Forse padre Pio non era tutto questo santo | VICE | Italia

di SKA su Cose dette da altri il 11 febbraio 2016, 13:44

Più o meno chiunque ha una vaga idea di chi fosse padre Pio e delle controversie che l’hanno interessato. Meno note, invece, sono le fasi veramente cruciali nella costruzione del mito. Abbiamo provato a ricostruirle.

Nella sconfinata mole di libri prodotti sul frate cappuccino—dalle agiografie ai testi in cui la critica sfocia nel complottismo—ce ne è uno che aiuta a farsi un’idea abbastanza obiettiva: si tratta di Padre Pio. Miracoli e politica nell’Italia del Novecento, un libro critico ma ricercato e senza eccessi polemici, del già citato Sergio Luzzatto, uscito nel 2007 per Einaudi.

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Il testo del disegno di legge Cirinnà – 2081

di SKA su Notizie Commentate il 10 febbraio 2016, 15:06

Un post semplice, veloce e che si rifà a quello che su questo blog si faceva in maniera molto più costante fino ad un po’ di tempo fa: citare e condividere le fonti originali. Non si tratta di un mero vezzo giornalistico, ma di una prassi praticamente ormai sommersa dai lunghi editoriali, le opinioni e dei “secondo me”.

Sulla questione di merito, ossia la regolamentazione delle unioni civili tra persone dello stesso sesso e disciplina delle convivenze , così come viene definita nell’oggetto del disegno di legge in questione non c’è molto altro da aggiungere. Il primo dato fondamentale è che si tratta di un (ennesimo) atto dovuto da parte delle istituzioni più progressiste per andare a riempire, finalmente, un vuoto legislativo che lascia l’Italia praticamente isolata tra i paesi occidentali. Non possiamo permetterci di non avere una qualsiasi regolamentazione in merito: anche una che vada a sfavore delle unioni civili sarebbe meglio del nulla attuale.

Come spesso è successo in disegni di legge, poi diventati legge a tutti gli effetti, la “Cirinnà” non fa altro che fotografare una situazione già esistente nella società civile italiana e al tempo stesso si chiede: che diritti hanno o avranno queste persone, questi figli, che vivono già come una famiglia? Per renderlo ancora più comprensibile bisognerebbe volare molto più bassi durante la discussione, probabilmente evitare di scomodare parole come “dignità umana” e consimili, soprattutto da parte dei favorevoli, perché si tratta di una questione legislativa e quindi con significati molto più tecnici e pratici che emotivi. I nostri-bambini e la “stepchild adoption” sono falsi problemi, inseriti nella discussione dai conservatori più bigotti e meno lungimiranti per allontanare l’attenzione dalla questione reale dei diritti fondamentali. Perché nel 2016 sono diventati anche quelli i diritti fondamentali dell’uomo, ficcatevelo bene in testa.

Noi favorevoli e progressisti dovremmo partire dal semplice presupposto che abbiamo ragione e che ogni altra opinione in merito, in particolare quelle contrarie, non hanno motivo di esistere. Esistono soltanto perché glielo stiamo concedendo noi; quelle piccole ed insignificanti sacche di resistenza reazionaria spariranno come sono sempre sparite nelle battaglie passate: in Italia siamo soltanto molto più lenti.

Anche i più accaniti conservatori italiani dovranno rassegnarsi come hanno già fatto per il divorzio, il divorzio breve, l’aborto, i diritti per i conviventi. Andando ad usare le parole di David Cameron in supporto del matrimonio omosessuale (nel 2011): «Io non sono a favore del matrimonio gay nonostante sia un conservatore; io sono a favore del matrimonio gay perché sono un conservatore».

Resta evidente che senza qualcuno pronto a combattere quelle battaglie non vinceremo (e non avremmo vinto) mai, quindi mai come oggi è necessario spingere verso la direzione del progresso civile in maniera ancora più decisa perché i tempi sono giusti ed il terreno è pronto: farsi sfuggire l’occasione, proprio oggi, per essere annoverati tra i paesi più evoluti in tema di diritti civili sarebbe una sconfitta ancora più dolorosa.

Basta opinioni. Vi lascio alla lettura del testo integrale. E poi sì, esprimete pure la vostra opinione.

Leggi il testo integrale del disegno di legge 2081 – Cirinnà

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Multitasking is Killing Your Brain — Life Tips. — Medium

di SKA su Cose dette da altri il 8 febbraio 2016, 12:05

Many people believe themselves to be multitasking masters, but could it all be in their heads?

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Privacy Shield, ovvero come l’Europa ha svenduto i diritti europei agli Usa

di SKA su Cose dette da altri il 8 febbraio 2016, 11:45

Il 2 febbraio l’Unione Europea e gli Usa annunciano di aver raggiunto un accordo sul trasferimento dei dati tra UE e USA. La Commissione Europea e il Segretario al Commercio per il governo americano presentano il Privacy Shield che andrà a sostituire il Safe Harbour invalidato a seguito dell’importantissima sentenza della Corte di Giustizia Europea dell’ottobre del 2015, con la quale la Corte, in contrasto con la politica della Commissione, ha accolto il ricorso di Max Schrems contro il Garante irlandese e, in conseguenza della decisione, ha sostenuto che la Commissione europea nel 2000 ha ecceduto i poteri conferiti dalla Direttiva europea 95/46 adottando l’accordo Safe Harbour.

 

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Scommettere online: fenomeno di costume e realtà economica

di SKA su Notizie Commentate il 25 gennaio 2016, 12:15

Per una questione di praticità e di comodità, nel secondo millennio la scommessa sportiva è diventata online e si è sostituita a poco a poco alla tradizionale schedina giocata presso i punti territoriali autorizzati. In Italia la scommessa online è un fenomeno di costume e gli scommettitori abituali sono diventati a loro volta dei veri e propri professionisti del guadagno online realizzato attraverso i siti bookmakers. Gli scommettitori online più esperti sono degli studiosi che analizzano nei minimi particolari gli eventi sportivi in programma per poi elaborare un pronostico personale ottenuto partendo da dati ben precisi da incrociare con quelli presenti sul bookmaker di riferimento. Nel caso specifico di un evento calcistico, pagina calcio scommesse su William Hill stabilisce per ogni scommessa delle quote che potrebbero essere successivamente modificate in sede di scommessa live tenendo conto di situazioni particolari come infortuni, luogo dell’incontro o formazioni in campo.

La scommessa live, prevista soltanto per alcune partite, è quel tipo di scommessa che consente di puntare anche all’ultimo minuto, durante il corso dell’evento, questa sua particolarità la rende molto apprezzata dagli scommettitori più esperti. Gli scommettitori del web si dividono in due grandi blocchi, ci sono quelli più cauti e quelli che invece amano sentire sulla loro pelle il brivido del rischio. Lo scommettitore cauto, di solito, preferisce scommettere il suo denaro su un evento con alte probabilità di successo e di conseguenza si accontenta di vincite poco significative, mentre lo scommettitore intraprendente ama scommette su un evento con scarsa probabilità di successo in maniera tale da riuscire a realizzare vincite più consistenti avvalendosi di quote alte. La condizione essenziale per scommettere legalmente tramite un bookmaker online è quella di essere maggiorenni, in questo caso si potrà procedere direttamente all’iscrizione indicando i dati personali e bancari su un modulo di registrazione elettronico intuitivo e veloce.

Una volta che si dispone di un profilo cliente e di un conto di gioco attivo, cioè con deposito di denaro pienamente sufficiente, si possono realizzare online diverse tipologie di scommesse singole o multiple che a loro volta prendono in considerazione l’esito finale 1X2, l’esito esatto, i risultati parziali, i gol realizzati, i no gol, la somma di gol, l’under, l’over, la scommessa con handicap, il pari e dispari e poi ancora tantissime altre scommesse tutte da scoprire e da consultare facilmente sul sito. Secondo alcune statistiche in merito alle preferenze degli scommettitori online, pare che la scommessa più gettonata sia quella sull’esito finale 1X2 , in cui se viene indicato 1 si pronostica la vittoria della squadra in casa, se viene indicata X il pareggio e se si indica 2 la vittoria della squadra che gioca fuori casa, tutto ciò prendendo comunque in considerazione l’esito della partita al termine dei tempi regolamentari. Scommettere online è semplice e in questo tempo di crisi viene visto come un metodo alternativo per arrotondare lo stipendio tentando la fortuna in un ambiente legale e munito di tutte le autorizzazioni governative necessarie.

Gli italiani e il gioco. L’ultimo rapporto Eurispes ad affrontare il tema è quello del 2014, dal quale si evince che per il  34,5% degli intervistati il gioco è puro e semplice divertimento; mentre per il 12,1% è l’occasione per cercare momenti di emozione. Tra le motivazioni principali che spingono a tentare la giocata ci sono ovviamente la speranza o l’attesa di poter ottenere una vincita in denaro: è così per quasi la metà delle persone che giocano, dal momento che il 32,7% è interessato al gioco per ottenere una grossa vincita e il 15,6% punta a beneficiare di risorse economiche in modo più facile.

Quando il gioco si fa troppo duro. Ad aver perso moti soldi al gioco sono il 10,1% degli intervistati con una prevalenza degli uomini rispetto alle donne (12,8% vs 6,5%). In generale, se il 72,1% degli intervistati dichiara di non aver mai chiesto denaro in prestito per il gioco, il 18,2% lo ha fatto qualche volta e il 4,7% quasi mai.

Ludopatie in agguato. Quando da divertimento il gioco diventa un serio problema, difficilmente si ricorre all’aiuto di personale specializzato. I risultati mettono in luce che nella maggior parte dei casi (52,9%) si sceglie ancora di affrontare in maniera empirica autonomamente l’insorgere di una ludopatia.

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Cosa ci racconta di noi il nuovo Poynter.org

di SKA su Cose dette da altri il 16 gennaio 2016, 12:26

Il nuovo Poynter è bellissimo.
Ne parla Luisa Carrada.

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Perché la società dei consumi ci rende stupidi, secondo Adorno

di SKA su Cose dette da altri il 15 gennaio 2016, 13:07

Per Adorno l’industria culturale mira a distrarci dalla critica al capitalismo.

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Holiday gift-giving between adults is a needless, consumerist chore

di SKA su Cose dette da altri il 12 dicembre 2015, 14:11

[…] ogni anno partecipiamo alla grande messinscena. Si scambiano regali non richiesti. Si recitano interpretazioni di gratitudine da Oscar, qualcuno fa una palla con la carta da regalo e la dà da rincorrere al cane, si brinda, il cane fa silenziosamente delle puzze in un angolo, ci si assopisce, si spengono le luci dell’albero, e si reimballa tutto per l’anno prossimo.

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WTF?

Giornalista, web designer e pubblicitario. Da blog di protesta negli anni in cui i blog andavano di moda, questo spazio è diventato col tempo uno spazio di riflessione e condivisione. Per continuare a porsi le giuste domande ed informare se stessi.