La sublimazione massima dello strumento blog è quella della riflessione.
Si può leggere, condividere o meno un pensiero e partecipare attivamente alla discussione.
Alla fine è anche una piccola soddisfazione per chi su di esso ci lavora, o ci perde tempo. Fate voi
Riprendo con qualche spunto argomentativo in più quello che è iniziato nel post precedente.
Parlando anche a voce con altre persone ho trovato alcuni che hanno accostato il saluto romano di Di Canio ai pugni chiusi di Lucarelli o altri. C’è chi accosta le bandiere rosse (e gli striscioni contro la TAV) alle svastiche e le celtiche dei tifosi laziali, e non solo.
E’ legittimo, ma non credo abbia poi molto senso.
Come non ha molto senso quando si parla di Regime Fascista in Italia e si sente gente difenderlo, non con argomentazioni insite in esso, ma con l’arbitrario paragone/accostamento al Regime Comunista.
Puntualizziamo : sono stati (nel secondo caso sono ancora) dei regimi sanguinari, illiberali, crudeli e coercitivi. Ma sono 2 cose distinte tra loro.
Discussioni del tipo :
– “Il regime fascista è da condannare, senza sè e senza ma”
-Sì, però anche Stalin e Tito non sono stati meglio
O le fosse ardeatine.
Tutto terribile, ma differente.
Che senso ha? Perchè dire il contrario?
Dire una cosa non esclude di certo l’altra. Anzi.
Parlando di simbologie, da titolo, il saluto romano ed il pugno chiuso (trasaliamo dall’uso nel calcio, per favore) credo vadano considerati su due piani differenti, non tanto per la loro rappresentazione ideologica assoluta, ma per la loro rappresentazione sociale e civile in Italia.
Il saluto romano simboleggia, univocamente e senza possibilità d’errori interpretativi la volontà partecipativo/ideologica nei confronti di un Regime ed un periodo terribili per lo Stato Italiano, banditi e condannati per legge dalla Repubblica, proprio per evitare (perlomeno formalmente) il riformarsi di movimenti simili.
Per dimenticare.
Perchè ancora rappresenta un’offesa per l’Italia e larga parte delle coscienze civili.
Il pugno chiuso, chiaramente non apprezzabile da chiunque, per lo Stato Italiano non rappresenta niente, per larga parte delle coscienze civili è invece un gesto di lotta o di vittoria generica. Può non piacere, ma non è condannabile.
Vivono su due piani differenti, non accostabili in maniera arbitraria.
(Non ho volutamente parlato di fasci littori, svastiche, celtiche, falci e martelli o immagini del Che, le racchiudo nella conclusione sotto)
Dopo questo ragionamento, ne ammetto io stesso la sua inutilità perchè nel 2005 dovremmo saper pensare con le nostre teste e dissociarsi da qualsiasi rappresentazione di omologazione del pensiero.
Purtroppo però, checchè se ne dica, checchè ognuno creda di sè stesso il contrario, siamo (anche io) schiavi di ideologie imposte.
Pensate ad una massa civile di cervelli realmente pensanti.
Un casino ingestibile.
Ed in fondo, fa comodo a molti da sempre.