Gioco online e modelli di regolamentazione

di SKA su Notizie Commentate il 18 luglio 2017, 13:01

Sono alcuni anni che si sente parlare sempre più spesso di gioco d’azzardo, che sia online od offline, collegando la questione ad una sorta di emergenza sociale e sanitaria. Le ludopatie esistono e sono un fattore da tenere sotto controllo con tutte le dovute accortezze, ma vorrei guardare la questione da punti di vista differenti. Nel 2016 il giro d’affari collegato al gioco ha raggiunto la cifra di 95 miliardi di euro, una crescita dell’8% in più rispetto alle cifre del 2015. Questo succede in un contesto normativo sempre più attento ed anche in un contesto in cui si è cercato di fornire strumenti che rallentassero l’ascesa del mercato irregolare.

Secondo i dati forniti dall’Osservatorio Gioco Online del Politecnico di Milano in collaborazione con Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM) e Sogei, la spesa riservata al gioco online regolamentato con vincite in denaro in Italia, nel 2016 è stata di circa 1,03 miliardi di euro ed ha un’incidenza del 5,4% sul valore complessivo del gioco. Contemporaneamente le azioni a contrasto del gioco irregolare, una tassazione basata sulla spesa e l’introduzioni di regole a tutela dei giocatori, hanno portato ad un maggiore recupero del sommerso e contemporaneamente ad un conseguente aumento del flusso di gioco, come abbiamo sottolineato nell’introduzione.

Tra le tipologie di gioco in crescita ci sono il settore del Casinò Games (+35%) e quello delle Scommesse sportive e delle scommesse sportive online, che valgono circa 350 milioni di euro. In calo il poker (-5%).
Altro dato significativo che viene sottolineato dall’Osservatorio è che la diffusione capillare degli smartphone ha consentito una crescita del gioco da mobile: nel 2016 è cresciuta sia l’offerta di gioco, sia la spesa generata tramite dispositivi mobili (un +50%, che equivale a 233 milioni). Per le casse dello Stato sono comunque tutti effetti benefici, perché con la tassa diretta si è riusciti ad incassare circa 250 milioni di euro, con un’incremento del +21% del gettito nelle casse dello stato.

L’Osservatorio e ADM sottolineano come la crescita sia provenuta dal contrasto al gioco irregolare, attraverso azioni dirette con la creazione di una lista nera di oltre 6000 siti web, azioni di persuasione nei confronti dei fornitori di software di gioco online a negare i servizi a chi opera sul territorio italiano senza concessione o autorizzazione; adeguamento della tassazione.

Sebbene l’identikit del giocatore italiano resta pressoché invariato il comportamento dei giocatori italiani ha subito qualche mutamento e può essere quantificato in un +15% dei giocatori totali rispetto allo scorso anno: si passa da 1,56 milioni del 2015 a 1,79 del 2016 che hanno effettuato almeno una giocata. Anche l’incremento delle giocate secondo l’Osservatorio è ascrivibile in gran parte agli effetti di contrasto contro il gioco irregolare, consentendo una progressiva migrazione – e relativo incentivo – sui domini con estensione italiana (.it) e quindi più controllati e certificati dall’Agenzia.

L’osservatorio e Adm sottolineano come le azioni di regolamentazione non possano essere un insieme di regole immutabili ed uguali tra loro nell’arco di decine di anni, ma che devono essere oggetto di controlli e revisioni continue per proseguire nell’ottica dell’innovazione e del miglioramento, soprattutto in un settore digital come quello del Gioco Online in rapidissima ascesa ed espansione che non si ferma mai.

 

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Propaganda fascista: la proposta Fiano, il dibattito e le criticità. “Un pasticcio senza senso” – Valigia Blu

di SKA su Cose dette da altri il 13 luglio 2017, 12:23

Il disegno di legge che introduce il reato di propaganda del regime fascista e nazifascista è al centro di un’accesa polemica. Cosa prevede il Ddl, il dibattito e quali sono le criticità del provvedimento secondo alcuni esperti: “Un pasticcio senza senso e in parte incostituzionale”.

Sorgente: Propaganda fascista: la proposta Fiano, il dibattito e le criticità. “Un pasticcio senza senso” – Valigia Blu

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Scegliere la carta di credito aziendale: qualche consiglio

di SKA su Notizie Commentate il 17 giugno 2017, 16:18

Da libero professionista e consulente per le aziende mi trovo spesso ad affrontare problematiche che spesso esulano dai consueti temi del marketing – digitale e tradizionale – e delle strategie di comunicazione online. Talvolta, sia essendo un manager d’azienda o un semplice libero professionista, può capitare di trovarsi in difficoltà con questioni ordinarie come ad esempio la scelta della carta di credito aziendale.

La carta di credito aziendale può essere richiesta ed utilizzata tranquillamente sia essendo dei liberi professionisti – titolari di partita iva, ovviamente – piccole ditte individuali che, come nei casi più comuni, essere titolari di un’azienda di piccole o medie dimensioni con dei dipendenti. La carta di credito aziendale diventa lo strumento più comodo ed utile per tenere sotto controllo le spese dei dipendenti, ma anche per consentire loro di avere autonomia per le transazioni quotidiane soprattutto se si hanno alle dipendenze responsabili commerciali, account, buyer o in generale dipendenti che escono dall’azienda spesso. Poter effettuare e tenere sotto controllo ogni voce di spesa, ad oggi è abbastanza semplice.

Esistono comunque due tipologia di carte aziendali, che bisogna prendere in considerazione per poter scegliere, che hanno funzioni ed obiettivi differenti. Esiste la possibilità di intestare la carta direttamente al dipendente, oppure mantenere l’intestazione direttamente all’azienda.

Nel primo caso – con intestazione diretta al dipendente – si intende la carta aziendale come un benefit da parte dell’azienda: gli importi vengono addebitati direttamente sul conto del dipendente, ma a pagare i costi di gestione (ad es. canoni) sarà l’azienda.

Nel secondo caso la carta aziendale viene concessa al dipendente da parte dell’azienda, che ne rimane comunque l’intestataria. Questo è l’utilizzo più comune nei casi di trasferte dei dipendenti, sia per consentire di effettuare delle spese che sarebbero comunque a carico dell’azienda, sia per controllare adeguatamente tutte le transazioni.

Tra le carte esistenti ci sono le carte di credito a saldo o le prepagate, ma consiglio sempre le prime perché con le prepagate ci sono troppi costi di ricarica a causa delle continue transazioni (al contrario: se siamo una piccola azienda con dipendenti che escono raramente, la carta di credito prepagata potrebbe essere la scelta più giusta.)

Se abbiamo scelto la carta di credito a saldo possiamo iniziare a comparare alcuni fattori per scegliere la soluzione migliore. I parametri più importanti da prendere in considerazione ci sono: i costi di commissione, l’imposta di bollo, l’ammontare del canone, il costo per l’invio dell’estratto conto (ad esempio, spesso con il solo invio elettronico il costo è zero).

Ovviamente questa è solo la prima parte del consiglio: la prima analisi da effettuare è quella relativa alle caratteristiche della carta, i benefit specifici di cui abbiamo bisogno in base alle peculiarità dell’azienda stessa (o del libero professionista). Si fanno molte trasferte? Si fanno molti pranzi di lavoro? Il reparto logistica ha bisogno della massima libertà negli spostamenti, quindi pagamento dei caselli autostradali o del rifornimento di carburante? In base a tutta questa serie di domande avrete la possibilità di scegliere quale carta aziendale scegliere tra le proposte esistenti.

Ad oggi praticamente tutte le società che offrono carte di credito aziendali, come ad esempio le carte di credito Diners, consentono di poter controllare le spese e gestire la disponibilità di fondi direttamente online.

Da consulente dei sistemi comunicativi consiglio in tal caso, per strano che possa sembrare, di effettuare un’analisi interna tra i dipendenti dei settore contabilità – saranno coloro che avranno più a che fare con la questione – per comprendere il grado di abilità con i sistemi online e secondo poi scegliere quali sono le interfacce online più usabili e performanti. Uno studio di usabilità e di architettura della comunicazione fatto a priori sulle interfacce online, con la collaborazione dei dipendenti, limiterà di molto le frustrazioni quotidiane nell’uso del gestionale nonché un’ottimizzazione della tempistica lavorativa. In soldoni: un’interfaccia intuitiva, agile e facile da comprendere consente di risparmiare tempo e denaro (ad esempio il dipendente non sarà costretto a chiamare il servizio clienti così tanto, come succede invece spesso). Quindi scegliete e fate scegliere con la massima attenzione.

Una volta scelto sarà sufficiente recarsi nell’istituto di credito che riteniamo più affidabile – o contattare un responsabile, qualora sia previsto l’appuntamento in azienda – fornire alcune credenziali creditizie che verranno indicate dalla filiale e poco dopo avremo attiva la nostra (o le nostre) carte di credito nuove di zecca. Ricordatevi sempre di scegliere in base alle vostre esigenze specifiche, facendo attenzione agli eventuali costi nascosti o non necessari.

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La percezione sociale del gioco d’azzardo in Italia e le sue sfaccettature

di Camerata Stizza su Notizie Commentate il 8 giugno 2017, 16:22

La Fondazione Bruno Visentini, organizzazione specializzata nella ricerca giuridico-economica, ha pubblicato un rapporto intitolato “La percezione sociale del gioco d’azzardo in Italia”. Lo studio è stato incaricato dalla Fundaciòn CODERE, multinazionale spagnola di riferimento nel settore del gioco privato, ed è stato coordinato da Fabio Marchetti e Luciano Monti, Condirettori scientifici della fondazione.

L’obiettivo del presente Rapporto è quello di fornire un’analisi chiara, dettagliata e puntuale del gioco d’azzardo in Italia libera da preconcetti, che possa andare incontro alle duplici esigenze dei policy-makers e degli esperti del settore, al fine di meglio comprendere i comportamenti della popolazione italiana in relazione alle pratiche di gioco d’azzardo e, nel corso degli anni a venire, offrire una serie storica che permetta di cogliere l’affermarsi di nuove percezioni da parte dei consumatori”, si legge in un estratto dello studio compiuto dalla Fondazione Bruno Visentini attraverso il quale si è voluto provare a dare una risposta alle domande: chi sono i consumatori di giochi d’azzardo? Quanti anni hanno? Da quale macroarea del Paese provengono? Che livello di istruzione hanno conseguito? Quale è la loro professione e il loro livello di benessere? Ogni quanto giocano e quali giochi preferiscono?

La relazione, presentata durante convegno tenutosi giovedì 11 maggio presso la Sala delle Colonne di LUISS, che si basa su un’analoga ricerca effettuata dall’Università Carlos III di Madrid, compie un’analisi (a cura di IPSOS) sul gioco “fisico” e online in Italia. Alla ricerca hanno partecipato 1.600 intervistati e l’analisi è stata compiuta a livello di genere, territoriale, così come per classi di età e sociale. Il “Rapporto 2017” evidenzia che in Italia, il 44% dei cittadini di età compresa tra 18 e 75 anni ha giocato d’azzardo almeno una volta nel corso dell’ultimo anno. Solo lo 0,9% di questi (secondo il PGSI, Indice di gravità del gioco problematico) possono essere considerati come giocatori problematici.

Il gioco preferito dai giocatori italiani  è il Gratta & Vinci, il 62,8% di consumatori che vi hanno fatto ricorso. Segue la Lotteria Italia, più popolare tra le donne e il Superenalotto più apprezzato invece dagli uomini. La maggior parte delle giocate sono effettuate su Newslot e Videolottery sulle quali si concentra quasi il 50% delle giocate e forniscono  i contributi più significativi in termini di raccolta. Le slot machine sono al vertice della catena di montaggio della filiera, come testimoniano i numeri riassunti in un articolo pubblicato da Raffaelloeurbino: “alla fine dello scorso anno erano attive sul territorio italiano l’Italia 418.000 slot machine presenti in oltre 83.000 punti vendita, per un fatturato pari a 25.900 milioni di euro e dal quale lo Stato ha raccolto 3.300 milioni di euro”. Nella relazione è stata messa in rilievo la conclusione che per quanto riguarda il gioco il consumo non rappresenta un problema. Ciò che può essere considerato problematico è invece l’eventuale abuso o il gioco non regolamentato.

A tal proposito è stato fatto un paragone con il vino, uno dei prodotti più diffusi in Italia dal quale è emerso che oltre 1 italiano su 2 di età di 11 anni e più ha ammesso di averlo bevuto almeno una volta nell’ultimo anno; solo il 2,4% di queste persone consuma oltre ½ litro al giorno. Il 4,8% dei cittadini di età compresa tra i 25 e 44 anni ha dichiarato di consumare abitualmente bevande alcooliche. La percentuale scende al 3,1% se si considerano solo le donne (ISTAT, Indagine sulla vita quotidiana, 2016). La conclusione cui si è giunti è che, come abbiamo suddetto, come per il vino, anche per il gioco d’azzardo non è il consumo il problema, ma il suo eventuale abuso o utilizzo non regolamentato: giocare on line mentre si guida è pericoloso come farlo con un tasso alcolemico superiore a quello consentito. Entrambi i prodotti rivestono una particolare importanza per lo stato dal punto di visto economico: il gioco d’azzardo rappresenta l’1,1% del PIL nazionale, mentre il vino genera lo 0,6%.

Spostando l’attenzione a livello territoriale, è stata constatata una significativa divergenza di risultato tra la quantità di coloro che giocano, concentrata maggiormente nel Mezzogiorno e nelle Isole, e la quantità di spesa media pro-capite giocata, che vede prevalere il Nord Italia e, in particolare, la Lombardia.

Inoltre, secondo i dati del rapporto FBV non è vero che le persone meno abbienti hanno una maggiore inclinazione verso il gioco, anzi, sono proprio i cittadini con un livello di benessere e istituzione più elevato a giocare di più (il 5,45% quotidianamente, il 7,73% almeno una volta a settimana) Tra i laureati il 47% è risultato essere consumatore di gioco d’azzardo.  La relazione riporta che “Gioco e Sviluppo non sono tra loro in contraddizione” poiché possono essere considerati componenti del benessere.

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La cassazione non ha detto che Riina va scarcerato

di SKA su Cose dette da altri, Notizie Commentate il 6 giugno 2017, 10:31

La Cassazione ha dunque annullato la decisione del tribunale di sorveglianza di Bologna con rinvio: ha dato cioè un giudizio di legittimità sul caso e non di merito, affermando che il tribunale di Bologna dovrà verificare di nuovo, motivando adeguatamente, l’eventuale compatibilità delle condizioni generali di salute di Riina con la detenzione carceraria. E dovrà farlo tenendo conto, nei confronti di Riina, del rispetto dei principi stabiliti dalla Costituzione.”

Tutta la storia spiegata bene qui:

http://www.ilpost.it/2017/06/06/cassazione-toto-riina-bologna/

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Il gioco Online in Italia

di Camerata Stizza su Notizie Commentate il 29 maggio 2017, 11:19

Le ultime statistiche riguardanti il gioco d’azzardo online nel mondo sono chiare: si tratta di uno dei pochissimi settori in espansione, forse quello con la crescita maggiore in assoluto. In tutti gli stati “occidentali” ed in quelli in espansione (Cina, India, Malesia) la crisi economica, l’impoverimento dei rapporti interpersonali ed il miraggio di ricchezza rapida e facile han portato sempre più gente al gioco d’azzardo.

Il record di dipendenza patologica dal gambling appartiene, pare, ad Hong Kong, con ben una persona su venti alle prese con una forma più o meno grave di ludopatie del genere. Se il dato nel lontano est asiatico non vi impressiona poi così tanto, andiamo a vedere il dato italiano: nel Bel Paese gioca ben l’un per cento della popolazione (percentuali alla mano, tanto quanto negli Stati Uniti d’America). Ben 80.000 sono coloro a rischio elevato di dipendenza, cifre che salgono a 2 milioni se consideriamo tutti coloro esposti ad un rischio minimo.

Da noi nel 2009 l’attivo delle aziende che si occupano d’azzardo è incrementato di ben il 40%, spostando peraltro l’interesse di questa fetta sempre più consistente della popolazione da giochi che considerassero in un certo qual modo una richiesta minima di abilità o conoscenza (ad esempio il Totocalcio od il poker stesso) a giochi più puramente di gambling, ovvero in cui la fortuna la fa da completa padrona. Basti pensare alla Lotteria Italia prima, al Superenalotto poi, alle infinite tipologie di Gratta&Vinci e Win For Life, oppure a casinò online come ad esempio Voglia di Vincere software del casinò. Un settore in cui lo stato ha pensato bene di metter lo zampino, rendendo legale una mania che, se per una grandissima fetta di popolazione è solo un passatempo, per alcuni può trasformarsi in un incubo, tra conti da saldare e carte di credito improvvisamente vuote.

Come ogni cosa, il gioco deve essere affrontato con equilibrio e morigeratamente, in modo che continui ad esser non un incubo, ma un divertimento. Ed in questo modo, questo gioco fatto per metà di fortuna e per metà di psicologia può anche esser il divertimento migliore.

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Allenare la mente con i giochi online

di Camerata Stizza su Cose dette da altri il 25 maggio 2017, 11:34

La routine quotidiana, lo stress, il poco tempo per leggere, studiare o dedicarsi a qualche attività culturale sono tutte realtà che ci assalgono ogni giorno. Questo stile di vita, sempre di corsa e colmo di impegni, porta molte persone a non riuscire a dedicare del tempo alla propria salute mentale. Da quello che risulta dalle ultime ricerche però anche svolgere un semplice gioco online ci permette di allenare alcune abilità del nostro cervello, come ad esempio la memoria, il problem solving, la rapidità, la vista.

Quali giochi

Sono tantissimi i giochi disponibili in rete che permettono di allenare i nostri sensi, l’acuità di pensiero e visiva, la capacità di comprendere i problemi e di risolverli in modo originale. Non serve avere ore di tempo ogni giorno, anche perché buona parte dei giochi più adatti ad allenare la mente si possano praticare anche solo per pochi minuti: il massimo del divertimento in tempi brevi e con ottimi vantaggi per il nostro sviluppo cerebrale. Quale gioco scegliere? Beh, molto dipende dai gusti, in quanto conviene sempre scegliere un gioco che piace e diverte, che si possa svolgere con grande passione e piacere, senza costrizioni. Alcuni giochi sono più adatti ad allenare la mente rispetto ad altri, ma se vengono svolti controvoglia i vantaggi diminuiscono rapidamente, così come il desiderio di applicarvisi.

Al computer o al telefono

La grande diffusione degli smartphone ha portato all’ampliarsi dei giochi che si possono svolgere con questo tipo di dispositivo. Oggi la gran parte dei giochi che si possono fare online hanno una versione mobile, da praticare tramite una comoda app da scaricare, spesso totalmente gratuita. Giocare dallo smartphone è una possibilità che rende ancora più semplice sfruttare questo tipo di allenamento per il cervello; lo smartphone è infatti sempre con noi e ci permette di giocare anche durante l’intervallo pranzo, o alla pausa caffè, o anche per periodi di tempo molto brevi nel corso della giornata.

I giochi di carte allenano la mente

Tra i giochi che meglio si adattano al compito di allenare la nostra mente ci sono sicuramente quelli che si effettuano con le carte. Questo tipo di giochi sono da tempo disponibili anche online, sul computer fisso di casa o anche con lo smartphone. Per giocare ai migliori giochi di carte si può scaricare il software gratuito del casinò, che permette anche di scommettere in modo intelligente e responsabile.

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ONG e migranti, un lungo approfondimento 

di SKA su ControInformazione, Cose dette da altri il 25 maggio 2017, 07:59

Negli ultimi due mesi le Organizzazioni non governative, che soccorrono i migranti lungo la rotta centrale del Mediterraneo, sono state accusate di collusione con i trafficanti e di incentivare, con la loro presenza, le partenze dei barconi dalla Libia verso l’Italia. Si è innescato un dibattito acceso che ha coinvolto istituzioni, giornalisti, politici e magistrati. Questo lavoro di approfondimento affronta in maniera dettagliata le questioni emerse, ricostruendo attraverso un’analisi critica il dibattito pubblico, le ipotesi avanzate dal procuratore di Catania, Carmelo Zuccaro nei confronti delle ONG, chi sono le organizzazioni non governative nel mirino delle procure e come funzionano e il complicato scenario internazionale in cui si inserisce tutta questa vicenda.”

Un lungo e dettagliato approfondimento sulla questione da parte di Valigia Blu, per districarsi tra tutte le informazioni e capirci qualcosa. 

Continua a leggere qua sotto.  

ONG, migranti, trafficanti, inchieste. Tutto quello che c’è da sapere http://www.valigiablu.it/ong-migranti-trafficanti-inchieste/

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WTF?

Giornalista, web designer e pubblicitario. Da blog di protesta negli anni in cui i blog andavano di moda, questo spazio è diventato col tempo uno spazio di riflessione e condivisione. Per continuare a porsi le giuste domande ed informare se stessi.