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di SKA su La dimanche des crabes il 12 Settembre 2004

Dolce risveglio stamani, con gli occhi ancora incollati dal cemento ti ho pensata.
Non è strano, lo so.
Succede ogni mattina eppure ogni volta sembra la prima ed invio un grazie lassù,
in alto, nei pressi delle nuvole.
Qualcuno ci sarà a raccoglierlo.
Chissà perché manchi sempre troppo al fragile ragazzo
dipinto fra i riquadri di questo specchio che ho di fronte.
Ho le mani di carta
prendono fuoco ogni volta che penso di scriverti,
così ti penso, ti rido, ti cerco negli antri della mente.
Pensarti, già ??
in questa felice paura della vita inizio la mia danza,
danzo attorno a te
esibizionista
ridicolo
e folle come una lacrima sul volto d’un idiota. Forse sono io. Il giorno passa in fretta, onestamente troppo,
tanto che devo colmare l’attesa dopo il crepuscolo nell’implorare
la luna e le stelle di riportarmi la tua immagine nei sogni
e nella speranza che in questa notte la notte fermi il tempo.
Perché sei bellissima e questa notte non deve finire mai. Forse dovrei parlare d’amori, d’emozioni e degli altri demoni di Marquez,
invece in questo giorno non riesco a pensare ad altro che a Te.
Forse sono malato.
Ed allora sorrido, perché conosco già la cura,
perché so che mi farà star sempre bene,
perché so che è la cura più dolce di tutte. E’ vero, sto sorridendo.
Anzi no, sto ridendo.
O perlomeno lo sta facendo il ragazzo dello specchio,
quello che aveva paura di sentirsi felice,
che non credeva si potesse amare così tanto.
Quello che non voleva piangere perché doveva essere indifferente.
Ma come si fa a nascondere ciò che si è?
Al diavolo?? Sì, oggi sono felice.
E lo scrivo per tenerlo sempre a mente,
perché il Pierrot Scuro qua davanti mi ha stufato
e perché non potrebbe essere altrimenti assieme a Te Ti amo, ma anche questa non è una novità .
Sarebbe però imperdonabile non pensarlo, dirtelo, scriverlo
O anche solo immaginarlo
prima del tramonto di ogni giorno, mese o anno passato con Te. Sono qui per ricordarcelo, entrambi.
E magari riderne un giorno, chissà .

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Giornalista, web designer e pubblicitario. Da blog di protesta negli anni in cui i blog andavano di moda, questo spazio è diventato col tempo uno spazio di riflessione e condivisione. Per continuare a porsi le giuste domande ed informare se stessi.



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