Il testo del disegno di legge Cirinnà – 2081

di SKA su Notizie Commentate il 10 febbraio 2016

Un post semplice, veloce e che si rifà a quello che su questo blog si faceva in maniera molto più costante fino ad un po’ di tempo fa: citare e condividere le fonti originali. Non si tratta di un mero vezzo giornalistico, ma di una prassi praticamente ormai sommersa dai lunghi editoriali, le opinioni e dei “secondo me”.

Sulla questione di merito, ossia la regolamentazione delle unioni civili tra persone dello stesso sesso e disciplina delle convivenze , così come viene definita nell’oggetto del disegno di legge in questione non c’è molto altro da aggiungere. Il primo dato fondamentale è che si tratta di un (ennesimo) atto dovuto da parte delle istituzioni più progressiste per andare a riempire, finalmente, un vuoto legislativo che lascia l’Italia praticamente isolata tra i paesi occidentali. Non possiamo permetterci di non avere una qualsiasi regolamentazione in merito: anche una che vada a sfavore delle unioni civili sarebbe meglio del nulla attuale.

Come spesso è successo in disegni di legge, poi diventati legge a tutti gli effetti, la “Cirinnà” non fa altro che fotografare una situazione già esistente nella società civile italiana e al tempo stesso si chiede: che diritti hanno o avranno queste persone, questi figli, che vivono già come una famiglia? Per renderlo ancora più comprensibile bisognerebbe volare molto più bassi durante la discussione, probabilmente evitare di scomodare parole come “dignità umana” e consimili, soprattutto da parte dei favorevoli, perché si tratta di una questione legislativa e quindi con significati molto più tecnici e pratici che emotivi. I nostri-bambini e la “stepchild adoption” sono falsi problemi, inseriti nella discussione dai conservatori più bigotti e meno lungimiranti per allontanare l’attenzione dalla questione reale dei diritti fondamentali. Perché nel 2016 sono diventati anche quelli i diritti fondamentali dell’uomo, ficcatevelo bene in testa.

Noi favorevoli e progressisti dovremmo partire dal semplice presupposto che abbiamo ragione e che ogni altra opinione in merito, in particolare quelle contrarie, non hanno motivo di esistere. Esistono soltanto perché glielo stiamo concedendo noi; quelle piccole ed insignificanti sacche di resistenza reazionaria spariranno come sono sempre sparite nelle battaglie passate: in Italia siamo soltanto molto più lenti.

Anche i più accaniti conservatori italiani dovranno rassegnarsi come hanno già fatto per il divorzio, il divorzio breve, l’aborto, i diritti per i conviventi. Andando ad usare le parole di David Cameron in supporto del matrimonio omosessuale (nel 2011): «Io non sono a favore del matrimonio gay nonostante sia un conservatore; io sono a favore del matrimonio gay perché sono un conservatore».

Resta evidente che senza qualcuno pronto a combattere quelle battaglie non vinceremo (e non avremmo vinto) mai, quindi mai come oggi è necessario spingere verso la direzione del progresso civile in maniera ancora più decisa perché i tempi sono giusti ed il terreno è pronto: farsi sfuggire l’occasione, proprio oggi, per essere annoverati tra i paesi più evoluti in tema di diritti civili sarebbe una sconfitta ancora più dolorosa.

Basta opinioni. Vi lascio alla lettura del testo integrale. E poi sì, esprimete pure la vostra opinione.

Leggi il testo integrale del disegno di legge 2081 – Cirinnà

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Giornalista, web designer e pubblicitario. Da blog di protesta negli anni in cui i blog andavano di moda, questo spazio è diventato col tempo uno spazio di riflessione e condivisione. Per continuare a porsi le giuste domande ed informare se stessi.