Davigo oltre il chiacchiericcio politico

di SKA su Antimafia, Cose dette da altri il 30 aprile 2016, 00:09

Nelle due interviste al Corriere e al Fatto Davigo ha parlato di questioni ben più importanti delle due frasi da chiacchiericcio da Bar dello Sport che hanno alimentato il dibattito – più giornalistico che politico – negli ultimi giorni. Valigia Blu le ha messe in fila, benissimo come sempre, sotto la giusta prospettiva.

Lotta alla corruzione: cosa fa il governo, cosa chiedono i magistrati http://www.valigiablu.it/magistratura-politica-corruzione/

Commenti Nessun Commento »

Tecnodipendenza e tecnostress: le nuove dipendenze dell’era digitale

di SKA su ControInformazione, Notizie Commentate il 11 aprile 2016, 16:03

tecnostress1

Lo stress tecnologico colpisce in media un italiano su quattro e influisce sulle prestazioni, sul carattere e sulla salute delle persone. È legato alla paura o all’ansia provocata dall’uso della tecnologia o all’abuso della stessa.

Lo stress tecnologico o tecno-stress è il termine con cui ci si riferisce alle persone che avvertono qualche paura o ansia nell’imparare a utilizzare le nuove tecnologie e si verifica comunemente in quelle maggiori di 40 anni. Tuttavia non si limita solo a questo segmento, giacché colpisce qualsiasi persona cui è affidata un’attività alla quale non è abituata e che richiede l’uso di particolari conoscenze tecnologiche.

Di seguito riportiamo alcuni esempi di attività che stanno “migrando” verso la gestione digitale:

Acquisto di biglietti per concerti.
Prenotazione alloggi o acquisto di biglietti aerei.
Procedure di trasmissione di documenti pubblici.
Banking digitale.

Attività professionali parallele alle quali non eravamo abituati:

Gestione e uso dei social network.
Utilizzo di Google Drive/ WeTransfer / Altro
Conferenze via Skype, Hangouts, altri.
Trasformazione di documenti (da Word in PDF)
Trasmissione di documenti via Bluetooth / Wifi
Utilizzo dei servizi Netflix o stream vide.
Farsi un “selfie”.

La tecnodipendenza rappresenta una specifica tipologia di tecno-stress attribuito all’uso compulsivo che caratterizza le persone che sentono il costante bisogno di essere collegate in ogni momento e in ogni luogo alla rete per attività legate al social networking, giochi online, siti di scommesse, siti di incontri e relazioni, pornografia, musica, video e altro ancora.

Il tecnodipendente è quella persona che oltre a trascorrere molte ore su internet e esporsi al contatto e all’interazione con estranei (nel caso dei ragazzi a temi come “sexting”, “Grooming” o “Ciberbullyng” ), vuole essere sempre al passo con gli ultimi progressi tecnologici e finisce per essere “dipendente” dalla tecnologia, che diventa l’asse su cui struttura la propria vita.

Una delle principali cause del tecnostress e della tecnodipendenza è il cambiamento di quei processi che sono stati tradizionalmente eseguiti senza la tecnologia e che comportavano un’azione personale da parte dagli utenti, accompagnate dalla dipendenza che si sviluppa in coloro che  usano dispositivi, social network e “gadgets” che li rendono dipendenti dalla connessione e dalla funzionalità offerta dalla tecnologia, limitando la loro capacità di svolgere attività senza essere connessi.

tecnostress2

Come identificare un tecnodipendente? Ecco alcune caratteristiche:

Posticipare o ritardare delle attività lasciandole in sospeso.
Perdita del senso del tempo e della puntualità.
Tendenza a cambiare in maniera compulsiva dispositivi elettronici per “essere alla moda” .

E’ utente di tutti i nuovi social network.
In incontri sociali passa più tempo collegato al suo dispositivo mobile che a interagire con la gente.
Se non dispone di una connessione a Internet, cambia d’umore e si sente stressato.
Basso rendimento scolastico o nel lavoro.
Incapacità di lavorare senza essere connesso a  internet.

Modi per prevenirla o curarla:

Riprogrammare la routine e stabilire dei limiti per la connessione. (Esempio: massimo 2 ore al giorno o a partire dalle 18:00  “starò scollegato” ).
Installare delle applicazioni che controllano il tempo e il contenuto a cui si accede.
Riposare dopo essere stati connessi per almeno 30 minuti.
Dedicarsi ad hobby non legati alla tecnologia.
Rafforzare la comunicazione personale.
Uscire senza cellulare.

Far dipendere le proprie azioni e attività dagli strumenti tecnologici colpisce ripetutamente l’esecuzione del lavoro e delle relazioni personali. Fermatevi  a pensare tutto quello che state perdendo per l’uso eccessivo della tecnologia e ripensate le vostre priorità, senza essere schiavi di strumenti digitali. La tecnologia è cosa buona solo se usata responsabilmente e senza esagerare, come tutte le cose di questo mondo, d’altronde.

Leggi il testo integrale sulla Tecnodipendenza pubblicato da GamingReport

Commenti Nessun Commento »

Referendum trivelle: votare informati (da Valigia Blu)

di SKA su ControInformazione, Cose dette da altri il 21 marzo 2016, 12:46

Il dibattito sul cosiddetto “referendum anti-trivelle” si è caricato, in queste settimane, di significati politici e simbolici che vanno al di là della stessa questione (tutto sommato limitata) oggetto del quesito referendario. Nel confronto tra le ragioni del sì e quelle del no, o dell’astensione, si è finito spesso per prendere di mira non le tesi, ma i loro sostenitori, finendo per parlare di questioni molto più ampie, come il fabbisogno energetico, l’inquinamento ambientale, i consumi. Da una parte si è evocato il rischio della “marea nera” o dei danni al turismo, dall’altra quello della perdita di posti di lavoro e della fine di un intero settore economico e industriale (in una polemica contro l’“ambientalismo ideologico” e l’“Italia dei no”). Abbiamo, perciò, messo in in fila alcune delle affermazioni che in queste settimane sono state pronunciate a sostegno del sì e del no, convinti che la correttezza degli argomenti utilizzati in una discussione sia indispensabile per comprendere il tema e quindi votare in modo consapevole.

Referendum Trivelle: le ragioni del Sì, le ragioni del No. Votare informati http://www.valigiablu.it/referendum-trivelle/

Commenti Nessun Commento »

Professioni emergenti, il caso dello specialista in risorse umane

di SKA su Notizie Commentate il 15 marzo 2016, 12:49

business-316906_960_720

In un momento di grande attenzione alle professioni del futuro, il settore delle risorse umane rappresenta un’opzione di grande prestigio per poter ottenere un posto di lavoro che possa dare grandi soddisfazioni a livello professionale ed anche economico. Stando all’HR Barometer di Michael Page, infatti, i prossimi dodici mesi vedranno una massiccia apertura alle assunzioni di specialisti in risorse umane, accompagnata anche da una crescita degli stipendi medi. D’altronde parliamo di una figura che, come vedremo più avanti, risulta fondamentale per il corretto funzionamento dei meccanismo aziendali.

L’importanza del conseguimento della giusta laurea

Le lauree in economia sono senza dubbio quelle che garantiscono gli sbocchi lavorativi migliori e meglio pagati. Analizzando la scheda del corso di laurea in economia dell’università Unicusano, ad esempio, osserviamo che tale percorso di studi, attraverso una serie di materie aziendali, economiche, matematico-statistiche e giuridiche intende fornire agli studenti una conoscenza completa formandoli per intraprendere la carriera di specialista in risorse umane. Parliamo di una professione prestigiosa che permette anche notevoli avanzamenti di carriera: se è vostra intenzione conseguire un titolo di studio che vi permetta di accedere a questa professione, dovrete iscrivervi ad una laurea in economia che sia rilasciata da una università prestigiosa.

Chi è lo specialista in risorse umane

Lo specialista in risorse umane è una figura che si occupa principalmente dell’amministrazione del personale, sia da un punto di vista legale (cessazione dei rapporti di lavoro, stipula dei contratti d’assunzione), sia da un punto di vista umano. In questo senso, lo specialista in risorse umane ha il compito di valutare il rendimento di chi lavora in azienda, di proporre eventuali promozioni e di selezionare i nuovi candidati durante i colloqui. Infine, questa figura specializzata ha anche il compito di formare il personale e di definire i ruoli per i quali i lavoratori sono più portati. In altre parole, lo specialista in risorse umane è anche un importantissimo talent scout: la sua presenza all’interno di un’azienda può fare la differenza a livello di competizione con i concorrenti, scovando le menti migliori e formandole secondo uno spirito orientato al raggiungimento di obiettivi comuni.

Quanto guadagna lo specialista in risorse umane

Lo specialista in risorse umane non solo è una professione con un’alta probabilità di contratto a tempo indeterminato, ma è anche una figura che guadagna davvero bene. Stando ai dati raccolti da Almalaurea, infatti, questo specialista guadagna in media 1.400 euro al mese, con la possibilità di fare carriera e di ottenere un contratto più ricco.

Commenti Nessun Commento »

Street Artist #Blu Is Erasing All The Murals He Painted in #Bologna

di SKA su Cose dette da altri il 12 marzo 2016, 15:50

Blu cancella i pezzi dipinti a Bologna nel corso di quasi vent’anni., per protesta contro la volontà di privatizzazione delle opere d’arte di strada da parte di alcune lobby di potere bolognesi. Wu Ming spiegano tutto qui sotto.

Action against the rich and powerful who take street art off the street. English version below.] Il 18 marzo si inaugura a Bologna la mostra Street Art. Banksy & Co. – L’arte allo stato […]

Sorgente: Street Artist #Blu Is Erasing All The Murals He Painted in #Bologna

Commenti Nessun Commento »

Pro e contro il referendum sulle trivellazioni – Il Post

di SKA su Cose dette da altri, Notizie Commentate il 8 marzo 2016, 14:43

Per cosa andremo a votare in aprile, spiegato bene, e cosa dicono quelli che chiedono di votare sì e quelli che chiedono di votare no

Sorgente: Pro e contro il referendum sulle trivellazioni – Il Post

Commenti Nessun Commento »

Forse padre Pio non era tutto questo santo | VICE | Italia

di SKA su Cose dette da altri il 11 febbraio 2016, 13:44

Più o meno chiunque ha una vaga idea di chi fosse padre Pio e delle controversie che l’hanno interessato. Meno note, invece, sono le fasi veramente cruciali nella costruzione del mito. Abbiamo provato a ricostruirle.

Nella sconfinata mole di libri prodotti sul frate cappuccino—dalle agiografie ai testi in cui la critica sfocia nel complottismo—ce ne è uno che aiuta a farsi un’idea abbastanza obiettiva: si tratta di Padre Pio. Miracoli e politica nell’Italia del Novecento, un libro critico ma ricercato e senza eccessi polemici, del già citato Sergio Luzzatto, uscito nel 2007 per Einaudi.

Sorgente: Forse padre Pio non era tutto questo santo | VICE | Italia

Commenti Nessun Commento »

Il testo del disegno di legge Cirinnà – 2081

di SKA su Notizie Commentate il 10 febbraio 2016, 15:06

Un post semplice, veloce e che si rifà a quello che su questo blog si faceva in maniera molto più costante fino ad un po’ di tempo fa: citare e condividere le fonti originali. Non si tratta di un mero vezzo giornalistico, ma di una prassi praticamente ormai sommersa dai lunghi editoriali, le opinioni e dei “secondo me”.

Sulla questione di merito, ossia la regolamentazione delle unioni civili tra persone dello stesso sesso e disciplina delle convivenze , così come viene definita nell’oggetto del disegno di legge in questione non c’è molto altro da aggiungere. Il primo dato fondamentale è che si tratta di un (ennesimo) atto dovuto da parte delle istituzioni più progressiste per andare a riempire, finalmente, un vuoto legislativo che lascia l’Italia praticamente isolata tra i paesi occidentali. Non possiamo permetterci di non avere una qualsiasi regolamentazione in merito: anche una che vada a sfavore delle unioni civili sarebbe meglio del nulla attuale.

Come spesso è successo in disegni di legge, poi diventati legge a tutti gli effetti, la “Cirinnà” non fa altro che fotografare una situazione già esistente nella società civile italiana e al tempo stesso si chiede: che diritti hanno o avranno queste persone, questi figli, che vivono già come una famiglia? Per renderlo ancora più comprensibile bisognerebbe volare molto più bassi durante la discussione, probabilmente evitare di scomodare parole come “dignità umana” e consimili, soprattutto da parte dei favorevoli, perché si tratta di una questione legislativa e quindi con significati molto più tecnici e pratici che emotivi. I nostri-bambini e la “stepchild adoption” sono falsi problemi, inseriti nella discussione dai conservatori più bigotti e meno lungimiranti per allontanare l’attenzione dalla questione reale dei diritti fondamentali. Perché nel 2016 sono diventati anche quelli i diritti fondamentali dell’uomo, ficcatevelo bene in testa.

Noi favorevoli e progressisti dovremmo partire dal semplice presupposto che abbiamo ragione e che ogni altra opinione in merito, in particolare quelle contrarie, non hanno motivo di esistere. Esistono soltanto perché glielo stiamo concedendo noi; quelle piccole ed insignificanti sacche di resistenza reazionaria spariranno come sono sempre sparite nelle battaglie passate: in Italia siamo soltanto molto più lenti.

Anche i più accaniti conservatori italiani dovranno rassegnarsi come hanno già fatto per il divorzio, il divorzio breve, l’aborto, i diritti per i conviventi. Andando ad usare le parole di David Cameron in supporto del matrimonio omosessuale (nel 2011): «Io non sono a favore del matrimonio gay nonostante sia un conservatore; io sono a favore del matrimonio gay perché sono un conservatore».

Resta evidente che senza qualcuno pronto a combattere quelle battaglie non vinceremo (e non avremmo vinto) mai, quindi mai come oggi è necessario spingere verso la direzione del progresso civile in maniera ancora più decisa perché i tempi sono giusti ed il terreno è pronto: farsi sfuggire l’occasione, proprio oggi, per essere annoverati tra i paesi più evoluti in tema di diritti civili sarebbe una sconfitta ancora più dolorosa.

Basta opinioni. Vi lascio alla lettura del testo integrale. E poi sì, esprimete pure la vostra opinione.

Leggi il testo integrale del disegno di legge 2081 – Cirinnà

Commenti Nessun Commento »

Pagina 1 di 9112345...102030...Ultima »

extra

WTF?

Giornalista, web designer e pubblicitario. Da blog di protesta negli anni in cui i blog andavano di moda, questo spazio è diventato col tempo uno spazio di riflessione e condivisione. Per continuare a porsi le giuste domande ed informare se stessi.