La Presidenza del Consiglio condanna Berlusconi

di SKA su Satira il 21 aprile 2005, 20:44

No, non è una delle solite barzellette comuniste.
Non è neanche una strana redenzione del Cavalier Bellachioma, che in un impeto di super-egocentrismo ricorda di essere un delinquente e si auto condanna.
Sarebbe bello però…
In realtà è proprio quel che è successo: durante il processo Sme l’avvocato Salvemini, che rappresenta la parte civile per Palazzo Chigi, chiede la condanna di Berlusconi (imputato) ad un risarcimento di 1,1 milioni di euro + 300mila euro da versare immediatamente.
Il paradosso nasce dal fatto che il processo è iniziato durante il 97 quando alla Presidenza del Consiglio c’era D’Alema.
L’accusa è di corruzione, non corruzione semplice ma mercimonio dell’attività di giudice. Sì insomma, ha pagato 500 milioni al giudice Squillante per corromperlo.
A parte la solita persecuzione che non sta più nè in cielo nè in terra, il simpatico giudice Squillante per aver preso quei soldi dalla Fininvest si è beccato 8 anni di carcere.
Berlusconi, tutt’ora a capo della stessa Fininvest, è in giro a far campagne elettorali. Giusto per il gusto di non presentarsi ed allungare i processi finchè i capi d’imputazione non cadano in Prescrizione.
E la scusa della Presidenza del Consiglio lo legittima a farlo, ecco perchè a quella poltrona ci sta attaccato con il mastice.

Approfondimenti:

La presidenza del Consiglio chiede la condanna di Berlusconi
ed anche
Squillante ammette che nel ’96 Berlusconi gli offrì la candidatura in Forza Italia per evitare il processo
Buon divertimento…

P.s. i Cinegiornali della Rai dicono che è stata richiesta la condanna di Previti. Ma non è così…fa quasi pena quel pover’uomo.
Previti come Craxi by Silvio Bellachioma

The Legendary Pink Dots - Third Secret

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Notte solitaria

di SKA su La dimanche des crabes il 20 aprile 2005, 20:34

Sono ancora solo.
Sì lo so, il discorso è il solito trito di ingredienti rispalmati in tutte le salse.
Eppure mi sento di nuovo solo.
Sento maledettamente la mancanza di un’amicizia vera con cui parlare, anche solo per stare una serata a parlare di dischi, di culi o di politica.
Vorrei sentirmi veramente amico di qualcuno, sapere che “hey, dammi una mano” e dire “ehy, ci sono”.
Ed esserci.
Ed allora mi nascondo dietro la mia finta aria da snob, per disprezzo degli altri, per puro autolesionismo, per non sentirmi succube delle mie angoscie.
Vorrei , dovrei, preoccuparmi per primi degli altri. Eppure prima di pensare agli altri mi faccio prendere dall’egocentrismo e nella mia testa frulla il solito IO. Sì, IO!.
Io che si elogia, Io che si sente frustrato, Io che ha paura,
Io
E poi gli altri…

“ma anche io ti faccio sentire così?”…no, te lo dico già da qua.

Acid Brains -- The end of the show 

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Bene, bravo. Bis

di SKA su Satira il 20 aprile 2005, 17:11

Berlusconi si è dimesso. Il governo cadrà e se ne rifarrà uno nuovo.
Tutto, come sempre, a sua immagine e somiglianza.
Poche modifiche ministeriali annunciante, assolutamente niente detto alle Camere. O perlomeno sempre la solita retorica spicciola, in 1 anno l’Unto del Signore (ormai verso il Bis-Unto) vorrebbe attappare tutti i buchi economici, risollevare il meridione, attenzione alle famiglie e magari far vincere lo scudetto al Milan. Vorrebbe tenere insieme la coalizione, ma non sa come. E neanche si è degnato di spiegarlo.
Il Berlusconi-Bis ha 3-4 giorni per ripartire, il solito Governicchio che la nostra Italia Demo-Piduista è abituata a vedere dal dopo guerra, sempre con gli stessi, identici, obiettivi. Mai raggiunti, ovviamente.

Peccato che l’elezione di Benedetto XVI, il Papa Razti come lo ha chiamato il “Sun”, abbia tolto spazio ai soliti deliri di onnipotenza di Sua Emittenza.
Fino all’ultimo ho creduto di vedere un omino basso basso, con pochi capelli in miracolosa ricrescita ed una papalina in testa.
I comunisti l’avrebbero chiamato : Pio Tutto
Invece si sarebbe chiamato : Bettino I

Can - Mushroom

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Crolla il mondo, ma non mollo

di SKA su Satira il 14 aprile 2005, 18:40

Il nostro amico Silvio sembra veramente attaccato con la colla alla sua poltroncina di velluto (o di pelle umana?). Ci si sbraccia a dire che siamo una democrazia – governo del popolo – ma quando arriva una batosta tale da far pensare ad una mezza rivoluzione proprio dal popolo ci si inventano le scuse più strampalate, di quelle che fanno prendere appunti a tutti i comici ancora abilitati alla parola.

Non basta neanche il richiamo ufficiale dell’Unione Europea sui nostri conti tutt’altro che rosei, anzi è sempre la solita manfrina dei buchi colossali lasciati dalla sinistra ( ma quale governo di Sinistra ha governato seriamente prima di quello attuale se non quello di Craxi, tutt’altro che nemico del Premier ?)

Ed ora non basta neanche la crisi ufficiale lanciata dall’UDC di Marco Follini che si ricordano di essere Democristiani Doc. e rompono il cazzo.

Il Cavalier Bellachioma è disposto a rimanere da solo dentro Palazzo Chigi, magari portandosi pizza e patatine, pur di arrivare a fine legislatura e far divenire finalmente legge tutti i decretini e decretucoli a tutela di sè stesso.

BERLUSCONI! Non ci crede più nessuno! Basta con le panzane!

Questi sono i dati dell’Unione Europea sull’Italia attuale : 6.700.000 poveri “veri” e 1.500.000 famiglie a rischio di diventarlo, grado di fiducia dei consumatori in picchiata verso il basso, sforamento dei parametri di Maastricht, riduzione delle vendite del made in Italy, volontà di de-tassare per 12.5 milioni di euro.

Ed intanto vende ad aziende di sua stessa proprietà (ma non a nome suo) il 17% delle azioni Fininvest – 2.080 milioni di Euro – una cifra che da sola potrebbe attappare il debito pubblico italiano.
Il così tanto citato – e purtroppo esistente – conflitto d’interessi ora diventa arma di propaganda politica..

Vi lascio con un passo di un giornale danese tale Politiken:

“Mentre l’Europa si torce le mani al pensiero che tra alcuni anni la Turchia possa guadagnarsi il merito di diventare membro della UE, si accetta tranquillamente un’Italia il cui leader usa una parte sempre maggiore del suo potere politico per affossare il sistema di diritto e la libertà di espressione.”

Non a caso siamo il paese di Pulcinella e ci piace essere presi in giro.

Queens of the stone age - Everybody Knows That You're Insane

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Ed ora?

di SKA su Il Terzo Occhio il 13 aprile 2005, 20:50

Sto lavorando come un matto dalla mattina alla sera a tutte quelle grandi e piccole cose che sono costretto, mi sono promesso-proposto e che semplicemente ho voglia di fare. Questo piccolo spazio è una di quelle. Lo studio e il lavoro tra quelle precedenti.
Il Blog è finito, non mi prendo neanche tanto in giro sul fatto che questo non è partito per esserlo. Lo è, fine. Nonostante il mio vecchio articolo Mi Scappa un Blog non mi rende poi così coerente con me stesso. Fortunatamente allora parlavo di altre cose, e poi quel titolo mi faceva morire dal ridere.

Ed ora?
Non lo so, sarà un blog-sitopersonale-d’informazione, ci saranno le mie impressioni, i miei pseudoarticoli, i miei lavori…e poi basta. Mi volete morto?

Per ora ciao, poi si vedrà

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Riaperto il Terzoocchio

di SKA su Il Terzo Occhio il 1 aprile 2005, 15:19

Finalmente riapre il Terzoocchio dopo aver perso tutti gli articoli ed i post, cambio server, cambio nome e cambio stile. Cambio tutto.
Non ho altro da aggiungere perchè tanto questo post introduttivo farà una brutta fine a breve.
Per adesso un saluto a voi, miei cari 2 lettori.

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Libertà di stampa in Italia?

di SKA su ControInformazione il 19 marzo 2005, 23:23

Esiste nel mondo la Freedom House che si occupa delle Libertà in senso globale, per tutti i cittadini in tutti gli Stati del Mondo. Fortunatamente nulla ha a che fare con la nostra ben più ridicola Casa delle Libertà .

Tratterò nello specifico le Libertà di Stampa.
Ogni anno la Freedom House stila una classifica comprensiva di tutti gli Stati, assegnando dei punteggi in base al tasso di legalità , le influenze politiche e pressione economica con una successiva e dettagliata valutazione degli avvenimenti, o situazioni, che hanno consentito di raggiungere quella posizione.

La tabella è tranquillamente scaricabile da questo indirizzo o raggiungibile dalla sezione sulla Libertà di Stampa.

La Valutazione (in Inglese) ….
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Scusa vita

di SKA su La dimanche des crabes il 13 marzo 2005, 00:57


Sto male, ma non è una novità .
Non devi stare male, continuo a sentire.
Non voglio che tu stia male.
Devi essere felice.
Devi vivere la vita.
Mille grazie, lo so già da me.

Ma che ci vuoi fare, sono il solito ostinato.

Mi nascondo dietro il fumo di parole
eretto per difendermi dal mondo
eretto per non pensare a ciò che sento
perchè magari posso pensare di essere sereno.

Ho paura
Ho paura degli uomini
Ho paura degli altri
Ho paura di me stesso
Ho paura della vita.

E mi dicono che va vissuta,
e mi dicono anche come, dove e perchè
e se penso devo chiedere scusa.

Già , scusate.
Scusate se sono di disturbo
non ho chiesto io di essere qua.

Vivi! Mi hanno detto,
e già da subito ho dovuto abbassare la testa.
Vivrò. Eppure non ne ho voglia.
Vivrò, anche se i demoni continueranno a corrodermi.
Vivrò, almeno sino a quando non troverò il coraggio di smettere.

Fai di me cenere
da soffiare via col vento.

Fai di me terra
per questo mondo affaticato.

Fai di me polvere
da cospargere nel mare.

Fai di me ciò che credi
e forse solo così

mi riuscirò a liberare.

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Fuoco amico, dicono

di SKA su Satira il 6 marzo 2005, 23:28

Ero in attesa di qualcosa di veramente importante per tornare a scrivere, tra queste pagine che sembrano sempre più casa mia e su cui provo ad esprimere il mio umile quanto presuntuoso pensiero.
Qualcosa di grosso, già . Ed ora che è successo cosa rimane?

La cronaca è sotto gli occhi di tutti e non è certo questa la sede per ricostruirne le fila.
Abbiamo assistito attoniti ai momenti confusi in cui, quei pochi telegiornali puntuali, annunciavano la liberazione della giornalista de “Il Manifesto” Giuliana Sgrena. Gioire? Piangere? Cosa fare? E po si scopre che invece non c’è neanche il tempo per essere felici,poichè alla liberazione di un’italiana è susseguita la morte di un altro concittadino che ha fatto in modo che questo potesse accadere.

Nicola Calipari, dirigente del Sismi, è morto dopo un vero e proprio agguato attuato nei loro confronti a circa 700 metri di distanza dall’areoporto di Baghdad. Il luogo dove tutto sarebbe finito.
Si è gridato al Blitz, ad una rivolta dei “terroristi”. Ebbene no. Il crogiuolo di colpi è partito da un tank USA, ma il perchè non è dato sapersi. Inutile perdersi nel marasma di ipotesi, opinioni, false ricostruzioni utili soltanto a riempire di fuffa il già ostico territorio dell’informazione.

Scherzi del destino, fai da mediatore con dei pericolosissimi “tagliagole” e non succede niente, stai per arrivare a casa e ad ammazzarti sono gli “amici”. Beh, begli amici. Lo diceva la mamma di non dare confidenza agli sconosciuti, specie se sono stranieri.
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Una vita sul comodino

di SKA su La dimanche des crabes il 27 febbraio 2005, 00:54

Una notte come tante, senza luna, senza stelle
rumori lontani fanno da collante tra
la realtà ed il sogno da cui sono uscito

Porta chiusa alle spalle, impossibile tornare da dove si è venuti.
Eppure è così facile immaginare ciò che non è,
costruisco mondi con case, strade e uomini
con sentimenti, idee e varietà d’amori,
ma sono uomini.

Spengo la vita per tenerla sul comodino
le basta una luce per non essere sola,
la sento pulsare, chiamare, gridare
pretendere attese disattese
ormai da tempo confuse

Chiudo la stanza e riprendo i blocchi sfatti
provo a ricomporre l’idea di me
vuot d’inutili ruoli e pregiudizi
vuota di menzogne e consimili

Viaggio in uno spazio senza tempo
senza obblighi ne cemento
senza uomini sottostanti
senza capi maleodoranti

Solo gente che parla di sè
inaspettata e senza volto
non importano cifre o indirizzi
pensieri, idee oltre i giudizi.

E’ questo un viaggio senza tempo
senza lacrime ne un lamento.

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Vento

di SKA su La dimanche des crabes il 13 febbraio 2005, 00:51

Sorpreso nella mia solitudine
rileggo i pensieri stipati nella mente,
ritornano lenti per pervadere
questo presente

L’immaginazione non ha più colori
come in un affetto embrionale mai nato
dimentico parole, suoni, odori
dmentico il mio passato.

E’ l’illusione che rende tutto vacuo
inutile agli occhi, inutile al tatto.

Ora posso sorridere
non senza una lacrima,
ma a questo provvederà il vento,
come è giusto che sia
si riporta indietro le malinconie.

Tutto in un soffio di vento.

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Incondannabile

di SKA su Satira il 10 febbraio 2005, 00:47

Non credere che il giusto sia l’ incondannabile.
Non credere che l’amore sia solo parole.

Non credere che i poeti siano i saggi e gli altri gli stolti,
non credere che i poveri siano i mendicanti,
non credere che il nulla e l’eterno siano la stessa cosa.

Chi ha deciso per noi, per le nostre gioie, le nostre speranze,
per i nostri amori così come per i dolori?

Chi ha deciso che qualcosa di piccolo piccolo
non possa contenere qualcosa di immenso?

Chi ha deciso che qualcosa di umile
non possa essere infinitamente prezioso?

Chi ha deciso che qualcosa di umile
non possa essere infinitamente prezioso?

Come in un’ironica antitesi della vita,
qui dentro ho messo il mio amore.
Mi ha confidato di non stare poi così stretto,
si lascia racchiudere tra le parole
sapendo che è solo una faccia
della sua immensità .

Ed io, come un mendicante di parole,
mi spoglio della vita e ti regalo i miei sogni
ed il mio cuore.

Da custodire con gelosia,
perché è solo uno.

E lo regalo a te.

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Passeggeri

di SKA su La dimanche des crabes il 6 febbraio 2005, 00:53

Rimetto in tasca tutti i miei fogli
accartocciati ed imbrattati servono soltanto
a confondere ancora la mia incongruenza.

Rimetto in tasca ogni singolo foglio
marchiato a fuoco
macchiato r’orgoglio

Potrei farne dei piccoli aerei
che si muovono a sogni
con passeggeri i dolori.

Potrei farne dei coriandoli
per lanciare gioia in Carnevale
ma senz’anima non potrei amare.

Se ne facessi un fuoco
scalderei la pelle altrui
ma brucerei poco a poco.

Metto in tasca anche una parte di te
perchè è a te che devo i sogni
perchè i giorni trascorsi non si possono dimenticare
perchè il tuo pensiero mi saprà cullare.

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Tempo

di SKA su La dimanche des crabes il 30 gennaio 2005, 00:45


C’era un tempo in cui ogni cosa era al suo posto, un tempo in cui gli uomini guardavano gli altri semplicemente come uomini, un tempo in cui sentirsi vivi non implicava sentirsti estranei.

Mi sento vivo, è per questo forse che non riesco ad essere parte di quest’ingranaggio che gira costante sulle nostre teste, vibra come l’aria e sento vuoto negli occhi.

Mi chiudo nel silenzio ed aspetto che giunga di nuovo quel giorno in cui tutti possiamo sentirci parte integrante del gioco, e non semplici spettatori.

Aspetto la mia vita.

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A Perfect Circle – eMOTIVE

di SKA su KulturaUrbana il 25 gennaio 2005, 01:02

Terzo capitolo nella saga del “Cerchio Perfetto”, che esce ad una distanza relativamente breve dal precedente Thirtheenth Step. Si è parlato di un disco registrato “in fretta” per uscire dalle morsa contrattuale della Virgin, gli artisti parlano di un disco nato dall’esigenza di “una raccolta di canzoni su guerra, pace, amore e avidità ” come spiega Keenan in una delle prime interviste ufficiali. A noi piace sposare la versione ufficiale che è indubbiamente quella che più si addice ai contenuti di eMOTIVe. E perciò partiamo col dire che proprio di una raccolta si tratta, una significativa rielaborazione di classici della protesta che fa di questo disco un concept-album reso eccentrico e sinistro, quasi infernale, terrorizzante. Ne è esempio lampante la calma e speranzosa Imagine di John Lennon estirpata dalla nostra memoria con le tenaglie e resa agonizzante dalla rassegnazione nella voce di Keenan e dal piano inacidito e straziante della riesumanta Paz Lechantin.

Il tutto viene anticipato dall’opener Annihilation targata 1982 e firmata Crucifix nel quale il sussurro angoscioso si annoda su minimali e precisi tasti giungendo alle orecchie come dall’oltretomba, invisibile, a ricordarci che le guerre del nostro mondo civile sono il frutto di perversi progetti di uomini che si nascondono nella penombra delle stanze del potere. Magari un po’ enfatico e retorico, ma non fa male ricordarlo. Proporre un disco di covers è sempre rischioso soprattutto quando ci si cimenta con pezzi che sono nella storia di tutti, gli A Perfect Circle consapevoli della loro valenza musicale sono coraggiosi e vengono appagati da un buon prodotto finale che risulta a tratti molto originale e di carattere non senza alcuni passi falsi. In quest’album gli schemi saltano, la formazione cambia ad ogni episodio. Non ci sono protagonisti o prime donne, soltanto interpreti di un’unica opera che sa di teatrale nella sua coerenza contenutistica quanto nella varietà scenica e musicale.
In (What’s so funny ’bout) Peace, Love and Understanding di Nick Lowe e resa famosa da Elvis Costello troviamo un sorprendente Howerdell alla voce, il pezzo anch’esso rallentato ed un intercedere volutamente faticoso tende a sottolineare che non c’è proprio niente di divertente nella domanda posta nel titolo. Chi apprezzava gli A Perfect Circle per gli album precedenti rimarrà probabilmente perplesso all’ascolto di questo esperimento discografico, c’è ben poco del gruppo che si conosceva, è impossibile far paragoni con i loro stessi precedenti. Qui i tributi e le citazioni non stanno soltanto nella scelta dei titoli, ma soprattutto nelle musiche. Il largo uso dell’elettronica col marchio Danny Lohner ci fa camminare sui passi percorsi dai Depeche Mode, deviando per Aphex Twin o addirittura dai Massive Attack e Radiohead mantenendo tuttavia una linearità atmosferica coerente per tutti i 50′ dell’album, tetra e cupa. E’ questa l’aria che si respira anche in What’s going on di Marvin Gaye, sin troppo eterea forse, ma lascia concede respiro prima di tuffarci nell’altro stato d’animo del terrore : la rabbia.
E’ con Passive che finalmente si risentono le tipiche sonorità dei Circle, unico pezzo inedito del disco perchè effettivamente non era stato mai registrato precedentemente se non in un live col titolo di Vacant, esperimento dei mai nati Tapeworm. Nel magma infernale spicca per la sua incisività e tempistica da vera, nonchè unica, canzone nell’album. Le urla del ritornello di Passive continuano nel growl pesante di Gimmie Gimmie Gimmie dei Black Flag inframezzato da brevi momenti di riflessione per 2 minuti abbondanti di pura follia. People are People dei Depeche Mode e Freedom of choice dei Devo vanno annoverati come i pezzi peggiormente riusciti, il primo ricalca l’originale senza apportare nulla di nuovo mentre come la prova di far resuscitare la rabbia poetica anni ’80 dei Devo fallisce, sicuramente una prova coraggiosa che però non porta alcuna nuova intuizione musicale, limitandosi a rendere il pezzo soltanto più heavy.
Si torna nel caos con la chitarra frizzante e l’ansioso drum&bass di Let’s Have a War dei Fear, un classico del punk riproposto in una chiave quasi industrial. Come lo è d’altronde Counting bodies like sheep to the rhytm of the war drums che non è altro che il Remix di Pet contenuta in Thirtheenth Step, detto questo detto tutto. Come si è alzato nella rabbia il disco va a soffocarsi su sè stesso nel blues paradisiaco quindi antitetico When the Leeve Breaks di Memphis Minni ma resa famosa dai Led Zeppelin nel quale voci lontane si intersecano danzando sopra la bellissima suite al piano, ipnotico nella sua leggiadria fa quasi dimenticare del fardello che ci siamo appena lasciati alle spalle.

La musica si spegne e resta solo voce, la preghiera di Maynard in Fiddle of the drum di Joni Mitchell è commovente e lascia disarmati, piace pensare che sia proprio questo l’intento del messaggio conclusivo, scrollarsi di dosso la ferraglia, i rumori, i suoni e lasciare che sia soltanto l’anima delle persone ad uscire limpida ed in pace per farsi sentire senza la necessità di urlare.

Tracklist :
01. Annihilation
02. Imagine
03. Peace love and understanding
04. What’s going on
05. Passive
06. Gimmie Gimmie Gimmie
07. People are people
08. Freedom of choice
09. Let’s have a war
10. Counting bodies like sheep to the rhythm of the war drums
11. When the levee breaks
12. Fiddle and the drum
articolo scritto per e tratto da impattosonoro.it

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Ancora regime? Sì, grazie

di SKA su KulturaUrbana il 12 gennaio 2005, 23:05

Dopo aver divorato questo coraggioso quanto, ovviamente, boicottato libro (dura fatica trovarlo nelle librerie) si ha un cupo senso di ansia ed angoscia nell’anche soltanto scrivere una recensione. Sappiate quindi che se non mi vedrete più qui a scrivere liberamente o trovere il logo della Procura al posto della nota di Impattosonoro significa che il regimecolpisce anche gli insignificanti.

“Oggi per instaurare un regime non c’è più bisogno di una marcia su Roma, nè di un incendio al Reichstag, nè di un golpe al Palazzo d’Inverno. Bastano i cosiddetti mezzi di comunicazione di massa, e fra essi sovrana ed irresistibile la Televisione”

Queste alcune delle ultime parole di Montanelli prima della sua scomparsa, poste sul retro del libro come un monito, o manifesto. Morì troppo presto per rendersi conto che quelle parole erano invece profetiche, tragica anteprima dell’attuale realtà .

E queste 406 pagine sono la cronaca quantomai dettagliata di come il cosiddetto Governo Berlusconi con tutti i suoi faccendieri al seguito, la sua arroganza ed il suo strapotere abbia desertificato, manipolato e riempito di niente tutta la Tv, organo supremo dell’informazione in Italia.

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Buon Natale Italia!

di SKA su Satira il 24 dicembre 2004, 23:09

Cari lettori, Buone Feste!
Inizio spumeggiante questa sorta di editoriale, natalizio sì, ma anche di congedo da questo 2004 che, spero per chi legge, non vi abbia caratterizzato tra quella metà e rotti di italiani che ha visto le proprie tasche prosciugarsi all’insegna di tagli e taglioni o di euri malgestiti. Se invece vi ci trovate, benvenuti nella comunità e quindi Buon Natale a voi.

Tanti Auguri a quella centinaia di migliaia di evasori fiscali totali che con vero senso di responsabilità e vero senso dello Stato si sono prodigati a dare man forte al Ministro dell’Economia Siniscalco evitandogli ulteriori grattacapi sulle imposte. A dire il vero, hanno evitato proprio le imposte. A chi le ha pagate invece vanno le nostre più sentite parole di conforto e stima reciproca. In fondo sono rimasti in pochi, vanno tenuti stretti.

Tanti Auguri all’On.Sen.Avv. Cesare Previti per la sua quantomai prossima prescrizione del reato di corruzione per il quale è stato condannato ad 11 anni di reclusione. Col Natale si troverà sotto l’albero un bel decreto-legge che dimezza i tempi di prescrizione dei più variegati reati, per gli incensurati, per gli ultra-settantenni, quelli chiamati con iniziale Pre e finale Viti e, previa dimostrazione in aula, per chi porta mutande a pois blu. Insomma, sono passati i tempi in cui commettere un reato era un reato. Scegliete il vostro preferito poi, sempre che veniate scoperti, tra indagini preliminarie e burocrazia varia il vostro processo farà in tempo a malapena ad arrivare alla sentenza di primo grado, si va in appello ed improvvisamente “puff”, i termini di legge per il vostro reato terminano ancor prima di iniziare l’altro processo. Quindi auguri ai novelli fraudolenti.

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Andreotti Assolto? Ma quando mai…

di SKA su Satira il 29 ottobre 2004, 22:11

Parlare di politica qui è, se non inutile, quantomeno difficoltoso. Ma oggi non lo farò, oggi parliamo di indignazione personale, di indignazione sociale, culturale e spero popolare. Per questo cerco di far parte di una delle pochissime voci che hanno scritto il vero, che si sono informate ed hanno provato a farne partecipi i lettori. Percentualisticamente un’inezia al confronto degli spettatori/lettori che si sono bevuti i titoli ed i commenti più ignobili, ma soprattutto incompetenti.

Chi non legge i giornali o guarda i telegiornali di voi? Spero pochi ovviamente. Ma praticamente tutti avrete visto e letto ovunque titoli del tipo “Andreotti Assolto!”, “Assoluzione Piena”, addirittura Il Giornale di Berlusconi scriveva “Andreotti mafioso era uno scherzo” ed i fortunati spettatori di ogni TG nazionale avranno visto Andreotti su di un trono regale che sorrideva compiaciuto, venerato, beatificato. Dev’essere davvero stato un santo questo signor Andreotti a sentire l’informazione pubblica. Peccato che le sentenze non le facciano nè l’informazione pubblica nè gli estemporanei commentatori politici di Palazzo Chigi. Le sentenze le fa (ancora) la Giustizia italiana, e nel caso specifico l’ultima istanza di giudizio che è quella della Corte di Cassazione. E che dice questa signora CorteDiCassazione? Semplicemente che tutto quello che avete letto sino ad ora non è vero! Usiamo per filo e per segno ciò che si può leggere nella sentenza (pubblica, quindi non così difficilmente reperibile) “Il reato per associazione per delinquere (diventata associazione mafiosa nell’82) è stato commesso, è concretamente ravvisabile (è quindi provato) ma estinto per prescrizione”. Forse è difficile il concetto di Prescrizione è per questo che si è blaterato a destra e a manca (anche in senso politico). Tanto per correttezza linguistica sono andato a prendere un qualsiasi Zingarelli che recita : Prescrizione – estinzione del reato o della pena col decorrere di un periodo di tempo indicato dalla legge. Quindi reato accertato, provato ed appurato, ma scaduto. Un po’ come il latte avariato. E di tempo ne è passato, 22 anni e 6 mesi.

E questo per una parte della sentenza. L’altra, invece , inerente agli anni di delinquenza libera dal 1980 al 1993 l’imputato Andreotti è stato assolto per insufficienza di prove. Le prove c’erano quindi, ma non abbastanza. Continua a leggere »

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11 Ottobre : Criminal Day

di SKA su Satira il 10 ottobre 2004, 22:13

L’11 Ottobre è una data storica per la nostra bella Italia, una giornata commemorativa della Giustizia italiana (quella con la “G” maiuscola, non l’istituzione ne la pseudogiustizia giustizialista). In quella data si potrà assistere ai concerti del Maestro Apicella, a manifestazioni di Tiro con la lupara e all’esilarante spettacolo del pagliaccio Berluscone che allieterà gli illustri spettatori con il suo show in bandana bianca dal titolo “Meno tasse per tutti”. Una divertente satira all’italiana e agli italiani di due ore di puro spettacolo, in cui la faranno da padrone le scene dal titolo “Il mio programma di Governo”, “I miei decreti” e la più esilarante : “Il contratto con gli Italiani”. Imperdibile. Il popolo criminale e non avrà di che ridere.
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Mi Scappa un Blog

di SKA su La dimanche des crabes il 29 settembre 2004, 13:44

Forse non aveva tutti i torti Indro Montanelli nel classificare questa Italia come “la più brutta di sempre” e non perchè l’abbia detto un grande giornalista come lui, ma perchè è semplicemente vero. Un giornalista preso di petto da destra a sinistra e viceversa in base alla tendenza del momento : prima additato come fascista, poi comunista, poi di nuovo fascista e traditore che strizza l’occhio alla sinistra, ed infine, non sapendo più che pesci pigliare, terzista. Ovviamente il Sig. Montanelli era al di sopra di queste aride diatribe ed accuse quantomai comiche. Se n’è andato proprio nel peggiore dei momenti storico-politici del Belpaese (non il formaggio, ma quasi) battendo i pugni contro l’incredibile governo Berlusconi. Ma se n’è andato, l’Italia perde un grande pensatore. Sospiri di sollievo s’odono dall’ala italoforzuta e surrogati vari.

Berlusconi, e con lui tutta l’allegra brigata che poi si sente solo, non è chiaramente la causa del totale disfacimento di ogni qualsiasi valore che possa essere degno di tal nome, ne è solo una consequenza. La più fetida, sicuramente tra le peggiori, ma solo una consequenza. Perfino durante il regime fascista era ancora viva e vegeta una vena culturale, addirittura qualche valore. Fittizio, di facciata sicuramente, ma perlomeno coerente.

Questa è invece l’Italia delle Televisioni, un Telepaese in balia di ciò che viene trasmesso. Un paese che ancora crede che la “vera informazione” sia quella televisiva, che usa i giornali per pulire i cruscotti, ma che allo stesso tempo permette la stampa di giornali buoni solo per quello. Con una cupola di vetro che ci soffoca oramai ci beviamo tutto e tutto ci sta bene e guai a parlare di conflitto d’interessi in riferimento a quella sorta di regime mediatico in cui un privato possiede il 45% delle televisioni di livello nazionale ed è a capo di uno Stato che possiede il 99% delle azioni proprio della Tv di Stato. Guai a dire che il rischio è grosso. Demonizzatori, strumentalizzatori, Comunisti. E tutto torna a tacere. Continua a leggere »

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Giornalista, web designer e pubblicitario. Da blog di protesta negli anni in cui i blog andavano di moda, questo spazio è diventato col tempo uno spazio di riflessione e condivisione. Per continuare a porsi le giuste domande ed informare se stessi.