Perdite incolmabili

di SKA su Notizie Commentate il 2 Agosto 2011, 12:37

In questa sonnacchiosa estate non ho avuto neanche il tempo per dire che la morte di Giuseppe D’Avanzo è e sarà una perdita incolmabile per il giornalismo italiano. Non c’è altro da dire.

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La legalizzazione dei giochi online di poker e casino

di Camerata Stizza su Shit Propaganda il 28 Luglio 2011, 10:02

Questo post fa parte di una particolare serie legata al gioco d’azzardo

Il 18 luglio sono stati legalizzati in Italia i giochi di casino online, ed il poker cash game. Nel primo caso sono quindi nati i primi casino online aams, casino sicuri, provvisti di regolare licenza per operare nel mercato del gambling del nostro Paese, mentre nel secondo si tratta della modalità di poker diversa dal torneo, nella quale si siede al tavolo non con un buy-in fisso e dei premi in palio in base al piazzamento ottenuto, ma si acquistano le chips per puntare soldi veri, e si vince di volta in volta l’ammontare del piatto, con la possibilità di lasciare il gioco in qualsiasi momento, e questo vale al blackjack come alle future, ancora non disponibili, slot machine online aams.
In Italia però c’erano già moltissimi giochi a premi, come gratta e vinci, lotterie, scommesse sportive, giochi di abilità, slot machine e video poker dal vivo, ed a conti fatti le spese degli Italiani nel mercato del gambling sono alle stelle, e non tutti sono in grado di controllare il proprio impulso ed a giocare in modo responsabile.
Il quadro dei giochi a premi in Italia è ben descritto dal libro di Carlotta Zavattiero, “Lo stato bisca” dove si parla del ruolo ricoperto dallo stato italiano, che dopo aver bombardato la gente con slogan che invogliano al gioco, promettendo vincite facili, ha compiuto un altro passo avanti, con la legalizzazione dei casino online e del poker cash.
Purtroppo alcune persone, una ristretta minoranza al momento, composta soprattutto da chi ha difficoltà economiche, tentano di risolvere i propri problemi giocando, sperando in qualche vincita importante che permetta loro di cambiare vita, senza pensare al fatto che le probabilità di vincere sono tutt’altro che alte, specie nei casi di premi particolarmente ricchi.
“Vincere è facile” recita lo slogan, ma la verità è ben diversa, e di fatto a vincere non sono i giocatori, ma i concessionari, unica categoria che trae veramente vantaggio dal mercato dei giochi; nemmeno lo stato fa un affarone con questo mercato, perché buona parte delle entrate nelle casse dell’erario, vengono poi reinvestite nell’assistenza a tutti quei casi di giocatori problematici, che finiscono per indebitarsi, rubare o sfasciare la famiglia, per colpa della dipendenza dal gioco.

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Il modo di affrontare la questione del gioco

di Camerata Stizza su Shit Propaganda il 26 Luglio 2011, 10:26

Questo post fa parte di una particolare serie legata al gioco d’azzardo

Il modo di affrontare la questione del gioco d’azzardo online da parte dello stato italiano non è stato sempre chiarissimo, infatti se in un primo momento il comitato antiriciclaggio della commissione parlamentare Antimafia ha lanciato l’allarme affermando che il gioco d’azzardo potrebbe arricchire la criminalità organizzata, successivamente ha finito col procedere con la legalizzazione dei casino italiani online e del poker cash game.
Non tutti sono convinti che questo sia ciò che è meglio per il Paese, anche se pochi si illudono che sarebbe sufficiente affrontare nel modo giusto la questione del gambling per risollevare una situazione decisamente tutt’altro che positiva, in cui l’Italia versa insieme ad altri Paesi da alcuni anni ormai.
Lo slogan dell’AAMS, Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato recita “Gioco legale e responsabile”, ma se sul fatto che sia legale e controllato non ci sono dubbi, ne restano un po’ sulla questione della responsabilità, dal momento che sempre di gioco d’azzardo continua a trattarsi, regolarizzato o meno che sia.
E per tracciare un quadro più completo sarebbe necessario ricordare che in Italia il settore dei giochi a premi è già più che ben sviluppato, con lotterie, gratta e vinci o slot machine di qualità che da soli fatturano somme da capogiro, ma adesso ci si aspetta un forte incremento delle somme destinate al gioco da parte degli Italiani che potranno scommettere ai casino online legali direttamente da casa, comodamente seduti al proprio pc.
Adesso, a partire dal 18 luglio si può giocare a poker in modalità cash game, con puntate che vanno da un minimo di 50 centesimi ad un massimo di 1.000€. Questa modalità prevede che ci si sieda al tavolo da gioco con una certa somma di denaro in chips; non si paga un buy-in fisso per iniziare, e non si vince solo quando tutti gli altri sono stati eliminati, ma si resta a giocare fino a che se ne ha voglia, vincendo somme di denaro pari al valore dei piatti che ci si aggiudicano di volta in volta, proprio come nel “poker vero” come annuncia lo stesso sito di Lottomatica.

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Province e P2

di SKA su ControInformazione il 12 Luglio 2011, 15:42

Una curiosità giornalistica relativa alla ciclica proposta di “Abolizione delle Province” avanzata da più parti politiche è che l’idea era già presente nel famigerato ed eversivo “Piano di Rinascita Democratica” della Loggia P2.
Esattamente nel capitolo MEDIO E LUNGO TERMINE, Provvedimenti Istituzionali, a2) Ordinamento del governo punto V.

V – riforma della legge comunale e provinciale per sopprimere le provincie e ridefinire i i compiti dei Comuni dettando nuove norme sui controlli finanziari;

Ancora più curioso è il fatto che la proposta venga ancora portata avanti da Italia dei Valori e pensatori/giornalisti affini senza, ovviamente, mai menzionare la spaventosa Loggia massonica di Licio Gelli, mentre quest’ultima venga invece tirata in ballo come allarme eversivo ad ogni proposta politica “altra”.

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Ognuno deve lasciarsi qualche cosa dietro quando muore

di SKA su La dimanche des crabes il 5 Giugno 2011, 09:21

“Ognuno deve lasciarsi qualche cosa dietro quando muore, diceva sempre mio nonno: un bimbo o un libro o un quadro o una casa o un muro eretto con le proprie mani o un paio di scarpe cucite da noi. O un giardino piantato col nostro sudore. Qualche cosa insomma che la nostra mano abbia toccato in modo che la nostra anima abbia dove andare quando moriamo, e quando la gente guarderà l’albero o il fiore che abbiamo piantato, noi saremo là. Non ha importanza quello che si fa, diceva mio nonno, purché si cambi qualche cosa da ciò che era prima in qualcos’altro che porti poi la nostra impronta. La differenza tra l’uomo che si limita a tosare un prato e un vero giardiniere sta nel tocco, diceva. Quello che sega il fieno poteva anche non esserci stato, su quel prato; ma il vero giardiniere vi resterà per tutta una vita.”

Citazione usata ed abusata, me ne rendo conto dopo averla trascritta. Doveva essere un primo approccio di trivia letterario per il futuro, ma così è veramente troppo easy. Maledetto www.

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Restiamo Umani

di SKA su ControInformazione il 15 Aprile 2011, 14:18

E’ morto, dopo essere stato rapito, Vittorio Arrigoni.

Vittorio era il fondatore di Guerrilla Radio, una fonte d’informazione fondamentale per molti di noi. L’ultima frase che aveva scritto 2 giorni fa sul proprio blog è “Restiamo Umani” – filosofia e titolo del suo libro – dopo aver ricordato la morte di quattro lavoratori.

Non c’è da dire altro.

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Dovrebbero darmi il copyright

di SKA su ControInformazione il 11 Marzo 2011, 10:23

Dal Piano di Rinascita Democratica della Loggia P2 sequestrato M. Grazia Gelli nel 1982 e considerato dai giudici istruttori la base programmatica per il piano eversivo della Loggia massonica.

# IV – riforma del Consiglio Superiore della Magistratura che deve essere responsabile verso il Parlamento (modifica costituzionale);
# V – riforma dell’ordinamento giudiziario per ristabilire criteri di selezione per merito delle promozioni dei magistrati, imporre limiti di età per le funzioni di accusa, separare le carriere requirente e giudicante, ridurre a giudicante la funzione pretorile;

N.B. La frase del titolo è stata pronunciata da Licio Gelli durante un’intervista con Marco Travaglio

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Il racket delle mimose. Auguri, donne.

di SKA su ControInformazione il 8 Marzo 2011, 12:37

Siamo a due giorni dalla festa della donna: oggi gli extracomunitari, per lo più clandestini, acquistano cartoni di mimose che rivenderanno a mazzetti lungo i semafori o per la città e in provincia: Legnano, Busto Arsizio, Gallarate, Bollate, e poi Como e Varese. Un volume d’affari di milioni di euro. Un cartone di sei mazzetti di mimose (per un totale di un chilo di fiori) ha un costo, qui all’ingrosso, che varia dai 22 ai 25 euro l’uno. Verrà rivenduto, nella distribuzione, a una media di 70. Nelle prime ore, Linkiesta ha verificato che la vendita avviene in nero. Poi si sparge la voce che è in arrivo la Guardia di Finanza per effettuare i controlli e i grossisti iniziano a emettere lo scontrino fiscale.

Un ottimo reportage de Linkiesta a cura di Paola Bacchiddu in collaborazione con Sos Racket Usura. Quando comprate il vostro mazzetto di mimose pensateci, sarebbe stato meglio comprare 10 grammi di coca.

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Non sarebbe rispettoso della sua Ownership

di Camerata Stizza su Shit Propaganda il 22 Febbraio 2011, 15:56

Franco Frattini nella sua nota ministeriale sugli eventi in Libia – oltre ad evitare bellamente di parlare dei morti e dei bombardamenti messi in atto sui civili – si avvita su se stesso annunciando che “NON DOBBIAMO ESPORTARE DEMOCRAZIA MA SOSTENERLA”. Non sarebbe rispettoso dell’indipendenza del popolo libico – che invece scende in piazza proprio per ottenerla – e soprattutto della sua ownership. La ownership che stiamo difendendo in quanto italiani è invece quella di Gheddafi, non del popolo libico.

Non dobbiamo esportare la democrazia. Esattamente come in Iraq ed Afghanistan.

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Compri rosa per fidanzata?

di SKA su Shit Propaganda il 15 Dicembre 2010, 17:15

I “manifestanti in favore dell’On. Scilipoti” durante il voto di fiducia alla Camera. (link)

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Guerrilla Giuliani

di SKA su ControInformazione il 28 Novembre 2010, 19:09

Ecco. Quando dicevo ai miei amici che la vicenda Giuliani-prende-a-cazzotti-Emilio Fede non era altro che una studiata operazione di Guerrilla Marketing, con la probabile connivenza dello stesso Fede, mi hanno tacciato di infido complottismo, che è ormai l’argomento preferenziale per stroncare discussioni sul nascere. Ora con tanto di prove alla mano ci ha pensato Will a rimettere le cose al proprio posto.

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L’intervista a Miglio

di SKA su Notizie Commentate il 16 Novembre 2010, 09:27

Proprio l’altro giorno concludevo il post “Ndrangheta e Lega” con una citazione tratta dall’intervista a Gianfranco Miglio, ideologo della Lega Nord, rilasciata a Il Giornale nel marzo del 1999. La stessa citata anche da Roberto Saviano in Vieni via con me sempre in relazione ai rapporti – veri o presunti – tra ‘ndrangheta e Lega Nord. La ripropongo qui sotto con il link all’intervista integrale, recuperata nel frattempo, in cui comunque si parla anche di altro.

Io sono per il mantenimento anche della mafia e della ‘ndrangheta. Il Sud deve darsi uno statuto poggiante sulla personalità del comando. Che cos’è la mafia? Potere personale, spinto fino al delitto. Io non voglio ridurre il Meridione al modello europeo, sarebbe un’assurdità. C’è anche un clientelismo buono che determina crescita economica. Insomma, bisogna partire dal concetto che alcune manifestazioni tipiche del Sud hanno bisogno di essere costituzionalizzate.

Gianfranco Miglio, Il Giornale, 20 Marzo 1999

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Ndrangheta e Lega

di SKA su Antimafia il 12 Novembre 2010, 19:52


«Nell’ultimo quindicennio la ‘ndrangheta ha conteso alla Lega il controllo del territorio “padano”. Non è vero che al Nord c’è solo la Lega che controlla il territorio; c’è anche la ‘ndrangheta che, esattamente nelle stesse località dove c’è un forte insediamento della Lega, gestisce potere, agisce economicamente, fa investimenti, interviene in vari campi, anche sociali, ha una presenza in politica».

«L’egemonia politica e territoriale della Lega non ha comportato la scomparsa della ‘ndrangheta. A voler essere precisi, s’è realizzata una coabitazione tra Lega e ‘ndrangheta esattamente negli stessi territori. L’equazione “controllo del territorio da parte della Lega = scomparsa dei fenomeni criminali e mafiosi” non è affatto vera; anzi, è falsa. La preponderanza politica della Lega non ha assicurato una minore incidenza mafiosa su quei territori; al contrario, tale incidenza è aumentata. È un dato di fatto, è la descrizione della realtà così com’è; negare l’evidenza non serve a nulla. Serve, semmai, cercare di capire perché ciò sia avvenuto; e per farlo c’è bisogno di armarsi di coraggio e umiltà. Non è, questa, una polemica con la Lega, ma un invito a riflettere rivolto prima di tutto ai militanti e ai dirigenti della Lega, che affermano di battersi per la difesa del loro territorio e della loro identità; e non c’è motivo per non credere che queste intenzioni siano vere.»

Paolo Cicone scrive questo Ndrangheta Padana che spiega, o prova a spiegare, la coabitazione tra ‘ndrangheta e Lega Nord nei territori della cosiddetta “Padania”.

Sono ormai lontani anni luce i tempi in cui gli esponenti della Lega Nord, anche tramite il proprio organo di stampa ufficiale “La Padania”, si schieravano radicalmente contro tutte le organizzazioni criminali che – anche grazie alla politica Democristiana e Socialista – avevano o stavano per prendere il controllo dei “loro” territori. La Padania e la Lega Nord in decine di interventi arrivarono ad attaccare senza timore il “mafioso di Arcore”. Umberto Bossi diceva cose di questo tipo: “Il problema è che al Nord la gente è ancora divisa tra chi sa che Berlusconi è un mafioso e chi non lo sa ancora.” Ed altre carinerie. Cose che a dirle oggi ti becchi come minimo del giacobino-giustizialista-manettaro.

L’argumentum era di una facilità disarmante: noi della Lega non vogliamo infiltrazioni mafiose nei nostri territori, nelle nostre aziende o soldi dalle “finanziarie della mafia”. A costo di mettersi contro quello che, di lì a pochi anni, sarebbe stato il loro unico referente politico e senza il quale la Lega sarebbe rimasta a fare comizi lì dov’era. Senza poltrone o incarichi di governo.

Negli ultimi 20 anni le politiche territoriali della Lega Nord sono state gradualmente abbandonate, sino al completo dissolvimento, in favore di un dislocamento quasi totale verso la tanto odiata “Roma Ladrona” e piazzando esponenti all’interno di alcuni – molti – Comuni Padani. Il tanto sbandierato controllo del territorio è venuto a mancare – nessuno sta parlando di collusione, attenti – lasciando campo libero a quella che è ormai diventata la principale associazione criminale di stampo mafioso in Italia. O perlomeno dalle loro parti.

Io sono per il mantenimento anche della mafia e della ‘ndrangheta. Il Sud deve darsi uno statuto poggiante sulla personalità del comando. Che cos’è la mafia? Potere personale, spinto fino al delitto. Io non voglio ridurre il Meridione al modello europeo, sarebbe un’assurdità. C’è anche un clientelismo buono che determina crescita economica. Insomma, bisogna partire dal concetto che alcune manifestazioni tipiche del Sud hanno bisogno di essere costituzionalizzate.

Gianfranco Miglio, Il Giornale, 20 Marzo 1999

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Autoreferenzialismi

di SKA su Il Terzo Occhio il 7 Novembre 2010, 22:34

Capita una volta ogni lustro, ma mi sembrava doveroso scriverlo da qualche parte.
Per quei pochi che vengono a leggere o commentare direttamente sul sito, da oggi c’è una versione grafica rinnovata dello stesso. L’idea iniziale di buttare giù tutto e ricostruire da zero, con una nuova struttura dei contenuti, è stata abbandonata per un più semplice restyling generale del già esistente. Quindi niente di rivoluzionario.
Era più che altro per dare il giusto commiato ai due occhi che osservavano dall’alto i lettori. Anzi no, gli occhi erano tre.

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Esseri diversi

di SKA su Notizie Commentate il 2 Novembre 2010, 13:44

Sì ok, è uno di quei gol a porta vuota.

Ma come pensate sia conciliabile la campagna qui sopra promossa dal Governo, con quest’altra campagna del Governo?

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Salviamo i libri

di SKA su KulturaUrbana il 30 Ottobre 2010, 03:23

Tramite Antonella e Booksblog leggo di un’iniziativa interessante della casa editrice DeriveApprodi che fa sapere in un editoriale quanto segue:

Per ragioni commerciali, abbiamo dovuto togliere dal nostro catalogo quasi 100 titoli, sottraendoli al circuito di vendita e distribuzione delle librerie. Una scelta che ci impone di mandare al macero decine di migliaia di copie per evitare spese di giacenza. Buttare o distruggere libri, anche nelle forme moderne del «macero», non può non ricordare roghi o messe all’indice ben più scellerati. Vorremmo provare almeno in parte a evitarlo, proponendo ai singoli lettori della casa editrice, alle associazioni, alle piccole biblioteche, ai dipartimenti universitari e ai punti vendita alternativi alla distribuzione un’offerta semplice: 100 libri a 100 euro, spese di spedizioni incluse.

Dal 1 al 30 novembre chiunque potrà acquistare 100 libri a 1 euro a copia, scegliendoli dall’elenco dei titoli che trovate in allegato. Dopo questa data, quei libri non saranno più disponibili al pubblico. Per sottoscrivere quest’offerta, è sufficiente:

  • scaricare l’elenco allegato
  • compilarlo indicando le quantità per ogni singolo titolo (attenzione: ciascun ordine non può essere inferiore ai 100 titoli)
  • rispedirlo via mail all’indirizzo: acquisti[at]deriveapprodi.org, precisando i dati per la spedizione
  • dalla redazione vi indicheremo le modalità di pagamento più semplici (bollettino di conto corrente postale o bonifico bancario)

Controllate l’elenco. Mi sembra un ottimo regalo da fare o da farsi per il prossimo Natale, anziché acquistare due libri spazzatura se ne possono salvare 100 dalla spazzatura.

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Noi si nominava i capi dei servizi segreti

di SKA su ControInformazione il 28 Ottobre 2010, 16:35

Il testo integrale dell’intervista a Licio Gelli mandata in onda ad Exit il 27/10/10, gentilmente inviatami dall’ufficio stampa Goigest.

SULLA P3

Se lei mi parla della P3 mi offendo. Noi si nominava i capi dei servizi segreti: Miceli, Santovito, Martini. Il Capo di Stato Maggiore lo si nominava noi. Su suggerimenti del comandante generale della Guardia di Finanza. Avevano tutti i poteri in mano perché sapevano che avevamo il Ministro della Giustizia, Sarti. Anche lui prima di entrare sapeva, voleva sapere prima quali erano le nostre intenzioni: le nostre intenzioni erano tutte positive e favorevoli. Sapevano però che noi non si scherzava.

Intendevano superarmi. E invece sono affogati. Mi sono fatto una risata e basta. Hanno dimostrato che purtroppo questa P3, che non esiste, è stata inventata da qualcuno. I servizi segreti sanno inventare, sanno fare molte cose. Sanno scrivere, sanno inventare.

Cosa c’entrano servizi segreti, secondo lei?
Non lo so. Io Carboni non l’ho mai conosciuto. Non ho mai tenuto neanche a conoscerlo, molte volte è un fatto di pelle. Lui apparve quando Calvi era in disgrazia. Io ero intimo amico di Calvi.
(NB: era il 1981)

E’ possibile pensare che Carboni fosse in contatto con Berlusconi e Dell’Utri? Che ci fosse un legame organizzativo tra loro che magari non era una loggia ma era appunto un comitato d’affari?

Berlusconi, dopo essere stato secondo lui “scottato” dalla P2, non si sia messo assieme perché Berlusconi sa chi è Verdini. Senz’altro lo saprà bene. Legge anche i giornali. Gliel’avrà chiesto. E quindi un provvedimento doveva prenderlo subito, non tollerare. Se non ha preso il provvedimento può darsi che ci sia qualcosa per cui non lo può prendere.
Gli armadi chi li apre? Negli armadi ci sono tanti scheletri. Uno li tiene chiusi in quel modo lì e non vuole che vengano scoperti. Per non essere scoperti, quindi, bisogna tacere.

SU BERLUSCONI

Lui ha in mano il partito. E anche gli altri stanno zitti, lo sanno benissimo. Anche Letta è indagato. Sono tutti indagati. Noi eravamo persone che se c’era uno che aveva ricevuto un avviso di garanzia sarebbe stato prima chiarito e poi espulso oppure trattenuto. Non c’è mai stato un caso nostro che era stato imputato perché sennò avremmo preso provvedimenti immediati. Ma oggi se non hai la mazzetta, anzi, non fai niente.

SU ESISTENZA DI EVENTUALI ALTRE LOGGE

Mi sono distaccato completamente da tutte le istituzioni massoniche. Poi oggi ce ne sono 60-70 di associazioni – di “obbedienze”, diciamo – che sono come al Governo: al Governo sono tutti uno contro l’altro, si offendono completamente e anche queste altre piccole logge tutte dicono che la propria loggia è quella regolare. Ma non ce ne sono di regolari. Non c’è nessuna loggia regolare in Italia.

Ho conosciuto un paio di persone che credo facciano, avessero fatto o facevano parte di questa loggia illegale. Non mi hanno detto la P3, mi hanno detto “In Sardegna abbiamo creato una massoneria”. Ho detto: “Guardate, non mi interessa”.

Prima o dopo che emergesse la cronaca sulla P3?
Questo non glielo posso dire. Ma io tutti i giorni ricevo sette, otto, nove persone. Dieci. E mi chiedono tante cose…

SU LISTE COMPLETE DEGLI ISCRITTI ALLA P2

Non mi ricordo. E’ difficile, bisogna avere anche una buona memoria. Però certe cose ogni tanto conviene dimenticarle. Distruggerle. Incenerirle. Una volta incenerite non se ne parla più. E’ il miglior archivio che esista al mondo. Quando lei incenerisce qualcosa si riesce a dormire tranquilli. E’ difficile leggere polvere bruciata, no?

Manca una realtà come la P2, oggi?
No. Si tratta di saper organizzare. La Cinquetti non cantava perché non aveva l’età. Io non lo faccio perché non ho l’età. Io non faccio nulla perché non ho l’età.

Altrimenti?
Probabilmente…

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Assalto a Confindustria

di SKA su Notizie Commentate il 11 Ottobre 2010, 12:32

In quest’ultima pantomima autunnale orchestrata dagli Spin Doctors ufficiali di Silvio Berlusconi & co. – parlo de Il Giornale ovviamente – mi sembra si sia fatto un gran baccano e non si sia colto un nodo fondamentale della vicenda. Il Giornale decide di attuare una vera e propria operazione di trolling nei confronti delle testate da loro considerate “di sinistra”, sfruttando la brutta – quanto ovvia e corretta – nomina di giornalisti servi del capo pronti ad utilizzare dossier per delegittimare avversari politici o critici non allineati.

Durante la creazione del dossier-troll Porro, evidentemente informato sulle intercettazioni dei rispettivi telefoni, decide di iniziare a fare lo spiritoso con Arpisella, portavoce della Marcegaglia. Lo scherzone riesce nell’intento di spaventare Arpisella e conseguenzialmente Emma Marcegaglia che cade come una fessa nel gioco del Giornale appellandosi a Fedele Confalonieri e dimostrando quindi tutta la sua debolezza.

Ed è proprio questo il punto. Come ha detto giustamente Feltri a Le Invasioni Barbariche, per quale motivo un quotidiano dovrebbe far sapere al diretto interessato di avere un dossier su di lui (lei in questo caso) ed informarlo dell’uscita imminente dell’inchiesta? Anche volendo accostare l’episodio alla vicenda Fini-Montecarlo – ma l’intento dissimulatorio de Il Giornale era proprio questo – non mi risulta che Fini sia stato avvertito dell’inchiesta o pseudo-tale. Tantomeno Boffo tempo prima.

L’intento non esplicito, ma ormai dichiarato abbastanza chiaramente anche da Sallusti era quello di delegittimare l’attuale presidente degli industriali mostrandone tutte le debolezze davanti al comitato di presidenza di Confindustria, spostando aghi della bilancia in favore di nomi più vicini al premier – Marina Berlusconi? – ed ovviamente interessi di interi settori industriali.

E quindi “Se gli imprenditori italiani si consegnano a Travaglio” di Sallusti diventa il manifesto conclusivo dell’operazione, in cui viene disegnata una donna debole in balìa di attacchi isterici e “dilettante allo sbaraglio”. Una donna a capo di industriali che non ha ben chiaro “il concetto di libero mercato”, “bambina impaurita”, “mediocre” per arrivare a :

Una figuraccia senza precedenti, che ha fatto ridere mezza Italia e preoccupare tutti per lo stato in cui si è ridotta la pri­ma organizzazione imprenditoriale del Paese. Se gli interessi degli industriali vengono gestiti con lo stesso sistema non c’è certo da stare allegri. Siamo di fronte alla stessa doppiezza della magi­stratura, che da una parte invoca il ri­spetto delle regole e dell’autonomia, dall’altra delle regole, e delle leggi, se ne infischia.

E tutti gli altri giornali italiani dietro al carrozzone.

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Le Case degli Altri

di SKA su ControInformazione il 23 Settembre 2010, 02:43

Sulla noiosissima quanto irrilevante questione “casa a Montecarlo” di Fini e congiunti ci sarebbe da aggiungere, a corredo informativo, una questione di qualche anno fa che rende ancora più palese la forza degli spin doctors berlusconiani quando c’è da fare fuori un avversario politico pericoloso.1

Qualcuno ricorda l’inchiesta de L’Espresso del 2007 chiamata poi “svendopoli”? Si scoprì che personalità politiche, di tutti gli schieramenti, acquistarono immobili direttamente da enti pubblici o da privati a prezzi stracciati. E qualcuno si ricorda, sempre all’interno di quell’inchiesta, di quell’attico acquistato da Silvio Berlusconi – una sua società ovviamente – per l’amica/soubrette Sonia Grey a metà prezzo. Si trattava di un attico ex Ina alla Balduina, che non sarà Montecarlo, ma insomma.

Mi mancano tutte le prime pagine de Il Giornale e Libero che si prodigano con la stessa veemenza per le vicende narrate da L’Espresso. Devono essermi sfuggite.

  1. Fini in verità potrebbe anche sparire senza che se ne senta la mancanza, ma la vicenda ci fornisce ancora una volta il polso dei danni che si possono arrecare al Paese con mezzi d’informazione – propaganda – così concentrati. []

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Castagna Mea Lux

di SKA su Notizie Commentate il 15 Settembre 2010, 22:57

Su segnalazione del maestro Tonus, a cui rubo anche l’azzeccatissimo titolo, torno a parlarvi di un oscuro personaggio comparso da queste parti nel lontano 2007. Il Sig. Alberto Castagna più che oscuro è nero, talmente nero che decise di rifondare il Partito Fascista Repubblicano con tanto di sito internet (chiuso), statuto, programma ed una tessera d’iscrizione da pagarsi versando 40 euro nella Postepay Littoria.

Torniamo a parlare del Sig. Alberto Castagna perché, squillino le trombe eia eia alà alà!, è tornato. E più cattivo che mai. E’ tornato attraverso un’intervista dedicatagli su Affari Italiani in cui viene raccontata in realtà una storia vecchia. La storia di una sentenza d’archiviazione (infatti del 2008) che sancisce la non punibilità – in breve – nel dichiararsi fascisti se non si perseguono finalità antidemocratiche. Fascista bello, pestaggio brutto.

Ma cosa c’è di interessante in questa intervista?

Ti senti il nuovo Duce?
Se per Duce intende capo, condottiero, colui che conduce, ovvero una persona che cerca di “condurre” gli italiani verso un futuro migliore, allora sì, mi sento il nuovo duce.

Il Duce è tornato! Vividdusce! Ed ha a cuore la nazione. Prima di tutto l’italica sicumera: ripristino immediato delle squadracce Guardia Nazionale Repubblicana a supporto della milizia, altro che ronde padane. Poi dimezzare i parlamentari e senatori, dimezzare il loro stipendio ed infine ordine e disciplina!

Qualcuno gli faccia conoscere Beppe Grillo: andrebbero d’accordo.

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extra

WTF?

Giornalista, web designer e pubblicitario. Da blog di protesta negli anni in cui i blog andavano di moda, questo spazio è diventato col tempo uno spazio di riflessione e condivisione. Per continuare a porsi le giuste domande ed informare se stessi.