Archivio Craxi e la lettera di Berlusconi

di SKA su Notizie Commentate il 12 Dicembre 2007

Durante la lettura delle fonti nell’aggregatore sono passato per una curiosa notizia che riporto con clamoroso ritardo, per lasciarla ai posteri.

Dal 6 Dicembre l’Archivio Craxi è disponibile on-line al sito del Senato: circa 400 mila documenti che raccontano una buona fetta della storia politica italiana.
Ne ho letto sul sito di Repubblica, che come al solito non riporta alcun link esterno. Nell’articolo parlano di una lettera di ringraziamento all’amico Bettino firmata Silvio Berlusconi.

In rete trovo l’articolo Cronaca del “decreto Berlusconi” che cambiò la storia del Paese su Pressante. Anche lì però niente link.

Arrivo quindi dall’amico Anonimo Italiano che fortunatamente aveva notato le mie stesse cose, riuscendo però a far funzionare lo strumento di ricerca del Senato (che ancora non ho capito come funzioni, per inciso).

Quindi, l’archivio Craxi è consultabile online da qui.
Mentre la lettera di Berlusconi è consultabile da qui.

Sinossi: la missiva di Berlusconi è datata 20 ottobre 1984. Quel giorno il governo Craxi varò il famigerato “decreto Berlusconi”, che salvò Canale 5, Rete 4 e Italia 1 dal tracollo economico. Tale decreto consentì al gruppo Fininvest di trasmettere nuovamente sulle frequenze occupate abusivamente e sequestrate dai pretori Giuseppe Casalbore di Torino, Eugenio Bettiol di Roma e Nicola Trifuoggi di Pescara.

Per completare l’interessante lettura della fiction tornate invece all’articolo su Pressante.

Buona lettura.

un ringraziamento a tutti i sopra-linkati, ultimamente sono un po’ indietro

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4 Commenti a “Archivio Craxi e la lettera di Berlusconi”

  1. Commenti Anonimo

    A dirla tutta nemmeno io ho capito bene come funziona e penso che sia tutto fuorché usabile.
    Sapevo cosa stavo cercando e mi sono scorso molti documenti prima di trovarla. 😉
    Anche il sito del senato è un altro modo di spendere danaro pubblico senza criterio.

  2. Commenti Anonimo

    Ciao e grazie per i link diretti, che ho inserito nell’articolo in questione.
    Anche io avevo provato con la ricerca e concordo, è inutilizzabile… ed essendo di fretta avevo poi dovuto lasciar perdere. Quelli di repubblica.it invece probabilmente erano impegnati a cercare le foto dell’ultimo calendario.

    Se per italia.it hanno speso 45 milioni di euro (per poi non aprirlo) non oso immaginare quanto costi il sito del Senato.

  3. Commenti Anonimo

    E che sarà mai la firma di una leggiucola e la lettera-zerbino di un imprenditore futuro presidente del Consiglio? E poi scusa, è stato di parola il Berluscao, non ha salvato la figlia di Bettino, Tiziana facendola eleggere in modo da prendere il suo bel vitalizio alle nostre spalle…
    Capace che ci fa ancora la figura dell’uomo di parola 😉

  4. Commenti Anonimo

    Ci sarebbero delle carte processuali formidabili, solo che non si riesce a vederle. Probabilmente devono ancora metterle online (o almeno si spera).

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Giornalista, web designer e pubblicitario. Da blog di protesta negli anni in cui i blog andavano di moda, questo spazio è diventato col tempo uno spazio di riflessione e condivisione. Per continuare a porsi le giuste domande ed informare se stessi.



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