Lo Zimbabwe sta morendo

di SKA su ControInformazione il 25 Gennaio 2009

amazing_zimbabwe

di Bob Herbert
Trad: Bernardino Tolomei1

Se volete vedere l’inferno sulla terra, andate in Zimbabwe, dove il folle Mugabe ha portato il paese ad un tale stato di rovina che l’assistenza sanitaria per la maggior parte dei cittadini ha quasi cessato di esistere.

In Zimbabwe l’aspettativa di vita ora è la più bassa del mondo: 37 anni per gli uomini e 34 per le donne. C’è un’epidemia di colera che infuria. La gente si è ammalata di antrace dopo aver mangiato la carne guasta di animali morti per quella malattia. Nell’obitorio della capitale Harare è mancata la corrente, lasciando andare in decomposizione i cadaveri.

La maggior parte del mondo sta ignorando l’agonia dello Zimbabwe, un paese dell’Africa meridionale un tempo prospero ed evoluto nell’assistenza medica, che sta subendo una grave crisi politica ed economica, e la brutalità del lungo e tirannico regno di Mugabe.

Il declino dei servizi sanitari nell’ultimo anno è stato sorprendente. Un’equipe medica internazionale che ha condotto il mese scorso una “valutazione d’emergenza” dello stato dell’assistenza medica, è sembrata esterrefatta per la catastrofe evidenziata. L’equipe era patrocinata da Physicians for Human Rights.Nel loro rapporto, diffuso questa settimana, i medici hanno dichiarato:

“Il collasso del sistema sanitario dello Zimbabwe nel 2008 è senza precedenti per scala ed portata. Alcuni ospedali pubblici sono stati chiusi dal novembre 2008. Le infrastrutture di base per il funzionamento della sanità pubblica, in particolare l’acqua e i servizi di risanamento igenico, si sono bruscamente deteriorati nel degrado del clima politico ed economico.”

Medici e infermieri fanno quello che possono nelle condizioni più disagevoli: strutture prive di acqua, servizi igienici che non funzionano, pochissimi farmaci e rifornimenti. Il rapporto cita una dichiarazione del direttore di un ospedale missionario:

“Uno dei maggiori problemi è la perdita di vite e di feti che registriamo in ostetricia. Vengono troppo tardi, i feti sono già morti. Vediamo donne con l’eclampsia che hanno aspettato 12 ore. Qui non c’è nessuna unità di cura intensiva, ed ora non ce n’è nessuna neanche ad Harare. Se avessimo la cura intensiva, sappiamo che si riempirebbe immediatamente di pazienti in situazione critica. Così, semplicemente muoiono.”

Il regno corrotto, violento e profondamente distruttivo di Mugabe ha ridotto lo Zimbabwe ad un mattatoio. E’ un paese travolto dalla povertà, dalla pandemia dell’AIDS e dall’inflazione. Una volta considerato il granaio dell’Africa, ora lo Zimbabwe è un paese incapace di nutrire la sua stessa popolazione. Il tasso di disoccupazione è più dell’80 %. La malnutrizione è diffusa, così come la paura.

Un’infermiera ha detto all’equipe di Physicians for Human Rights: “In Zimbabwe non è contemplato che qualcuno possa avere fame. Quindi, anche se lo si vede, non lo si può riferire”

Alcuni mesi fa Mugabe ha firmato un accordo di condivisione del potere con un avversario politico, Morgan Tsvangirai, che aveva superato Mugabe nelle elezioni dello scorso marzo, senza però raggiungere la maggioranza. Ma i continui disordini, comprese le aggressioni da parte dei sostenitori di Mugabe, e l’accusa per le sue squadre adi aver praticato la tortura, hanno impedito che l’accordo fosse messo in atto.

Il diffuso scetticismo che aveva accolto la dichiarazione di Mugabe di disponibilità a condividere il potere è ulteriormente aumentato lo scorso mese, quando ha dichiarato: “Non mi arrenderò mai, mai, mai … lo Zimbabwe è mio.”

Nel frattempo l’assistenza sanitaria in quel paese è andata a picco. “L’emergenza è così grave che qualcuno deve andare lì e prendere in mano il sistema sanitario” ha detto Susannah Sirkin, vicedirettore diPhysicians for Human Rights.

In novembre il principale ospedale pubblico di Harare, il Parirenyatwa Hospital, ha chiuso, ed insieme ha chiuso la sua scuola di medicina. L’incubo che ha causato la chiusura forzata è spiegato a chiare lettere nel rapporto:

“L’ospedale non aveva acqua corrente fin dall’agosto 2008. Le toilette tracimavano e i pazienti e il personale non avevano un posto per le loro necessità. L’ospedale è stato chiuso per quattro mesi nel mezzo dell’epidemia di colera, ovviamente il peggior periodo per fermare l’accesso ad un ospedale pubblico. L’efficacia della cura, del trattamento e del controllo del colera è impossibile, comunque, in una struttura priva di acqua pulita e di toilette funzionanti.”

I reparti chirurgici sono stati chiusi in settembre. Un medico ha descritto lo straziante dilemma di avere in cura dei bambini e sapere che senza un intervento chirurgico sarebbero morti. ” Non ho antidolorifici” ha detto, ” ho qualche antibiotico, ma nessun infermiere … Se non opero, il paziente morirà. Ma se opero, morirà lo stesso.”

Ciò che viene documentato nel rapporto di Physicians for Human Rights è la prova di uno sconvolgente disastro dei diritti umani e sanitario che giustificaun’attenzione pubblica molto più vasta, e uno sforzo intenso per predisporre un intervento umanitario internazionale.

Alcune organizzazioni stanno già seguendo il caso, tra cui Medici Senza Frontiere e l’Unicef. Ma lo Zimbabwe sta morendo, e si deve fare molto di più.

Foto: Flickr

  1. Tratto da: democrazialegalita.it []
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Giornalista, web designer e pubblicitario. Da blog di protesta negli anni in cui i blog andavano di moda, questo spazio è diventato col tempo uno spazio di riflessione e condivisione. Per continuare a porsi le giuste domande ed informare se stessi.



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