17/05/08

Network

Tools




blog Feed RSS

Guida economica multiuso per il corretto utilizzo dei rapporti sociali. Prendere in piccole dosi. Tirare lo sciacquone dopo l’utilizzo.

Economia dei rapporti sociali

di SKA su La dimanche des crabes

Per rapporti sociali intenderemo quelli appartenenti alle fasce sentimentali più vaste e facilmente percepibili, ossia l’amore e l’amicizia. Chiamato successivamente solo rapporto.

Teoria del 50%
Partiremo da un assunto di base che chiameremo “Teoria del 50%”. Un rapporto in cui vi sia un sostanziale squilibrio tra offerta (ciò che io do all’altro, in termini di gesti veri e propri o tangibili solo a livello sentimentale) e domanda (ciò che ricevo) - e viceversa - è destinato all’inefficienza e quindi al fallimento sul mercato della vita. Quella che in questo caso sarebbe la nostra “efficienza allocativa” o “ottimo paretiano” è la condizione in cui i due soggetti raggiungano un equilibrio il più vicino possibile al 50% tra domanda ed offerta, ossia l’equità. Il rapporto sarà duraturo, basato su reciproco rispetto e la profonda convinzione di entrambi i soggetti che ognuno potrà sempre contare sull’altro.
In definitiva una sorta di do-ut-des incondizionato.

Concorrenza, Monopolio ed Oligopolio
La concorrenza nei rapporti sociali è solitamente una condizione svantaggiosa. Lo è di certo in amore, causa di dissapori, incomprensioni, litigi e gelosia. Lo è in maniera meno accentuata in amicizia. In amore la condizione ottimale è quella di Monopolio, nel rapporto non esistono sostituti. Può anche essere poco duraturo nel tempo, ma la condizione di fedeltà e rispetto ad un unico soggetto è la più efficiente. In amore l’oligopolio è la condizione più inefficiente.

In amicizia invece l’oligopolio è considerabile la condizione ottimale. Gli stretti rapporti d’amicizia in monopolio sono destinati all’usura e le barriere all’entrata dovute al forte radicamento con cui di solito vengono stabilite le amicizie rendono difficoltosa la sostituzione di un rapporto d’amicizia in monopolio. Il regime di oligopolio consente di allocare la propria offerta a più soggetti e ricevere domanda a pari condizioni. Se un amico decide di uscire dal proprio mercato, ce ne sarà un altro disposto a soddisfare la domanda. In regime di oligopolio in amicizia, solitamente, chi tende a richiedere solo domanda senza non porre sul mercato la propria offerta viene escluso perchè considerato inefficiente ed un “peso morto” che grava sul bilancio. Sul mercato dell’amicizia ognuno deve fare la sua parte.

Sul mercato dell’amicizia possono rientrare i soggetti a condizione 0%/0%, ossia quelle che comunemente vengono chiamate conoscenze. Solitamente le conoscenze sono elementi marginali che non richiedono nè spese nè costi, anch’essa considerabile quindi come condizione di ottimo. I rapporti occasionali con le conoscenze consentono di godere appieno dei momenti, senza aspettative da ambo le parti.

La gelosia in amore è una barriera all’entrata.
Invidia, astio, rancore ed arroganza sono pressochè considerabili delle esternalità negative e portano all’uscita del mercato uno dei soggetti.

Disoccupazione
Nella nostra esposizione la Disoccupazione è intesa come una condizione di assenza di rapporti, che con un termine più comune chiameremo Solitudine.
In amore - in generale- la Disoccupazione è una condizione frequente, mentre in amicizia è una condizione più difficile da raggiungere, ma realmente esistente soprattutto in età adolescenziale e durante l’anzianità.
In amore si può entrare ed uscire dalla condizione di Disoccupazione molto spesso, soprattutto se si instaurano rapporti inefficienti secondo la Teoria del 50%. In amicizia - partendo dall’assunto oligopolistico - la disoccupazione è più che altro “stagionale”. Rapporti di amicizia possono durare nel tempo, ma nel momento in cui falliscono si aprono settori di mercato da ricoprire. Restano comunque gli altri attori del mercato oligopolistico a supportarci.

In amore è molto frequente la condizione di disoccupazione frizionale, ossia quel lasso di tempo di solitudine tra un rapporto che si conclude ed uno nuovo. Durante il periodo di disoccupazione frizionale però la concorrenza diventa l’opportunità principale: in una cerchia di possibilità più o meno ampie chi ha le caratteristiche più affini alle nostre vince. Lo status di disoccupato frizionale è, nel breve termine, soddisfacente: consente di avere legami fugaci con costi minori e benefici maggiori. Anche in amicizia la disoccupazione frizionale può avere la sua importanza: se uno o più amici decidono di escluderci, lasciandoci soli, la concorrenza dovrà o potrà sopperire a quella mancanza.
Nei casi di fallimento del sistema concorrenziale la disoccupazione frizionale diventa strutturale, sia in amore che in amicizia, e fondamentalmente si rimane soli.

Inflazione
L’inflazione nei rapporti sociali avviene quando il proprio valore sociale si abbassa notevolmente, mentre il livello generale subisce conseguenzialmente un aumento sostenuto. L’inflazione in questo caso, a differenza del termine economico stretto, ha valore solitamente soggettivo: un’inflazione percepita, quindi. Siamo noi stessi che consideriamo il nostro valore inferiore rispetto a quello generale. Così come può succedere, in casi border-line, che la collettività consideri un singolo soggetto “di poco valore” mentre qualcun’altro - anche fosse una sola persona - può pensare l’esatto contrario. Per questo è soggettiva e quindi percepita.

I rapporti sociali, come l’economia, sono soggetti a clamorosi fallimenti così come a notevoli benefici. E’ sempre bene valutare con accuratezza gli investimenti e se effettivamente riescano a soddisfare le nostre aspettative, tutte le spese connesse al protrarsi di un rapporto non soddisfacente e deleterio, valutare se l’interruzione di un rapporto possa considerarsi vantaggioso o meno.

In caso di difficoltà da tenere presente che le esternalizzazioni in questo caso non servono a nulla, ma gli investimenti all’estero possono essere molto soddisfacenti.

L’autore ci tiene a precisare la scarsa serietà, a discapito dell’apparenza, con cui è stato redatto questo articolo. Prendetelo sul serio, ma non troppo. E tirate lo sciacquone dopo l’utilizzo, grazie


Commenti [1] Commenti | trackback [0] Trackbacks | pingback [0] Pingbacks
permalinkPermalink | StampaStampa | Sottoscrivi il Feed | Who links here? | | | Aggiungi a del.icio.us | Aggiungi a Segnalo | Segnala su Ok Notizie | Aggiungi a Digg

Schifani Brokers

di SKA su Notizie Commentate

Mi scrive tale Sandro.
"[...]ho atteso molti giorni per vedere sul vostro sito un commento, anche ironico, sulla questione Travaglio-Fazio ma ad oggi sembra che una questione di una gravità così forte non vi tocchi. Non sarà che siete passati dall’altra parte? O magari fate spallucce in difesa di un mafioso come i nuovi alleati della destra, cioè i neo-democristiani di Veltroni? Vi divertite ad offendere il Santo Padre, ma quando c’è da tirare fuori le palle veramente vi nascondete.[...]"
(Prima e dopo premesse e convenevoli)
Rispondo a Sandro.
Tralascio la questione delle offese al Santo Padre, che al massimo possono essere chiamate “giuste osservazioni”. Così come quella sulle “parti”. Non c’è una parte da cui stare, da piccolo e spesso ingenuo commentatore l’unica parte che tento di prendere è quella di ciò che è vero, contro ciò che è falso. Che in Italia non sempre significa il giusto.

Sull’ormai tediosa questione Travaglio-Fazio-Schifani c’è ben poco da aggiungere, casomai da togliere. Bisogna scremare tutta una serie di minchiate e parole al vento che allontanano dal nodo principale e dall’unica domanda che andrebbe posta, con prove e controprove: è vero o non è vero che l’attuale Presidente del Senato Renato Schifani abbia avuto rapporti con boss ed esponenti mafiosi, tra i quali Mandalà, Benny D’Agostino e Giuseppe Lombardo?

Se è vero, Schifani dovrà risponderne facendo chiarezza sulla questione. Se non è vero, è giusto che Travaglio (ma anche Abbate e Gomez) paghino per eventuali querele.
Querele - quelle a Travaglio - tanto paventate da una miriade di agenzie, ma che nel concreto non esistono. Così come lo Schifani non ha sentito la necessità di querelare per le informazioni contenute nel libro “I Complici” dei già citati Abbate-Gomez. Il primo, peraltro, ha rogne ben più grosse di queste.

Partendo da questo bisogna presumere che Travaglio si sia limitato a citare un fatto, veramente svoltosi. Che quei fatti citati abbiano rilevanza penale e politica è ancora un altro paio di maniche, nonostante la cagnara PDL-PD voglia buttare tutto nello stesso focolare.

Non mi dilungo in ulteriori citazioni e spiegazioni, lascio un po’ di link.

Biografia di Renato Schifani tratta da “Se li conosci li eviti"

Lettera di Travaglio a Repubblica

Non Alzate quella Pietra di LaPrivataRepubblica

Il bravo giornalista chiede permesso su Xantology


Commenti [4] Commenti | trackback [0] Trackbacks | pingback [0] Pingbacks
permalinkPermalink | StampaStampa | Sottoscrivi il Feed | Who links here? | | | Aggiungi a del.icio.us | Aggiungi a Segnalo | Segnala su Ok Notizie | Aggiungi a Digg

La Birmania dimenticata

di SKA su ControInformazione

C’era un tempo, che sembra ormai lontano, in cui la Birmania (Myanmar) sembrava essere qui vicino quasi dietro l’angolo. Su internet i blogger - sempre questi cazzo di blogger - urlavano/urlavamo l’uno più forte dell’altro per far capire a tutti gli altri che “io sono più solidale di te, tiè” - vedi il post di Kiappone. A quel tempo conveniva essere solidali, perchè i giornali ne parlavano.

Oggi che la tragedia a Myanmar è ancora più grave tutti muti: 220.000 morti circa, blocco degli aiuti da parte degli USA. I giornali ne parlicchiano, dai telegiornali la Birmania-Myanmar è sparita. Oggi se non sei visibile, non esisti.

Non avrei trovato parole migliori, per cui faccio mie le parole de La Privata Repubblica:

"Quando le tonache zafferano sfilarono all’ombra delle dolorose pagode birmane, lo scorso settembre, il mondo intero ebbe un sussulto. “Lo fanno per la democrazia! Viva la libertà! Supportiamo la rivoluzione mettendo un bel ribbon sui nostri blog, servirà tantissimo ai monaci!” Il risultato è noto: il moto popolare affogato nel sangue (come già era successo nel 1988), il flusso informativo paralizzato - si, persino nell’era di internet - e la Birmania schiacciata in maniera ancora più opprimente sotto il tallone d’acciaio della junta criminale.

Passati i mesi, la notizia finiva nell’oblio: i blogger toglievano i banner dalle loro colonne; la comunità internazionale tentennava, come al suo solito, senza riuscire ad imporre alcunchè ai generali; il regime si consolidava, preparando il prossimo referendum costituzionale farsa. Ora il Myanmar è un inferno sommerso dalla furia rabbiosa ed implacabile degli elementi. Il ciclone Nargys ha spazzato via interi villaggi di cartapesta, ha reclamato decine di migliaia di vite umane, ha reciso in maniera probabilmente definitiva il rapporto tra il paese ed il resto del mondo, già di per sè molto labile, e l’ha fatto precipitare in una crisi umanitaria gravissima, dagli esiti drammatici ed imprevedibili.

Lo sapevamo già, ma pazienza

Ovviamente la colpa del ciclone non può essere imputata ai militari. Ma la negligenza e l’impreparazione delittuose, quelle si. Nessun cittadino birmano sapeva infatti che cosa si sarebbe abbattuto sul delta dell’Irrawaddy. Nessuno sapeva che Rangoon e dintorni sarebbero diventati un cumulo acquitrinoso di macerie e di cadaveri.

Eppure già dal 29 aprile, tre giorni prima della tragedia, i bollettini della marina e dell’aviazione statunitensi avvertivano che una violenta tempesta si sarebbe abbattuta sul Myanmar sudoccidentale, così come aveva lanciato l’allarme, due giorni prima, anche il dipartimento meteorologico dell’India.

Ma i militari non si sono curati dell’allerta: a parte messaggi molto generici trasmessi alla televisione di stato, non è stata predisposta nessuna evacuazione, nessuna misura di precauzione o di prevenzione. Data la particolare conformità del terreno birmano e la fatiscenza delle infrastrutture, il dramma non aspettava altro che la sua consumazione.

Continua a leggere su La Privata Repubblica “Questa non è un’uscita"


Commenti [3] Commenti | trackback [0] Trackbacks | pingback [0] Pingbacks
permalinkPermalink | StampaStampa | Sottoscrivi il Feed | Who links here? | | | Aggiungi a del.icio.us | Aggiungi a Segnalo | Segnala su Ok Notizie | Aggiungi a Digg

Nuove droghe

di SKA su Satira Politica

Ratzinger lancia il monito: “attenzione che il sesso può diventare una droga"

E ve lo dice uno che si fa le pippe sugli annuari del catechismo.


Commenti [4] Commenti | trackback [0] Trackbacks | pingback [0] Pingbacks
permalinkPermalink | StampaStampa | Sottoscrivi il Feed | Who links here? | | | Aggiungi a del.icio.us | Aggiungi a Segnalo | Segnala su Ok Notizie | Aggiungi a Digg

Ministeria #1 - Scajola e Comunicazioni

di SKA su Notizie Commentate

Non ho ancora avuto modo di parlare della meravigliosa squadra di governo del Berlusconi IV, inizio un mini-riassunto oggi. Un po’ a caso.

Ministero delle Comunicazioni: parto da questo perchè - non so se ci avete fatto caso - ma è sparito. Completamente assorbito dal Ministero per lo Sviluppo Economico capitanato dal mitico Claudio Scajola.

Arrestato nel 1980 per concussione aggravata in relazione ad una vicenda di appalti per il Casinò di Sanremo, poi assolto.
Era al Ministero dell’Interno ai tempi del G8 e dichiarò che fu “costretto a dare ordine di sparare” sui manifestanti, ritrattando qualche giorno dopo.
Poco prima della morte di Marco Biagi, nonostante le insistenti richieste, gli tolse la scorta.
Dopo la morte dello stesso Biagi - ad una domanda sulla figura centrale dell’economista- rispose: “Non fatemi parlare. Figura centrale Biagi? Fatevi dire da Maroni se era una figura centrale: era un rompicoglioni che voleva il rinnovo del contratto di consulenza”.
Si dimise un mese dopo.

Ora è a capo di un Ministero “fantasma” che grazie al Ministro Gasparri fece gli interessi del padrone di Mediaset. Oggi, per evitare i clamori del passato, la disciplina in tema di Comunicazioni passerà come prassi burocratica senza schiamazzi.


Commenti [1] Commenti | trackback [0] Trackbacks | pingback [0] Pingbacks
permalinkPermalink | StampaStampa | Sottoscrivi il Feed | Who links here? | | | Aggiungi a del.icio.us | Aggiungi a Segnalo | Segnala su Ok Notizie | Aggiungi a Digg

  « articoli precedenti

Articoli più letti

L'indulto approvato alla Camera. Chi ne beneficia? (12019)
Tremate tremate, i fascisti son tornati (4276)
Fratelli (3408)
Un Bianco multicolore (3059)
I Divorziati (2495)
Lo Stato e la Mafia (2227)
Suicidio con i farmaci (2152)
Berlusconi, Dell'Utri e Provenzano: i conti tornano (1956)
Nessuno tocchi Caino (1590)
Il Parlamento è Cosa Nostra (1544)
L'altra casta: i Sindacati (1489)
Addio Limbo (1477)
Parlamentari dorati (1463)
Ma che bel Panorama! (1408)
Il testo della legge proposta da Beppe Grillo (1388)

Articoli più commentati

Addio Limbo (35)
Ego te absolvo (35)
Armiamoci e partite (25)
Tremate tremate, i fascisti son tornati (22)
La politica di destra fatta dalla sinistra (18)
I Divorziati (17)
Attitudini (chapt.3) (17)
Hijo de Fuda (16)
Un plagio sinistro (15)
Sconforto elettorale (14)
Attenti alle schede nulle (14)
Elezioni 2008: open comments 'til the end (14)
V-Day? (13)
Berlusconi, Dell'Utri e Provenzano: i conti tornano (12)
Ciampi Reloaded (12)


extra

Statistiche Statistiche

Visitatori totali
000660753
Visitatori OnLine
Post Totali
515
Commenti Totali
1734
Membri Totali
43