Berlusconi prima di Berlusconi

di SKA su ControInformazione il 3 marzo 2015, 21:00

Nonostante sia passato molto tempo, alcune delle pagine più lette su questo sito sono quelle sulla P2, su Paolo Borsellino, ma soprattutto su Silvio Berlusconi. La “pagina infame” dedicata alla biografia di Silvio Berlusconi, con tutte le dovute e doverose citazioni ed approfondimenti del caso, sembra essere per molti visitatori ancora molto interessante.

In questi giorni mi ha scritto un lettore d’eccellenza, il giornalista e scrittore Mario Guarino – che ringrazio – per ricordarmi che il primo testo (e probabilmente il più importante) sulla persona ed imprenditore Silvio Berlusconi era stato Berlusconi. Inchiesta sul signor Tv (Editori riuniti, 1987, poi Kaos 1994, 1999) scritto a quattro mani con Giovanni Ruggeri, che purtroppo ci ha lasciato nel 2006.

Cito da wikipedia:

La gestazione del libro fu travagliata e circondata da polemiche. Quando fu pubblicato, vendette due edizioni in pochi giorni, per poi proseguire nelle vendite rimanendo nelle classifiche dei best seller dall’inizio di aprile a fine giugno. Gianni Barbacetto su Diario dell’11 maggio 2007 ricorda che Editori Riuniti fu attaccata con una lunga serie di cause civili e penali, e che ci furono pressioni per far scomparire dalle librerie l’opera. Berlusconi secondo Barbacetto avrebbe spinto sul PCI, che indirettamente controllava la casa editrice, per cessare la distribuzione del libro così da non danneggiare gli affari di Fininvest in Unione Sovietica.

L’apposita pagina è stata aggiornata con questa informazione mancante – me ne scuso – e questo ulteriore post cerca di riportare la memoria a quegli anni in cui Mr. B. non era ancora sceso in campo, ma stava già rovinando l’Italia.

Il testo non è purtroppo così facilmente reperibile ad oggi, ma posso fornire dei link:

Berlusconi. Inchiesta sul signor Tv (Kaos, 1994)

BERLUSCONI. Inchiesta sul signor TV (Kaos, 1997 – Cop. Flessibile)

BERLUSCONI. INCHIESTA SUL SIGNOR TV (Kaos, 1997 – Brossura)

Commenti Nessun Commento »

Je suis migrante

di SKA su Cose dette da altri il 13 febbraio 2015, 19:48

m4s0n501

“È la strage peggiore dal 3 ottobre 2013,” ha twittato l’account italiano dell’Unicef in riferimento all’ennesima tragedia verificatasi al largo di Lampedusa—ed è impossibile dargli torto.

Il 9 febbraio 2015 la Guardia Costiera ha soccorso un gommone carico di migranti provenienti dalla Libia: 29 di questi sono morti assiderati, e 76 sono stati tratti in salvo. Più tardi sono stati trovati altri due gommoni con solo 9 persone a bordo, mentre il quarto è ancora disperso. Si stima che le vittime potrebbero essere più di 300.

Perché i migranti continuano a morire nel Mediterraneo? La domanda che si pone Vice in questo articolo. A questo link per continuare la lettura.

Commenti Nessun Commento »

Dove sono finite le parole?

di SKA su La dimanche des crabes il 7 febbraio 2015, 19:24

Scrivere.
Scrivere.
Quand’è che ho rinunciato a quella costante presenza nel mondo? Le parole scritte sono sempre state come ossigeno, farne a meno equivarrebbe a morire. Eppure. Eppure. Eppure ho smesso, ho lasciato scorrere via le parole in favore di qualcos’altro. Qualcosa che si chiama lavoro, responsabilità, preoccupazioni, ansie. E non è vero che esista la scrittura terapeutica: se stai male, non riesci neanche a pensare. Figuriamoci a scrivere.
Quella che credevo potesse – dovesse – restare l’unica costante, l’unico porto sicuro a cui aggrapparsi, mi è scivolato via lentamente dalle dita. Il malessere può essere – lo è sempre stato – un viatico naturale per sprofondare con penna e calamaio (virtuali) dentro l’abisso della propria coscienza. Scendere fino in fondo per risalire con quello scrigno di emergenze che lo scrittore talvolta non sapeva neanche di avere. O sì, ma non ha ancora affinato gli strumenti per farlo. Per risalire da quel baratro c’è bisogno di caparbia, di tenacia, di tremenda solitudine, di metodo, di dedizione. TEMPO.

Tutto è legato a doppio filo.

Non ho chiuso nessun capitolo dei romanzi iniziati negli anni. Non ho scritto le decine di racconti che ho abbozzato in decine di taccuini. Non ho praticamente più fatto neanche il giornalista. Neanche più il blogger. Le vette più alte arrivano dagli headline ed i body copy di quelle rarissime campagne pubblicitarie che mi passano tra le mani. Poi il nulla.

Il periodare complesso mi sembra essere diventato uno scoglio insormontabile; la punteggiatura arranca e non so più bene quando mettere virgole, punti fermi e punti e virgola. Forse dovrei finire l’ultimo di Houellebecq per re-imparare come si fa. Mi sembra di balbettare e singhiozzare tra le parole senza avere più la capacità di esprimere un concetto di senso compiuto, interrompendomi ogni volta al margine del significato.

Dove sono finite le parole?

Le ho regalate a quella parte di me stesso che ha deciso di non giocarci più, lasciandole in un angolo buio della casa a prendere polvere.
Come un giocattolo vecchio al quale siamo così tanto affezionati che non vorremmo buttare mai, ma con il quale non ci divertiamo più.

P.s. un’interessante lettura sulla solitudine come veicolo per la creatività e la produttività.
Going Solo: The Extraordinary Rise and Surprising Appeal of Living Alone

Commenti Nessun Commento »

Il rapporto 2014 sulla produzione di oppio nel sud est asiatico

di SKA su ControInformazione, Cose dette da altri il 4 febbraio 2015, 12:44

Il recente rapporto dell’Unodc, “Southeast Asia, Opium Survey 2014, sulla produzione (stimata) di oppio nel lontano sud est asiatico, può aiutare a comprendere la situazione alla fine dell’anno da poco terminato. Nell’introduzione Yuri Fedotov, direttore esecutivo già da alcuni anni dell’agenzia antidroga delle Nazioni Unite (Unodc), esprime preoccupazione per un aumento nella produzione di oppio che viene stimata in circa 762 tonnellate nel Myanmar e nella confinante Repubblica Democratica Popolare del Laos, con un accenno anche ai gruppi che trafficano in precursori e sostanze chimiche per i processi di raffinazione.

Continua su Narcomafie

Commenti Nessun Commento »

Viaggio nel FascioFacebook

di SKA su Cose dette da altri il 2 febbraio 2015, 12:24

Poco prima di Natale, un’inchiesta della procura dell’Aquila aveva portato in carcere più di dieci persone con l’accusa di aver messo in piedi un’associazione eversiva di stampo neofascista denominata “Avanguardia Ordinovista.” Come avevo scritto dopo aver letto l’ordinanza, più che a una riedizione dello stragismo nero ci si trovava di fronte a una specie di “terrorismo in salsa facebookiana”—ossia una congrega di persone che si fomentava a vicenda sui social network e postava fotomontaggi razzisti sulla Kyenge

Un viaggio nel cosiddetto “FascioFacebook”, un “intero sottobosco che impiega le proprie giornate a rievocare i fasti perduti, combattere contro la Peste Rossa, condividere foto di sfilate al passo dell’oca e sfruttare l’immagine di Mussolini a fini pubblicitari.”

Continua su Vice

Commenti Nessun Commento »

Audi A4, la nuova all-wheel-drive e-quattro della casa degli anelli

di Camerata Stizza su Shit Propaganda il 30 gennaio 2015, 16:14

Oggi parliamo di automobili, che è un argomento solitamente non trattato sul blog. Ma ho ricevuto alcune indicazioni su alcune nuove tecnologie che verranno utilizzate sulla nuova A4 di Audi, in particolare legate all’utilizzo di motori elettrici e quindi abbattimento di consumi ed inquinamento.

La nuova A4 di Audi, che uscirà entro la fine dell’anno, sarà il primo veicolo da strada della casa automobilistica che sarà caratterizzato da un sistema all-wheel-drive basato sul segmento ibrido, denominato l’e-quattro. Il sistema di e-quattro è stato utilizzato da Audi nel suo prototipo Le Mans per un paio d’ anni, per poi approdare, solo negli ultimi mesi, al reparto produzione.

Si tratta essenzialmente di un sistema ibrido a quattro ruote motrici “through-the-road” in cui un motore a combustione interna aziona un asse, mentre il sistema di alimentazione elettrica viene utilizzato per l’altro asse, creando così un sistema a quattro ruote motrici senza la necessità di eventuali semiassi di collegamento. Diverse case automobilistiche offrono già questa tecnologia: tra queste BMW, Peugeot, Porsche e Volvo .

Secondo CAR, il sistema di e-quattro sarà implementato nella variante di A4 High. Il sistema sarà composto da due motori elettrici, uno integrato con il motore – utilizzato per far girare le ruote anteriori – e un altro utilizzato per far girare le ruote posteriori. In questo modo, la vettura avrà ancora una trazione integrale, anche in modalità completamente elettrica.

Se le fonti di energia siano o meno in grado di lavorare in modo indipendente sarà da stabilire in modalità guida. Ricordiamo che il motore classico sarà deputato alla trazione anteriore, quello elettrico potrà funzionare su due o quattro ruote motrici, mentre l’ibrido girerà sulla trazione integrale. La potenza massima arriva ai 408 CV, ma non si esclude uno sviluppo meno potente della versione e-quattro.

I motori elettrici saranno alimentati con una batteria agli ioni di litio, che i proprietari saranno in grado di caricare comodamente a casa tramite una semplice presa a muro. Audi ha pianificato un sistema di ricarica wireless realizzata tramite bobine induttive, ma questa possibilità sarà presente solamente sul nuovo crossover denominato TTQ. Le auto della casa automobilistica degli anelli sono disponibili nelle versioni precedenti sui migliori portali online di auto usate come l’Audi A4.

Commenti Commenti disabilitati

La violenza contro i giornalisti (2014)

di SKA su ControInformazione il 7 gennaio 2015, 13:24

bilan-EN-01_01

Sessantasei giornalisti uccisi (cui devono essere aggiunti 19 citizen-journalists e 11 tra operatori e tecnici), 119 rapiti, 40 ancora in ostaggio, 853 arrestati, 178 processati e condannati, 1846 minacciati o aggrediti, 139 costretti a lasciare il loro paese. Il rapporto di Reporter senza frontiere sugli attacchi alla libertà d’informazione nel 2014 racconta un ennesimo anno nero per i giornalisti. Il totale di quelli assassinati negli ultimi 10 anni è arrivato a 720. L’organizzazione non governativa per la libertà di stampa segnala con preoccupazione i metodi barbari di uccisione (come la decapitazione di James Foley e di altri suoi colleghi, non occidentali e per questo sconosciuti), l’aumento dei rapimenti (più 17 per cento rispetto al 2013) e il raddoppio del numero dei giornalisti costretti all’esilio a causa delle ripetute minacce.

Il maggior numero di uccisioni di giornalisti è avvenuto in Siria (15, quasi un quarto del totale). Seguono Gaza (7), Ucraina (6), Iraq e Libia (4). Sei giornaliste sono state uccise in Afghanistan, Egitto, Filippine, Iraq, Messico e Repubblica Centrafricana. Tra i luoghi dove, secondo Reporter senza frontiere, è più pericoloso esercitare la professione giornalistica figurano i territori di Iraq e Siria controllati dallo Stato Islamico, la Libia orientale (da cui sono dovuti scappare 43 giornalisti), la regione del Belucistan in Pakistan, quelle di Donetsk e Luhansk nell’Ucraina dell’est (215 giornalisti minacciati o aggrediti, tanto dai separatisti quanto dalle forze governative, e 47 arrestati) e il dipartimento di Antioquia in Colombia. Quanto alle minacce o alle aggressioni, ve ne sono state anche 134 in Venezuela e 117 in Turchia. La Cina continua a essere il paese col maggior numero di giornalisti in carcere (29), seguita da Eritrea (28), Iran (19), Egitto (16) e Siria (13).

(Riccardo Noury, Corriere.it )

Leggi qui il rapporto completo di Reporter Without Borders

Commenti Nessun Commento »

Aquile nere in picchiata

di SKA su Cose dette da altri il 23 dicembre 2014, 19:28

Il terrorismo neofascista degli anni di piombo richiama un periodo della storia d’Italia segnata da bombe, stragi, omicidi, apparati deviati e tentativi più o meno riusciti di rovesciare l’ordine democratico—una lunga scia di morte e impunità con cui l’Italia non ha ancora fatto completamente i conti.

È principalmente per questo che l’inchiesta ” Aquila Nera,” che ieri ha portato agli arresti 14 persone (per la maggior parte residenti in Abruzzo) e messo sotto indagine un totale di 44 persone in tutta Italia, ha avuto una risonanza del genere— qualcuno ha anche parlato di un “nucleo nero che puntava a fare davvero la guerra allo Stato,” mentre quasi tutti i giornali hanno sottolineato preoccupati il clamoroso ritorno dell’eversione nera.

Le indagini della procura dell’Aquila e dei carabinieri, infatti, hanno scoperchiatol’esistenza di un’associazione “con finalità di terrorismo o di eversione dell’ordine democratico” denominata “Avaguardia Ordinovista” che si rifà esplicitamente agli “ideali” di Ordine Nuovo—uno dei movimenti neofascisti più sanguinari e cruenti degli anni Settanta—e “progettava azioni violente nei confronti di obiettivi istituzionali, al fine di sovvertire l’ordine democratico dello Stato.”

di Leonardo Bianchi (La Privata Repubblica) continua su Vice

Commenti Nessun Commento »

Pagina 1 di 8812345...102030...Ultima »

extra

WTF?

Giornalista, web designer e pubblicitario. Da blog di protesta negli anni in cui i blog andavano di moda, questo spazio è diventato col tempo uno spazio di riflessione e condivisione. Per continuare a porsi le giuste domande ed informare se stessi.