La percezione errata della realta’

di SKA su Cose dette da altri il 30 ottobre 2014, 15:54

La società britannica Ipsos Mori ha chiesto a un campione rappresentativo di italiani – e spagnoli, svedesi, inglesi, tedeschi, etc – un po’ di informazioni sul loro paese. Quanti sono secondo loro gli immigrati che vivono nel loro paese. Quanti sono i disoccupati del loro paese. Quante sono le persone con più di 65 anni. Quante sono le ragazze madri. Quanti sono i musulmani, quanti sono i cristiani. Eccetera. L’Italia è risultato il paese più ignorante di tutti: quello che pensa le cose più sbagliate su se stesso.

Crediamo che ogni anno ci siano in Italia un 17 per cento di ragazze madri: sono lo 0,5 per cento. Crediamo che in Italia ci sia un 20 per cento di musulmani: sono il 4 per cento. Crediamo che in Italia ci sia un 49 per cento di disoccupati: sono il 12 per cento. Crediamo che in Italia ci sia un lunare 30 per cento di immigrati: sono il 7 per cento. Nessuno ha percezioni fuori dalla realtà come noi.

Continua a leggere su Francesco Costa (con i link ai dati)

p.s. la font utilizzata per i titoli non supporta le accentate, quell’abominio dell’apostrofo al posto dell’accento ha motivazioni esclusivamente tecniche.

Commenti Nessun Commento »

Uomini Femministi

di SKA su La dimanche des crabes il 24 settembre 2014, 16:29

Dopo tanto tempo in cui questo blog è andato avanti quasi per forza d’inerzia mi piacerebbe tornare a quello che succedeva qua sopra qualche tempo fa. Riuscivo ad esprimere concetti più o meno articolati, con lunghezza variabile e di solito prendendo spunto dalle decine di fonti che leggevo – e leggo ancora – per poter dare una versione dei fatti, sotto una chiave per ovvi motivi soggettiva. Una soggettività relativa, o un’obiettività soggettivizzata. Sempre che esista questo termine. Mi lasciavo andare anche a lunghe premesse, che altro non erano che escamotages narrativi per darmi e darci il lancio al pezzo, il blog d’altronde – nella sua concezione originaria, non sottomessa alle logiche del nanopublishing – è fatto anche di questo, no? Possiamo perdere tempo a parlare di fuffa per una decina di righe, consapevoli che i pochi lettori che navigano a vista se ne saranno già andati, mentre gli altri rimarranno incollati nella lettura perché interessati nonostante tutto o perché incuriositi dal “dove andrà a parare?”. Soprattutto se lanci il pezzo con quel titolo e dopo quasi 200 battute sei ancora lì a cincischiare.

Si è molto parlato dell’intervento di Emma Watson alle Nazioni Unite – sì sì, lei, Hermione di Harry Potter – a supporto della campagna #HeForShe, in qualità di portavoce di UN Women, l’organizzazione che si occupa della parità di genere all’interno delle Nazioni Unite.

Mi piace essere quasi banale ed ovvio per una volta, ma il discorso tenuto dalla Watson è bellissimo e lei lo ha interpretato meravigliosamente. Non siamo però sul piano di lettura “le hanno scritto il discorso e lei essendo un’attrice è stata molto brava”, “lo fa per pubblicità”, lo sappiamo già tutti. Per ovvi motivi un discorso del genere va scritto e ragionato con molta cautela, da professionisti della comunicazione e dei diritti civili. Lei ha sposato l’idea che ne è alle spalle e si è fatta carico di esporle ad una platea il più ampia possibile, sfruttando la propria immagine e popolarità. Tutti quanti consapevoli anche del fatto che sarebbe stata lei, prima di tutto, oggetto di attenzioni, positive e negative (non sono mancate le critiche feroci e persino alcune minacce).

In coda al post c’è il video integrale con sottotitoli in italiano, inutile stare qui a fare la cronaca di “quello che ha detto Emma Watson alle nazioni unite”, là fuori è pieno di articoli-aggregatori che già lo fanno (beh sì, cari amici del Post, potevate risparmiarvi la fatica e pubblicare direttamente il video sottotitolato).
L’intenzione di mettermi qui sopra a riempire di parole questo post è per dire: finalmente. Un concetto talmente ovvio come quello di HerforShe (lui per lei) è assurdo che non fosse mai stato messo al centro di una discussione globale, perché è un’assoluta verità: la causa del femminismo non può (non deve) essere prerogativa esclusiva delle donne. C’è assoluto bisogno di uomini femministi, di uomini che capiscano che la lotta per le pari opportunità è un dovere di entrambi i sessi. Una citazione del discorso:

Più ho parlato di femminismo e più mi sono resa conto che troppo spesso battersi per i diritti delle donne era diventato sinonimo di odiare gli uomini. Se c’è una cosa che so con certezza è che questo deve finire. Per la cronaca, il femminismo per definizione è la convinzione che uomini e donne debbano avere pari diritti e opportunità: è la teoria dell’uguaglianza tra i sessi – politica, economica e sociale

Sposo questa causa diventata mainstream a causa della Watson perché è giusta, perché è dagli anni del liceo che vado predicando questi stessi principi, perché è da quegli anni che mi auto considero un femminista, esattamente della tipologia che non si schiera verso una delle parti in questa strana guerra di generi che viviamo ancora oggi.
All’interno del discorso si parla anche di uomini “imprigionati negli stereotipi di genere che li riguardano” e mai sintesi fu più adatta a descrivere una forma di malessere vissuta in prima persona, ma mai realmente compresa dalle persone attorno, sia uomini che donne. Tutte quelle dimostrazioni di forza e supremazia territoriale e sociale al quale gli uomini si autocostringono, per abitudine, tradizione, ignoranza: l’uomo deve dimostrare comunque di avercelo più lungo.

Scardinare quest’impostazione primitiva è compito prima di tutto degli uomini: le donne lo hanno già capito da secoli, ma ci assecondano perché sanno perfettamente che – generalmente – non capiamo un cazzo.
Discorsi del genere in larghissime parti d’Italia portano a due tipi di reazione: ti danno della femmina, ti danno del frocio. Come se essere gay fosse un insulto. (Perché gli omosessuali non si offendono se gli da dell’etero?)

Cambia finalmente un paradigma inattaccabile: le donne devono combattere per i propri diritti. Giusto.
Ma la verità è che uomini e donne, insieme, devono combattere per i diritti di entrambi, in tutto il globo.

Commenti 2 Commenti »

La tubercolosi del Grillo

di SKA su Cose dette da altri il 7 settembre 2014, 11:13

LPR decide che é il caso di prendere sul serio i post sanitario-complottisti di grillocasaleggio per spiegare senza toni allarmistici e sensazionalistici che no, non c’é un ritorno della tubercolosi proveniente dagli immigrati che sbarcano in Italia (o come li chiamano loro, clandestini).
Il 2014 della politica e dell’informazione italiana é questo, bisogna prendere sul serio cose evidentemente idiote (e sul quale ci si sarebbe riso sopra) perché rivolte ad una massa cosí fragile e facilmente condizionabile da far quasi paura.

Il MoVimento 5 Stelle Si È Fermato A Ebola http://www.laprivatarepubblica.com/tubercolosi-grillo-m5s/

Commenti 1 Commento »

Farfalle

di SKA su La dimanche des crabes il 14 luglio 2014, 11:24

Leggo le parole e le storie di alcuni ragazzi sognatori, chiusi tra le quattro mura di un’università, con le loro vite che scorrono lente e faticose tra le strade di città e di paese. Ci rileggo il mio passato. Un passato scritto tra pagine bianche sporcate dall’inchiostro e infinite parole digitali che segnano anni di sogni, aspettative, dolori e illusioni ormai mescolate alla nebbia della quotidianità. Leggo le loro parole e ci vedo la doppia anima di chi è arrabbiato col mondo, ma innamorato della vita. Parole di chi ha il sogno di scrivere per vivere, della musica come costante di giorni che passano ogni anno sempre più veloci. Nelle loro storie presenti ci vedo la consapevolezza di un futuro nebuloso ed insicuro che non ricordo di aver avuto, forse troppo impegnato ad inseguire le farfalle dei miei sogni di vita con quel retino bucato che non ho mai ricucito.

Mi rendo conto con dolore quasi fisico che queste cose le ho parcheggiate in una scatola con il coperchio semi-aperto, per lasciarmi aperta la possibilità di dargli una sbirciata ogni tanto, ma senza troppa convinzione.
Mi guardo allo specchio e non mi riconosco, riesco ancora a scorgere quello che sono stato tra le crepe di quello che sono, ma ad ogni giorno passato, stanco e ammantato dai problemi giornalieri, mi allontano sempre di più da quello che avrei voluto essere.
Mi scivolo dalle dita e non ho più neanche la soddisfazione di ritrovarmele sporche d’inchiostro.

Commenti 2 Commenti »

Hipsterofilia

di SKA su Cose dette da altri il 7 luglio 2014, 09:26

O anche “Berlino ha rotto il cazzo”, come da titolo originale.

Poi c’è quell’amico che un giorno, col sorrisetto beffardo di chi ha capito tutto della vita e che vuole assolutamente farti sentire una merda, confessa a te e alla comitiva il suo straordinario progetto esistenziale: “Raga, ho deciso, vado a Berlino”.

Siete nell’unico pub del paese, quello in cui avete passato innumerevoli noiosissime serate; lui sorseggia la sua bionda media (l’unica birra alla spina disponibile nel raggio di sedici chilometri), se la guarda continuando a sorridere, anzi di più, ghignando proprio. D’un tratto, quell’amico con cui sei cresciuto e che riconosci a stento dietro la sua maschera da italiano in fuga, dà voce ai luoghi comuni: “A Berlino la birra non costa un cazzo”. Hai una fitta nel costato: l’invidia, sì, l’invidia. “Beato te!” dici con l’entusiasmo di uno che è appena stato messo in regola in macelleria dallo zio a San Giovanni in Persiceto e col cazzo che si muove più.

Tu sei triste, lui è a tremila. Cristosanto, dovevi essere tu a prendere due stracci, buttarli in uno zaino e andare a Berlino. Sei tu quello con una laurea da 110 e lode in Scienze della comunicazione; lui ha fatto l’istituto tecnico e lì s’è fermato. “Ma che mondo è?” ti chiedi sbigottito.

continua su
http://libernazione.it/berlino-ha-rotto-il-cazzo/

Commenti Nessun Commento »

Il processo di legalizzazione del gioco d’azzardo online in Italia

di Reverendo SenzaDio su Notizie Commentate il 14 giugno 2014, 20:41

m4s0n501

Il processo di legalizzazione del gioco d’azzardo via internet nel nostro paese è stato lungo e difficile, anche se negli ultimi hanno ha visto una grande accelerazione, anche a causa della crisi economica e della crisi del debito che ha colpito tutta la zona Euro. Il processo è iniziato nel luglio del 2011, quando ancora era in carica in governo Berlusconi, con una prima legalizzazione che ha riguardato i giochi da tavolo, i gratta e vinci, le lotterie e le scommesse sportive online. Grazie a questa prima fase della legalizzazione i casinò online hanno potuto munirsi di una regolare licenza e cominciare a operare nel nostro paese. Ma non ci si poteva limitare ai giochi da tavolo e a poco altro. Bisognava andare oltre.

Continua a leggere »

Commenti Commenti disabilitati

Non siete poi così interessanti come credete

di SKA su Cose dette da altri, La dimanche des crabes il 9 giugno 2014, 10:29

Una riflessione di qualche giorno che sarebbe dovuta diventare un testo scritto più approfondito, ma a tradurre quel pensiero ci ha pensato Mario Braconi su Libernazione.
Noto un movimento sempre più costante di pseudo-evangelizzazione che usa i toni messianici del “vivi!”, “guarda la realtà!” anziché “stare davanti al tuo smartphone”. La maggior parte delle volte però sono messaggi che arrivano – guarda un po’ – attraverso i canali sociali del web, da pseudo-creativi e “psicologi dell’internet”, nuova categoria di ciarlatani. Ma la verità è semplice: se la vita e la realtà che abbiamo attorno fa talmente schifo da non riuscire a coinvolgere la nostra attenzione, quest’ultima si rivolge ad altro. E fa bene.
Non siete poi così interessanti come credete.

Credevo che a preoccuparsi di “tutta questa gente che, per strada, non fa altro che guardare il display del telefonino” fosse solo la mia anziana madre (per la quale, poi, tutti i dispositivi touch sono indistintamente designati con il nome generico di “macchinette”) o qualche giornalista con tendenze luddiste. Invece un tale Gary Turk, che dimostra appena una trentina d’anni, ha realizzato una clip di cinque interminabili minuti dall’eloquente titolo “Look Up” (“Guarda in alto”), il cui obiettivo è proprio dimostrare come la generazione di “dipendenti” da smartphone e tablet stia smarrendo il senso della realtà, pronta come è a barattarla con la connessione virtuale perenne ad un mondo irreale popolato da ombre.

continua su Libernazione

Commenti Nessun Commento »

P2: gli atti della Commissione parlamentare d’inchiesta

di SKA su Antimafia, ControInformazione il 5 maggio 2014, 17:08

Una notizia importante da condividere.
Grazie alla Rete degli archivi per non dimenticare sono da oggi – 5 maggio 2014 – disponibili integralmente gli atti della Commissione parlamentare d’inchiesta sulla loggia massonica P2, che possono essere visionati direttamente a questo link

La storia dell’Italia Repubblicana passa necessariamente attraverso il recupero e la valorizzazione delle fonti documentarie contemporanee soggette più di altre a rischi di dispersione e distruzione.

La Rete degli archivi per non dimenticare nasce con quest’obiettivo e riunisce oggi più di sessanta tra associazioni, centri di documentazione, fondazioni, archivi di Stato e istituti privati che conservano documentazione relativa al terrorismo, all’eversione, alla violenza politica e alla criminalità organizzata in tutti gli aspetti sociali, civili e politici. “

C’è molto da leggere e da spulciare, proveremo a farlo.

Commenti Nessun Commento »

Pagina 1 di 3212345...102030...Ultima »

extra

WTF?

Giornalista, web designer e pubblicitario. Da blog di protesta negli anni in cui i blog andavano di moda, questo spazio è diventato col tempo uno spazio di riflessione e condivisione. Per continuare a porsi le giuste domande ed informare se stessi.