La crisi colpisce tutti, anche lui

di SKA su Notizie Commentate il 22 giugno 2012, 18:59

Il discorso sarebbe molto semplice. Non dovrebbe avere più senso parlare di un cadavere ancora caldo – politicamente eh – come quello di Silvio Berlusconi.
Ma a quanto pare l’armata mediatica si è rimessa in moto per riportarlo il più velocemente possibile sulla bocca e sulla penna dei giornali. Il giochino funziona da un ventennio: sia che i lettori siano pro-cavaliere che contro-cavaliere il risultato è che restiamo irrimediabilmente affascinati dall’eroe anti-eroe Berlusconi.
Un cappello inutile per tornare a parlare di Spin Doctors e lo faccio citando l’articolo dell’Agi, riportato da Affaritaliani – e poi a macchia d’olio, as usual – secondo il quale il povero Silvio sarebbe costretto a fare dei tagli, dei sacrifici economici, perché spenderebbe troppo. Su nonleggerlo un riassuntino di tutte le spese. Sarebbe facile fare dell’ironia, la lasciamo però alle considerazioni dei più in favore di una breve riflessione, se possibile forse ancora più banale.

Gli Spin Doctors del cavaliere stanno lavorando alacremente dal momento in cui si è deciso che non è il caso di lasciare l’eredità del PdL in mano all’immagine sbiadita di Alfano. B. serve ancora, perché non c’è un altro leader adatto, soprattutto dopo l’avanzata di un Grillo che ha più punti in comuni con lo psiconano di quanti si possa immaginare. Ed ovviamente a B. serve ancora la politica per tenersi lontano dalle beghe giudiziare, in tutto questo tempo non hanno ancora trovato un modo alternativo per evitare le aule. Già con la faccenda del giocatore Thiago Silva se n’era avuto sentore, ma ormai la strategia mediatica sta prendendo la strada definitiva dell’uomo che si sacrifica per i cittadini e per il paese, che è sì ricco sfondato, ma anche lui ha “i nostri stessi problemi” che se posizionati su piani retorici adeguati possono sortire lo stesso effetto di un cassaintegrato che sa come pagare l’affitto. “Se deve pagare 100 milioni l’anno come farà a portare avanti le sue aziende? E il Milan? E la situazione familiare?”. L’idea che vogliono instillare nei confronti del ceto borghese moderato a cui si rivolge il PdL è questa, pulendo quanto più possibile l’immagine del leader e posizionandolo – secondo i dettami della narrativa emotiva – come martire, vittima e successivamente salvatore. Ci hanno già provato molte volte, ma l’immagine del cialtrone arricchito e volgare ha sempre prevalso e al tempo stesso vinto. Nell’era post-Monti quella vecchia immagine non potrà mai più funzionare.

Stringiamo la cinghia insieme, Silvio.

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I dati sul gioco online del 2012

di Camerata Stizza su Shit Propaganda il 31 maggio 2012, 11:52

La parola Crisi viene dal latino Crìsis e dal greco Krisis, derivazione diretta di Krino ossia “separo” ed il momento che separa una serie di fenomeni da altra differente, è il momento decisivo di un cambiamento radicale in bene o in male. La crisi – di qualsiasi specie sia – non dovrebbe quindi protrarsi per un periodo eccessivamente lungo, nel caso di quella economica il momento di rottura c’è già stato e c’è chi prova a riprendersi dalla botta subìta.

Il caso degl italiani e dell’Italia è curioso: nonostante sembri che le nostre tasche siano sempre più vuote, la spesa totale e pro capite dedicata al gioco aumenta ogni anno. I dati del 2011 parlano di 76,5 miliardi di euro complessivo, mentre i dati del 2012 denotano una tendenza ad una crescita costante.
Nei primi due mesi del 2012 sono stati raccolti 22,8 miliardi di euro, un trend positivo del 26,7% rispetto al medesimo periodo del 2011 (18 miliardi). Nel solo mese di marzo la raccolta dell’intero settore gaming è stata di 7,717 miliardi, con un incremento di circa 700 milioni rispetto al mese di febbraio.
Più della metà di questo incremento è dovuta alla risalita di NewSlot e Vlt. Viviamo in un periodo tecnologico nel quale il successo del casinò live online si è ormai affermando, lo dimostra sia il numero crescente di giocatori, che i dati sopra esposti.

Il gioco online è uno dei pochi settori che non solo non ha sofferto la crisi economica, ma che si trova in continua espansione, al punto che i migliori siti cercano sempre nuove strategie per creare divertimento e vincite online.

Una delle strategie più interessanti degli ultimi mesi riguarda il gioco a premi Affari Tuoi online curato da 888.it, il famoso gioco con i pacchi a sorpresa che da alcuni mesi è diventato online. Il vantaggio del gioco è nella sua disponibilità, si può giocare in qualsiasi momento della giornata ed il sito è attivo tutti i giorni 24 ore su 24.

Lo scorso mese 888.it ha lanciato in TV una campagna pubblicitaria che offre 5.000 Euro di bonus al mese per quattro anni. Lo spot pubblicitario (video in calce) apre le porte a tutti coloro che vogliono provare la fortuna dei pacchi online.  Per coloro che preferiscono il gioco classico ed in diretta il sito offre la possibilità di giocare direttamente al Blackjack, alla Roulette o al Baccarat con dei croupier veri.

Ovviamente il sito ha regolare licenza AAMS ed aderisce alle direttive del gioco responsabile.

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Terremoto 2.0

di SKA su Notizie Commentate il 31 maggio 2012, 11:42

Su Terremotoemiliaromagna.it creato da Simone Busoli la mappa interattiva ed aggiornata in tempo reale basata sui dati forniti da Ingv.it, con annesso grafico.

P.s. Interessante notare come ancora una volta un istituto con pochi soldi e tenuto in piedi da ricercatori precari sia il fulcro informativo dell’intera nazione.

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Facebook non è Amazon

di SKA su Notizie Commentate il 22 maggio 2012, 12:47

Continuo a leggere di paragoni tra le quotazioni in borsa di Facebook e Amazon: il parallelismo “confortante” dovrebbe essere dato dal fatto che Amazon – come FB – nelle prime settimane ha perso molto ed il valore delle sue azioni è stato per molto tempo inferiore al suo prezzo di collocamento. Poi, quasi per magia – secondo i meravigliosi cronisti dell’ultim’ora – il titolo di Amazon si è quadruplicato. L’azzardato paragone tra Facebook e Amazon è dato dal fatto che entrambi “lavorano sul web” e fanno parte del settore IT.
Ed questa è la cazzata più grossa.
Il titolo di Amazon si è quadruplicato perché Amazon produce qualcosa di tangibile: sentito mai parlare di Kindle? l’e-reader diventato leader del settore in pochi anni? Amazon ha magazzini interi pieni di roba vera e tangibile: libri, cd, materiale tecnologico, abbigliamento persino. Laddove non possiede magazzini con il materiale da spedire, ha accordi commerciali con magazzini che spediscono conto terzi e te lo spediscono direttamente a casa.
E del mastodontico mercato degli e-book venutosi a creare negli ultimi 3 anni? Investimenti reali.
Per Amazon il sito web è solo – se pur l’unico – canale di accesso per l’acquisto di merce vera, che è invece il business reale che sta alle spalle della società di Seattle.
Facebook cosa produce? Il modello di business alle spalle del più popolare social network di massa si basa su due basi fondamentali: la forza dei numeri dei propri utenti – 900 milioni – e gli introiti pubblicitari. Non produce nulla di realmente tangibile che possa funzionare da cuscino nel caso di una nuova bolla e/o fallimento della stessa FB.
A meno che non si decida che è possibile fare compravendita diretta degli utenti (già avviene in maniera indiretta con gli sponsor personalizzati) FB non è minimamente paragonabile ad Amazon. Sul come andranno le quotazioni non ne ho idea, ma se fossi un investitore dell’IT guarderei altrove.

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Carlo Ruta assolto in cassazione

di SKA su Notizie Commentate il 11 maggio 2012, 11:49

A settembre del 2008 mi trovai davanti ad una notizia della quale sembrava importare poco in giro per il web, negli anni successivi sarebbe diventato invece un argomento di dibattito attualissimo. Sto parlando della vicenda di Carlo Ruta che l’8 maggio 2008 venne condannato per il reato di stampa clandestina

previsto dall’art. 16 della legge sulla stampa del 1947 per non aver eseguito la registrazione del proprio sito web www.accadeinsicilia.net presso la cancelleria del tribunale come previsto dall’art.5 della succitata legge. Ruta è stato condannato al pagamento di una pena pecuniaria di 150 euro (ridotta con le attenuanti generiche) più il pagamento delle spese processuali che ammontano a 5000 euro.

Ruta ha portato avanti la propria battaglia sino ad arrivare in Cassazione e la sentenza è arrivata ieri: assolto perché il fatto non susssiste.
Un precedente che conferma il fatto – è triste che ci fosse bisogno di una sentenza a sancirlo e non la semplice logica – che i blog “non rientrano nei prodotti editoriali della legge sull’editoria, non devono essere registrati e non sono stampa clandestina.”

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Piove, Google ladro

di SKA su Notizie Commentate il 6 maggio 2012, 15:35

Tramite Mantellini leggo una riflessione sui soliti discorsi dei grandi gruppi editoriali italiani. La parte che mi ha più colpito è, nel 2012, il livore opportunista contro google che non corrisponde diritti d’autore sui contenuti giornalistici prodotti. Detto dalla voce di Rcs che distingue la versione online via desktop con quella mobile, obbligando il pagamento della seconda, fa abbastanza ridere (p.s. basta cambiare user agent !!1!).
Ma la soluzione è semplice : non vuoi regalare i tuoi contenuti al cattivo google? Non farlo.
Ed il codice a cui si riferisce anche mantellini è basilare per chi lavora nel web.
User-agent: Googlebot
Disallow: /

Ed il problema è risolto. Un crawler non ruba niente, raccoglie solo ciò che trova. Mettetelo in azione da domani e poi riparliamo di raccolta pubblicitaria.

Edit: c’è chi mi ha chiesto via mail, seriamente, dove vada messo quel codice. Ho dimenticato di specificare che va messo nel robots.txt.

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“Il Casalese”: storia di un sequestro mancato

di SKA su Notizie Commentate il 28 aprile 2012, 15:55

Da leggere tutto d’un fiato questo articolo di Giuseppe Parente su Notte Criminale in cui si narrano le vicende del libro “Il casalese. Ascesa e tramonto di un leader politico di Terra di lavoro” scritto da nove giornalisti campani, per le edizioni Cento Autori. Il libro che ha come protagonista Giovanni Cosentino “amministratore unico dell’Aversana Petroli e della Ip service, fratello del deputato del Popolo delle libertà Nicola Cosentino, già sottosegretario all’economia nel governo Berlusconi III ed ex coordinatore regionale del popolo delle libertà in Campania” ha rischiato di venire sequestrato e distrutto in blocco su richiesta in tribunale di Cosentino:

Sequestro immediato e distruzione di tutte le copie attualmente in vendita nelle migliori librerie italiane, oltre al risarcimento di un milione e 200 mila euro.

E invece niente.

Il giudice del tribunale civile di Napoli, Angela Carbone ha respinto la richiesta dei legali di Giovanni Cosentino, di procedere ex articolo 700 per il sequestro del libro, rinviando la decisione al giudizio di merito.

Andate a leggerlo per farvi una bella panoramica sui Cosentino.
(Via Xaaraan)

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Blog autodisciplinanti

di SKA su Notizie Commentate il 26 aprile 2012, 22:40

Scrivo velocemente per motivi tecnici e di tempo. Vi consiglio di leggere l’articolo de il Nichilista in merito all’ennesima discussione su regolamentazione dei blog con normative di dubbia fattispecie. L’avete letto? Perfetto. Ne abbiamo già parlato molte volte qui sopra e sarebbe ridondante se non fosse che ci si avvita sempre sulle stesse argomentazioni.
I blog non hanno bisogno di alcuna regolamentazione. Perchè se le motivazioni favorevoli o contrarie ad una qualche forma di decreto o comma sono quelle della diffamazione o calunnia stiamo in un territorio già regolamentato dalla legge, che salvaguardia le eventuali persone offese. Quando la Severino parla di autodisciplina ha ragione, nel senso che chi scrive in pubblico e per un pubblico (più o meno vasto che sia) dovrebbe già sapere i rischi penali e/o civili in cui può incorrere in caso di diffamazione, calunnia o falso.
Per regolamentare la libertà di espressione di opinioni e notizie (vere) basta e avanza l’art. 21.
Se poi parliamo di blog in quanto strumento informatico, ma utilizzato da società editoriali stiamo già parlando di prodotti editoriali che prevedono regolare registrazione e a cascata tutte le norme concernenti editoria, ordine dei giornalisti e deontologia professionale.
Va benissimo tenere gli occhi aperti su possibili limitazioni delle libertà individuali, bisognerebbe farlo quando ce n’è realmente bisogno però.

 

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Accise sui carburanti: quanto incidono sui prezzi

di SKA su ControInformazione il 26 aprile 2012, 11:42

Un titolo semplice per un articolo semplice, che serva da specchietto aggiornato al 2012 e per farsi un’idea dei motivi che fanno – e hanno fatto – salire alle stelle i prezzi di benzina e diesel (sì, anche GPL, ma lì è una storia a sé).

UN TESTO CONSIGLIATO
Le accise sui prodotti energetici e sull’elettricità

Ne parlammo già nel lontano 2006 nell’articolo “La verità su caro benzina e gasolio”, i toni erano giustificatamente allarmistici e delineavano il quadro reale della situazione prezzi-carburante. A guardare oggi quei dati mi piacerebbe poter tornare ai prezzi dell’epoca: si parlava di 56.7 euro di pieno benzina per un’auto di media cilindrata. La stessa auto a benzina che avevo nel 2006 oggi mette circa 80 euro di pieno. Tanto per iniziare a scrivere qualche cifra.

All’epoca segnalai il sito web stopaccise.com – gestito dall’Istituto Bruno Leoni – che ancora resiste, ma è fermo ai dati del 2006.

Elenco delle accise statali.

(Accise ufficiali, con prezzi ancora in lire e rapportati in euro. Tutti dati facilmente reperibili, ma che riepilogo per semplicità d’esposizione.)

1,90 lire (0,00103 euro) per il finanziamento della guerra di Etiopia del 1935-1936;
14 lire (0,00723 euro) per il finanziamento della crisi di Suez del 1956;
10 lire (0,00516 euro) per il finanziamento del disastro del Vajont del 1963;
10 lire (0,00516 euro) per il finanziamento dell’alluvione di Firenze del 1966;
10 lire (0,00516 euro) per il finanziamento del terremoto del Belice del 1968;
99 lire (0,0511 euro) per il finanziamento del terremoto del Friuli del 1976;
75 lire (0,0387 euro) per il finanziamento del terremoto dell’Irpinia del 1980;
205 lire (0,106 euro) per il finanziamento della guerra del Libano del 1983;
22 lire (0,0114 euro) per il finanziamento della missione in Bosnia del 1996;
0,02 euro per il rinnovo del contratto degli autoferrotranvieri del 2004.
0,005 euro per l’acquisto di autobus ecologici nel 2005;
da 0,0071 a 0,0055 euro per il finanziamento alla cultura nel 2011;
0,04 euro per far fronte all’emergenza immigrati dovuta alla crisi libica del 2011;
0,0089 euro per far fronte all’alluvione che ha colpito la Liguria e la Toscana nel novembre 2011;
0,112 Euro sul diesel e 0,082 Euro per la benzina in seguito al Decreto Legge 6 dicembre 2011 n. 201 «Disposizioni urgenti per la crescita, l’equità e il consolidamento dei conti pubblici» del governo Monti.

Totale accise : 0,48 euro.
Vanno aggiunti:
– imposta di fabbricazione sui carburanti : +70,42 cents/euro benzina / +59,32 cents/euro gasolio
– IVA 21% : +15 cents/euro benzina / +12 cents/euro gasolio
dal 1999 esiste anche un’accisa regionale opzionale (applicata in Piemonte, Liguria, Toscana, Umbria, Abruzzo, Lazio, Campania, Molise, Puglia e Calabria)

Media nazionale a Febbraio 2012 (basata su un prezzo medio di 1,801 per la verde, ad oggi siamo a circa 1840)
0,7070 benzina
0,5820 gasolio

Le accise incidono per il 58% sul prezzo finale di benzina e gasolio.

Nell’infografica qui sotto a cura della redazione de Linkiesta e pubblicata integralmente su Yahoo si può vedere nel dettaglio quanto incidano i costi statali sul prezzo finale.
Infografica Benzina Linkiesta

Ok, sono indignato e protestero’ con veemenza. Ma mi serve l’auto: come faccio a risparmiare un po’?

Prendere di più i mezzi pubblici potrebbe essere la soluzione migliore.
Altrimenti esiste il già segnalatissimo Pompe Bianche che indica i distributori indipendenti che teoricamente dovrebbero avere prezzi più bassi nei confronti dei grandi marchi. Per esperienza personale però vi dirò di verificare e confrontare più distributori attorno alla vostra zona, perché gli indipendenti – le pompe bianche per l’appunto – non sempre hanno prezzi vantaggiosi.

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Prescritto e mazziato

di SKA su Notizie Commentate il 25 febbraio 2012, 20:35

Non è nè assolto nè colpevole, è prescritto. Tutto come da prassi insomma. Ma la questione fondamentale è: chi se ne fotte?
Su questo punto leggete questo pezzo de linkiesta che non riesco a linkare per menomazioni tecniche.

http://linkiesta.it/mills-berlusconi-prescrizione

Se invece non potete fare a meno dei dettagli giudiziari, andare di qua
http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/25/processo-mills-giudici-camera-consiglio-oggi-sentenza-silvio-berlusconi/193773/

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Il giocatore imberbe

di Camerata Stizza su Shit Propaganda il 6 febbraio 2012, 14:40

Che allo Stato piaccia fare cassa sulle spalle delle categorie sociali più deboli, purtroppo sembra ormai un dato di fatto. L’AAMS, i Monopoli di Stato, ha però superato il limite: inebriati dagli introiti fiscali del 2011 hanno realizzato, insieme all’agenzia Civicamente, una campagna di prevenzione della dipendenza dal gioco d’azzardo “Giovani e Gioco” rivolta ai ragazzi delle scuole superiori, il risultato però è quasi propagandistico.

La campagna prevedeva la distribuzione nelle scuole di alcuni DVD che, secondo gli obiettivi dell’AAMS avrebbero dovuto “sensibilizzare e stimolare i ragazzi ad una conoscenza del gioco pubblico sotto il profilo di principi positivi quali la legalità, l’equilibrio e la responsabilità”. I filmati però, oltre a dimenticare che il gioco d’azzardo – di qualunque genere, dal gratta e vinci al casinò gambling online – è vietato per legge a tutti i minori di 18 anni, nascondevano dietro al tentativo di informare elementi fin troppo “stimolanti”:

Evolve chi si prende una giusta dose di rischio, mentre è punito chi non rischia mai o chi rischia troppo.
È divertente, gratificante e ti fa guadagnare un bel po’ di soldi senza fatica (riferito al gioco d’azzardo)
Ci si attacca alla rete, al cellulare, alle slot machine o ai videopoker parcheggiati nei bar per dare risposta al primordiale bisogno di vincita che l’essere umano ha in sé.

Più che informazione è reclutamento giocatori, l’ha pensata giustamente così Conagga, associazione dedicata alla lotta alla dipendenza da gioco, che ha richiesto l’immediata sospensione della campagna invocando l’intervento del primo ministro Monti.

L’AAMS intanto si nasconde dietro un semplice “passo falso” comunicativo, che comunque non gli ha impedito di mandare in onda nelle tv nazionali un altro orrore di comunicazione: lo spot “La prima volta non si dimentica mai”. Naturalmente si parla di gioco non di sesso, a sottolinearlo è la tagline finale “Innamorati del gioco, legale e responsabile”. Il video per fortuna ha avuto vita breve, tra le urla di associazioni e gruppi di parlamentari l’AAMS lo ha dovuto ritirare dalla circolazione.

Alla luce di ciò sarebbe consigliabile o cambiare agenzia di comunicazione, o affidare le campagne di sensibilizzazione a chi non ha interessi economici da difendere, come le associazioni di cittadini o, a livello istituzionale, a commissioni ministeriali.

Lo Spot “La prima volta non si dimentica mai”

Servizio su Giovani e Gioco

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Mail che meritano #1

di SKA su Il Terzo Occhio il 2 febbraio 2012, 17:41

Alcune volte arrivano in “redazione” alcune mail fenomenali, le leggo sempre tutte, alcune volte rispondo, ma altre volte le archivio per personale sollazzo. E’ giusto invece che più persone possibili possano goderne.

Ciao,

ho letto i tuoi post e devo dire che sono interessanti. Vorrei poter collaborare, visto che sono un giornalista abbastanza affermato. Vorrei dire la mia sui fatti che accadono ogni giorno e vorrei farlo senza dichiarare il mio nome, in modo da potermi sfogare contro lo schifo che succede ogni giorno. Magari posso inviarti dei pezzi che ho scritto su alcuni miei colleghi che hanno il membro che puzza di pesce lesso, oppure una serie di osservazioni che ho scritto sullo smegma. Fammi sapere.

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Mega-Cospiracy

di SKA su Notizie Commentate il 20 gennaio 2012, 12:33

Lutto globale per lo shutdown di Megaupload/Megavideo da parte dell’FBI.
Nel contempo parte Operation Megaupload #opmegaupload da parte di Anonymous che attaccano e mandano a loro volta down i siti di universalmusic.com, riaa.org, justice.gov, mpaa.org e fbi.gov (lol).

Qui sotto l’atto di accusa contro Megaupload, definita una Mega-Cospiracy.

http://www.scribd.com/doc/78786408/Mega-Indictment

A brevissimo commento c’è da dire questo: Megaupload faceva lucro su materiale coperto da copyright, il che non ha quasi niente a che fare con il libero scambio di cultura tipico del P2P. E’ un confine sottile, ma formalmente non c’è troppa differenza tra il vedere un film coperto da copyright direttamente in streaming con pubblicità a fianco e l’acquisto di un cd “pirata” alle bancarelle. Ci sarebbe da dire molto, ma per ora mi fermo qua.

14.10: ecco il comunicato tradotto di Anonymous

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#SOPAstrike

di SKA su Notizie Commentate il 18 gennaio 2012, 13:25

PROTECT IP / SOPA Breaks The Internet from Fight for the Future on Vimeo.

Oggi migliaia di siti in tutto il mondo scioperano oscurando i propri siti contro le proposte di legge SOPA (Stop Online Piracy Act) e PIPA (Protect IP Act), il canale ufficiale è sopastrike.com. Qui sopra non avrebbe senso fare uno sciopero mettendo in blackout il blog, preferisco partecipare alla protesta dando qualche informazione in più. Su ImpattoSonoro invece siamo andati in totale blackout per 24 ore, con una chicca musicale del Dr.Panico.

Google.com, Wikipedia.org, WordPress.com, Boing Boing tra i principali siti che partecipano alla protesta, su sopastrike l’elenco completo.

Per capire qualcosa di più metto qualche link:
SOPA and PIPA – Learn More – Wikipedia
Perché sciopero contro SOPA e PIPA #SOPAstrike – Il Nichilista
Che cos’è il SOPA – Il Post
Wikipedia, il buio oltre SOPA – PuntoInformatico
L’estensore del SOPA sarebbe a sua volta un violatore della legge da lui stesso proposta (lol) – su Vice.com

In giornata qualche info in più

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Sventoleremo i nostri eBook Reader

di SKA su Il Terzo Occhio il 12 gennaio 2012, 13:30

Probabilmente a distanza di pochi anni da oggi faremo delle proteste in piazza sventolando gaudenti i nostri economicissimi eBook Reader, dimenticandoci di come “era la carta una volta”. Wait. Non è un post cyberpunk, post-apocalittico o di commento sulla “rivoluzione del libro digitale”. Esistono in rete analisi molto più approfondite – benché verbose – su quello che significa e significherà l’inevitabile spostamento della fruizione culturale e libraria dai supporti cartacei a quelli digitali, ma che già oggi simulano molto bene la tanto amata cellulosa.

Tutto ciò per dire che da pochi giorni sono orgoglioso possessore di uno di quegli aggeggi là, l’eBook Reader insomma, e devo dire che l’attesa di circa 4 anni è servita. Già nel 2008, mi sembra, avevo messo gli occhi su quel rivoluzionario iLiad che sembrava provenire da un viaggio di John Titor all’indietro. Avendolo potuto testare velocemente in un negozio notai però che i tempi non erano ancora maturi e che per mettere a punto gli eReader ci sarebbe voluto ancora un po’.

La mia scelta a cavallo tra 2011 e 2012 è ricaduta sul Cybook Odyssey di cui ovviamente non farò alcuna recensione, potete leggerne tranquillamente qua. I ragazzi di eBookReader Italia non mi pagano per i link, tranquilli, ma vi mando direttamente da loro perché sono stati una fonte indispensabile per capire quale reader scegliere. C’è stato un testa a testa finale con il Sony PRS-T1 che viene considerato ad oggi, assieme al Cybook, il migliore tra i reader in commercio. La scelta è ricaduta sul prodotto di casa Bookeen per alcuni fattori dettati in primis da alcuni fastidiosi bug trovati nel Sony, da un leggero dislivello di prezzo, ma soprattutto perché ho deciso di dare il mio supporto ad una realtà italiana come quella di Ultima Books.

Seguo Simplicissimus da anni, ancora prima che nascesse Ultima Books, ma per una serie di contingenze non avevo ancora avuto la possibilità di “ringraziarli” del loro lavoro, in primis per la volontà di diffondere una nuova cultura digitale e per aver introdotto de facto l’Italia agli eReader quando per molti erano praticamente solo un’idea.

Da lì il Cybook Odyssey vi costerà 149 €, con l’ordine vi regaleranno 20€ spendibili nel loro store e se vi registrate per l’acquisto sono altri 3€. Nell’era degli spottoni nascosti nei post e dei link sponsorizzati, questo che vi scrivo è un consiglio gratuito ed un modo per raccontare la mia esperienza.

Nella mia personale biblioteca ci sono già un centinaio di titoli che avevo acquistato preventivamente, digitalmente prestati o regalati da amici (e che amici), sia romanzi che libri più tecnici per lavoro. La qualità di lettura è impressionante e la comodità di passare da un libro all’altro con un paio di pressioni del dito è qualcosa che sembra afferire più alle arti magiche che a quelle scientifiche. Considerate poi che mi porto dietro un cosino grande e pesante come una moleskine, con dentro mattoni da 400 pagine e leggibili con la stessa qualità della carta.

Tra gli store più interessanti online, oltre ad Ultima Books, ci sono quello di Feltrinelli e l’ottimo Book Republic. Se poi avete altri canali tramite i quali reperire pdf e epub, usateli consapevolmente.

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Game. Set. Match, Monti

di SKA su Notizie Commentate il 5 gennaio 2012, 15:43

Il Nichilista ricorda l’invidia di Calderoli per i festini di Berlusconi.

Cosa ho provato leggendo le intercettazioni di Berlusconi? Un’invidia tremenda, sono invidioso da pazzi.

In questi giorni l’interrogazione parlamentare del dentista Padano che chiede le dimissioni di Monti per una presunta festa di Capodanno a Palazzo Chigi.

Ma la risposta della Presidenza del Consiglio è migliore di qualsiasi pezzo di satira in merito:

Gli oneri della serata sono stati sostenuti personalmente da Mario Monti, che, come l’interrogante ricorderà, ha rinunciato alle remunerazioni previste per le posizioni di Presidente del Consiglio e di Ministro dell’economia e delle finanze.

Gli acquisti sono stati effettuati dalla signora Monti a proprie spese presso alcuni negozi siti in Piazza Santa Emerenziana (tortellini e dolce) e in via Cola di Rienzo (cotechino e lenticchie).

Con qualche scrupolo per “oneri lievemente superiori a quelli abituali”

Il Presidente Monti non si sente tuttavia di escludere che, in relazione al numero relativamente elevato degli invitati (10 ospiti), possano esservi stati per l’Amministrazione di Palazzo Chigi oneri lievemente superiori a quelli abituali per quanto riguarda il consumo di energia elettrica, gas e acqua corrente.

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La tassa sul viginti tres

di Camerata Stizza su Shit Propaganda il 2 gennaio 2012, 20:30

Questo post fa parte di una particolare serie legata al gioco d’azzardo

Il numero 23 a Roma e per estensione nel Lazio ha un significato molto particolare, equivalente alla fortuna sfacciata, che in maniera quantomeno colorita viene definito “bucio de culo”. Espressione riportata ultimamente alla ribalta dal personaggio di Nando Martellone in Boris, sia la serie tv che il film.

Se a Roma il viginti tres significa bucio de culo nella più famosa smorfia napoletana il significato è quasi opposto, dato che rappresenta ‘O scemo (Lo Scemo, ça va sans dire) che potrà anche essere fortunato, ma sempre scemo resta.

Ecco. La cosiddetta “Tassa sulla fortuna” entrata in vigore dal 1° gennaio – oltre agli ulteriori aumenti su luce, gas e carburanti (ah, buon anno) – sembra veramente voler prendere per scemi i giocatori, perlomeno quelli fortunati: le vincite sopra i 500 saranno infatti tassate con un prelievo del 6% sulla quota che eccede l’importo.

La tassazione è stata prevista da tre decreti dell’Amministrazione autonoma dei Monopoli (il primo sulle Lotterie Istantanee, il secondo sul Superenalotto e i giochi collegati, il terzo sulle videolotteries) e pubblicati in Gazzetta Ufficiale il 31 dicembre 2011. La nuova legge si concentra sullevincite relative il Superenalotto, il Gratta e Vinci, il Win for Life (e tutti quei giochi che si possono comprendere nelle cosiddette lotterie istantanee), il videopoker.

Non sono tassati invece la Lotteria Italia, le scommesse, il Poker e casinò online, il bingo e le slot machines.

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L’impotenza dei giocatori

di Camerata Stizza su Shit Propaganda il 16 dicembre 2011, 18:50

Questo post fa parte di una particolare serie legata al gioco d’azzardo

Qualche giorno fa si è parlato del continuo aumento del fatturato per giochi e scommesse, salito del 21,6% per un ammontare complessivo di circa 75 miliardi di euro e destinato ad aumentare nel 2012. La storia dell’imperatore Cheung Leung era stata portata ad esempio di come sia gli Stati che la popolazione faccia ricorso a mezzi considerati eccessivamente semplici ed accessibili per poter raccimolare qualche soldo in più. Il più delle volte le vincite sono però una chimera, per le altre è un misto di fortuna e bravura.

In sintesi: in tempi di crisi si gioca più spesso, per l’ansia di rimanere senza soldi. Un controsenso sociologico che nei giorni scorsi ha provato a spiegare il sociologo Sabino Acquaviva:”Con la crisi, cresce la necessità di sognare e dunque anche di giocare“. Stessa risposta dalla psicologa Gianna Schelotto: “E’ una risposta all’ansia montante di rimanere senza soldi“. Una risposta talmente ovvia che non avrebbe bisogno neanche di studiosi del comportamento sociale, eppure gli spostamenti economici di questo tipo hanno bisogno di risposte. Sempre dalle parole di Acquaviva:

“La mancanza di denaro suggerisce fatalmente il ricorso alla ‘fantasia’ e la fantasia spinge a giocare e a scommettere, questo è indubbio. Quindi, la crisi economica ha senz’altro un peso nell’aumento della raccolta dal settore giochi. Poi non va sottovalutato il ruolo dei mezzi di informazione e della pubblicità che cullano anch’essi il sogno della vincita e spingono direttamente o mediaticamente a giocare, a giocare nei migliori casino online e a scommettere.”

“Non deve sembrare paradossale che proprio in tempo di crisi la gente risparmi magari sull’acquisto di carne o di frutta, sul cinema o sulla benzina, ma poi spenda più soldi nelle lotterie e nei giochi online, sperando in una vincita che possa essere risolutiva e permettere tutti quei piccoli o grandi lussi ai quali ora si rinuncia forzatamente: quando le cose non si hanno, si sognano e si agisce di conseguenza per averle.”

“La crisi ha sicuramente creato una situazione di grande ansia – osserva la psicologa Gianna Schelotto – Un’ansia montante, quella di restare senza soldi, che si cerca di risolvere anche comprando un biglietto della lotteria o giocando online. Ma al di là della speranza di realizzare una grossa vincita in denaro, c’è anche una sorta di inconsapevole reazione all’impotenza”.

Quest’ansia colpisce tutte le categorie, dalle donne agli uomini, agli anziani che fanno la fila fuori dalle tabaccherie convenzionate, disoccupati così come laureati che vivono una condizione di precariato, ma anche chi ha un’attività avviata. Un’interessante analisi relativa al senso di impotenza della “popolazione del gioco” sempre da parte della Schelotto:

“Si avverte che la crisi non solo non è ancora finita, ma che non c’è neanche la sicurezza che presto finisca. Di fronte a questo senso di impotenza l’atto di giocare, di scommettere, equivale a fare comunque un gesto, un’azione per liberarci dalla sensazione che non ci sia nulla da fare se non aspettare passivamente. E’ un modo, magari un’illusione, per sentirsi comunque parte attiva“.

Le si provano tutte, come abbiamo visto basandoci sui dati del 2011. Dai gratta e vinci, all’enalotto fino ad arrivare ai giochi online approfittando magari de i migliori bonus di benvenuto che si possono trovare nei casino online, poker, lotterie varie e via dicendo. Il gioco è lecito, sempre che si faccia massima attenzione ai rischi e pericoli che può comportare. Va sempre ribadito.

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di Reverendo SenzaDio su L'ora di religione il 16 dicembre 2011, 16:31

L’inchiesta UAAR sui fondi pubblici e le esenzioni di cui gode la Chiesa cattolica.
Il numero del titolo è relativo ai costi annui della Chiesa.
Non c’è bisogno di fare alcuna premessa, dato che i numeri parlano da soli.

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Lotta al gioco online: black list e consigli

di Camerata Stizza su Shit Propaganda il 14 dicembre 2011, 17:00

Questo post fa parte di una particolare serie legata al gioco d’azzardo

A luglio la legalizzazione dei giochi online di poker e casinò ha risollevato economicamente le sorti di un settore che aveva sentito odore di stagnazione, però ad approfittare della nuova legislazione sono stati anche gli esperti della truffa. Lo scorso 12 dicembre i Monopoli di Stato hanno infatti aggiornato la lista nera dei siti di gioco online non autorizzati. L’attuale lista comprende 3.748 siti web ed è reperibile qui, i siti sono stati rigorosamente oscurati dalle autorità ma è consigliabile consultare la lista per scoprire se si è stati soggetti ad una truffa.

La Legge Finanziaria 2006 contiene tutte le disposizioni in materia di prevenzione delle truffe online connesse al gioco d’azzardo, e su queste pagine non ci stancheremo mai di ripetere a tutti, da chi si affaccia per la prima volta al bingo virtuale agli esperti del poker online, di rivolgersi esclusivamente ai siti autorizzati dall’AAMS (l’autorità preposta ai Monopoli di Stato). Quindi ogni volta che avete intenzione di iscrivervi ad un nuovo sito controllate la sua presenza negli elenchi dei concessionari presenti sulla home page del sito www.aams.gov.it nella sezione “per gli utenti”.

Ricordate inoltre che uno dei trucchi più utilizzati dai siti truffa per attirare i giocatori è quello di registrare domini con nomi simili a quelli dei siti più popolari o gli stessi ma contenenti errori di battitura. Verificate sempre la correttezza della url inserita prima di procedere a fornire i vostri dati personali. Naturalmente se incappate in un sito sospetto segnalatelo all’AAMS, la procedura è semplice e aiuta tutti a ridurre i rischi del gioco d’azzardo online.

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WTF?

Giornalista, web designer e pubblicitario. Da blog di protesta negli anni in cui i blog andavano di moda, questo spazio è diventato col tempo uno spazio di riflessione e condivisione. Per continuare a porsi le giuste domande ed informare se stessi.