Viaggio nel FascioFacebook

di SKA su Cose dette da altri il 2 febbraio 2015, 12:24

Poco prima di Natale, un’inchiesta della procura dell’Aquila aveva portato in carcere più di dieci persone con l’accusa di aver messo in piedi un’associazione eversiva di stampo neofascista denominata “Avanguardia Ordinovista.” Come avevo scritto dopo aver letto l’ordinanza, più che a una riedizione dello stragismo nero ci si trovava di fronte a una specie di “terrorismo in salsa facebookiana”—ossia una congrega di persone che si fomentava a vicenda sui social network e postava fotomontaggi razzisti sulla Kyenge

Un viaggio nel cosiddetto “FascioFacebook”, un “intero sottobosco che impiega le proprie giornate a rievocare i fasti perduti, combattere contro la Peste Rossa, condividere foto di sfilate al passo dell’oca e sfruttare l’immagine di Mussolini a fini pubblicitari.”

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Audi A4, la nuova all-wheel-drive e-quattro della casa degli anelli

di Camerata Stizza su Shit Propaganda il 30 gennaio 2015, 16:14

Oggi parliamo di automobili, che è un argomento solitamente non trattato sul blog. Ma ho ricevuto alcune indicazioni su alcune nuove tecnologie che verranno utilizzate sulla nuova A4 di Audi, in particolare legate all’utilizzo di motori elettrici e quindi abbattimento di consumi ed inquinamento.

La nuova A4 di Audi, che uscirà entro la fine dell’anno, sarà il primo veicolo da strada della casa automobilistica che sarà caratterizzato da un sistema all-wheel-drive basato sul segmento ibrido, denominato l’e-quattro. Il sistema di e-quattro è stato utilizzato da Audi nel suo prototipo Le Mans per un paio d’ anni, per poi approdare, solo negli ultimi mesi, al reparto produzione.

Si tratta essenzialmente di un sistema ibrido a quattro ruote motrici “through-the-road” in cui un motore a combustione interna aziona un asse, mentre il sistema di alimentazione elettrica viene utilizzato per l’altro asse, creando così un sistema a quattro ruote motrici senza la necessità di eventuali semiassi di collegamento. Diverse case automobilistiche offrono già questa tecnologia: tra queste BMW, Peugeot, Porsche e Volvo .

Secondo CAR, il sistema di e-quattro sarà implementato nella variante di A4 High. Il sistema sarà composto da due motori elettrici, uno integrato con il motore – utilizzato per far girare le ruote anteriori – e un altro utilizzato per far girare le ruote posteriori. In questo modo, la vettura avrà ancora una trazione integrale, anche in modalità completamente elettrica.

Se le fonti di energia siano o meno in grado di lavorare in modo indipendente sarà da stabilire in modalità guida. Ricordiamo che il motore classico sarà deputato alla trazione anteriore, quello elettrico potrà funzionare su due o quattro ruote motrici, mentre l’ibrido girerà sulla trazione integrale. La potenza massima arriva ai 408 CV, ma non si esclude uno sviluppo meno potente della versione e-quattro.

I motori elettrici saranno alimentati con una batteria agli ioni di litio, che i proprietari saranno in grado di caricare comodamente a casa tramite una semplice presa a muro. Audi ha pianificato un sistema di ricarica wireless realizzata tramite bobine induttive, ma questa possibilità sarà presente solamente sul nuovo crossover denominato TTQ. Le auto della casa automobilistica degli anelli sono disponibili nelle versioni precedenti sui migliori portali online di auto usate come l’Audi A4.

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La violenza contro i giornalisti (2014)

di SKA su ControInformazione il 7 gennaio 2015, 13:24

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Sessantasei giornalisti uccisi (cui devono essere aggiunti 19 citizen-journalists e 11 tra operatori e tecnici), 119 rapiti, 40 ancora in ostaggio, 853 arrestati, 178 processati e condannati, 1846 minacciati o aggrediti, 139 costretti a lasciare il loro paese. Il rapporto di Reporter senza frontiere sugli attacchi alla libertà d’informazione nel 2014 racconta un ennesimo anno nero per i giornalisti. Il totale di quelli assassinati negli ultimi 10 anni è arrivato a 720. L’organizzazione non governativa per la libertà di stampa segnala con preoccupazione i metodi barbari di uccisione (come la decapitazione di James Foley e di altri suoi colleghi, non occidentali e per questo sconosciuti), l’aumento dei rapimenti (più 17 per cento rispetto al 2013) e il raddoppio del numero dei giornalisti costretti all’esilio a causa delle ripetute minacce.

Il maggior numero di uccisioni di giornalisti è avvenuto in Siria (15, quasi un quarto del totale). Seguono Gaza (7), Ucraina (6), Iraq e Libia (4). Sei giornaliste sono state uccise in Afghanistan, Egitto, Filippine, Iraq, Messico e Repubblica Centrafricana. Tra i luoghi dove, secondo Reporter senza frontiere, è più pericoloso esercitare la professione giornalistica figurano i territori di Iraq e Siria controllati dallo Stato Islamico, la Libia orientale (da cui sono dovuti scappare 43 giornalisti), la regione del Belucistan in Pakistan, quelle di Donetsk e Luhansk nell’Ucraina dell’est (215 giornalisti minacciati o aggrediti, tanto dai separatisti quanto dalle forze governative, e 47 arrestati) e il dipartimento di Antioquia in Colombia. Quanto alle minacce o alle aggressioni, ve ne sono state anche 134 in Venezuela e 117 in Turchia. La Cina continua a essere il paese col maggior numero di giornalisti in carcere (29), seguita da Eritrea (28), Iran (19), Egitto (16) e Siria (13).

(Riccardo Noury, Corriere.it )

Leggi qui il rapporto completo di Reporter Without Borders

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Aquile nere in picchiata

di SKA su Cose dette da altri il 23 dicembre 2014, 19:28

Il terrorismo neofascista degli anni di piombo richiama un periodo della storia d’Italia segnata da bombe, stragi, omicidi, apparati deviati e tentativi più o meno riusciti di rovesciare l’ordine democratico—una lunga scia di morte e impunità con cui l’Italia non ha ancora fatto completamente i conti.

È principalmente per questo che l’inchiesta ” Aquila Nera,” che ieri ha portato agli arresti 14 persone (per la maggior parte residenti in Abruzzo) e messo sotto indagine un totale di 44 persone in tutta Italia, ha avuto una risonanza del genere— qualcuno ha anche parlato di un “nucleo nero che puntava a fare davvero la guerra allo Stato,” mentre quasi tutti i giornali hanno sottolineato preoccupati il clamoroso ritorno dell’eversione nera.

Le indagini della procura dell’Aquila e dei carabinieri, infatti, hanno scoperchiatol’esistenza di un’associazione “con finalità di terrorismo o di eversione dell’ordine democratico” denominata “Avaguardia Ordinovista” che si rifà esplicitamente agli “ideali” di Ordine Nuovo—uno dei movimenti neofascisti più sanguinari e cruenti degli anni Settanta—e “progettava azioni violente nei confronti di obiettivi istituzionali, al fine di sovvertire l’ordine democratico dello Stato.”

di Leonardo Bianchi (La Privata Repubblica) continua su Vice

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Dal Totocalcio alle scommesse sportive online: storia breve

di SKA su ControInformazione il 27 novembre 2014, 13:09

Il mondo delle scommesse sportive è diventato una passione avvincente per milioni di italiani. Fino a dieci anni fa gli amanti del calcio si dilettavano il file settimana con il classico Totocalcio, pratica che ora è stata quasi totalmente sostituita dal successo che hanno avuto le scommesse sportive sul calcio che si possono giocare, per il sollazzo di migliaia di appassionati collegandosi direttamente ad internet tramite computer, tablet e smartphone con l’utilizzo di app sviluppate dagli stessi bookmakers.

Ma quali sono i motivi che stanno alla base del successo delle scommesse online? Il punto principale è, ovviamente, quello della comodità per gli scommettitori di non doversi recare fisicamente in un centro scommesse per effettuare le proprie puntate. Da non sottovalutare, poi, il fatto che oggi è possibile scommettere praticamente su qualsiasi sport come tennis, basket, volley, motori e anche tanti altri sport minori. A queste vanno aggiunte, per gli amanti del gossip, le cosiddette novelty bets, arrivate da pochi mesi in Italia, ma che stanno registrando numeri davvero interessanti. Un esempio interessante di novelty bets – e abbastanza comico a guardarlo dall’Italia – è stata la proposta di scommessa sul nome del primogenito della coppia reale William e Kate. Non solo sport e gossip, però, caratterizzano il palinsesto dei vari bookmakers ma anche scommesse dedicate al mondo della televisione. In questo momento, ad esempio, sul sito di una delle agenzie più importanti del panorama italiano, Paddy Power, troviamo una sezione denominata Speciale Tv in cui sono presenti quote sul talent di Sky X-Factor.

Si sta parlando comunque di un mercato, assente fino a dieci anni fa, che produce oramai un giro d’affari di svariati miliardi di euro, necessitando quindi al tempo stesso di una regolazione ma anche di una promozione, dati gli enormi introiti che potrebbe portare nelle casse degli Stati, in un periodo di recessione mondiale.

In Italia i primi operatori delle scommesse on-line si sono affacciati sul mercato “nostrano” in una situazione di totale mancanza di regolamentazione del fenomeno.
Il governo italiano e l’AAMS, infatti, non avevano ancora considerato il settore delle scommesse on-line, pertanto erano visibili a tutti, senza alcun tipo di censura o blocco, i siti aperti in ogni parte del mondo che si dedicavano a tale attività.

La situazione attuale in Italia vede un grande sviluppo di siti internet dedicati alle scommesse sportive, con una crescita esponenziale del settore.
Ciò è dovuto principalmente alla normativa introdotta dal decreto Bersani che ha contribuito ad una liberalizzazione del settore, la quale esplica effetti ancora maggiori se si limita l’analisi alle sole scommesse on-line.
Il decreto Bersani, infatti, dispone che per le scommesse on-line non serva una concessione come per l’apertura dei punti di raccolta, bastando una semplice licenza, la quale viene concessa a chiunque paghi 300 mila euro e possieda una licenza per attività connesse al gioco, rilasciata dal proprio paese di origine e verificata da un’apposita commissione nominata dall’ AAMS. La normativa Bersani, permettendo di acquisire una licenza con molta facilità, ha portato la grande maggioranza di questi operatori ad abbandonare la strada del contenzioso preferendo investire per acquisire la licenza e mettere on-line un sistema di raccolta di scommesse sportive rispettoso della normativa italiana. Allo stato attuale, infatti, quasi tutti i grandi operatori stranieri hanno inaugurato i loro siti internet di raccolta delle scommesse sportive, i quali sono fisicamente e tecnicamente diversi da quelli, sempre da loro gestiti, residenti su server stranieri e bloccati tuttora dalla normativa AAMS.

Ma quanto ha raccolto l’intero comparto? Qualche dato.

Citiamo alcuni dati disponibili per il 2008: per dare valutazione della situazione italiana basti considerare come le previsioni di crescita dell’intero settore dei giochi e delle scommesse, in base ai primi nove mesi del 2008, davano un incremento dell’ 11%, con una crescita del 54,7% del solo settore delle scommesse sportive. La sola Snai, leader del settore, nei primi nove mesi del 2008 ha raccolto oltre 2,66 miliardi di euro.

E nei primi 9 mesi di questo 2014?

Le scommesse sportive, secondo le stime degli analisti, rappresentano circa il 30% del bilancio totale del settore delle scommesse sportive, quota che sta salendo vertiginosamente ogni anno e che andrà sempre crescendo, soprattutto ora che i siti internet degli operatori stranieri che hanno acquistato una licenza italiana sono entrati a pieno regime,
Parliamo di una cifra esorbitante che si attesta quasi a 3 miliardi di euro facendo registrare un incremento del 14% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Di sicuro avrà influito in maniera positiva il Mondiale 2014 giocato in Brasile che ha di fatto permesso di registrare una raccolta interessante a tutti i bookies nei mesi di giugno e luglio, periodo che normalmente sono piuttosto avari di avvenimenti importanti. Oltre all’avvenimento calcistico più importante per le Nazionali, però, sono state introdotte anche alcune interessanti novità come le scommesse virtuali. Queste ultime si basano su incontri virtuali simulati da computer. Non solo partite di calcio ma anche corse di cani, cavalli e auto. Per questa tipologia di scommessa tutta nuova il boom si è registrato nel mese di novembre quando la maggior parte dei campionati europei più importanti erano fermi.

Il settore delle scommesse on-line sembra essere un’oasi felice all’interno del convulso mondo delle scommesse italiane, essendosi garantito equilibri e stabilità grazie ad un sistema che, da un lato, garantisce l’accesso al settore praticamente senza ostacoli e, dall’altro, offre allo scommettitore un notevole aumento dell’offerta con conseguente aumento di interesse. L’auspicio, da molti condiviso, è che l’intero settore delle scommesse sportive, e non solo, segua, al più presto, il modello introdotto dal settore on-line.

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Will you bite the hand that feeds? aka Editori vs Google

di SKA su Cose dette da altri il 10 novembre 2014, 13:06

Si torna a parlare di Editori vs. Google. L’editore – in questo caso – è quella specie protetta ed in estinzione che usufruisce a piene mani di un servizio gratuito che porta sui propri siti circa il 40% del proprio traffico totale. Costui non solo vuole che il servizio resti in piedi senza pagare una lira, ma vuole inoltre che Google paghi una tassa governativa per qualcosa di non ben definito, che potrebbe essere però assimilabile all’appropriazione indebita di contenuti web. L’ho già scritto qui sopra, credo, tempo addietro. Le soluzioni tecniche esistono già da ora per gli editori che non vogliono dare contenuti al malvagio Google e sono semplici da applicare – una stupida regola .htaccess – perché nessuno li obbliga a dare i contenuti ad un motore di ricerca. Leggetevi l’articolo di Valigia Blu comunque.

Continua la guerra delle news che vede contrapposta l’intera editoria europea da un lato e Google, come fornitore del più utilizzato motore di ricerca online, dall’altro. L’oggetto del contendere è il servizio Google News che inserisce i titoli degli articoli giornalistici con un breve estratto (2 righe) e il link al giornale online. Secondo gli editori questo modo di fare è un “furto”, Google “ruba” le news facendo “enormi” profitti, senza pagare nulla agli editori. Per questo motivo è da anni che gli editori europei provano a costringere i rispettivi governi ad introdurre una nuova norma che obblighi Google a pagare una sorta di “tassa” per ogni aggregazione, cioè per l’inserimento di un titolo con un link. Google News In realtà la questione è un po’ forzata da parte degli editori. Innanzitutto Google News non presenta alcuna pubblicità, cioè l’attività di aggregazione delle news non gli porta alcun introito diretto così sconfessando l’argomento principale degli editori. Di contro Google consente agli editori di monetizzare gli estratti tramite Google Adsense (circa 6,5 miliardi di dollari distribuiti agli editori partner nel 2011).

Continua su Valigia Blu: http://www.valigiablu.it/lincomprensibile-guerra-degli-editori-a-google-news/

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La caduta del muro

di SKA su Cose curiose successe oggi, Cose dette da altri il 9 novembre 2014, 17:31

Il giorno della caduta del Muro di Berlino http://www.ilpost.it/2014/11/09/caduta-muro-berlino/

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La percezione errata della realta’

di SKA su Cose dette da altri il 30 ottobre 2014, 15:54

La società britannica Ipsos Mori ha chiesto a un campione rappresentativo di italiani – e spagnoli, svedesi, inglesi, tedeschi, etc – un po’ di informazioni sul loro paese. Quanti sono secondo loro gli immigrati che vivono nel loro paese. Quanti sono i disoccupati del loro paese. Quante sono le persone con più di 65 anni. Quante sono le ragazze madri. Quanti sono i musulmani, quanti sono i cristiani. Eccetera. L’Italia è risultato il paese più ignorante di tutti: quello che pensa le cose più sbagliate su se stesso.

Crediamo che ogni anno ci siano in Italia un 17 per cento di ragazze madri: sono lo 0,5 per cento. Crediamo che in Italia ci sia un 20 per cento di musulmani: sono il 4 per cento. Crediamo che in Italia ci sia un 49 per cento di disoccupati: sono il 12 per cento. Crediamo che in Italia ci sia un lunare 30 per cento di immigrati: sono il 7 per cento. Nessuno ha percezioni fuori dalla realtà come noi.

Continua a leggere su Francesco Costa (con i link ai dati)

p.s. la font utilizzata per i titoli non supporta le accentate, quell’abominio dell’apostrofo al posto dell’accento ha motivazioni esclusivamente tecniche.

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WTF?

Giornalista, web designer e pubblicitario. Da blog di protesta negli anni in cui i blog andavano di moda, questo spazio è diventato col tempo uno spazio di riflessione e condivisione. Per continuare a porsi le giuste domande ed informare se stessi.