Impasse – Diario di un venditore di niente #1

di SKA su Il Terzo Occhio il 24 giugno 2016

“Difficoltà che non permette soluzioni o vie d’uscita.”
Pensieri notturni che si affastellano nella mente e decine di cose che succedono continuamente intorno, sempre difficili da sostenere, sempre difficili da controllare. Tra le centinaia di micro-riflessioni mi fermo alla parola ‘impasse’, che il fedele amico dizionario mi aiuta a definire in maniera chiara e lineare. Senza via d’uscita, per l’appunto. “Senza via d’uscita” è lo stato d’animo con il quale mi trovo a combattere la maggior parte delle volte; lo stato d’animo che si genera autonomamente quando la mente non ce la fa più a razionalizzare ogni singola fottutissima azione, reazione, movimento. Mi fermo e non so più dove andare.
Si perdono pezzi e lascio le macerie dietro di me, simulando un finto distacco che è invece un peso sul petto insostenibile la maggior parte delle volte. Vorrei, veramente vorrei, riuscire a riprendere in mano quella voglia di scrivere che si è nascosta in qualche anfratto tra le pieghe delle inutili idiozie che chiamo lavoro. È fuffa, è vacuità, sono un venditore di niente. E niente è quello che mi rimane in mano, in testa, sulla penna.
Le lunghe digressioni solipsistiche sono forse l’ultima meta al quale posso approdare per lasciarvi in consegna le migliaia di pensieri che mi attanagliano lo sterno e la gola, perché non ho altro argomento all’infuori di me. Sono imploso all’interno di un corpo che non sento più mio, perché è stato abbandonato dalla mente, giornalmente occupata ad elaborare metodi migliori e nuovi per vendere il niente che mi viene richiesto. Decine e decine di termini anglofoni, tecnici, economici per raccontarsi la stessa storia : tutto è merce, tutto è vendibile, compreso il nulla. E lo vogliono tutti, perché siamo tutti complici consapevoli.
Attorno sembrano succedere ogni giorno centinaia di accadimenti, ma la maggior parte di essi sono mediati da strumenti virtuali, digitali: vuoti. Il nulla di cui sopra. Si perdono amicizie attraverso il nulla, ci si scambiano migliaia di messaggi e sentimenti, si rompono rapporti. Ma non ‘sentiamo’ più veramente niente. Il nulla, il nulla, siamo noi.

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Giornalista, web designer e pubblicitario. Da blog di protesta negli anni in cui i blog andavano di moda, questo spazio è diventato col tempo uno spazio di riflessione e condivisione. Per continuare a porsi le giuste domande ed informare se stessi.