Vento

di SKA su La dimanche des crabes il 13 febbraio 2005, 00:51

Sorpreso nella mia solitudine
rileggo i pensieri stipati nella mente,
ritornano lenti per pervadere
questo presente

L’immaginazione non ha più colori
come in un affetto embrionale mai nato
dimentico parole, suoni, odori
dmentico il mio passato.

E’ l’illusione che rende tutto vacuo
inutile agli occhi, inutile al tatto.

Ora posso sorridere
non senza una lacrima,
ma a questo provvederà il vento,
come è giusto che sia
si riporta indietro le malinconie.

Tutto in un soffio di vento.

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Incondannabile

di SKA su Satira il 10 febbraio 2005, 00:47

Non credere che il giusto sia l’ incondannabile.
Non credere che l’amore sia solo parole.

Non credere che i poeti siano i saggi e gli altri gli stolti,
non credere che i poveri siano i mendicanti,
non credere che il nulla e l’eterno siano la stessa cosa.

Chi ha deciso per noi, per le nostre gioie, le nostre speranze,
per i nostri amori così come per i dolori?

Chi ha deciso che qualcosa di piccolo piccolo
non possa contenere qualcosa di immenso?

Chi ha deciso che qualcosa di umile
non possa essere infinitamente prezioso?

Chi ha deciso che qualcosa di umile
non possa essere infinitamente prezioso?

Come in un’ironica antitesi della vita,
qui dentro ho messo il mio amore.
Mi ha confidato di non stare poi così stretto,
si lascia racchiudere tra le parole
sapendo che è solo una faccia
della sua immensità .

Ed io, come un mendicante di parole,
mi spoglio della vita e ti regalo i miei sogni
ed il mio cuore.

Da custodire con gelosia,
perché è solo uno.

E lo regalo a te.

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Passeggeri

di SKA su La dimanche des crabes il 6 febbraio 2005, 00:53

Rimetto in tasca tutti i miei fogli
accartocciati ed imbrattati servono soltanto
a confondere ancora la mia incongruenza.

Rimetto in tasca ogni singolo foglio
marchiato a fuoco
macchiato r’orgoglio

Potrei farne dei piccoli aerei
che si muovono a sogni
con passeggeri i dolori.

Potrei farne dei coriandoli
per lanciare gioia in Carnevale
ma senz’anima non potrei amare.

Se ne facessi un fuoco
scalderei la pelle altrui
ma brucerei poco a poco.

Metto in tasca anche una parte di te
perchè è a te che devo i sogni
perchè i giorni trascorsi non si possono dimenticare
perchè il tuo pensiero mi saprà cullare.

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Tempo

di SKA su La dimanche des crabes il 30 gennaio 2005, 00:45


C’era un tempo in cui ogni cosa era al suo posto, un tempo in cui gli uomini guardavano gli altri semplicemente come uomini, un tempo in cui sentirsi vivi non implicava sentirsti estranei.

Mi sento vivo, è per questo forse che non riesco ad essere parte di quest’ingranaggio che gira costante sulle nostre teste, vibra come l’aria e sento vuoto negli occhi.

Mi chiudo nel silenzio ed aspetto che giunga di nuovo quel giorno in cui tutti possiamo sentirci parte integrante del gioco, e non semplici spettatori.

Aspetto la mia vita.

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A Perfect Circle – eMOTIVE

di SKA su KulturaUrbana il 25 gennaio 2005, 01:02

Terzo capitolo nella saga del “Cerchio Perfetto”, che esce ad una distanza relativamente breve dal precedente Thirtheenth Step. Si è parlato di un disco registrato “in fretta” per uscire dalle morsa contrattuale della Virgin, gli artisti parlano di un disco nato dall’esigenza di “una raccolta di canzoni su guerra, pace, amore e avidità ” come spiega Keenan in una delle prime interviste ufficiali. A noi piace sposare la versione ufficiale che è indubbiamente quella che più si addice ai contenuti di eMOTIVe. E perciò partiamo col dire che proprio di una raccolta si tratta, una significativa rielaborazione di classici della protesta che fa di questo disco un concept-album reso eccentrico e sinistro, quasi infernale, terrorizzante. Ne è esempio lampante la calma e speranzosa Imagine di John Lennon estirpata dalla nostra memoria con le tenaglie e resa agonizzante dalla rassegnazione nella voce di Keenan e dal piano inacidito e straziante della riesumanta Paz Lechantin.

Il tutto viene anticipato dall’opener Annihilation targata 1982 e firmata Crucifix nel quale il sussurro angoscioso si annoda su minimali e precisi tasti giungendo alle orecchie come dall’oltretomba, invisibile, a ricordarci che le guerre del nostro mondo civile sono il frutto di perversi progetti di uomini che si nascondono nella penombra delle stanze del potere. Magari un po’ enfatico e retorico, ma non fa male ricordarlo. Proporre un disco di covers è sempre rischioso soprattutto quando ci si cimenta con pezzi che sono nella storia di tutti, gli A Perfect Circle consapevoli della loro valenza musicale sono coraggiosi e vengono appagati da un buon prodotto finale che risulta a tratti molto originale e di carattere non senza alcuni passi falsi. In quest’album gli schemi saltano, la formazione cambia ad ogni episodio. Non ci sono protagonisti o prime donne, soltanto interpreti di un’unica opera che sa di teatrale nella sua coerenza contenutistica quanto nella varietà scenica e musicale.
In (What’s so funny ’bout) Peace, Love and Understanding di Nick Lowe e resa famosa da Elvis Costello troviamo un sorprendente Howerdell alla voce, il pezzo anch’esso rallentato ed un intercedere volutamente faticoso tende a sottolineare che non c’è proprio niente di divertente nella domanda posta nel titolo. Chi apprezzava gli A Perfect Circle per gli album precedenti rimarrà probabilmente perplesso all’ascolto di questo esperimento discografico, c’è ben poco del gruppo che si conosceva, è impossibile far paragoni con i loro stessi precedenti. Qui i tributi e le citazioni non stanno soltanto nella scelta dei titoli, ma soprattutto nelle musiche. Il largo uso dell’elettronica col marchio Danny Lohner ci fa camminare sui passi percorsi dai Depeche Mode, deviando per Aphex Twin o addirittura dai Massive Attack e Radiohead mantenendo tuttavia una linearità atmosferica coerente per tutti i 50′ dell’album, tetra e cupa. E’ questa l’aria che si respira anche in What’s going on di Marvin Gaye, sin troppo eterea forse, ma lascia concede respiro prima di tuffarci nell’altro stato d’animo del terrore : la rabbia.
E’ con Passive che finalmente si risentono le tipiche sonorità dei Circle, unico pezzo inedito del disco perchè effettivamente non era stato mai registrato precedentemente se non in un live col titolo di Vacant, esperimento dei mai nati Tapeworm. Nel magma infernale spicca per la sua incisività e tempistica da vera, nonchè unica, canzone nell’album. Le urla del ritornello di Passive continuano nel growl pesante di Gimmie Gimmie Gimmie dei Black Flag inframezzato da brevi momenti di riflessione per 2 minuti abbondanti di pura follia. People are People dei Depeche Mode e Freedom of choice dei Devo vanno annoverati come i pezzi peggiormente riusciti, il primo ricalca l’originale senza apportare nulla di nuovo mentre come la prova di far resuscitare la rabbia poetica anni ’80 dei Devo fallisce, sicuramente una prova coraggiosa che però non porta alcuna nuova intuizione musicale, limitandosi a rendere il pezzo soltanto più heavy.
Si torna nel caos con la chitarra frizzante e l’ansioso drum&bass di Let’s Have a War dei Fear, un classico del punk riproposto in una chiave quasi industrial. Come lo è d’altronde Counting bodies like sheep to the rhytm of the war drums che non è altro che il Remix di Pet contenuta in Thirtheenth Step, detto questo detto tutto. Come si è alzato nella rabbia il disco va a soffocarsi su sè stesso nel blues paradisiaco quindi antitetico When the Leeve Breaks di Memphis Minni ma resa famosa dai Led Zeppelin nel quale voci lontane si intersecano danzando sopra la bellissima suite al piano, ipnotico nella sua leggiadria fa quasi dimenticare del fardello che ci siamo appena lasciati alle spalle.

La musica si spegne e resta solo voce, la preghiera di Maynard in Fiddle of the drum di Joni Mitchell è commovente e lascia disarmati, piace pensare che sia proprio questo l’intento del messaggio conclusivo, scrollarsi di dosso la ferraglia, i rumori, i suoni e lasciare che sia soltanto l’anima delle persone ad uscire limpida ed in pace per farsi sentire senza la necessità di urlare.

Tracklist :
01. Annihilation
02. Imagine
03. Peace love and understanding
04. What’s going on
05. Passive
06. Gimmie Gimmie Gimmie
07. People are people
08. Freedom of choice
09. Let’s have a war
10. Counting bodies like sheep to the rhythm of the war drums
11. When the levee breaks
12. Fiddle and the drum
articolo scritto per e tratto da impattosonoro.it

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Ancora regime? Sì, grazie

di SKA su KulturaUrbana il 12 gennaio 2005, 23:05

Dopo aver divorato questo coraggioso quanto, ovviamente, boicottato libro (dura fatica trovarlo nelle librerie) si ha un cupo senso di ansia ed angoscia nell’anche soltanto scrivere una recensione. Sappiate quindi che se non mi vedrete più qui a scrivere liberamente o trovere il logo della Procura al posto della nota di Impattosonoro significa che il regimecolpisce anche gli insignificanti.

“Oggi per instaurare un regime non c’è più bisogno di una marcia su Roma, nè di un incendio al Reichstag, nè di un golpe al Palazzo d’Inverno. Bastano i cosiddetti mezzi di comunicazione di massa, e fra essi sovrana ed irresistibile la Televisione”

Queste alcune delle ultime parole di Montanelli prima della sua scomparsa, poste sul retro del libro come un monito, o manifesto. Morì troppo presto per rendersi conto che quelle parole erano invece profetiche, tragica anteprima dell’attuale realtà .

E queste 406 pagine sono la cronaca quantomai dettagliata di come il cosiddetto Governo Berlusconi con tutti i suoi faccendieri al seguito, la sua arroganza ed il suo strapotere abbia desertificato, manipolato e riempito di niente tutta la Tv, organo supremo dell’informazione in Italia.

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Buon Natale Italia!

di SKA su Satira il 24 dicembre 2004, 23:09

Cari lettori, Buone Feste!
Inizio spumeggiante questa sorta di editoriale, natalizio sì, ma anche di congedo da questo 2004 che, spero per chi legge, non vi abbia caratterizzato tra quella metà e rotti di italiani che ha visto le proprie tasche prosciugarsi all’insegna di tagli e taglioni o di euri malgestiti. Se invece vi ci trovate, benvenuti nella comunità e quindi Buon Natale a voi.

Tanti Auguri a quella centinaia di migliaia di evasori fiscali totali che con vero senso di responsabilità e vero senso dello Stato si sono prodigati a dare man forte al Ministro dell’Economia Siniscalco evitandogli ulteriori grattacapi sulle imposte. A dire il vero, hanno evitato proprio le imposte. A chi le ha pagate invece vanno le nostre più sentite parole di conforto e stima reciproca. In fondo sono rimasti in pochi, vanno tenuti stretti.

Tanti Auguri all’On.Sen.Avv. Cesare Previti per la sua quantomai prossima prescrizione del reato di corruzione per il quale è stato condannato ad 11 anni di reclusione. Col Natale si troverà sotto l’albero un bel decreto-legge che dimezza i tempi di prescrizione dei più variegati reati, per gli incensurati, per gli ultra-settantenni, quelli chiamati con iniziale Pre e finale Viti e, previa dimostrazione in aula, per chi porta mutande a pois blu. Insomma, sono passati i tempi in cui commettere un reato era un reato. Scegliete il vostro preferito poi, sempre che veniate scoperti, tra indagini preliminarie e burocrazia varia il vostro processo farà in tempo a malapena ad arrivare alla sentenza di primo grado, si va in appello ed improvvisamente “puff”, i termini di legge per il vostro reato terminano ancor prima di iniziare l’altro processo. Quindi auguri ai novelli fraudolenti.

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Andreotti Assolto? Ma quando mai…

di SKA su Satira il 29 ottobre 2004, 22:11

Parlare di politica qui è, se non inutile, quantomeno difficoltoso. Ma oggi non lo farò, oggi parliamo di indignazione personale, di indignazione sociale, culturale e spero popolare. Per questo cerco di far parte di una delle pochissime voci che hanno scritto il vero, che si sono informate ed hanno provato a farne partecipi i lettori. Percentualisticamente un’inezia al confronto degli spettatori/lettori che si sono bevuti i titoli ed i commenti più ignobili, ma soprattutto incompetenti.

Chi non legge i giornali o guarda i telegiornali di voi? Spero pochi ovviamente. Ma praticamente tutti avrete visto e letto ovunque titoli del tipo “Andreotti Assolto!”, “Assoluzione Piena”, addirittura Il Giornale di Berlusconi scriveva “Andreotti mafioso era uno scherzo” ed i fortunati spettatori di ogni TG nazionale avranno visto Andreotti su di un trono regale che sorrideva compiaciuto, venerato, beatificato. Dev’essere davvero stato un santo questo signor Andreotti a sentire l’informazione pubblica. Peccato che le sentenze non le facciano nè l’informazione pubblica nè gli estemporanei commentatori politici di Palazzo Chigi. Le sentenze le fa (ancora) la Giustizia italiana, e nel caso specifico l’ultima istanza di giudizio che è quella della Corte di Cassazione. E che dice questa signora CorteDiCassazione? Semplicemente che tutto quello che avete letto sino ad ora non è vero! Usiamo per filo e per segno ciò che si può leggere nella sentenza (pubblica, quindi non così difficilmente reperibile) “Il reato per associazione per delinquere (diventata associazione mafiosa nell’82) è stato commesso, è concretamente ravvisabile (è quindi provato) ma estinto per prescrizione”. Forse è difficile il concetto di Prescrizione è per questo che si è blaterato a destra e a manca (anche in senso politico). Tanto per correttezza linguistica sono andato a prendere un qualsiasi Zingarelli che recita : Prescrizione – estinzione del reato o della pena col decorrere di un periodo di tempo indicato dalla legge. Quindi reato accertato, provato ed appurato, ma scaduto. Un po’ come il latte avariato. E di tempo ne è passato, 22 anni e 6 mesi.

E questo per una parte della sentenza. L’altra, invece , inerente agli anni di delinquenza libera dal 1980 al 1993 l’imputato Andreotti è stato assolto per insufficienza di prove. Le prove c’erano quindi, ma non abbastanza. Continua a leggere »

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WTF?

Giornalista, web designer e pubblicitario. Da blog di protesta negli anni in cui i blog andavano di moda, questo spazio è diventato col tempo uno spazio di riflessione e condivisione. Per continuare a porsi le giuste domande ed informare se stessi.