L’Italia razzista secondo Amnesty International

di SKA su ControInformazione il 29 Maggio 2008

4 pagine interamente dedicate allo stato dei rapporti umani nel Belpaese. Non è un onore e qualche tempo fa ci si sarebbe stupiti di vedere l’Italia con tutta questa sequela di rilievi, vediamo cosa dice il rapporto 2008 presentato lo scorso 27 Maggio da Amnesty International a riguardo della situazione italiana.
Discriminazione e xenofobia
“Nel corso del 2007 e della prima metà del 2008, diversi esponenti politici locali e nazionali hanno usato un linguaggio discriminatorio nei confronti dei rom e dei migranti. Nello stesso periodo si sono susseguiti provvedimenti dichiaratamente a protezione della “sicurezza”, in realtà prevalentemente orientati a facilitare l’espulsione dei cittadini dell’UE e dei migranti irregolari.”
Ma non è una questione della “destra”. Amnesty porta come esempio anche una frase di Walter Veltroni: “prima dell’ingresso della Romania nell’Unione europea, Roma era la metropoli più sicura del mondo”, e ancora: “Se si sta in Europa bisogna starci a certe regole: la prima non può essere quella di aprire i boccaporti e mandare migliaia di persone da un Paese europeo all’altro”.
Mentre Gianfranco Fini il 4 Novembre 2007: “C’è chi non accetta di integrarsi, perché non accetta i valori e i principi della società in cui risiede”. E riferendosi ai Rom: “mi chiedo come sia possibile integrare chi considera pressoché lecito e non immorale il furto, il non lavorare perché devono essere le donne a farlo magari prostituendosi, e non si fa scrupolo di rapire bambini o di generare figli per destinarli all’accattonaggio. Parlare di integrazione per chi ha una ‘cultura’ di questo tipo non ha senso”.
Il 6 Novembre l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati rilevava lo “stato di tensione nei confronti degli stranieri alimentato negli anni anche da risposte demagogiche alle tematiche dell’immigrazione messe in atto dalla politica”, mentre il giorno dopo si prevedeva quello che è poi successo. Una “caccia alle streghe” contro i cittadini rumeni e in particolare contro i rom. Che si è poi verificato nelle settimane scorse con il pogrom a Napoli.
Poi la critica dei “metodi da SS per gli immigrati che recano disturbo” incitati da un consigliere comunale di Treviso, le condizioni di “segregazione di fatto” in cui vivono i rom in Italia e per la diffusione dell’odio e della retorica anti-rom proveniente dalla politica.
Collaborazione con la Libia
Vengono chieste delucidazioni sulla collaborazione italiana con la Libia che “non ha ratificato la Convenzione sullo status di rifugiato, non ha una procedura di asilo e si macchia ogni anno di gravi violazioni dei diritti dei rifugiati e dei migranti, tra cui la detenzione arbitraria e le violenze contro i migranti detenuti, comprese le donne”. Ma soprattutto ci viene chiesto cosa accade in mare alle persone fermate nei pattugliamenti congiunti con la Libia, date le dichiarazioni rilasciate sul finire dello scorso anno da Gheddafi, che ha affermato di voler attuare deportazioni di massa. N.B. Con il decreto legge di rifinanziamento delle missioni italiane all’estero, il governo Prodi ha destinato alla collaborazione con la Libia oltre 6 milioni e 200 mila di euro. Il decreto è stato convertito in legge dal Parlamento il 13 marzo 2008.
Torture e Maltrattamenti
I casi segnalati sono quelli di Bolzaneto, al G8 2001; in Val di Susa nel 2005, e le morti di Federico Aldrovandi, Aldo Bianzino e Gabriele Sandri. Gravi le critiche nei confronti dell’Italia che non si è ancora adeguata alla normativa stilata dalla Convenzione delle Nazioni Unite contro la Tortura, tant’è vero che nel nostro codice penale non è stato ancora introdotto uno specifico reato di tortura il che ha portato a gravi episodi di abusi non puniti da parte delle forze di polizia.
Commercio di armi e bambini soldato
Viene rilevato come l’Italia sia ancora tra i primi esportatori di armi in zone di guerra, ma soprattutto in zone in cui vengono sfruttati bambini come soldati. Lacune legislative sottolineate, che da una parte pongono delle sanzioni sull’esportazione di armi a fini bellici, ma dall’altra non pongono alcun limite sull’esportazione delle stesse a livello civile o in base allo stato dei diritti umani violati. Quindi non esiste alcun divieto di vendita di armi, all’estero, ai minorenni. Infatti “l’Italia, tra il 2002 e il 2006, ha venduto armi alle forze armate delle Filippine per 1,6 milioni di euro e della Colombia per 2,3 milioni di euro”, che utilizzano bambini-soldato.
Ma i dati economici non finiscono qua: “tra il 2002 e il 2007, l’Italia ha autorizzato l’esportazione di armi leggere e di piccolo calibro verso soggetti privati o statali delle Filippine per € 7.169.863, in Afghanistan per € 3.189.346, e in Colombia per € 1.027.196, nonché verso soggetti privati o statali, nella Repubblica Democratica del Congo per € 179.582, in Nepal per € 18.321, in Uganda per € 10.088, in Burundi per € 9.017, e in Ciad per € 1.756.”
L’Italia contribuisce di fatto ad alimentare guerre e violazioni dei diritti umani.

Rapporto Amnesty International 2008 relativo all’Italia (in Italiano)
Rapporto Amnesty International 2008 relativo all’Italia (in Inglese)

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4 Commenti a “L’Italia razzista secondo Amnesty International”

  1. Commenti SKA → http://www.terzoocchio.org/

    Per assurdo un nostro militare in “missione di pace” potrebbe essere ammazzato da una fucile o una pistola provenienti dall’Italia.
    C’è pur sempre una logica.

  2. Commenti l’incarcerato → http://www.incarcerato.blogspot.com

    Finalmente anche Amnesty è riuscita a sfatare il mito del Bel Paese. Interessante che abbiamo anche il primato per la vendita di armi verso gli altri paesi. Una vergogna! Ottimo post!

  3. Commenti Fra → http://rimmel.terzoocchio.org

    Miseriaccia che tristezza, mi sa che dichiaro casa nostra repubblica indipendente e ci stacchiamo dall’italia 😉

    p.s. c’era stato un errorino nell’attribuzione del nome prima , i problemi di vivere in coppia 😛

  4. Commenti chit → http://www.chitblog.net

    Sapevo di questo triste primato ma fa sempre molto male quando viene ribadito. Però siamo anche tra i primi nelle missioni umanitarie verso i popoli che “indirettamente” bombardiamo, generosi in tutti i sensi proprio?!!? :-S

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Giornalista, web designer e pubblicitario. Da blog di protesta negli anni in cui i blog andavano di moda, questo spazio è diventato col tempo uno spazio di riflessione e condivisione. Per continuare a porsi le giuste domande ed informare se stessi.



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