Mi sento un po’ come Jack

di SKA su La dimanche des crabes il 10 Giugno 2005

Caro Jack. O Alex,
sapevo che prima o poi avrei dovuto aver a che fare con la tua storia, in tutta la sua crudezza, rabbiosità , dolcezza ed ironia.
Ebbene sì, non sono stato un bravo tardoadolescenziale e non sono cresciuto con le tue storie, come se fosse ormai tappa fissa d’ogni ragazzo, per rendersi conto che la rabbia lo skazzo e la voglia-di-cambiare-tutto o di spaccare-il-mondo non sono sentimenti solo nostri, che covano dentro.
Ma sono condivisi, più o meno, da tutti.
Ok, da tutti no. Ci sono quelli che proprio non capiscono un emerito kazzo – lungi da me l’essere spocchioso – però, santoiddio, è così.

Orbene, ci sono arrivato tardi a leggerti e l’ho fatto tutto d’un fiato stavolta.
Ma ho anche capito perchè.
Sapevo già di cosa parlasse la tua “uscita dal gruppo”, però non avevo coraggio di viverti.
Perchè empatizzo troppo, perchè ho paura, soprattutto di sbattere ancora una volta contro me stesso. Non sai quante volte c’ho sbattuto.
E che kraniate.

Mi rendo conto di aver avuto paura di dire:”ma kazzo, sta raccontando la mia storia?”.
Fancazzista di prim’ordine, odiato dal 90% dei profii, botte di culo (o di genio) che ti aiutano a tirare avanti con dignità . Sovversivo e mai domo. Mi fumavano i coglioni per qualsiasi cosa, come ad un toro a cui, i coglioni, glieli stai effettivamente frantumando. Sempre vestito di nero, con l’aria e l’atteggiamento da pagliaccio-poeta-maledetto di stocazzo sempre per cazzi miei, anche nella foto di classe. O con la faccia da drogato o con il mitico gesto del “dito medio”. Perchè fanculo. Che cristo mi fotografi a fare?
Avrei decisamente empatizzato troppo. E mi sarei sin troppo immedesimato.

E poi avevo paura di fare la fine dell’amico Martino. A quei tempi ho guardato spesso da sopra i ponti chiedendomi “e se lo facessi, a chi fregherebbe realmente?”.
La risposta non l’ho mai trovata(cercata), ma è stata la codardìa a fermarmi ugualmente.

Poi ti ritrovi al funerale dall’amico con cui tiravi astucci a fondo classe e dici, kazzo, non può mica finire così. Ma ti pare giusto? Cioè, eravamo insieme là dietro a cazzeggiare ed ora io sono qui a piangere per lui? Ma che senso ha.
Ed infatti non ha alcun senso.

Mi sento inkazzato con la vita come allora, mi sento inkazzato con la gente come allora.
Questo mondo edulcorato dalla Tv, dai soldi, dalle modelle, dai vestitini firmati, dalla voglia-di-arrivare, per un po’ mi è scivolato via con il mio solito “ma sti cazzi”. L’avevo soltanto soppresso.

Vi odio e mi state sul kazzo. E questo credo possa bastare come estrema sintesi di un remake tardoadolescenziale. O no?

E poi c’è lei, anzi Lei. La mia piccola Aidi. Conosciuta in pieno periodo di skazzo-e-vedo-tutto-nero e da cui non sono più riuscito a staccarmi.
E’ stato grazie a Lei se sono uscito dal mio piccolo baratro, l’abbiamo fatto con le parole, la dolcezza, ancora parole, ed amore. Ed ancora parole.

Da allora non riusciamo più a staccarci, ed io, e lei, ci amiamo sempre di più.
Sì lo so, è una di quelle cose smielose, ma è così.
Cerchiamo ossessivamente il partner per una vita e quando trovi la fantomatica “anima gemella” che fai, la lasci scappare? Per cosa? Perchè non vuoi “fare una cosa seria”? Perchè “non mi va di legarmi”? Perchè “voglio divertirmi”? Io invece non mi diverto se non c’è Lei, dovrei farmene una colpa?
Beh, direi di no. Sticazzi. Devo stare bene io, mica voi.

Ok Jack, o Alex. Hai riempito quel tassello che mancava.
L’amico Faciolo mi parlò di te spesso, tramite i tuoi occhi mi ha fatto leggere le sue storie.
Io quelle storie invece le ho vissute.

Ed ora mi sento felice come la prima volta che l’ho baciata, rincoglionito come la volta che ci siamo ubriacati in Presidenza. Un po’ triste come quella volta che ho pianto.
Mi fa ancora male la mano.
Dovrei imparare a non prendere a pugni qualsiasi cosa nei momenti di rabbia.
Decisamente.

Ciao Vecchio Alex

The Doors - The End
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2 Commenti a “Mi sento un po’ come Jack”

  1. Commenti Fash

    sberla in presidenza…bei ricordi!
    io quel libro l’ho letto, mon dieu, più di cinque anni fa e un pò, ma solo un pò, mi ha aperto gli occhi. Non ho voluto per forza imitarlo anche se, dopo quel maledetto 21 marzo 2000, un pò di similitudini o un pò di coincidenze a pari passo con il libro sono avvenute.
    Per te che lo hai letto invece ora può sembrarti un “racconto della tua vita” e, dato che ti ho vissuto per 6 ore al giorno + recupero, trovo decisamente quelle somiglianze tra te e Alex.
    Io mi vedo + nei panni di Depression Tony, anche se il basso tra noi due lo suono io!
    Sei felice con Lei? A me non lo dovrai mai dire, basta che ti guardo in faccia e vedo che sberla assurda provi per lei…peggio del Four Roses scolato in Presidenza!:D

  2. Commenti SKA → http://www.terzoocchio.org/

    Decisamente peggio, non posso farci niente. Four Roses Forever!

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Giornalista, web designer e pubblicitario. Da blog di protesta negli anni in cui i blog andavano di moda, questo spazio è diventato col tempo uno spazio di riflessione e condivisione. Per continuare a porsi le giuste domande ed informare se stessi.



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