Banditismo all’italiana

di SKA su ControInformazione il 12 Ottobre 2006, 14:32

Il Ministro Gentiloni presenta un disegno di legge in modifica parziale alla Legge Gasparri (112/2004) in cui è prevista la dismissione di due frequenze analogiche da parte di Mediaset e RAI che dovranno essere inviate sul satellite entro il 2009.
Nel disegno è prevista anche la scomparsa del SIC (sistema di comunicazione integrato) introdotto sempre dalla Gasparri e che allargava il paniere di risorse che avrebbero potuto entrarci aumentando a dismisura il limite antritust.

Berlusconi, ovviamente, taccia addirittura di “banditismo” tale disegno di legge.
Permettendosi addirittura (sì, lui) di dire che “difficilmente ormai possiamo considerarci una democrazia”.

Che non eravamo una democrazia lo aveva già stabilito per ben 2 volte la Corte Costituzionale.
Il 7 dicembre 1994 la Consulta dichiara illegittima la legge Mammì perchè in violazione con l’articolo 21 sostenendo, tra le altre cose che :

Il legislatore è vincolato a impedire la formazione di posizioni dominanti nell’emittenza privata e favorire il pluralismo delle voci nel settore televisivo… L ‘esistenza di un’emittenza pubblica non vale a bilanciare la posizione dominante di un soggetto privato… La posizione dominante data dalla titolarità di 3 reti su 9 assegna un esorbitante vantaggio nella utilizzazione delle risorse e della raccolta della pubblicità

(se non avete letto, leggete perchè è fondamentale)

Nel frattempo nulla succede, l’Ulivo vince nel ’96 promettendo di far rispettare il pluralismo, ma lo fa con la legge 249 del 1997 (Legge Maccanico) che rinvia tutto quanto a data incerta.

Il 20 Novembre 2002 arriva una nuova sentenza della Corte Costituzionale che dichiara incostituzionale la legge Maccanico ed impone Mediaset di lasciare libera una frequenza analogica.

Le frequenze disponibili nell’etere nazionale sono 11, ed 8 destinate ad uso privato. 3 ne occupa, sempre in concessione, Mediaset.
Si parla sempre di Rete 4 semplicemente perchè opera in regime di autorizzazione provvisoria e non di concessione. (qua).

Senza dimenticare che nel 1999 Rete4 ha perso la gara per le concessioni a trasmettere su scala nazionale.
La gara la vinse Europa 7 di Francesco Di Stefano, che però non ha mai potuto trasmettere a causa dell’occupazione abusiva della frequenza da parte di Rete 4. Per sapere cos’è successo ai soldi investiti, tra i requisiti minimi per legge,(leggi l’intervista).

Attualmente la vicenda Europa 7 è al vaglio della Corte di Giustizia Europea.

Il disegno di legge del Ministro Gentiloni fa nè più nè meno quello che si sarebbe dovuto fare in questi anni di illegalità e grave danno al pluralismo, nonchè alla democrazia stessa.

Forse parlando di banditismo voleva omaggiare gli anni gloriosi con il suo amico-fattore Mangano.

Possiamo però stare tranquilli che entro il 2009 tante cose saranno cambiate.
Per far rimanere tutto come è ora.

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Vix Crediderim!

di Reverendo SenzaDio su L'ora di religione, Satira il 11 Ottobre 2006, 14:25

Papa Benedetto XVI avrebbe già firmato l’indulto (anche lui) per far tornare nelle chiese la messa in latino

Riaperti immediatamente i processi contro Copernico e Galileo.

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Marcello l’abitudinario

di SKA su Notizie Commentate il 10 Ottobre 2006, 11:17

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PALERMO – Assolto “per non avere commesso il fatto”. E’ la decisione presa nei confronti di Marcello Dell’Utri, dai giudici della quinta sezione del tribunale di Palermo. Il senatore di Forza Italia era accusato di accusa di calunnia aggravata. […]

Il processo riguardava la presunta “combine” che, secondo l’accusa, il parlamentare avrebbe messo in atto con la complicità dei pentiti, Giuseppe Chiofalo e lo stesso Cirfeta, per screditare i collaboratori di giustizia che lo accusavano di collusioni con la mafia per l’altro processo, in cui è stato condannato a 9 anni per concorso esterno in associazione mafiosa.
(da Repubblica)

Marcello Dell’Utri al Tg2 :

“sono esterrefatto da questa sentenza, non sono abituato alle assoluzioni

Neanche noi siamo abituati alle assoluzioni di Dell’Utri.

Marcello Dell’Utri. Senatore della Repubblica e membro del Consiglio d’Europa.

Condannato definitivamente a Torino per frode fiscale e false fatturazioni (2 anni).
Condannato in primo grado, a Milano per estorsione con un boss mafioso (2 anni)
Condannato a Palermo per concorso esterno in associazione mafiosa (9 anni).

Attualmente a piede libero.

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I Blogger pagheranno gli editori?

di SKA su ControInformazione il 6 Ottobre 2006, 21:28

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All’interno del Testo del decreto legge collegato alla Legge Finanziaria 2007 alcunibloggerattenti scovano all’altezza del Capo IX, l’art.32 che recita :

All’articolo 65 della legge 22 aprile 1941, n. 633, dopo il comma 1, è aggiunto il seguente: I soggetti che realizzano, con qualsiasi mezzo, la riproduzione totale o parziale
di articoli di riviste o giornali
, devono corrispondere un compenso agli editori per le opere da cui i suddetti articoli sono tratti. La misura di tale compenso e le modalità di riscossione sono determinate sulla base di accordi tra i soggetti di cui al periodo precedente e le associazioni delle categorie interessate.
Sono escluse dalla corresponsione del compenso le amministrazioni pubbliche di cui al cornma 2 dell’articolo 1 del decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29.

In pratica nel nuovo comma aggiunto all’art.65 della legge 633/41 si specifica che la riproduzione totale o parziale di articoli di riviste o giornali va pagata agli editori.

Questo ha causato sconcerto ed ha portato perfino alla creazione di una petizione on-line contro tale modifica. Se n’è occupato anche Punto Informatico
In pratica vi è la, giustificata, paura della museruola alla libera circolazione delle informazioni, anche in rete.
Tra cui quindi, anche i Blogger.
E’ così?

Il nuovo comma va letto nel proprio contesto.
L’art.65 della legge 633 recita questo :

1. Gli articoli di attualità di carattere economico, politico o religioso, pubblicati nelle riviste o nei giornali, oppure radiodiffusi o messi a disposizione del pubblico, e gli altri materiali dello stesso carattere possono essere liberamente riprodotti o comunicati al pubblico in altre riviste o giornali, anche radiotelevisivi, se la riproduzione o l’utilizzazione non è stata espressamente riservata, purché si indichino la fonte da cui sono tratti, la data e il nome dell’autore, se riportato.

2. (ora 3) La riproduzione o comunicazione al pubblico di opere o materiali protetti utilizzati in occasione di avvenimenti di attualità è consentita ai fini dell’esercizio del diritto di cronaca e nei limiti dello scopo informativo, sempre che si indichi, salvo caso di impossibilità , la fonte, incluso il nome dell’autore, se riportato.

(Fonte)

Libertà di riprodurre articoli di giornale o riviste che siano già stati messi a disposizione del pubblico, la cui utilizzazione non sia stata espressamente riservata.

Il nuovo comma risulta effettivamente quasi incomprensibile in questo contesto.
Non specifica chi siano i soggetti e cozza con il precedente comma 1.

Rassegne stampa
All’interno del comma vi è la volontà di proteggere l’editoria periodica dalle rassegne stampa non autorizzate e a scopo di lucro.
Non prettamente a scopi informativi quindi.
Questo viene specificato anche dal Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Ricardo Franco Levi sulle pagine dell’Associazione Dirittodautore.it

Per quanto riguarda i Blogger non dovrebbe esserci alcun problema in quanto il nuovo comma non è retroattivo, ma soprattutto (ecco perchè è importante il contesto) ci viene in aiuto l’art.70 della stessa legge 633/41 che recita :

1. Il riassunto, la citazione o la riproduzione di brani o di parti di opera e la loro comunicazione al pubblico sono liberi se effettuati per uso di critica o di discussione, nei limiti giustificati da tali fini e purché non costituiscano concorrenza all’utilizzazione economica dell’opera; se effettuati a fini di insegnamento o di ricerca scientifica l’utilizzo deve inoltre avvenire per finalità illustrative e per fini non commerciali.

2. Nelle antologie ad uso scolastico la riproduzione non può superare la misura determinata dal regolamento, il quale fissa la modalità per la determinazione dell’equo compenso.

3. Il riassunto, la citazione o la riproduzione debbono essere sempre accompagnati dalla menzione del titolo dell’opera, dei nomi dell’autore, dell’editore e, se si tratti di traduzione, del traduttore, qualora tali indicazioni figurino sull’opera riprodotta.

Pertanto il Blogger (che di per sè non ha tendenzialmente -salvo alcuni casi specifici- alcuno scopo di lucro) non credo possa costituire concorrenza all’utilizzazione economica dell’opera.

Cosa che invece possono costituire le rassegne stampa.
Ecco anche perchè sono state escluse le amministrazioni pubbliche.

Personalmente non credo che questa possa essere considerata una “limitazione alla libera informazione”, come detto da alcuni.
La normativa nel suo complesso punta a tutelare il legittimo diritto d’autore nella creazione di un’opera dell’ingegno, mantenendo inalterate la garanzie a tutti i soggetti per una libera e piena accessibilità all’informazione.

La parola ora a voi.

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Un Giuffrida di troppo

di SKA su ControInformazione il 5 Ottobre 2006, 22:12

Riceviamo e pubblichiamo un appello in favore di Francesco Giuffrida, tecnico della Banca d’Italia, che fu incaricato dalla procura di Palermo di scoprire l’origine dei 113 miliardi di lire (pari a 58,4 milioni di euro) che arrivarono in contanti alla Fininvest di Berlusconi tra il 1978 e il 1983. Di lui parla anche Marco Travaglio, nella famosa intervista a Satyricon e contenuta tra i Documenti del Terzo Occhio.

“Carissimi, desideriamo rivolgerci a voi direttamente e personalmente, non ricorrendo questa volta al consueto invio multiplo, per un appello di solidarietà che ci sta molto a cuore, e che riguarda una persona che è un nostro caro amico da sempre, Francesco Giuffrida.

Nella stessa forma, diretta e personale, invieremo questo messaggio a tutte le persone che, come voi, sappiamo essere sensibili al tema dell’integrità e del coraggio civile.

Per chi non lo ricorda, diremo che Francesco Giuffrida è il coraggioso dirigente della Banca d’Italia (Vice-direttore a Palermo)che su richiesta e incarico della Procura della Repubblica di Palermo ha condotto una accurata e scrupolosa perizia tecnica sui flussi di capitali diretti alla Fininvest, per il processo a Marcello Dell’Utri.

Per questo suo lavoro Francesco dovrà comparire in giudizio il 12 ottobre, citato dalla Fininvest per presunti danni morali. La citazione è arrivata alla vigilia del processo d’appello per Dell’Utri, e in corrispondenza con un altro incarico attribuito, sempre a Francesco, questa volta dalla Procura di Roma, che evidentemente lo ritiene un tecnico assai affidabile, per indagare sui movimenti di capitali legati alla vicenda di Roberto Calvi. “Sembra una minaccia, un modo per zittirlo e intimorirlo al processo” ha dichiarato in giugno un magistrato al giornalista del Corriere Cavallaro. Non solo: la citazione comporta il concreto rischio che tutta la tutta la sua attività di esperto, e le perizie che gli sono state affidate, vengano delegittimate, compromettendo le indagini effettuate e in corso.

Francesco Giuffrida dovrà andare a difendersi di fronte ad un uomo che è stato condannato per mafia, solo per aver fatto il suo lavoro e per averlo fatto bene, e dovrà farlo da solo, visto che nemmeno la Banca d’Italia, a conoscenza ovviamente della sua collaborazione con il tribunale, si è mossa per un’azione di sostegno, o per tutelarlo in sede di giudizio.

Perchè questo appello? per rompere il silenzio e la solitudine che lo circondano (solo Felice Cavallaro ha scritto un articolo sul Corriere, e un’altro è uscito sulla Repubblica, entrambi in giugno, poi più nessuna informazione), contro il pericolo che questo isolamento, quasi omertoso, può comportare per Francesco e la sua famiglia.

Per questo chiedo a voi, e agli altri a cui manderò questa lettera, di fare quanto è nelle vostre facoltà affinché appello abbia la più ampia diffusione possibile, per non lasciare solo Francesco, ma soprattutto per dare il giusto risalto a comportamenti di integrità, rigore personale e coraggio che meritano di essere conosciuti, messi in evidenza e portati ad esempio.

Anche una mail di risposta, di adesione all’appello, può significare molto.

un caro saluto

giuseppe_giolitti@fastwebnet.it

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Serietà

di SKA su Notizie Commentate il 5 Ottobre 2006, 08:17

Nonostante le, anche forti, critiche dei post precedenti sulle scelte di Governo, oggi mi sento particolarmente fiducioso ed ottimista nei confronti di Prodi & Co.

Il Presidente del Consiglio dopo essersi presentato alla camera dei deputati il 28 Settembre, oggi si è presentato anche in Senato.

A mia detta una dimostrazione di serietà e senso dello Stato a cui non siamo abituati da lunghi anni. Il Cav. Berlusconi infatti non ha mai avuto la decenza di presentarsi in Parlamento a seguito di una chiamata formale da parte dei deputati stessi.

Quando c’è da criticare lo si faccia, ma quando c’è da elogiare idem.
Delle scelte strategiche principali il Presidente del Consiglio deve tenerne conto davanti alle 2 Camere, e l’ha fatto.
Non ha fugato il dibattito per nascondersi dietro dichiarazioni televisive da cui lanciare accuse o dichiarazioni senza possibilità di contraddittorio.

Per ben 2 volte ha ribadito la sua versione dei fatti, estraneità dall’affaire Telecom, autonomia delle autorità di garanzia, assenza di compartecipazione, prevalenza dell’interesse pubblico sull’interesse privato.

Mentire spudoratamente in entrambe le Camere sarebbe stata una sciocchezza nonchè una lama a doppio taglio.
Affinchè non venga provato il contrario (e l’intervista di Tronchetti Provera non è una prova) abbiamo il dovere di credere a Prodi.

Se così non fosse, faremo come in Ungheria

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La Finanziaria?

di SKA su Notizie Commentate il 3 Ottobre 2006, 11:32

Ho sempre pensato che il ruolo del tuttologo per un blogger sia fuoriluogo.
Si rischia di dire scempiaggini o copiare semplicemente cose dette da altri.

Quando non si ha la capacità personale di commentare una notizia o fare un’analisi quantomeno credibile, meglio tacere.
O meglio ancora : mettere a disposizione dei propri lettori le informazioni da cui ci si è informati.

Per cui, farò questo.
Preferisco lasciar parlare per me l’analisi di BlogGoverno, Il Sole 24ore, La Voce.info ed il Testo integrale della Manovra.
In attesa di un’analisi dettagliata da MenoStato.it.
(Aggiornamento : ecco una prima analisi di MenoStato.it)

Ok, qualcosa mi lascio sfuggire.
Personalmente avrei preferito una manovra più coraggiosa, rivolta più alla liberalizzazione che non allo statalismo ed alla supertassazione.
Se da una parte si annuncia l’abbassamento della tassazione per i redditi più bassi, dall’altra si tolgono 4,3 miliardi agli enti locali. Che in qualche modo dovranno rincarare sui cittadini.
Suppongo. La favoletta degli sperperi non regge molto.

Sono rimasto perplesso sulla supertassa ai SUV. Mi sembra più una mossa propagandistica che altro. Vengono ricompresi anche fuoristrada di ben più bassa cilindrata di una qualsiasi berlina (bmw, mercedes e cazzi e mazzi) e non vengono esclusi coloro che utilizzano un impianto GPL (soltanto Metano).

E poi Prodi vestito da Robin Hood mi fa venire gli incubi

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Eutanasia informativa

di SKA su Satira il 30 Settembre 2006, 22:23

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Dopo le interviste a 90 gradi di Mentana a Matrix, di Floris a Ballarò e della Ventura a Quelli che il Calcio (l’unica penalizzata, peraltro) possiamo finalmente tirare un sospiro di sollievo.

E’ stata infatti accolta, oggi stesso, la richiesta di Eutanasia per l’informazione Italiana.
Che ha spontaneamente deciso di porre fine alle atroci sofferenze inflittele.

Una prece.

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Sconfessioni

di SKA su Satira il 29 Settembre 2006, 10:22

Prodi

…reintrodurre la politica dirigista “per me sarebbe una sconfessione di parte della mia storia professionale

L’avesse ripetuto un’altra volta ci sarebbe stato anche da credergli

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Le intercettazioni fanno paura 2 (precisazioni)

di SKA su Notizie Commentate il 27 Settembre 2006, 09:11

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Dopo aver scritto l’articolo inerente al decreto-legge sulle intercettazioni illegali sul BlogGoverno e dopo alcune discussioni “faccia a faccia” con altre persone, ho notato che sulle misure adottate dal decreto stesso in materia c’è una divisione netta.

La divisione non è data dallo schieramento politico, ma da quanto ho capito solamente al livello del “buon senso” o forse della paura derivante dallo scandalo.
Sapere di poter essere soggetti di intercettazioni illegali e di potersi veder torcere contro le informazioni raccolte a scopo ricattatorio può far dir cose escludendo anche il minimo senso della ragione. Sarò breve.

Le intercettazioni illegali sono inammissibili come prove, in base all’attuale normativa.
Sacrosanto.
Ma la legge attuale intende i contenuti delle stesse.
Se però il reato è manifestato dalle intercettazioni stesse come si può pensare di distruggere le prove?!

Un esempio che ha portato anche Piercamillo Davigo, Consigliere della Suprema Corte di cassazione : in sede processuale, coloro che hanno commesso il reato, potrebbero ben dire :”quale reato? quali intercettazioni? mi si facciano vedere le prove delle mie intercettazioni illegali. Ah, sono state distrutte? quindi nessuno può provare il reato che mi viene imputato! In quelle carte c’era un romanzo”

E l’imputato viene assolto.

La malainformazione data da un po’ di cagnara dei partiti politici, causa nei cittadini il non capire una distinzione abbastanza ovvia : c’è differenza tra il generico uso di intercettazioni illegali a fini processuali (non ammissibile) ed il portare quelle intercettazioni in quanto prova del reato!

Anni ed anni di intercettazioni illegali e gravemente lesive della privacy dei consumatorivengono immediatamente distrutte appena si scoperchia la pentola. Si esclude così a migliai di cittadini e dipendenti Telecom, per anni illegalmente schedati, la possibilità di rivalsa (penale o civile) per aver subito gravi pesanti violazioni della propria privacy.

Si parla di tutela del cittadino nel non far leggere i contenuti delle intercettazioni ad un magistrato. Giusto. Ma la tutela del cittadino illegalmente intercettato per anni?

Per quanto riguarda la divulgazione sarà ovviamente la magistratura a dover garantire che i contenuti di quelle prove fondamentali non venga pubblicato o rivenduto, ed utilizzato esclusivamente per il periodo del processo. Poi e solo poi, distrutti.

Capito ora?
Senza prove non c’è processo che tenga, tantomeno quindi una condanna.

E’ solo un problema di concetto, o c’è veramente qualcuno che è favorevole a non punire quei malfattori?

Leggi anche :
Le intercettazioni fanno paura
Decreto legge sulle intercettazioni illegali : tutela della privacy o insabbiamento?

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Le intercettazioni fanno paura

di SKA su Notizie Commentate il 23 Settembre 2006, 22:06

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(sul tema ho scritto un articolo su BlogGoverno intitolato “Decreto legge sulle intercettazioni illegali : tutela della privacy o insabbiamento?”)

Il nuovo decreto-legge contro le intercettazioni illegali percorre alcuni punti salienti qui esposti :

L’autorità giudiziaria dispone l’immediata distruzione dei documenti, dei supporti e degli atti concernenti dati e contenuti di conversazioni e comunicazioni, relativi al traffico telefonico e telematico, illegalmente formati o acquisiti..[…]

[..]Di essi è vietato eseguire copia in qualunque forma. Il loro contenuto non costituisce in alcun modo notizia di reato, né può essere utilizzato a fini processuali o investigativi.

[..]Delle operazioni di distruzione è redatto apposito verbale, nel quale si dà atto dell’avvenuta intercettazione o detenzione e dell’acquisizione, delle sue modalità e dei soggetti interessati, senza alcun riferimento al contenuto delle stesse

Quindi si predispone l’immediata distruzione di tutti i documenti illecitamente raccolti, il divieto di copia ed il divieto di utilizzo a fini processuali. Infine un verbale per accertarne la distruzione. Tanto per star tranquilli.

Tutto quanto dopo lo scandalo sulle intercettazioni Telecom.

Se qualcuno degli intercettati abbia commesso reati, magari anche gravi, o qualcuno fosse coinvolto in qualcosa di ben più grosso con questo decreto-fretta-e-furia non lo sapremo mai.

Per tutelare i cittadini.
Dicono.

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La stella di Oriana

di alcambi su Satira il 22 Settembre 2006, 14:55

http://poetare.it/alcambi.html

imperitura memoria di una italiana libera

alcambi

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Le accuse di fare politica sono Sgarbi

di SKA su Notizie Commentate il 21 Settembre 2006, 14:52

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(articolo segnalato su Libero Blog)

La Sezione Feriale Penale della Corte di Cassazione stabilisce che da oggi in poi chi accusa i giudici di emettere sentenze politiche o di agire sotto il controllo o in favore della classe politica può essere passibile di denuncia per diffamazione

La Sezione respinge così un ricorso presentato dall’ex Onorevole Vittorio Sgarbi contro una sentenza della Corte di Appello di Milano che lo aveva condannato per diffamazione aggravata nei confronti del Capo della Procura di Palermo Giancarlo Caselli.

“Il suicidio di Lombardini ha evidenziato la natura esclusivamente politica dell’azione di Caselli e i suoi che ora impudentemente frugano anche nella sua tomba…sul suo cadavere”, un’indagine “scandalosa, vergognosa, oscena”.
A Palermo Caselli e’ “un contropotere che si e’ distinto solo per un’attivita’ politica, per inchieste politiche…ha dato credito a mafiosi, assassini e finti pentiti, ridicolizzando gli onesti…non al servizio ma contro lo Stato“.

Queste sono alcune delle parole incriminate di Vittorio Sgarbi per le quali ha ricevuto querela e relativa condanna.

Nel respingere il ricorso la Corte riafferma ciò che era scritto anche nella precedente sentenza: ossia che tali accuse esulano dal “diritto di critica”, in quanto rivolgersi ad un giudice con quelle espressioni, con l’accusa di un intento a favorire una determinata forza politica a scapito di un’altra, assume portata offensiva, “risolvendosi in un attacco alla sfera morale della persona”

Non rientra quindi tra le competenze giornalistiche di critica ed informazione.
Sono solo diffamazioni, attribuzioni di gravi reati (collusione con mafia e politica) nei confronti di un magistrato.

Non si scaldino gli animi garantisti e perbenisti : per la diffamazione Sgarbi è stato condannato a ben 1000,00 Euro di multa (perfino con riduzione di pena) che però diventano Zero grazie all’indulto.

Beati i milanesi ad aver Sgarbi come assessore alla cultura.

(Testo della sentenza)

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Il Tornaconto del Potere

di SKA su ControInformazione il 20 Settembre 2006, 14:34

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(articolo segnalato su Libero Blog)

Di conflitto d’interessi dalle parti del Centrosinistra si parla da tanti, troppi, anni. Senza però mai arrivare ad un bel niente.
Facile utilizzarne la continua riproposizione come specchietto per le allodole (leggi elettori), quando dall’altra parte c’è uno che con quella legge verrebbe penalizzato.
Gli elettori pensano puntualmente : “finalmente quel Berlusconi là la farà finita di utilizzare le televisioni e tutti i media di cui dispone per scopi politici e profitti personali”.
Ma puntualmente vengono smentiti.

Successe nel ’93 quando il Sig. Berlusconi non si era ancora presentato sulla scena politica con il suo nuovo movimento Forza Italia. A quel tempo si fece finta di niente, non era un problema, come fece capire a chiare lettere anche lo stesso Ciampi. D’altronde l’area della sinistra a quel tempo vorticava attorno a Craxi : impensabile mettere in alcun modo i bastoni fra le ruote ad un così caro amico di Bettino.

Nel ’94 vinse Forza Italia grazie alla prodigiosa spinta radiotelevisiva di cui disponeva il gruppo Fininvest di sua proprietà , ma cadde dopo pochi mesi.
Nel ’96 scese in campo il primo Governo Prodi : non si poteva più permettere un oltraggio ai principi democratici come quello del ’94. Il Governo Prodi si impegna a stilare una seria legge sul Conflitto d’interessi.

E’ il Sen. Stefano Passigli a presentare un disegno di legge in materia.
Prevedeva : l’incompatibilità tra la titolarità delle cariche di governo e ogni tipo di impiego pubblico o privato, nonchè con l’esercizio di funzioni pubbliche.

Le liquidità e i patrimoni eccedenti i quindici miliardi di lire avrebbero dovuto essere affidati, per il tempo dell’incarico di governo, all’amministrazione fiduciaria di un’apposita società di gestione, scelta secondo criterio di imparzialità (il cosiddetto “Blind Trust”)

Nel caso di imprese in grado di influenzare in modo determinante l’andamento del mercato nazionale in una serie di settori considerati particolarmente rilevanti (il sistema radiotelevesivo E’ particolarmente rilevante), vi era l’obbligo di vendere le quote societarie per la parte determinante il controllo di tali imprese.

Mancando l’accordo con il centro-destra, quindi con Berlusconi – il primo chiamato in causa -, la legge fece un tonfo nell’acqua

Tutto quanto prova a ripetersi oggi, dopo 10 anni, quando dalle sponde del Centrosinistra si grida ad una legge non punitiva. Ma come fa una legge, che prevede sanzioni, a non essere punitiva qualora si prefiguri un reato?

E si torna ancora indietro, al Blind Trust, che nel ’94 lo stesso Centrosinistra chiamava Blind Truff. Proprio perchè non risolveva nulla.
Mettere in mano ad una società di gestione il capitale societario, ma continuando ad essere i padroni della società stessa, potendo continuare a decidere per essa e sfruttarne le potenzialità (vedi Mediaset) è una presa in giro bell’e buona. Soprattutto se si pensa che l’attuale legge prevede conflitto soltanto per chi va al Governo. Chi sta all’opposizione può gozzovigliare.

All’interno del Programma dell’Unione la proposta, seppur molto vaga, sembrerebbe voler ripercorrere il sentiero già tracciato e che a nulla ha portato (leggere pag. 19 del Programma dell’Unione)

Mentre sembra non essere stata presa minimamente in considerazione la proposta di legge di iniziativa popolare per la riforma del settore radiotelevisivo – Per un’altra TV proposta da Sabina Guzzanti e Tana de Zulueta.

Il paradosso più grande è però quello che vede la possibile scrittura di una nuova legge, senza che sino ad oggi sia ancora stata rispettata quella del 30 Marzo 1957 sull’ineleggibilità dei concessionari di concessioni o autorizzazioni amministrative di notevole entità economica

Se poi vogliamo continuare a farci prendere in giro e ci sta bene così, è un’altro paio di maniche.

Fonti :
“Diritto dell’informazione e della comunicazione”, di Roberto Zaccaria, Ed. Antonio Milani
Blind Truff di Marco Travaglio

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Su Telecom e la Borsa

di SKA su Notizie Commentate il 17 Settembre 2006, 23:34

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Sulla vicenda di Telecom Italia ho cercato a lungo le parole più adatte per schiarire le mille riflessioni che mi circolano in testa e che hanno ispirato lo scorso post, da cui si evince come la penso.

Poi leggo un post sul blog dell’On. Antonio Di Pietro e non posso far altro che riproporlo in toto :

“Le dimissioni di Tronchetti Provera impongono una seria riflessione sui meccanismi che regolano la Borsa italiana.
Le difficoltà in cui oggi si trova il gruppo Telecom hanno infatti origine nella mancanza di regole, piuttosto che nel mercato.
Tra queste, il meccanismo delle scatole cinesi attraverso il quale, con una percentuale irrisoria, si può ottenere il controllo delle società . L´assenza di una vera rappresentanza per i piccoli azionisti che nelle assemblee non hanno voce e non sono quasi mai rappresentati nei consigli di amministrazione.
La presenza di consiglieri di amministrazione e di sindaci in più consigli di amministrazione con potenziali e talvolta palesi conflitti di interessi. La possibilità di attribuire in bilancio valori azionari non rispondenti al mercato come è avvenuto per Olimpia, società controllante di Telecom, che valorizza le azioni Telecom al doppio del valore di Borsa.
La possibilità , in fase di acquisto, di indebitare le aziende a livelli insopportabili per la gestione.

Senza nuove regole di garanzia per gli investitori la Borsa italiana non potrà svilupparsi, diventerà sempre più asfittica, controllata da pochi gruppi di potere e allontanerà definitivamente gli investimenti dall´estero.”

Questi sono gli argomenti da valutare veramente, e non lo scudetto dell’Inter portato da Guido Rossi e Tronchetti Provera.

Da chiarire la posizione di Tronchetti Provera che si dimette da Telecom, ma rimane a capo di Olimpia, la holding che detiene l’azionariato di maggioranza di Telecom.
Quotata in Borsa al doppio del proprio valore reale.

Da chiarire la posizione del consigliere di Prodi, Rovati.
Possibilmente con delle dimissioni, a parer mio. (Aggiornamento : in data odierna Rovati si è dimesso)

Così come andrà chiarita la posizione di Guido Rossi che torna a capo della prima azienda di telefonia italiana, dopo l’esperienza del ’97 a capo della Stet sempre per mano di Prodi.
A quel tempo avvenne la grande privatizzazione (non liberalizzazione) con la Telecom nella bufera, scalata nel ’99 a due soldi dalla Olivetti di Colaninno.

La privatizzazione con quelle regole consentì l’apertura del mercato telefonico a soggetti terzi e alla concorrenza, senza che lo Stato rinunciasse ad una stategica presenza pubblica.

Non ci sarebbe alcun bisogno di pensare anche lontanamente ad un nuovo IRI, se vi fossero delle serie regole di mercato.
Fortuna che esistono i condizionali.

Fonti:
Antonio di Pietro
Panorama| Economia
Cani Sciolti

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Un Tronchetto al giorno

di SKA su Satira il 16 Settembre 2006, 13:54

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Il Tronchetto Provera se ne va dalla testa di Telecom.

Ha già trovato posto nel culo degli Italiani

Fonte:
Immagine presa da qua

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E’ morta Oriana, Viva Oriana

di SKA su Notizie Commentate il 15 Settembre 2006, 13:05

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Oriana Fallaci è morta.

Tanti si sprecano in commenti che, da qualsiasi parte li si guardi, sono quantomeno fuori luogo.
Non credo che la stessa Oriana avrebbe guardato di buon occhio i suoi osteggiatori più accaniti, così come i fanatici che negli ultimi anni l’hanno presa come Guru e dispensatrice della “retta via”.

Volenti o nolenti rimarrà nella coscienza comune come una delle più autorevoli (sceglierà il lettore se virgolettarlo o meno) voci a scagliarsi apertamente contro tutto e tutti, ma soprattutto contro l’Islam.

Quel che ha fatto nel passato cade inesorabilmente nel dimenticatoio, purtroppo.

Purtroppo anche lei, consapevole della vicina fine, ha preferito percorrere la via dell’estremismo e giocarsi tutte le sue ultime cartucce. Sicuramente per lasciare un segno, cavalcando un cavallo sin troppo facile da cavalcare e probabilmente per mancanza di argomenti che l’avrebbero fatta ricordare per gli anni a seguire.

Quel che mi lascia più basito è però lo scontro pseudo-culturale scaturito automaticamente nella popolazione.
Lei lancia anatemi dal suo appartamento di New York, anche verso l’Italia, e noi in Italia non sappiamo far altro che scannarci per difenderla o criticarla.

Non siamo allo stadio.
Odiata perchè scrive con odio.
Odiati i suoi sostenitori, odiati i suoi oppositori.
Insomma : alla fin fine quel che rimane è odio, un sentimento innato nell’uomo.

Se non avesse scritto così non avrebbe fatto scalpore, ma non sarebbe neanche stata letta.

Personalmente ho condiviso ben poco le sue invettive, soprattutto atte ad alimentare lo scontro razziale e di civiltà contro tutto l’Islam. “Non credo che esista un Islam buono e uno cattivo”, “quei cani figli di Allah”, o quando minacciò apertamente di voler far saltare in aria la Moschea in progetto nel senese.
Fortunatamente gli argomenti trattati sono stati altri, tutti oggetto però della sua rabbia collerica.

Dopo le commemorazioni ci sarà sicuramente spazio per la rivisitazione dei contenuti.
Che sicuramente hanno lasciato qualcosa.
Bisogna trovarlo.

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Dio Utile

di Reverendo SenzaDio su L'ora di religione il 12 Settembre 2006, 10:37

Ratzinger :

La fede non è “un insieme di sentenze” né “una teoria”. Al contrario è “semplice”, perché “è sempre anche speranza, è la certezza che noi abbiamo un futuro e non cadremo nel vuoto, è amore perché l’amore di Dio vuole contagiarci”.

E’ vero, come qualsiasi credenza popolare.
Se al posto di Gesù ci fosse stato Houdini adesso crederemmo nell’Escapologia e non nella Resurrezione.

Fin dall’illuminismo, almeno una parte della scienza s’impegna con solerzia a cercare una spiegazione del mondo, in cui Dio diventi superfluo e inutile anche per la nostra vita

Come se nella storia dell’uomo ce ne fossero stati.
Di dèi utili, intendo.

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Saddam su Al Qaeda:’Non li conosco, pensavo vendessero dentifrici’

di SKA su Satira il 9 Settembre 2006, 16:24

Incredibile.
Tra Saddam Hussein ed Al Qaeda non esiste alcun rapporto operativo.

Anche tra loro si scoprono spaccature interne, come nel centrosinistra.

E’ già pronto però un altro documento dell’Intelligence americana in cui si spiegano in maniera esaustiva i rapporti tra Saddam Hussein, Darth Vader e la Banda Bassotti.

Il che darebbe valide motivazioni per continuare la guerra in Iraq.

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Un grande Centro così

di SKA su Satira il 8 Settembre 2006, 10:24

Dopo l’uscita di Prodi che “non mette limiti alla provvidenza” all’idea di un allargamento.
Dopo la dipartita di De Gregorio dall’Italia dei Valori che anticipa di volersi collocare in un futuro “Grande Centro”, i giochi sembrano ormai fatti.
Non c’è mai limite al peggio.

Ma non dimentichiamoci la controversa biografia del Sig. De Gregorio, astuto faccendiere e voltagabbana di professione. Cacciato da Forza Italia, si è appoggiato ad IdV e poi vince la corsa per la presidenza della Commissione Difesa, ancora una volta con i voti della CdL.

Paolo Guzzanti (FI):

“Stanotte il presidente del gruppo di Forza Italia, Renato Schifani, ha telefonato a De Gregorio per chiedergli se fosse disponibile a diventare il nostro candidato in commissione Difesa…”.

, annunciò ai giornali subito dopo la nomina.

Un Grande Centro, sì, ma dipende dalla posta in gioco.
Le sorprese, quindi, non sono finite.

“Ogni spostamento verso il centro aliena la base di sinistra e suggerisce agli elettori che la ragione sta dall’altra parte” (George Lakoff)
Così come a Destra.

Con un Grande Centro non c’è più bisogno di periferie

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WTF?

Giornalista, web designer e pubblicitario. Da blog di protesta negli anni in cui i blog andavano di moda, questo spazio è diventato col tempo uno spazio di riflessione e condivisione. Per continuare a porsi le giuste domande ed informare se stessi.