Il blocco

di SKA su Notizie Commentate il 26 Ottobre 2007

Cercherò di essere il più lineare possibile, sperando che i motivi di questo post non vengano presi come un interesse politico “particolare”. Anche perchè le conclusioni, se pur brevi, vanno in direzione opposta.

Ieri durante le votazioni in Senato la maggioranza è andata sotto per ben 6 volte, causa principale la difficoltà numerica che non consente alcun voto contrario anche se proveniente dalla maggioranza.

Che vada cambiata di corsa la legge elettorale credo sia palese, nessun governo può governare in queste condizioni conseguenzialmente le maggioranze saranno sempre sotto ricatto di 1 o 2 senatori che possono così bloccare i lavori.

Delle 6 volte si è posta la luce soltanto sul voto contrario dei senatori de l’Italia dei Valori. “IDV vota con la Destra”, “Di Pietro salva il Ponte sullo Stretto” e si sono instillati nella mente di molti preconcetti per cui Di Pietro avrebbe fatto votare contrariamente quell’emendamento per interessi personali, economici prevalentemente.
I maggiori mezzi di comunicazione di massa non hanno però spiegato le reali motivazioni, che possono anche difendere interessi economici (si può fare lo stesso discorso per tutti i 1000 e passa emendamenti e per tutti i senatori), ma sono state rese pubbliche dallo stesso Di Pietro anche prima del voto.

Già il 20 Ottobre su Il Sole 24 Ore compare la notizia dell’emendamento proposto da IDV per incorporare la società Stretto di Messina in Anas e spiegava che lo scioglimento della società avrebbe comportato una spesa esorbitante (circa 500 mln di euro).

Oggi sul proprio blog Di Pietro spiega ulteriormente l’argomento introdotto già nel post precedente.

Leggete per conto vostro, non vorrei prendere parti di discorso e falsare in qualche modo l’oggetto di questo mio post.

Altre fonti potete prenderle qua , qua e qua.

La chiusura e relativa liquidazione della società “Stretto di Messina spa” comporterebbe una spesa complessiva esorbitante in quanto: 150 milioni sono andati alla società Stretto di Messina per il progetto preliminare del ponte e la realizzazione di tre gare, chi ha vinto queste tre gare quindi intascherebbe un guadagno del 10% per violazione contrattuale da parte dello Stato.
La penale ammonterebbe a 300 milioni, con l’aggiunta dei precedenti 150.
Che ovviamente pagheremo noi.
E’ la mafia che esulta.

Non è tanto la questione di essere o meno a favore su cui vorrei porre l’attenzione, ma il fatto che gli organi di informazione abbiano volutamente cassato le motivazioni sovraesposte, lasciando che l’opinione pubblica si facesse un’idea fuorviata, se non sbagliata.

Leggete le fonti citate, altrimenti non potreste capire il perchè dico questo.

Dopo di questo si può discutere se veramente ci siano interessi privati ed economici dietro il voto contrario.
Ci sono infatti forti sospetti riguardanti Di Pietro e Pietro Ciucci, che è sia Presidente della Società “Stretto di Messina spa” che Presidente dell’ANAS, accusato tra l’altro di aver fatto moltiplicare le spese della società da una buona fetta della sinistra.

La concentrazione di potere nella persona di Ciucci sarebbe stata enorme nel caso di una fusione.

Per farsi un’idea propria bisogna avere i mezzi.
Ditemi cosa ne pensate, aiutatemi a capire, voglio vederci chiaro.

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2 Commenti a “Il blocco”

  1. Commenti Anonimo

    Franca Rame vorrebbe che i “senatori a vita” fossero “senatori a morte” ……per Prodi? Per me hanno il diritto di votare. Se Napolitano facesse Dario Fo senatore a vita che farebbe al senato se non potrebbe votare? Comunque la questione non si porrà più perchè il Senato sparirà secondo le previste nuove leggi elettorali, così saranno tutti contenti. Saluti.

  2. Commenti Anonimo

    beh, innanzi tutto le “maggioranze saranno sempre sotto ricatto di 1 o 2 senatori”, ma l’attuale è viva grazie a 1 o 2 senatori, quelli a vita però. Altra cosa che andrei a cambiare, non mi sembra democratico, non sono eletti dal popolo e quindi rappresentativi dello stesso.

    Sulla questione sollevata da Di Pietro ovviamente non mi sono limitato a sentire quelle che volevano i TG, ma ho visitato il blog del Ministro per sapere le sue ragioni.

    Non ho un idea precisa sulla questione, ma penso che come approfondimento sia utile leggere anche questo post dell’On, Franca Rame che ha lasciato l’IdV:

    http://www.francarame.it/node/591

    Ciao

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Giornalista, web designer e pubblicitario. Da blog di protesta negli anni in cui i blog andavano di moda, questo spazio è diventato col tempo uno spazio di riflessione e condivisione. Per continuare a porsi le giuste domande ed informare se stessi.



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