Saddam, per brindare a un incontro

di SKA su Satira il 4 settembre 2004, 22:20

Sulle note di un Di Capri ineditamente politicizzato torniamo sulle pagine del presumibilmente abbandonato Contralto Stonato. Lo facciamo con la sincera sorpresa della spumeggiante riapparizione del Dittatore de No’ antri. Trattasi del solito botto con sorpresa Made in USA che, studiato con sagacia e prevedibile tempistica, riporta alla ribalta la brutta copia, drogata e rimbecillita di quello spietato e lucidissimo assassino dipinto come causa o giustificazione del frettoloso attacco in Iraq contro ogni concordato, convenzione o legge internazionale.

Breve inciso : Saddam E’ stato quello spietato assassino, HA usato gas omicidi per fare strage di iraniani e ceceni e per questo va indubbiamente punito. Ma il punto qual’è ? Che di questo assassino le solide democrazie occidentali se ne sono accorte dopo 25 anni come risvegliate dal torpore. Che eroi. La farsa di queste simil-democrazie real-petrolifere spero sia oramai cosa risaputa da molti (tutti sarebbe pretendere onestamente troppo, dato il sistema “d’informazione” a tutt’ora vigente), quindi dovrebbe essere risaputo che le decine di contratti sugli oleodotti Irakeni (o Afghani) dovevano essere conclusi senza bastoni fra le ruote e portati avanti con la tranquillità di una milizia armata alle spalle che potessse far da scudo (vedersi contratto Eni – italiana – a Nassirya…già , proprio la Nassirya dei “nostri eroi”) ormai Saddam era diventato un personaggio più inutile che scomodo come invece hanno affermato i molti simpatici figli del qualunquismo.

C’era bisogno di un governo democratico che garantisse per l’Iraq, ed ecco che questo viene imposto sempre democraticamente dagli USA per gli Irakeni nella figura di Ciccio Formaggio Allawi, vecchia conoscenza statunitense.

Perchè?
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Bananas di Marco Travaglio

di SKA su KulturaUrbana il 5 giugno 2004, 22:16

Un anno di cronache tragicomiche dallo stato semi-libero di berlusconia
Con la sincera speranza che gli attuali “signori governanti” tengano fede al nome dato alla proprio coalizione, “Casa delle Libertà ” e non vadano a ficcare il naso, o qualche altro organo (per lo più istituzionale), anche fra queste pagine che si avvalgono dei sacrosanti diritti costituzionali di “Libertà d’opinione e di Stampa”, andiamo a parlare oggi del libro di Marco Travaglio : “Bananas”.

Il trentanovenne Marco Travaglio inizia la sua carriera tra le file di Montanelli a “Il Giornale” poi a “La Voce” passando per “Il Messaggero”, “Il Giorno”, “L’indipendente”, attualmente scrive per “Repubblica” , “L’espresso”, “Micromega” e “L’Unità “. Proprio quest’ultima ospita la fortunata rubrica “Bananas”, curata proprio dall’autore e di cui questo volume raccoglie un’ampia scelta. Travaglio racconta con intelligente ironia le tragicomiche vicende della recente cronaca politica-giudiziaria. Tragica perchè non ci sarebbe proprio niente da ridere quando si va a leggere delle menzogne, degli opportunismi ed i voltafaccia tipici di questi politicanti dalla memoria corta. Sarà l’aria viziata del Parlamento a far mancare ossigeno al cervello, anche se è difficile crederlo visto che loro, al Parlamento, ci stanno ben poco.
Comica perchè, proprio per gli stessi motivi, non si può far altro che sbellicarsi dalle risate. Per lo più risate amare, ma pur sempre a pieni polmoni.

L’assolutamente documentato Travaglio ci apre gli occhi su strade adeguatamente nascoste e taciute dai circuiti d’informazione nazionale (o “legalmente riconosciuti” per dirla con le ultime simpatiche uscite parlamentari sul tema della censura di programmi televisivi) non tanto per paura di ritorsioni (il che sarebbe assolutamente legittimo in uno stato Democratico) bensì perchè alle dipendenze proprio del Capo dello Stato Democratico. Guarda un po’.
E quindi, sentenze alla mano, si svela l’iter giudiziario (a molti ancora, incredibilmente, ma verosimilmente sconosciuto) del Presidente del Consiglio, dei suoi amici di partito, degli ispiratori politici ex-militanti di DC e PSI, di fratelli, consociati, avvocati e quel simpatico “fattore” della villa di Arcore indagato per reati veniali come l’associazione mafiosa. Tutti indagati, imputati, condannati. E’ sempre stato difficile processarli magari, ma per fortuna ora c’è la legge Cirami che getta un bel colpo di spugna sui delinquenti e le noiose pratiche giudiziarie. Tutto diviene magicamente semplice, i processi ora si evitano “ante litteram” e si sta tutti allegramente a zonzo con istanze che vanno da Roma a Milano a Brescia eccetera eccetera eccetera… Si sa, i magistrati e i giudici non sono altro che un covo bolscevico ed è quindi giusto tenerseli ben lontani. Se non altro per salvaguardare i nostri bambini dalle loro mandibole.
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Giornalista, web designer e pubblicitario. Da blog di protesta negli anni in cui i blog andavano di moda, questo spazio è diventato col tempo uno spazio di riflessione e condivisione. Per continuare a porsi le giuste domande ed informare se stessi.