. Io mangio la cremina, il biscotto alla vaniglia, ma il cioccolato mi fa schifo. Lo butto. Lo frantumo.

Io ho un pacchetto di Ringo in mano. Ho in mano il potere della tolleranza e dell’integrazione. Battiamoci il cinque e passa tutto.
Io ho una spranga.

Da domani i Ringo torneranno ad essere solo alla vaniglia.
Agli italiani non piace il cioccolato.

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I Vilipendiati

di SKA su Notizie Commentate il 13 Settembre 2008, 20:36

Facciamo così. Dato che il periodo è quello che è – non sto a spiegarvi cazzi di cui non frega niente a nessuno – lascio qui sotto un articoletto scritto per altra testata e bocciato, sulla Guzzanti il reato previsto dall’articolo 278 del codice penale, il Papa, la grossa trave nel culo che iniziamo a sentire un po’ tutti ed un blabla abbastanza retorico. Dato che non ho altro – e neanche voglia di cercare altro – vi beccate questo.

A chi interessa può proseguire su continua, altrimenti attaccatevi al cazzo.

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Co.co.co Macht Frei

di SKA su La dimanche des crabes il 10 Settembre 2008, 01:25

Se ne stava lì seduto a parlarci, con quel suo fastidioso accento alto-atesino ed un ghigno tagliato con una lama da 2 millimetri. Eravamo lì per un colloquio di lavoro, ma sembrava più la presentazione di una batteria di pentole da portarsi a casa.

Avevamo risposto ad un annuncio di lavoro part-time pubblicato sul giornale locale, sì insomma uno di quei lavoretti che fai per pagarti l’università e poco altro.
Non era ciò che ci si aspetterebbe da un colloquio di lavoro.

Noi gli aspiranti ed ignari lavoratori, lui il giovane selezionatore. Nel mondo del lavoro di solito un colloquio serve per venire selezionati. Lui invece voleva convincerci, con un vago retrogusto di supplica. Dopo mezza domanda rivolta a ciascuno dei presenti iniziò la sua esposizione, partendo dall’inizio. E per inizio intendo una premessa di 25 minuti. Eravamo in 4 attorno a quel tavolo, la mia Lei ed altri due esseri esseri di varia natura che sembrava uscite rispettivamente una da un centro di disintossicazione, l’altra da una discoteca.

Continuava con il download della tedesca presentazione societaria senza alcun accenno a ciò che dovessimo fare nel concreto. Un tedesco che fa lunghi discorsi aleatori ha solo due intenzioni: o vuole fregarti o vuole mettertelo nel culo.
Ci magnificava le caratteristiche del nostro futuro lavoro dei sogni senza lasciarci la possibilità di intervenire od interrompere, pena la perdita del “filo rosso”. Le virgolette le mette lui col gesto del coniglietto, indice e medio che simulano i virgolettati nell’aria.
Coglione non è la parola più appropriata, ma ci si avvicina.

Il filo rosso dovrebbe simboleggiare, secondo lui, la continuità del discorso. Un passo dopo l’altro. “Step by step”, dice virgolettando.
“Sì, ma il pagamento?”, domando. E intanto mi chiedo cosa c’entrino Goethe1  e l’inconscio Freudiano.2. Ma poi lascio correre.

“Eh, sì, il pagamento. Andiamo per gradi, sai il filo rosso…”
“No, non so cos’è”, dico cambiando posizione. “Quand’è che si parla di soldi?”, insisto.
Mi guarda con un’aria tra lo schifato e l’imbarazzato. Per lui è un aspetto secondario, per noi no.

Poi ci arriva, a fatica. Fa cenno al contratto di collaborazione occasionale come fosse la cosa più scontata. Come per dire, che vi aspettavate di più? E invece era anche peggio. Un contrattino di collaborazione senza alcun fisso previsto, pagamento a provvigione. La provvigione proviene da un vero e proprio lavoro porta a porta, alla ricerca di sostenitori per un’associazione locale. Chi non sa cosa significhi essere pagati a provvigione crede di avere davanti l’occasione della vita. “Basta lavorare un po’ di più ed è fatta”, pensano molti. Invece no.

Veniamo rassicurati sul fatto che non c’è nessun bene da vendere porta a porta, è un’associazione benefica d’altronde. Ci da in mano un foglio con cifre scritte a caso, sono degli esempi di guadagno. Non le cifre reali, esempi. Dall’esempio e dalle parole del mezzo-crucco si evince che il pagamento avviene con le seguenti modalità: 16 € lordi per ogni RID3 ed  8 € lordi per ogni conto corrente fatti stipulare. Il lavoro consiste nel tampinare persone per un minimo di 4 ore al giorno e convincerle ad associarsi. Se non si associano non becchi un euro.

E’ importante sottolineare il “lordi”. Perchè da quei 16 ed 8 euro va detratto il 20%. Il pagamento avviene ogni 2 settimane, ma ti viene accreditato solo il 75% del totale in attesa che gli associati confermino il pagamento. Per chi lavora ogni persona che apre la porta è un potenziale RID, sono soldi che camminano. Qualora dicessero “no, grazie” sono soldi persi per te. E nessuno ti rimborsa quell’ora persa a girare casa per casa della gente.

Per i collaboratori porta-a-porta la merce sono le vecchiette. Per i capi, la merce siamo noi. E’ questo il momento in cui capiamo il motivo della finta selezione: alla piccola Srl non interessa chi lavora, l’importante è che ci sia qualcuno che lo faccia.

E provano anche a convincerci che il contratto di collaborazione occasionale sia la migliore opzione, perchè ti rende libero da vincoli. Co.Co.Co. Macht Frei.

Nuovi schiavi, ma col sorriso in bocca.

  1. Filo rosso, il filrouge, è un espressione che deve la sua fortuna al libro “Le affinità elettive” di Wolfgang Goethe. Cit. “Sappiamo di una certa pratica, diffusa nella marina inglese. Tutto il sartiame della flotta reale è fabbricato in modo che vi sia sempre intrecciato un filo rosso: non si può tirarlo fuori, altrimenti l’insieme non tiene più, e serve a indicare anche per i pezzi più piccoli, che appartengono alla corona.” – “In corrispondenza con questo periodo si trovano pochi avvenimenti registrati nel diario d’Ottilia, e invece molte più massime e sentenze riferite alla vita o ricavate da essa. Siccome però, per la maggior parte, non possono essere il frutto di sue personali riflessioni, è probabile che qualcuno le avesse passato uno scritto, dal quale trascriveva ciò che le tornava gradito. Certi spunti più suoi, e celati, si riconosceranno dal solito filo rosso.” []
  2. Freud parlò di un filo rosso simbolo dell’amore inconscio provato della signorina Elisabeth von R., pseudonimo di Ilona Weiss, nel suo ‘Studi sull’isteria’. Caso talmente interessante che ne fu tratto un film diretto da Robert Crible intitolato, per l’appunto, “Le fil rouge” []
  3. Rapporto interbancario diretto, brevi cenni qua []

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Questioni di inadeguatezza

di SKA su Notizie Commentate il 5 Settembre 2008, 20:50

Why Berlusconi is unfit to lead Italy?
Perché Berlusconi è inadeguato a guidare l’Italia?

Perchè perde le cause contro chi prova a spiegarci la sua inadeguatezza. (Leggere sentenza e ridere)

Poi magari ne parliamo con più calma, scusate l’assenza

Addendum: per chi non ricordasse l’articolo dell’Economist linko una traduzione dello stesso

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Corporativisti e poco professionali

di SKA su Antimafia il 23 Agosto 2008, 14:34

In questi giorni è balzato fuori dal cilindro berlusconiano il nome di Giovanni Falcone come “eroe” ed “esempio da seguire”. Falcone è stato ucciso dalla mafia il 23 maggio 1992 nella strage di Capaci. Berlusconi ha avuto decennali rapporti con il boss mafioso Vittorio Mangano e continua ad averne con Marcello Dell’Utri attualmente condannato dal Tribunale di Palermo per il reato di concorso esterno in associazione mafiosa. Punto.

Berlusconi e i berluscones dicono che Falcone voleva la separazione delle carriere tra giudice e pubblico ministero, per cui bisogna seguire quella linea. Chiaramente è falso. Non vorrei tralasciare il fatto che la così tanto invocata “separazione” era contenuta nel “Piano di Rinascita democratica” della Loggia P2 al punto in cui si invocava la:

Riforma dell’ordinamento giudiziario per ristabilire criteri di selezione per merito delle promozioni dei magistrati, imporre limiti di età per le funzioni di accusa, separare le carriere requirente e giudicante, ridurre a giudicante la funzione pretorile

Che le parole di Falcone siano state completamente inventate lo dice chiaramente la sorella in questa intervista al Corriere, ma lo spiega compiutamente il magistrato stesso in uno scritto intitolato “Siamo corporativisti e poco professionali” pubblicato nel Febbraio 2001 da Antimafiaduemila su concessione della “Fondazione Giovanni e Francesca Falcone” e che ripubblico integralmente dopo il salto. Si parla si carriere separate all’interno della magistratura, è vero, ma non della separazione dei poteri. Così come si tiene fermo il punto sull’indipendenza dalla politica dell’azione della magistratura. Vi auguro buona lettura, anche se so che non lo farete.

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L’appuntamento

di SKA su La dimanche des crabes il 10 Agosto 2008, 15:31

Il giorno in cui incontrai Luca per poco non venivo investito da un’auto.

Neanche con troppa sorpresa scoprii che non era cambiato affatto.

Non alto, non basso.
Capelli castano comune.
Occhi castano comune, come scrivono sulla carta d’identità.
Ascolta la musica che passano Radio Deejay e RDS per risparmiare sui cd.
Non fa nessuno sport, ma guarda qualsiasi programma in qualsiasi rete televisiva che parli di calcio.
Ricordo che aveva come hobby gli scacchi contro il Pc.
Ah, e anche grattarsi di tanto in tanto le palle.
Il suo vestiario varia esclusivamente con il passare dal freddo al caldo e viceversa, per necessità.
Giubbino o giacca a vento color avana.
Maglione grigio topo, con zip, di quelli caldissimi del mercato.
Jeans multistagionale, chiaro.
Timberland castano comune. Il tocco di classe.

Ed eccolo lì, mentre per poco non ci lascio le penne, a farmi “ciao” con la mano.
“Ciao Andrea! Allora? Tutto a posto? E…”
“Sì, ok. I convenevoli un altro giorno. A che ora è la cosa?”
“Sarebbe alle 15, in Piazza Garibaldi…” fa lui, rosso in faccia e un po’ spiazzato.
Interruzione : non so voi, ma a me le domande di circostanza mettono in crisi.
“Allora?”. Allora cosa? Quando uno fa una domanda del genere, cosa si aspetta, che gli racconti la mia vita dall’ultima volta che ci siamo incontrati, riassunta in quel lasso di tempo in cui il tuo interlocutore tace prima di parlare di sé stesso?
O, per l’appunto, vuole un’ulteriore risposta di circostanza che pressappoco reciti “Io bene, tu?”, e poter così parlare di sé.
“Tutto bene?” “Tutto a posto?”. Tutto bene cosa? Potrebbe mai andare veramente tutto bene? E’ irreale, è inverosimile. Se così fosse sarei Dio e, per inciso, neanche esisterei.
Eppure continuiamo a chiedercelo a vicenda, come se prima o poi possa andare veramente, tutto bene.

Il giorno in cui ricevetti la telefonata di Luca ricordo, con scientifica sicurezza, che non stavo facendo un cazzo. O finta di far qualcosa.
In un primo momento restai di sasso, poi andando avanti con la giornata iniziai ad abituarmi alla cosa fino ad assorbirla completamente.
Per iniziare poi a provare un senso di noia e fastidio per quell’Appuntamento.

“Ancora sei lì?” dico a Luca accendendomi la prima sigaretta della giornata, con la chiave già infilata nella portiera.
Prima si va, prima finisce questa buffonata.
Tra l’altro noto, con un certo nervosismo, che in queste occasioni la macchina che si prende è sempre la mia. Che poi è quella più sfigata: zero-optional ed intossicata di sigarette.
Non che la cosa mi dispiaccia, soprattutto nel pensare Luca alla guida.
Ma mi fa girare comunque i coglioni.

Con Luca il modo migliore per evitare quegli imbarazzanti silenzi che si creano quando non si ha un bel niente da dire, è farlo parlare di donne e di calcio. E non sta più zitto.
Così puoi annuire compiaciuto per le sue conquiste amorose e per il 4-0 della Juve, e nel frattempo prenderti il lusso di pensare a tutt’altro.

Ad esempio penso che sono in macchina con uno che si è già laureato ed ora lavora nell’ufficio commercialistico del padre. Dal momento in cui si alza, fino al momento di tornare a dormire lui sa cosa deve fare. Lui sa cosa lo aspetta durante la giornata, senza troppe seghe mentali.
Ogni giorno casa-ufficio ed ufficio-casa, che poi sono 500 metri a piedi.
Ma lui prende lo scooterone.
Ed il fine settimana con una birra in mano nel solito baretto.
Tutto uguale, ma perlomeno lui sa già cosa lo aspetta.
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La Fininvest è nata da Cosa Nostra

di SKA su ControInformazione il 4 Agosto 2008, 09:01

Questo caldissimo mese estivo lo dedichiamo alla memoria politica, per tutti e su tutti ovviamente.

Riprendo per i capelli questo articolo e lo ripubblico, evitando che cada inesorabilmente nel dimenticatoio delle cose dette, poi rimangiate, poi ridette ed infine fatte sparire dalla memoria. (C’è sempre l’emeroteca)

L’articolo è datato 27 ottobre 1998 e scritto da Matteo Mauri per La Padania, organo di stampa ufficiale della Lega Nord.

“A Palermo hanno preso un meneghino per rappresentare i loro interessi. La verità è che se cade Berlusconi cade tutto il Polo, e al Nord si prende tutto la Lega. Ma non lo faranno cadere: perché sarà pure un figlio di buona donna, ma è il loro figlio di buona donna, e per questo lo tengono in piedi.”

Bossi rincara la dose dal Congresso federale della Lega: “il capo di Forza Italia parla meneghino ma nel cuore è palermitano”
«La Fininvest è nata da Cosa Nostra»
Lo tengono in piedi perché rappresenta i loro interessi al Nord, è il loro “figlio di buona donna”

La guerra è aperta da tempo. Ma ora entra in campo l’artiglieria pesante. E se alle accuse di mafia che da tempo Bossi lancia contro Berlusconi, il Cavaliere risponde col silenzio, adesso il Senatur ha deciso di alzare il tiro.
«Tanto per essere chiari, per far capire alla gente», replica ad un congressista che aveva criticato la «politica dell’insulto» del segretario leghista. L’attacco di Umberto Bossi a Silvio Berlusconi, è durissimo. Il segretario della Lega Nord nel corso del suo intervento al Congresso straordinario del Carroccio, ha più volte dato del “mafioso” a Berlusconi. Da tempo il leader leghista, durante gli innumerevoli comizi, aveva indicato nel Cavaliere «l’uomo di Cosa Nostra». Al congresso, la tesi è diventata ufficiale. «L’uomo di Cosa Nostra» viene citato decine e decine di volte. E con lui tutte le aziende che fanno capo al leader di Forza Italia. L’anomalia italiana è lì: se ne devono convincere in primo luogo tutti i delegati, poi l’opinione pubblica.

«La Fininvest – ha affermato Bossi – ha qualcosa come trentotto holding, di cui sedici occulte. Furono fatte nascere da una banca di Palermo a Milano, la banca Rasini, la banca di Cosa Nostra a Milano. E a Palermo hanno preso un meneghino per rappresentare i loro interessi. La verità è che se cade Berlusconi cade tutto il Polo, e al Nord si prende tutto la Lega. Ma non lo faranno cadere: perché sarà pure un figlio di buona donna, ma è il loro figlio di buona donna, e per questo lo tengono in piedi».

Se l’ex-Capo dello Stato Francesco Cossiga negli ultimi due giorni è andato giù durissimo nei confronti del Cavaliere, Bossi non è certo stato da meno. Anzi, ha alzato il tiro, entrando anche nei dettagli, quando ha parlato della Banca Rasini, delle holding occultate, della nascita della prima tv berlusconiana, del partito degli azzurri. «Un palermitano – ha affermato Bossi – è a capo di Forza Italia. Perché Forza Italia è stata creata da Marcello Dell’Utri. Guardate che gli interessi reali spesso non appaiono. In televisione compaiono volti gentili che te la raccontano su, che sembrano per bene. Ma guardate che la mafia non ha limiti. La mafia, gli interessi della mafia, sono la droga, e la droga ha ucciso migliaia e migliaia di giovani, soprattutto al Nord».

Eppoi ancora, come in un crescendo: «Palermo ha in mano le televisioni, in grado di entrare nelle case dei bravi e imbecilli cittadini del Nord»; «Silvio è uomo della P2, cioè del progetto Italia»; «La Banca Rasini è la banca di Cosa Nostra a Milano»; «Berlusconi ha fatto ciò che ha voluto con le televisioni, anche regionali, in barba perfino alla legge Mammì»; «Berlusconi parla meneghino ma nel cuore è un palermitano».«L’uomo di Cosa Nostra»: Bossi, nelle tre ore d’intervento, ha indicato spesso il disegno dietro il palco in cui era raffigurato alle spalle di Berlusconi, un sicario siculo con lupara e coppola.Dopo aver ricordato i molti «giovani del Nord morti per droga», Bossi ha aggiunto: «Molte ricchezze sono vergognose, perché vengono da decine di migliaia di morti. Non è vero che “pecunia non olet”. C’è denaro buono che ha odore di sudore, e c’è denaro che ha odore di mafia. Ma se non ci fosse quel potere, il Polo si squaglierebbe in poche ore. Ecco il punto».

Per continuare a leggere cosa diceva Umberto Bossi su Silvio Berlusconi e Forza Italia vi consiglio anche l’articolo “Cosa penso del nuovo Presidente del Consiglio”

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Agosto

di SKA su Il Terzo Occhio il 1 Agosto 2008, 23:01

Grazie ai Perturbazione è diventato il mese più freddo dell’anno, che nella sintesi di un verso riescono a spiegare tutto ciò che comporta vivere o non vivere in un mese come questo. Perlomeno in Italia.

Se qualcuno si è chiesto perchè l’ultima data di un post risalga al 23 luglio la risposta è: semi-vacanza.
Dopo il passaggio a WordPress altra novità del sito sarà quella di scavalcare completamente la dicitura “satira politica” che ha da sempre accompagnato queste pagine, lasciandola relegata ad una categoria aggiornata di tanto in tanto. Fare satira richiede impegno, preparazione e studio continuo: è impensabile si possa chiamare satira qualche battutina, magari interessante, ma spesso sciocca.

Bisogna essere in grado di saperla fare ed io non lo sono, perlomeno non da focalizzare troppo l’attenzione su di essa. Concentrerò le mie energie su altro, gettandomi alle spalle una sorta di fardello un po’ troppo ingombrante.

Fine delle comunicazioni di agosto.

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The Lodo Alfano’s Family

di SKA su ControInformazione il 23 Luglio 2008, 19:25

Il cosiddetto Lodo Alfano, ex Lodo Schifani, ma alla fine sempre Lodo Berlusconi è diventato legge dello Stato Italiano. E questo lo sapete ormai tutti. A memoria futura voglio comunque riportarne il testo integrale ed aggiungere qualche considerazione aggiuntiva.

Il testo è contenuto nel Disegno di Legge n. 903 che entro pochi giorni verrà pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale come Legge.

1. Salvi i casi previsti dagli articoli 90 e 96 della Costituzione, i processi penali nei confronti dei soggetti che rivestono la qualita`di Presidente della Repubblica, di Presidente del Senato della Repubblica, di Presidente della Camera dei deputati e di Presidente del Consiglio dei ministri sono sospesi dalla data di assunzione e fino alla cessazione della carica o della funzione. La sospensione si applica anche ai processi penali per fatti antecedenti l’assunzione della carica o della funzione.

>> Questo primo e fondamentale articolo è un evidente ed anche un po’ presuntuoso copia/incolla dell’art. 1 dell’ex Lodo Schifani (n° 140/03) e bocciato dalla Corte Costituzionale dichiarandone l’illegittimità costituzionale in relazione all’art. 3 e 24 Cost., come si ebbe modo di dire tempo fa. Per cui, a rigor di logica, al vaglio della Corte Costituzionale dovrebbe venir bocciato nuovamente.

Quel “salvi i casi previsti dagli articoli 90 e 96 della Costituzione” si riferiscono ai casi di alto tradimento o per attentato alla Costituzione per il Presidente della Repubblica e la richiesta di autorizzazione per il Presidente del Consiglio ed i ministri nei casi di reati commessi nell’esercizio delle proprie funzioni.

2. L’imputato o il suo difensore munito di procura speciale può rinunciare in ogni momento alla sospensione.

>> Può rinunciare, quindi “ehy, fidiamoci della loro onestà!”

3. La sospensione non impedisce al giudice, ove ne ricorrano i presupposti, di provvedere, ai sensi degli articoli 392 e 467 del codice di procedura penale, per l’assunzione delle prove non rinviabili.

4. Si applicano le disposizioni dell’articolo 159 del codice penale

>> Sospensione del corso della prescrizione

5. La sospensione opera per l’intera durata della carica o della funzione e non è reiterabile, salvo il caso di nuova nomina nel corso della stessa legislatura nè si applica in caso di successiva investitura in altra delle cariche o delle funzioni.

>> Se ad uno dei 4 viene data nuova nomina all’interno della stessa legislatura la sospensione continua, altrimenti decade alla fine del periodo previsto per la carica. Il previsto “salto di carica in carica” stando a questo articolo non è possibile. Ma sarebbe un paradosso: se alla fine della legislatura Berlusconi venisse eletto Presidente della Repubblica non potrebbe godere dell’immunità prevista dall’art. 1? Non avrebbe senso. E infatti non ce l’ha. (chiedo lumi)

6. Nel caso di sospensione, non si applica la disposizione dell’articolo 75, comma 3, del codice di procedura penale. Quando la parte civile trasferisce l’azione in sede civile, i termini per comparire, di cui all’articolo 163-bis del codice di procedura civile, sono ridotti alla metà, e il giudice fissa l’ordine di trattazione delle cause dando precedenza al processo relativo all’azione trasferita.

7. Le disposizioni di cui al presente articolo si applicano anche ai processi penali in corso, in ogni fase, stato o grado, alla data di entrata in vigore della presente legge.

8. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione
nella Gazzetta Ufficiale.

*Il c.d. lodo Alfano è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 173 del 25 luglio 2008 come Legge n. 124 del 23 luglio 2008. Il testo del provvedimento è lo stesso del DDL riportato sopra. La legge è in vigore dal 26 luglio 2008.

Altre letture per rendere il discorso più organico:

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WTF?

Giornalista, web designer e pubblicitario. Da blog di protesta negli anni in cui i blog andavano di moda, questo spazio è diventato col tempo uno spazio di riflessione e condivisione. Per continuare a porsi le giuste domande ed informare se stessi.