Maledetta Comfort Zone

di SKA su Cose dette da altri il 11 luglio 2016

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Vivere, crescere, diventare dei cittadini come gli altri può diventare spesso una gabbia sempre più piccola e stretta, del quale dopo un po’ di tempo impariamo ad abituarci. Vedete come suona assurda questa frase? Abituarsi ad una gabbia significa aver perso tutta la nostra voglia di vivere esperienze nuove, di conoscere tutto ciò che di meraviglioso può esserci fuori da quelle sbarre.

In psicologia viene definita “Comfort Zone”, una coppia di anglicismi – forse anche ridondanti – che non significano altro che: abitudine e paura. Una zona di conforto in cui siamo convinti di sentirci tranquilli, sereni ed al riparo da eventuali rischi e pericoli. Una zona piena di oggetti, esperienze, persone e routine che fondamentalmente ci rassicurano, tenendoci al riparo da situazioni difficili e spaventose, che preferiremmo non affrontare.

Vivere nella propria Comfort zone significa accettazione di quei confini quotidiani autoimposti, da un’idea di sicurezza falsata dal ripetere le stesse azioni, frequentare gli stessi spazi, parlare solo con le stesse persone.

Ma come abbiamo iniziato? Spesso e volentieri questa zona di conforto rischia di diventare una gabbia piena di panico, che ci immobilizza e ci manda in panico nell’affrontare – per esigenza o piacere – nuove esperienze o persone.

Presa di coscienza

Primo passo per uscirne: consapevolezza. Osservare in maniera analitica ai mesi passati ci può fornire dei dettagli importanti. La scontentezza e la routine hanno fatto parte della maggior parte della nostra vita? Se si sente la necessità di oltrepassare i confini della nostra gabbia significa che ci siamo dentro con tutte le scarpe: abbiamo bisogno di novità e stimoli.

Cambio di rotta

Il passo più importante per sfuggire al nostro essere pigri e statici, per scoprire mondi che non conoscevamo, e che possono regalarci altre sensazioni. L’ultima goccia al momento di ciò che può essere definito lo “scavalcare” il recinto che divide il vecchio dal nuovo, lo statico dal dinamico, l’aridità dalla fantasia.

Cosa fare?

Appena fuori la nostra area di conforto c’è la zona in cui “accade la magia”. Non stiamo parlando di fantasia, ma di scienza. La comfort zone si manifesta quando abbiamo un basso livello di ansia, il che potrebbe sembrare positivo, ma non lo è.

Fare cose nuove stimola la dopamina nel cervello e l’adrenalina nel corpo, alzando il livello di ansia generale e rendendoci più vivi e produttivi.

Per stimolare l’adrenalina possiamo fare diverse attività che magari non abbiamo mai preso in considerazione per avere una scarica improvvisa di adrenalina:

Se vuoi iniziare da casa tua puoi guardare un film o un telefilm dell’orrore;  prova un videogioco avvincente e pieno di azione.

Ma soprattutto: Rischia. Non fare niente di pericoloso per la tua salute, ma puoi fare dalle cose più semplici come chiedere un appuntamento ad una ragazza o un ragazzo che ti interessano; salire su un palco del karaoke e cantare a squarciagola; iniziare un corso di ballo; scommettere su un match o giocare a un casino online per mettere in gioco te stesso e le tue abilità.

Fino ad arrivare ad esempio al paracadutismo o al bungee jumping in strutture controllate e con istruttori esperti. La scarica di adrenalina in questi casi è garantita.

Fare sempre nuove attività, scoprire cose nuove, spingersi sempre verso nuovi confini e limiti ci aiuta a mantenere il livello di ansia e di dopamina/adrenalina alti. Riusciamo ad restare fuori la nostra comfort zone, ma soprattutto: ci stiamo godendo tutto quello che ci mette a disposizione il mondo esterno.

Non bisogna cercare riparo nella monotonia e nella sicurezza apparente, ma uscire allo scoperto per entrare in contatto con la vita. Quella vera.

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WTF?

Giornalista, web designer e pubblicitario. Da blog di protesta negli anni in cui i blog andavano di moda, questo spazio è diventato col tempo uno spazio di riflessione e condivisione. Per continuare a porsi le giuste domande ed informare se stessi.