Via Craxi?
di SKA su Satira il 6 Luglio 2007, 09:45
Dopo Bettino, vogliono cacciare dall’Italia anche il figlio Bobo? 1
Dopo Bettino, vogliono cacciare dall’Italia anche il figlio Bobo? 1
Qua si ha un blog da portare avanti, mancano però nuovamente tempo e soprattutto idee.
Tutto ciò che leggo in questi giorni mi annoia, sfoglio stancamente pagine di giornale cercando fonti d’ispirazione per qualche facezia o per qualche approfondimento che dica come stanno effettivamente le cose.
Sarà il caldo, sarà la tanto agognata laurea che sta finalmente arrivando.
O forse è la Luna che è entrata in Saturno.
Nel frattempo, avete letto?
Storace si dimette da AN e lo annuncia su suo sito.
Dice che Alleanza Nazionale non è più di “destra”.
Vuole fare una Destra ancora più a destra di Alleanza Nazionale.
Mano al manganello, camerati!
Con Manganelli a capo della Polizia la Banda Bassotti ormai non ha più scampo.
(troppo tardi e troppo facile eh?)
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Diciamolo.
Se a far da sponsor a Veltroni per la leadership del Partito Democratico ci si mette anche un tal Marcello Dell’Utri, dall’alto della sua levatura morale (e che levatura), siamo proprio in una botte di ferro.
Diciamolo.
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Però ogni tanto sì.
Magari per una finestra temporale breve e determinata, ma finiscono.
Da questo lungo e travagliato percorso ho appreso una fondamentale lezione di vita :
non potrò mai fare il Ministro del Tesoro.
Poffarbacco.
Non faccio post citazionisti solitamente, un po’ per scelta un po’ perchè mi sembrano inutili.
Questa volta voglio rendervi partecipi di uno dei pezzi più intelligenti e completi che io abbia mai letto su quello che, banalmente, viene chiamato “l’Italiano medio”.
Non ho mai capito, veramente a fondo, cosa si intendesse con quell’appellativo.
Ora sì.
Grazie a Johnpaul ed il suo Bourgeoisie macht frei.
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Tra le tante proposte sulla destinazione del famigerato tesoretto, la più seria :
buttatelo nella lava del Monte Fato
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Mentre Fini decide di separarsi consensualmente dalla Consorte, D’Alema no.
Esclusiva: D’Alema ha concordato una nuova intervista al TG5 per smentire categoricamente le voci che l’avrebbero visto porre a sè stesso il problema della questione morale.
No, non l’ha mai fatto.
Sia chiaro.
Coltivatori domestici di marijuana, esponente con orgoglio le vostre piantine fuori dal balcone!
Non c’è più bisogno di nascondervi, siete nel giusto!
Lo sancisce la sentenza 17983/2007 della Sesta Sezione Penale della Corte di Cassazione che ha accolto il ricorso di un uomo condannato in primo grado ed in appello per avere coltivato nel proprio terreno cinque piante di marijuana.
La Corte ha annullato la condanna “perché il fatto non sussiste”, spiegando che la coltivazione “domestica” non è penalmente perseguibile anche dopo la legge Fini – Giovanardi. Il regime repressivo non è infatti applicabile
“a chi non intenda fare commercio della «coltivazione» o del suo risultato, ma coltivi la cannabis per uso personale […]tanto più che il legislatore del 2005-2006 è intervenuto lasciando pressoché integra la disciplina di base in tema di repressione delle condotte illecite”
Viene esclusa quindi la tesi per cui la coltivazione per uso personale sia penalmente perseguibile, sia per la precedente normativa che per quella introdotta con la Fini-Giovanardi n. 49 del 2006.
Per uso personale si intende esclusivamente personale, ribadiamo.
Non rivolto alla vendita a terzi.
Dove si comprano i semini?
Questa è la storia di bambini trattati come schiavi nelle fabbriche che producono gadget per gli Europei di Pechino nel 2008.
2008 ragazzi, non 1800.
L’inchiesta è stata svolta dall’associazione Play Fair 2008 ed il rapporto di denuncia è simbolicamente intitolato “Niente medaglie olimpiche per i diritti dei lavoratori”. (No medal for the Olympics on labour rights (.pdf) )
In Italia ad informarci del rapporto ed a narrarci di situazioni vissute “de visu” è stato Federico Rampini in un suo articolo per Repubblica intitolato I baby schiavi di Pechino 2008: così nascono i gadget olimpici
“alcuni bambini e bambine hanno appena 12 anni e sono già alla catena di montaggio…”
“lavorano dalle 7.30 del mattino alle 22.30, con gli stessi ritmi degli adulti. Spesso sono obbligati a fare straordinari, non remunerati. Perfino il salario degli operai adulti in queste aziende, a 20 centesimi di euro all’ora”
“Alcuni operai hanno osato denunciare questi problemi alle autorità locali e sono stati licenziati in tronco.”
Forse l’avrete già letto. O forse no.
Non me la son sentita di far cadere anche questo nel dimenticatoio delle notizie cotte-mangiate-digerite in un giorno, figlie del “new journalism” in internet.
Sempre che ce ne fosse la necessità di scriverlo, credo che l’abbiano capito ormai tutti per quale motivo il centro-sinistra (su tutti però la dirigenza DS) ha ostacolato ed ostacola tutt’ora una seria legge sul conflitto d’interessi.
Un termine che sembra andare a braccetto esclusivamente con Silvio nostro e gli altri Berluscones, chi più chi meno con le mani in pasta negli affari dell’economia italiana.
Ma in Italia vige la regola del “meglio la mia merda, che la merda ben più grande degli altri”.
Il conflitto d’interessi Ds-Unipol-coop è estremamente grave ed in qualsiasi altro paese europeo i 3 furbetti rossi sarebbero stati obbligati ad andarsene per sempre dalla politica italiana.
E’ vero, le telefonate non sono prova di alcun reato.
Ma sono sintomatiche di una collusione totale tra politica ed affari, intercettazioni che vedono Fassino, D’Alema e Latorre parlare con gente come Consorte, Gnutti e Ricucci tutti quanti condannati per reati finanziari.
Se, come dicono i DS ora, le telefonate erano rivolte solo “ad assicurare la partecipazione delle coop alla contesa bancaria” per quale motivo hanno negato spudoratamente di averlo fatto?
Ricordate la famosa intervista tappetino di Fazio a Fassino?
Raro esempio di giornalismo scoreggia.
Perchè la scoreggia una volta fatta puzza un po’, ma poi svanisce nell’aria e tutti ce ne dimentichiamo.
Chiederemo quindi noi a FassinoD’AlemaLatorre : perchè avete telefonato ripetutamente a ConsorteGnuttiRicucci nel pieno di un’Opa e di una contro-Opa, facendovi beffa delle regole del libero mercato?
La risposta sarà : “per tenerci informati”
E l’ultima domanda sarà : per quale motivo un politico dovrebbe tenersi informato di un’operazione del genere? Per quale motivo dovrebbe dire “Prima di denunciare portiamo a casa tutto” ? Oppure fare addirittura il tifo come D’Alema?
Avanti popolo, alla riscossa.
O alla scalata
Dello scontro tra il Generale Speciale ed il Ministro Visco, una brutta storia ancora tutta da chiarire, ciò che mi è rimasto più impresso è la facilità con cui su tutte le Tv nazionali riescano a parlare per ore ed ore di tutto, tranne che dei fatti.
Sicchè uno che ascolta, alla fine, si convince che effettivamente l’opinione degli esponenti politici sia più importante di ciò che è successo in realtà.
Che poi il tutto si traduce, brevemente, in : ma si può sapere che cosa cazzo è successo?*
*la domanda è eufemistica, ma neanche tanto… leggere qua
Seconda puntata della blog-inchiesta sui costi della politica, o meglio dei politici. Dopo aver parlato del trattamento economico dei Deputati parleremo oggi del trattamento economico dei Senatori per fare poi una somma conclusiva
Trattamento economico dei Parlamentari Italiani – Senatori
Indennità mensile di un Senatore è pari a : 5.419,46 euro, “al netto della ritenuta fiscale (€ 3.555,63), nonché delle quote contributive per l’assegno vitalizio (€ 962,42), per l’assegno di solidarietà (€ 749,79) e per l’assistenza sanitaria (€ 503,59)”
Diaria : 4.003,11 euro mensili, da cui vengono detratte 258,23 euro per ogni assenza alle votazioni.
Rimborso per spese inerenti i supporti per lo svolgimento del mandato parlamentare:
4.678,36 euro dei quali : 35% (1.637,43 euro) al Senatore stesso, 65% (3.040,93 euro) al gruppo Parlamentare
Spese di trasporto e spese di viaggio:
Pedaggio autostradale : gratuito
Circolazione ferroviaria : gratuita
Circolazione marittima : gratuita
Circolazione aerea nazionale : gratuita
Rimborso spese per il trasferimento dal luogo di residenza all’areoporto più vicino e tra l’aeroporto di Roma-Fiumicino e Montecitorio : 13.293,60 euro fino a 100 km di distanza 15.979,18 euro sopra i 100 km. Per i residenti a Roma il rimborso annuale equivale a 6.646,80 euro
Spostamenti all’estero per viaggi internazionali o di aggiornamento : 3.100,00 euro annuali
Spese telefoniche:
4.150 euro annuali
Assistenza sanitaria integrativa
Per i Senatori iscritti al servizio di Assistenza Sanitaria Integrativa è previsto il il rimborso delle spese sanitarie, così come ai rispettivi familiari. Versano una quota mensile pari al 4,5% della propria indennità mensile.
Assegno di fine mandato:
Ogni mese il deputato versa 749,79 euro da cui percepirà l’80% alla fine del mandato parlamentare
Fondo per l’assegno vitalizio:
Ogni mese il deputato versa 962,42 euro più il 2,5% (240,60 euro) per la reversibilità che vengono accantonata per il pagamento degli assegni vitalizi. Il Senatore riceve il vitalizio a partire dal 65° anno di et� .
Riepilogo di costo mensile:
Indennità parlamentare netta : €. 5.419,46 euro
ritenute previdenziali : €. 749,79
ritenute assistenziali : €. 503,59
Fondo per l’assegno di fine mandato da cui percepirà l’80% : €. 749,79
Fondo per l’assegno vitalizio (25% – 80%): €. 962,42
ritenuta fiscale: €. 3.555,63
Indennità lorda: €. 11.940,68
Diaria: €. 4.003,11
Rimborso per spese inerenti i supporti per lo svolgimento del mandato parlamentare: 4.678,36 euro
Spese di trasporto e spese di viaggio (escluse le tessere gratuite, ma calcolando sempre trasporti superiori ai 100 km [1331,59 + 258,33] : €. 1.589,92
Spese telefoniche : €. 345,83
Costo mensile di un deputato : circa €. 22.557,90
I Senatori italiani sono 333, per cui mensilmente costano allo Stato Italiano : €. 7.511.780,70
Quanto ci costano al mese i nostri Parlamentari?
630 Deputati : €. 13.848.540,30 mensili
333 Deputati : €. 7.511.780,70 mensili
Il Parlamento costa al mese : €. 21.360.321,00
Per cui annualmente il costo di sole 963 persone equivale a : €. 256.323.852,00
Tutti i dati sono stati raccolti da quelli pubblicati nel sito della Senato della Repubblica
Leggi anche : I costi della politica #1 – I Deputati
Questo è articolo è il primo di una serie che proverà a far chiarezza sui costi della politica, o meglio dire dei politici, in Italia.
Si parla tanto dei costi della politica, ma non si riesce mai ad avere chiarezza sui dati reali, presi direttamente dalle fonti ufficiali. Quindi non la solita bufala che circola di tanto in tanto tra le e-mail.
Quanto prende al mese, all’anno, un politico italiano? Partiremo dai Parlamentari, Deputati e Senatori, Europarlamentari, Presidenti di Regione e di provincia, Consiglieri regionali e provinciali, Sindaci ed Assessori comunali.
Circa 180.000 persone pagate con i soldi dei contribuenti.
Trattamento economico dei Parlamentari Italiani – Deputati
Indennità mensile di un deputato è pari a : 5.419,46 euro per 12 mensilità, “al netto delle ritenute previdenziali (€ 749,79) e assistenziali (€ 503,59) della quota contributiva per l’assegno vitalizio (€ 962,42) e della ritenuta fiscale (€ 3.555,63)”
Diaria : 4.003,11 euro mensili, da cui vengono detratte 206,58 euro per ogni assenza alle votazioni.
Rimborso per spese inerenti al rapporto tra eletto ed elettori:
4.190 euro mensili di rimborso spese inerente al rapporto tra eletto ed elettori (…)
Spese di trasporto e spese di viaggio:
Pedaggio autostradale : gratuito
Circolazione ferroviaria : gratuita
Circolazione marittima : gratuita
Circolazione aerea nazionale : gratuita
Rimborso spese per il trasferimento dal luogo di residenza all’areoporto più vicino e tra l’aeroporto di Roma-Fiumicino e Montecitorio : 3.323,70 euro fino a 100 km di distanza 3.995,10 euro sopra i 100 km
Spostamenti all’estero per motivi di studio o connessi all’attività parlamentare : 3.100,00 euro annuali
Spese telefoniche:
3.098,74 euro annuali
Assegno di fine mandato:
Ogni mese il deputato versa 749,79 euro da cui percepirà l’80% alla fine del mandato parlamentare
Fondo per l’assegno vitalizio:
Ogni mese il deputato versa 962,42 euro che viene accantonata per il pagamento degli assegni vitalizi che possono variare dal 25% all’80%
Riepilogo di costo mensile:
Indennità parlamentare netta : €. 5.419,46
ritenute previdenziali : €. 749,79
ritenute assistenziali : €. 503,59
Fondo per l’assegno di fine mandato da cui percepirà l’80% : €. 749,79
Fondo per l’assegno vitalizio (25% – 80%): €. 962,42
ritenuta fiscale: €. 3.555,63
Indennità lorda: €. 11.940,68
Diaria: €. 4.003,11
Rimborso per spese inerenti al rapporto tra eletto ed elettori : €. 4.190,00
Spese di trasporto e spese di viaggio (escluse le tessere gratuite, ma calcolando sempre trasporti superiori ai 100 km [1.331,70 + 258,16] : €. 1.589,86
Spese telefoniche : €. 258,16
Costo mensile di un deputato : circa €. 21.981,81
I deputati italiani sono 630, per cui mensilmente costano allo Stato Italiano : €. 13.848.540,30
Tutti i dati sono stati raccolti da quelli pubblicati nel sito della Camera dei Deputati
Nella prossima puntata parleremo dei Senatori
Leggi anche : I costi della politica #2 – I Senatori
3 esempi facili facili
Francia: 547.030 km² – 60.180.529 abitanti – 65.000 auto blu
Germania: 357.022,90 km² – 82.438.000 abitanti – 54.000 auto blu
Italia: 301.338 km² – 58.883.958 abitanti – 500.000 574.215 auto blu
Ma di cosa stiamo parlando allora?
Dei fantomatici costi della politica di cui ha parlato anche Montezemolo?
Quei costi della politica che si vorrebbero risolvere tagliando ulteriormente le spese locali? Ossia i servizi dai comuni?
Con 500.000 auto blu e 180.000 politici pagati coi nostri soldi, mi venite a parlare di taglio alle spese locali?
Perchè dobbiamo leggere il rapporto ISTAT sul 15% delle famiglie povere in Italia?
Perchè dovremmo sorbirci i discorsi su come gestire i nostri soldi del “tesoretto”? (è un disavanzo, non è un tesoretto, sono soldi nostri, non li avete trovati per strada)
Perchè dovremmo sorbirci le campagne sul risparmio energetico fatte dall’Eni (l’Eni, una società petrolifera, mica Legambiente…).
Oppure leggere quasi col senso di colpa i consigli del Presidente del WWF che, con molto garbo, invita semplicemente a non lavarsi per risolvere i problemi ambientali.
Ha ragione Adriano Sofri quando dice che è più facile applicare il protocollo di Kyoto, anzichè far equiparare gli insensati privilegi parlamentari italiani a quelli dell’Europa.
Fonti:
i dati sono tratti dallo studio effettuato da Contribuenti.it e dall’articolo di Matteo Spicuglia su Il Giorno
Sarò io che vedo tutto storto.
Ma ‘sto comitato dei 45 più che un comitato promotore a me sembra un ritrovo per anziani nell’attesa di andare in balera.
Con tutto il rispetto per le balere, s’intende.
Spegnete la radio, il lettore mp3. Spegnete la Tv.
Chiudete la finestra, chiudete bene la porta della stanza.
Spegnete quel cazzo di cellulare.
Sì, anche l’altro.
Ed ora ascoltate attentamente.
Non avendo la possibilità di monopolizzare le frequenze radio-televisive, Mediaset si accontenta di avere il monopolio/controllo di fatto sulla raccolta pubblicitaria con Publitalia ed il monopolio/controllo di fatto sui palinsesti con Endemol.
Plausi da destra a sinistra, inevitabilmente.
Ognuno fa quel che può d’altronde.
“Ma io ho il ddl sul conflitto d’interessi!”
“E ci si pulisca il culo!”
“Perché mai un imprenditore avveduto come Berlusconi, dotato di immensa disponibilità finanziaria, avrebbe dovuto effettuare, o meglio far effettuare, un pagamento corruttivo attraverso la modalità (bonifico bancario) destinata a lasciare tracce anziché con denaro contante?
E per quale ragione il pagamento avrebbe dovuto essere eseguito attraverso il transito sul conto di Previti anzichè direttamente al destinatario? (…) Lo stesso risultato pratico sarebbe stato perseguibile più prudentemente ocn versamenti, sia pure all’estero, per contanti.”
Questo è uno stralcio delle motivazioni della II Corte d’appello di Milano contenute nella sentenza di assoluzione per il processo IMI/SIR in cui Silvio Berlusconi era imputato di corruzione in atti giudiziari per il passaggio di 434.404 dollari partito tramite bonifico il 6 marzo 1991 dal suo conto in Svizzera, transitando per il conto dell’avvocato Previti e di lì fino al conto del giudice Squillante.
La singolare tesi della Corte liquida il processo con questo ragionamento : se l’imputato non lascia tracce è innocente perchè manca la prova; ma se invece lascia tracce evidenti (come per l’appunto il bonifico) non è possibile che le abbia lasciate, sarebbe veramente troppo stupido. In entrambi i casi scatta l’assoluzione. Geniale.
Altresì si ignora la sentenza della Cassazione che disse, molto logicamente : se paghi un giudice è comunque un tentativo di corruzione perchè lui venda la sua funzione nel futuro. Non c’è bisogno che la mazzetta venga data per una controprestazione immediata.
La mazzetta non è una parcella.
Ma il punto principale è quello dell’incipit : perchè mai un imprenditore che dispone di circa 64 società off-shore e svariati conti esteri dovrebbe utilizzare i bonifici anzichè metterli in una sacca nera e portarli di soppiatto direttamente a casa del corrotto?
D’altronde l’aveva già fatto con i 23 miliardi di lire a Craxi (All Iberian) e 1 miliardo e mezzo a Previti.
Berlusconi è una persona precisa ed “avveduta” : quando invia soldi vuole indietro la ricevuta.
Per ulteriori informazioni in merito :
Berlusconi, con il bonifico mica è corruzione…”
Sme: “Berlusconi troppo avveduto per corruzione via bonifico”
Forum de Il Legno Storto
UPDATE!
Dopo alcune ricerche ed un po’ di fortuna siamo in grado di fornirvi le motivazioni integrali dell’assoluzione di Silvio Berlusconi al Processo IMI/SIR (.pdf)
Buona lettura!
Giornalista, web designer e pubblicitario. Da blog di protesta negli anni in cui i blog andavano di moda, questo spazio è diventato col tempo uno spazio di riflessione e condivisione. Per continuare a porsi le giuste domande ed informare se stessi.