L’apertura delle sale poker in Italia

di Camerata Stizza su Shit Propaganda il 7 gennaio 2013

Uno dei punti della legge di stabilità firmata dall’ormai ex (per poco) Presidente del Consiglio Monti che sembra essere passato un po’ in sordina è quello che regolamenta e dà il via libera all’apertura di circa 1000 nuove sale da poker sul territorio nazionale.

L’apertura era già prevista, ma tramite proroga la tempistica per l’apertura delle nuove sale sarebbe slittato almeno al 2014. Un subemendamento presentato dal Pdl cancella invece lo slittamento iniziale previsto dai relatori e consente l’apertura delle sale già da gennaio 2013.

La questione è questa: in Italia, fino ad ora, non esistono sale da poker in cui è legale il gioco “dal vivo”, cioè uno o più giocatori contro gli altri attorno allo stesso tavolo. I giocatori del paese per giocare liberamente devono interfacciarsi con uno dei tanti casino online italiani oppure dirigersi verso casinò o circoli privati in cui il gioco è consentito.

Chi si è espresso negativamente sulla questione è il – anch’esso ormai ex – Ministro della Salute Renato Balduzzi che si è detto “molto preoccupato per questi emendamenti notturni sul gioco d’azzardo, che ha un impatto sanitario oltre che un impatto sulla vita delle persone drammatico. “

Anche il ministro per la Cooperazione e per l’Integrazione Andea Riccardi ha espresso il proprio parere negativo “Mi sembra incredibile che in un momento di difficoltà economica del Paese, in cui tante famiglie in difficoltà si rovinano nella speranza di una vincita miracolosa, si approvino emendamenti in Commissione per anticipare l’apertura di nuove sale da poker, come se già non bastasse la sterminata offerta di giochi a premi.“

Una nota dell’AAMS ha chiarificato però il punto della situazione: l’apertura delle mille sale da poker non sarebbe “imminente” – sarebbe effettivamente un’invasione – ma esiste tuttavia la possibilità, dal primo gennaio 2013, di indire gare d’appalto. Per tali gare c’è comunque bisogno di un regolamento attuativo che disciplini con precisione il gioco e fissi le imposte dovute allo Stato.

Al momento questo regolamento non esiste, ma siamo abbastanza sicuri che ad elezioni fatte ci ritroveremo di nuovo con qualche subemendamento notturno che ne darà un’accelerata.

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Giornalista, web designer e pubblicitario. Da blog di protesta negli anni in cui i blog andavano di moda, questo spazio è diventato col tempo uno spazio di riflessione e condivisione. Per continuare a porsi le giuste domande ed informare se stessi.