Daniele Luttazzi cacciato anche da La7, ecco il testo

di SKA su Notizie Commentate il 8 Dicembre 2007, 14:10

Daniele Luttazzi non ha pace.

E’ stato infatti licenziato anche da La7 che dall’inizio di Novembre trasmetteva il suo nuovo programma Decameron: politica, sesso, religione e morte.

Il Comitato di redazione della testata de La7 è immediatamente insorto contro la decisione, che ovviamente ha un solo autore. Giuliano Ferrara.

Ecco qui sotto le frasi che hanno causato il licenziamento di Luttazzi:

Questo sì che è un pubblico non come quello della settimana scorsa che era legato ad Al-Qaeda.

Voglio raccontarvi una storia, l’altra settimana incontro una ragazza che mi fa:

“Daniele dopo 4 anni di guerra in Iraq 3900 soldati americani uccisi 85000 civili irakeni ammazzati e tutti gli italiani morti sul campo anche per colpa di Berlusconi, Berlusconi ha avuto il coraggio di dire che lui in fondo era contrario alla guerra in Iraq.
Ma come si fa a sopportare una cosa del genere?”

Come si fa a sopportare una cosa del genere?
Io ho un mio sistema: pensa a Giuliano Ferrara dentro una vasca da bagno con Berlusconi e Dell’Utri che gli pisciano addosso, Previti che gli caga in bocca e la Santanchè in completo sadomaso che li frusta.

Va già meglio, no?

Era chiaro il messaggio. Per sopportare una cosa così schifosa, basta pensare ad una cosa ancora più schifosa. E Giuliano Ferrara è stato colui che aprì il suo “Foglio” con le immagini delle della decapitazione dell’ostaggio in Iraq.

Cosa fa più schifo?

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Studenti del Conservatorio in agitazione occupano

di SKA su Notizie Commentate il 7 Dicembre 2007, 18:01

Ricevo e volentieri pubblico.

COMUNICATO STUDENTI CONSERVATORIO

In seguito alla legge di riforma del settore (L.508/99), i Conservatori di Musica, le Accademie di Belle Arti,di Arte Drammatica,di Danza e gli Istituti Superiori per le Industrie Artistiche(ISIA), conseguono nuovi titoli di studio detti “di primo e secondo livello accademico”che dovrebbero essere finalizzati alla partecipazione dei concorsi per il Pubblico impiego, in realtà non costituiscono requisiti validi per l’ammissione ai pubblici concorsi: al fine esclusivo dell’ammissione ai pubblici concorsi per l’accesso alle qualifiche funzionali del pubblico impiego, per le quali ne è prescritto il possesso, i nuovi titoli di studio avranno validità solo quando sarà applicato l’art. 2 comma 5, della suddetta legge, ai sensi del quale il Presidente del Consiglio dei ministri deve, con Decreto, dichiarare le equipollenze tra i titoli di studio rilasciati ai sensi della L.508/99 e i titoli di studio universitari.

GLI STUDENTI ATTENDONO IL DECRETO DI EQUIPOLLENZA DA APPENA OTTO ANNI!!!!

Le Pubbliche Amministrazioni ora non riconoscono i titoli accademici di primo e secondo livello come titoli di accesso ai pubblici concorsi! L’unica equiparazione attuata con il sistema universitario consiste nell’entità delle tasse di iscrizione!…come se i titoli conseguiti avessero lo stesso valore di quelli rilasciati dall’Università. I Conservatori, inoltre, stanno attivando percorsi didattici biennali di secondo livello finalizzati alla formazione di docenti per le classi di concorso di Educazione Musicale e di Strumento Musicale. Ma se i diplomi di primo e secondo livello non hanno valore per i concorsi pubblici, che valore avranno questi corsi abilitanti per gli aspiranti insegnanti? soprattutto se la legge di riforma ancora non vede l’apertura dei tanto promessi Licei Musicali e quindi l’attivazione di nuovi posti di lavoro?
Gli Artisti Italiani dimenticati dal Governo sono così parcheggiati dalla Riforma (508/99) nei loro Istituti senza sbocchi!

Per tali Motivi:
gli studenti del Conservatorio di Napoli e ora anche di Roma
SONO IN STATO DI AGITAZIONE E PROCLAMANO LO STATO DI OCCUPAZIONE DEI SUDDETTI CONSERVATORI

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San D’Alema

di SKA su Satira il 4 Dicembre 2007, 13:14

D’Alema ha visto la luce.

Io non sono cattolico, ma avverto il fascino della fede e il cardinal Martini ti comunica il senso di questo fascino…

ma anche

No, non sono favorevole al matrimonio tra omosessuali perché il matrimonio tra un uomo e una donna è il fondamento della famiglia, per la Costituzione. E, per la maggioranza degli italiani, è pure un sacramento. Il matrimonio tra omosessuali, perciò, offenderebbe il sentimento religioso di tanta gente. Due persone dello stesso sesso possono vivere uniti senza bisogno di simulare un matrimonio. – (qui) –

Omosessuali si nasce.
Baciapile si diventa.

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Dalla Russia con amore

di SKA su Notizie Commentate il 3 Dicembre 2007, 16:14

Passano secoli, capi di Stato, regimi, imperatori e autocrati, ma a quanto pare la Russia è sempre la stessa.

A tal proposito ha già detto tutto JP con un titolo esemplificativo, a mio parere: Grande Mafia Russia

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Finanziaria 2008: 2 miliardi di euro in più per spese militari

di SKA su ControInformazione il 26 Novembre 2007, 23:44

Il 12 Novembre 2007 il Parlamento ha approvato il disegno di legge della Finanziaria 2008. All’interno del solito caos normativo che sempre meno, noi comuni mortali, riusciamo a comprendere è stato inserito a bilancio un aumento ulteriore alle spese militari.

Lo scorso anno le spese militari arrivavano ad un complessivo di 21 miliardi e 364 milioni di euro, con un aumento del 13% rispetto all’anno precedente.
Quest’anno invece ammontano ad oltre 23 miliardi e 800 milioni di spesa, 2 miliardi e 900 milioni in più, con l’aggiunta di 1 miliardo 550 milioni stanziato dalla finanziaria 2007 per le armi ad alto contenuto tecnologico; altri 600 milioni 2008 tra finanziamenti al reclutamento dei professionisti e del finanziamento per gli Eurofighter e le fregate Freem. Aggiungete oltre 800 milioni per il mantenimento delle missioni militari all’estero.
Per gli Eurofighter, ossia aerei da combattimento di nuova generazione (quindi non propriamente adatti alle italiche missioni di pace), sono stati stanziati 318 milioni di Euro per il 2008, 468 per il 2009, 918 milioni per il 2010, 1.100 milioni per ciascuno degli anni 2011 e 2012. Gli Eurofighters costano circa 110 milioni di Euro cadauno.

In 2 anni il governo Prodi e la coalizione di Centrosinistra ha aumentato la spesa militari di circa il 24% dall’ultima finanziaria approvata sotto il governo di Centrodestra.

Sia chiaro. Il Centrodestra ha votato ed approvato gli aumenti senza neanche fiatare, come avrebbe fatto in qualsiasi occasione. Ciò che lascia l’amaro in bocca è che un governo formato da schiere di radicali di Sinistra, post-comunisti e pseudo-pacifisti che scendono in piazza contro guerre, imperialismo e rifinanziamento delle “missioni di pace” non si degna di alzare un solo dito. Gli unici a votare contro, per dovere di cronaca, sono stati Rossi, Turigliatto ed altri due senatori di cui non vi è certificazione.

Questo significa riarmo. In previsione di qualcosa di futuro.

Ed ho l’impressione che non ci aspetti un futuro così roseo.

Art.11 – L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.

Fonti:
le informazioni sono tratte dalla campagna Sbilanciamoci! (Rapporto 2008) e dalle parole di Padre Alex Zanotelli.

Per gli interessati, l’email per aderire alla campagna di Padre Zanotelli contro il riarmo italiano è alex.zanotelli (at) libero.it

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Testimone dei Capi

di SKA su Satira il 26 Novembre 2007, 16:59

Clemente Mastella, Ministro della Giustizia (ribadire, che fa sempre ridere), si è scagliato contro la fiction “Il Capo dei Capi” : “Andrebbe sospesa. Manca quell’aspetto educativo che rimanda ai valori di una società sana

Giusto. Credo siano quegli stessi “valori di una società sana” che ha incarnato facendo da testimone di nozze al mafioso Francesco Campanella, ossia colui “che fornì documenti falsi al padrino dei padrini Bernardo Provenzano” (Liberatiòn)

Fonti: 123

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Savoiardi

di SKA su Satira il 21 Novembre 2007, 08:24

Arrivo a scriverne un po’ in ritardo, però merita.

Suppongo abbiate letto che i Savoia hanno chiesto un risarcimento di 260 milioni di euro allo Stato italiano per i 54 anni di esilio.

Nel 2003 lorsignori hanno usufruito delle modifiche costituzionali per poter tornare in Italia, senza neanche riconoscere ufficialmente la Repubblica Italiana.

Credo che il risarcimento sia doveroso.
Dovremmo risarcirli dei calci nel culo che non hanno preso in 54 anni.

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Caccia alle balene

di Kiappone su ControInformazione il 19 Novembre 2007, 17:50

International – Il Giappone sta per riaprire la caccia alle balene. La flotta baleniera – nascosta nel porto di Shimonoseki – è pronta a salpare per l’ennesimo, inutile massacro. Nel mirino, più di mille balene. Ma, in agguato, c’è la nave Esperanza di Greenpeace. E questa volta sono tre gli attivisti italiani a bordo.
Il Giappone persevera con la caccia alle balene. Anche quest’anno la flotta baleniera giapponese si spingerà nelle gelide acque del Santuario dei Cetacei, in pieno Oceano Antartico, a caccia di balene.
Al Governo giapponese evidentemente non bastano le 4000 tonnellate di carne di balena invendute e ammassate nei magazzini. Nè basta il sondaggio pubblicato dal Nippon Research Centre nel 2006, secondo il quale oltre due terzi dei giapponesi disapprova la caccia baleniera in Antartide e il 95 per cento non mangia mai, o solo raramente, carne di balena.
Il programma di caccia prevede l’uccisione di oltre mille balene. E, tra queste, anche cinquanta balenottere comuni e cinquanta megattere: due specie in pericolo. Il tutto avviene sotto gli occhi dell’impotente Commissione Baleniera Internazionale, che ha inutilmente chiesto al Giappone di fermare il massacro nel Santuario dell’Oceano Antartico.
La nave di Greenpeace Esperanza seguirà come un’ombra gli assassini di balene. Quest’anno, a bordo della nave di Greenpeace ci sono tre attivisti di nazionalità italiana: Caterina Nitto (secondo ufficiale), Gianluca Morini (radio operatore), Simona Fausto (assistente cuoco).

Le balene valgono molto più da vive che da morte. Il whale watching – l’osservazione pacifica delle balene in mare – frutta, su scala mondiale, un miliardo di dollari l’anno.

Nota_L’articolo è ripreso dal sito di Greenpeace. Non me ne vogliano gli amici di greenpeace, ho fatto copia/incolla per diffondere la notizia, a fin di bene…
Con affetto, un vostro affiliato!

Fonte: Greenpeace.org

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Avanti, Gongolo

di SKA su Satira il 19 Novembre 2007, 13:44

E’ interessante notare che l’unico a raccogliere concretamente le pulsioni populiste di Grillo sia stato proprio Berlusconi.

Degli sfruttati l’immensa schiera
La pura innalzi, rossa giarrettiera
O proletari, alla riscossa
Giarrettiera rossa trionferà.

Offlaga Disco Pax - Tatranky

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Ab-uso privato

di SKA su Notizie Commentate il 16 Novembre 2007, 19:42

Il volo di Rutelli e Mastella non costituisce “danno erariale”, secondo il vice-procuratore generale della Corte dei Conti del Lazio Angelo Canale.
Non sono stati riscontrati “danno erariale, violazione di legge o disposizioni di servizio, dolo o colpa grave”.

Si evince quindi che l’uso privato dei mezzi statali rientra a pieno titolo, per legge, fra le mansioni di un ministro.
E famiglia.

E’ il volo che ti porta
lo sai soltanto tu

Litfiba - Il volo

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Fini pettegolezzi

di SKA su Notizie Commentate il 13 Novembre 2007, 16:34

Oggi Terzo Occhio si dà al pettegolezzo bacchettone, così per passare il tempo.

Andando con ordine.
Elisabetta Tulliani (chi?) ex di Gaucci e qualcosa-a-che-fare-con-la-Tv aspetta un bambino da Gianfranco Fini, Alleanza Nazionale. Bene, auguri.

Gianfranco Fini, Alleanza Nazionale, non è ovviamente sposato con la Tulliani.
Dato che l’l’annuncio della separazione con conseguente divorzio è stato dato neanche 4 mesi fa. In Italia per divorziare ci vogliono 3 anni.

La Tulliani dice anche che “Ci siamo incontrati due anni fa all’ambasciata statunitense … Piano piano ci siamo accorti che ci capivamo al volo”. Quindi si presume che il rapporto sia iniziato molti mesi prima della separazione.
Son cose che succedono, ci dispiace per la separazione, siam contenti per il nuovo amore. Non è questo il punto, of course.

Il punto è che Gianfranco Fini, Alleanza Nazionale, alcuni mesi fa (10 Maggio 2007) andava inneggiando:

La famiglia è una istituzione che va rispettata e noi parteciperemo al Family Day per il senso che abbiamo della famiglia

(link)

Quindi è questo il senso della famiglia per Gianfranco Fini, Alleanza Nazionale?
Nel conto dei valori della famiglia abbiamo : divorzio, adulterio ed un figlio concepito al di fuori del matrimonio.

Tanto che la Tulliani dice, ingenuamente:

Tra pochi giorni io e Gianfranco diventeremo genitori di una bambina. Siamo contenti, molto. Presto saremo una famiglia normale

.

Quindi significa che, pur con un figlio ma senza matrimonio (causa di divorzio, durata 3 anni, ecc…) si considererebbero una famiglia normale pur incarnando in pieno il concetto di famiglia di serie B tanto starnazzato al Family Day.

Quindi caro Gianfranco Fini, Alleanza Nazionale, se io faccio un figlio da convivente perchè non posso permettermi le spese di un matrimonio (e perchè sono anche cazzi miei) posso tranquillamente considerarmi una famiglia normale?

E perchè quindi, e questo lo dico anche e soprattutto al governo di sinistra, non possiamo godere degli stessi diritti di una famiglia normale come la sua?

Sì, è vero.

Noi comuni cittadini che non facciamo i parlamentari non godiamo mica del Fondo di Solidarietà che consente di estendere l´assicurazione sanitaria al convivente, nonchè lasciare la pensione di reversibilità , anche se tra di loro non sussiste alcun legame matrimoniale”>Fondo di Solidarietà che consente di estendere l´assicurazione sanitaria al convivente, nonchè lasciare la pensione di reversibilità , anche se tra di loro non sussiste alcun legame matrimoniale

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Fermatelo (reprise)

di SKA su Notizie Commentate il 12 Novembre 2007, 09:48

Ci hanno già pensato dei commentatori a ricordarlo, usando google.

Significa quindi che il messaggio può tranquillamente venire ribadito a chiare lettere anche in questa occasione.

Fermate il calcio, voglio scendere

Quante altre volte dovrò copia/incollare?

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Lettera fuori dalla massa

di SKA su La dimanche des crabes il 11 Novembre 2007, 12:30

Caro K.,
ti scrivo per esprimerti un mio personale disagio.
In questi giorni l’argomento principale di dibattito in internet, sui giornali e checchè se ne dica anche nelle televisioni è stato l’ormai plurinominato VaffanculoDay organizzato da Grillo ed il suo staff. Nei giorni passati mi sono lasciato un po’ prendere la mano nell’esprimere la mia personale contrarietà ad una manifestazione di piazza e di massa come questa, aggiungendo anche qualche obiezione in riferimento al testo di legge integrale (non la sua sintesi) che poco condivido e che potrebbe avere dei profili in violazione di trattati internazionali.
Nei commenti mi viene scritto, da un blogger che stimo profondamente (JP), che no, non ci sarebbero profili di incostituzionalità.
Va bene, mi fermo qua, ho ammesso di non essere un giurista e di non poter andare così nel profondo di una legge.

Nonostante nel passato abbia sempre cercato di partire da testi di legge, li abbia analizzati nello specifico, perdendo anche giornate intere per tentare di portare qualche possibilità di informazione in più. Poi ti senti dire che “non hai mai letto un bando di concorso” che “fai pena” che “sei qualunquista” e un po’ ti viene da ridere, ma poi ti viene da starci un po’ male.

La coerenza con le proprie idee è l’ultimo baluardo per continuare a fare quel che si fa, per non cadere nel baratro dei voltagabbana che pensano a comando o semplicemente per interesse. Perciò non desisto.

Però mi dispiace che alcune parti del mio pensiero sul V-Day siano state lette come affini alle parole di gente come Fini, Bossi, Craxi (Bobo), Casini ed altra gente che avrebbe fatto molto meglio a starsene zitta ed ignorare il V-Day come hanno fatto altri.

Loro però hanno un motivo, un interesse per esprimersi contro Grillo: debbono difendere i propri interessi di casta, gli interessi di un’oligarchia che spesso e volentieri nessuno del popolo ha scelto. Una completa distorsione di quello che dovrebbe significare Democrazia, ossia sovranità popolare. Che è solo un significato formale, il significato sostanziale è tutt’altro.
Il popolo non è sovrano, è suddito.
Il governo non è retto dal popolo, è retto da una circostanziata oligarchia.
Il governo non è scelto dal popolo, non è scelto dal singolo cittadino – one man, one vote – è scelto comunque da un voto organizzato. Dai partiti.

Qui invece io non ho nessun interesse da difendere, neanche consociativo. Sono solo, come lo siamo tutti davanti allo Stato.

La brevità dello spazio disponibile su un blog prima che il lettore si stufi di leggere obbliga sempre ad una sintesi del proprio pensiero, spesso quindi non si riesce ad approfondire e si lasciano dei messaggi fraintendibili ed ovviamente criticabili, come qualsiasi parere. Almeno la libertà d’espressione ci è garantita, perlomeno in uno spazio indipendente e libero come il mio.

Non credo nei partiti e non ho alcuna intenzione di parteciparvi.
Così come credo nel completo fallimento del progetto “liberaldemocratico”, la Democrazia, che si è imposta come forma di governo verso cui tutti gli Stati dovrebbero aspirare e se non lo fanno da soli, che lo imparino con la forza.
La Democrazia è diventata una nuova religione, una nuova concezione teleologica applicata ad una forma di governo. Pensatori come Popper accostarono la Democrazia alla Ragione, quella pura diciamo, e pur negando qualsiasi finalismo storico descrive la Democrazia come lo scopo cui deve tendere l’umanità intera.
Tutte le forme di governo del passato, antiche monarchie in cui il popolo ubbidiva al Re per devozione e non per schiavitù, le aristocrazie che si basavano sulla meritocrazia, il feudalesimo, e soprattutto le dittature pensavano di sè stesse ciò che pensa la Democrazia. “Il migliore dei governi possibili” e verso cui la natura umana dovrebbe tendere. La Democrazia, a confronto delle prime 3 elencate, non è di certo migliore.
E’ solamente il modo migliore per far credere al popolo di essere libero.

In Democrazia la pace interna è auto-conservazione, e quindi necessaria. E’ una pace utilitaristica, più che una pace raggiunta con l’evoluzione del pensiero umano. A nessun governo interessa far scatenare guerre interne, soprattutto perchè è lo Stato a detenere il potere della violenza legalizzata. Il cittadino è svuotato perfino della possibilità di potersi ribellare con la forza, la ribellione naturale degli animali in gabbia, per paura di ritorsioni da parte dello Stato.

La Democrazia è un metodo, un contenitore, non è un valore in sè e non propone alcun valore.

Ti giuro caro K., tutto ciò che ho scritto è importante.
Criticare Grillo ed il V-Day non significa credere ciecamente nello Stato, nei partiti e negli oligarchi.

Significa esprimere una reale paura.
L’Italia ed il mondo hanno già vissuto esperienze di piazza in cui un singolo personaggio carismatico lancia i suoi proclami dall’alto, messaggi facili da comprendere per il popolo, facile propaganda per le masse. Il carismatico proclama, urla, fa le sue pause per accogliere gli applausi.
La folla esulta, acclama, grida VivaViva. E’ agghiacciante.

Nel 2007 si può dire, non possiamo di certo nascondere la testa sotto la sabbia ancora, ma anche Mussolini ha vissuto lunghi anni di consenso.
La storia successiva ha tentato di deviare il discorso, ma è ormai un fatto assodato che per lunghi anni il consenso ricevuto era per lo più reale e non imposto. Non sto difendendo il Fascismo e non sto dicendo che tutta l’Italia desse il suo consenso, anzi.
Ma una buona fetta scendeva in piazza, ad applaudire, a gridare, ad annuire ai proclami di forza del proprio Duce. Volontariamente. Credendoci per davvero.

Bisogna diffidare sempre dall’accentramento del potere su di Uno. Soprattutto se si proclama portatore della Verità. Se inneggia, se fa propaganda.
E non mi si venga a dire “200.000 voti li chiami populismo?”. Il populismo viene prima, il populismo è propaganda rivoluzionaria, l’azione quindi viene dopo che si è stati convinti.
Anche Hitler è stato votato con regolari elezioni, ve lo siete dimenticati?

Amico mio, questo significa pensarla da qualunquisti?
Significa, secondo te, dire “tanto non cambierà mai niente” oppure “è tutto un magna magna” “fa tutto schifo”?
Non lo so caro K., ma non credo. Altrimenti non sarei qua a rodermi il fegato o a spulciare libri, leggi e l’intera rete per tentare di dare qualcosa.

Questo per me significa non accettare che qualcuno, tantomeno Uno, mi dica ancora come debba pensarla.
Lo slogan di terzo occhio è “Pensa da solo, sii fonte di domanda”. Ed io mi pongo costantemente delle domande, per primo su me stesso. E provo a pensare da solo, ovviamente a rischio di sbagliare.

In Italia non siamo abituati a pensare da soli. Abbiamo sempre bisogno di qualcuno che ci dica come-dove e perchè.
Pensa all’ironia: per ascoltare i suoi proclami il Duce neanche faceva pagare il biglietto. Così, per dire.

Ecco caro K., io credo che qualcosa cambierà invece. Anche in maniera quasi spontanea, la Democrazia, come tutte le forme di governo del passato, è destinata ad implodere. Che sia per l’avvento di qualche causa scatenante o per l’arrivo di un nuovo capo-popolo che riesca ad accentare su sè stesso i malcontenti del popolo verso la politica e la classe politica.

Credo nei Movimenti, quelli con la M maiuscola, e non le mobilitazioni di massa. Quei movimenti organizzati che funzioni da-molti-a-molti e non da-uno-a-molti. Capisci cosa intendo?

Non smetterà mai di chiedere giustizia, legalità, onestà e libertà, quella vera, in ogni sua forma.
Non è libertà quella che ti chiede di scegliere tra 2 candidati l’uno specchio dell’altro.
Non è libertà quella che ti fa scegliere tra 4-5 marche di cellulari, è sudditanza.

Continuerò a pensare tutto questo, nonostante vengano a dirmi che faccio schifo, che faccio pena, che sono una capra ignorante ipocrita ed opportunista. Perchè non è così, perchè porto avanti un pensiero sino alla fine, perchè non ho proprio niente da cui trarre vantaggio.

Continuerò a fare quel che faccio. Ma da solo, o assieme a qualcuno con gli stessi obiettivi.

I capipopolo mi danno l’orticaria.

Con affetto
Fabio

Update
Leggere il post Il cosa e il come di Daniele Luttazzi.
Una ventata d’aria fresca. Ora mi sento meglio

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Skypephone pruriginoso

di SKA su Notizie Commentate il 10 Novembre 2007, 15:56

Non avendo tempo di scrivere gli altri argomenti in cantiere vi lascio ad una lettura molto interessante per il fine settimana.

Skypephone e la disonestà fatta operatore di Francesco Minciotti.

Ossia ciò che dovrebbe prendersi la briga di fare un giornalista, ma che non fa.

Aggiornamento 12/11: Francesco ci tiene a puntualizzare la questione Skypephone e 3 riassumendo i rilievi tecnico/contrattuali posti nei commenti e le informazioni aggiuntive che sono emerse durante questi giorni. Come richiesto dall’autore stesso, i lettori sono pregati di leggere entrambi i post per avere una visione d’insieme il più trasparente e chiarificatrice possibile.
Alla luce di questo mi vien da dire che la parola “giornalista” sia stata usata a sproposito. I giornalisti italiani non rettificano mica.

giuro che è l’ultima volta

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Ciao Enzo

di SKA su Notizie Commentate il 6 Novembre 2007, 11:32

E’ banale ed ovviamente in tanti useranno la stessa retorica che viene spontanea in questi momenti.
Ma è la prima, e credo anche l’unica, volta che uso il blog per un addio mediatico.

Perchè se in un futuro riuscissi mai a fare ciò che sogno segretamente e dovessi fare il nome di un “vecchio” giornalista di riferimento, il nome di Biagi sarebbe in testa. Subito dopo, Montanelli.

Poi il nulla.

Ciao Enzo

p.s. eventuali commenti di offesa o inutilmente polemici verso la figura di Enzo Biagi saranno irrimediabilmente cancellati, se non supportati da argomentazioni valide. Avvertiti.

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Quelli che sbranano

di SKA su Notizie Commentate il 4 Novembre 2007, 22:01

Ci sono quelli che dal loro salotto buono, con i loro pensierini benpensanti di due righe dicono “ci vorrebbe proprio”, “ora basta però eh, li facciano fuori tutti”, “botte e basta ci vorrebbero, per tutti” ecc…

Poi ci sono quelli che lo fanno per davvero. E i benpensanti, con la faccia buona dicono “ma no, queste cose non si fanno” e con la faccia cattiva dicono “troppo poco, a noi ci danno l’ergastolo e a loro al massimo la condizionale, è ora di finirla”

Ora io son serio.
Perchè parlate e basta? Oltre al codice penale nessuno vi vieta di scatenare una guerriglia contro i campi nomadi che tanto odiate, nessuno vi vieta di scatenare una guerriglia contro i cittadini romeni in maniera indistinta, senza neanche chiedervi se la persona che avete davanti possa essere o meno un criminale.

Sono serio.
Tante chiacchiere e pochi fatti, dov’è finito l’italico coraggio? L’italica fierezza?
L’Italia ha bisogno di voi, di imbecilli che ripuliscano la nazione.

Imbecilli d’Italia, iniziate la guerriglia.
Vediamo chi vince.

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La commissione g8 era nel programma, quasi

di SKA su Notizie Commentate il 30 Ottobre 2007, 23:32

Chi se lo ricorda il famigerato Programma dell’Unione, quello di 280 pagine?

Ed anche volendo, l’avete mai letto?

Io sì.
E come tutte le volte che si parla degli argomenti in esso contenuti, o non, vi informo. Pdf alla mano.

Dopo lo stop alla Commissione d’inchiesta sui fatti del G8 qualcuno ha richiamato alla mente le pagine del programma per dire “c’era” o “non c’era” o “e sti cazzi?”.

Dal Programma, pag. 77:

[…] basti pensare ai fatti di Genova, per i quali ancora oggi non sono state chiarite le responsabilità politica e istituzionale (al di là degli aspetti giudiziari) e sui quali l’Unione propone, per la prossima legislatura, l’istituzione di una commissione parlamentare d’inchiesta.

E questo ditelo a Mastella

Qualcuno potrà obiettare che queste tre righe siano un po’ pochine.
Ed avrebbe ragione.

Ma quel dice Di Pietro stavolta non lo capisco veramente: la procura ha già richiesto 225 anni per i NoGlobal per devastazione e saccheggio.

La Commissione parlamentare serve per capire le responsabilità da parte degli organi statali, non dei civili.

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Il blocco

di SKA su Notizie Commentate il 26 Ottobre 2007, 15:51

Cercherò di essere il più lineare possibile, sperando che i motivi di questo post non vengano presi come un interesse politico “particolare”. Anche perchè le conclusioni, se pur brevi, vanno in direzione opposta.

Ieri durante le votazioni in Senato la maggioranza è andata sotto per ben 6 volte, causa principale la difficoltà numerica che non consente alcun voto contrario anche se proveniente dalla maggioranza.

Che vada cambiata di corsa la legge elettorale credo sia palese, nessun governo può governare in queste condizioni conseguenzialmente le maggioranze saranno sempre sotto ricatto di 1 o 2 senatori che possono così bloccare i lavori.

Delle 6 volte si è posta la luce soltanto sul voto contrario dei senatori de l’Italia dei Valori. “IDV vota con la Destra”, “Di Pietro salva il Ponte sullo Stretto” e si sono instillati nella mente di molti preconcetti per cui Di Pietro avrebbe fatto votare contrariamente quell’emendamento per interessi personali, economici prevalentemente.
I maggiori mezzi di comunicazione di massa non hanno però spiegato le reali motivazioni, che possono anche difendere interessi economici (si può fare lo stesso discorso per tutti i 1000 e passa emendamenti e per tutti i senatori), ma sono state rese pubbliche dallo stesso Di Pietro anche prima del voto.

Già il 20 Ottobre su Il Sole 24 Ore compare la notizia dell’emendamento proposto da IDV per incorporare la società Stretto di Messina in Anas e spiegava che lo scioglimento della società avrebbe comportato una spesa esorbitante (circa 500 mln di euro).

Oggi sul proprio blog Di Pietro spiega ulteriormente l’argomento introdotto già nel post precedente.

Leggete per conto vostro, non vorrei prendere parti di discorso e falsare in qualche modo l’oggetto di questo mio post.

Altre fonti potete prenderle qua , qua e qua.

La chiusura e relativa liquidazione della società “Stretto di Messina spa” comporterebbe una spesa complessiva esorbitante in quanto: 150 milioni sono andati alla società Stretto di Messina per il progetto preliminare del ponte e la realizzazione di tre gare, chi ha vinto queste tre gare quindi intascherebbe un guadagno del 10% per violazione contrattuale da parte dello Stato.
La penale ammonterebbe a 300 milioni, con l’aggiunta dei precedenti 150.
Che ovviamente pagheremo noi.
E’ la mafia che esulta.

Non è tanto la questione di essere o meno a favore su cui vorrei porre l’attenzione, ma il fatto che gli organi di informazione abbiano volutamente cassato le motivazioni sovraesposte, lasciando che l’opinione pubblica si facesse un’idea fuorviata, se non sbagliata.

Leggete le fonti citate, altrimenti non potreste capire il perchè dico questo.

Dopo di questo si può discutere se veramente ci siano interessi privati ed economici dietro il voto contrario.
Ci sono infatti forti sospetti riguardanti Di Pietro e Pietro Ciucci, che è sia Presidente della Società “Stretto di Messina spa” che Presidente dell’ANAS, accusato tra l’altro di aver fatto moltiplicare le spese della società da una buona fetta della sinistra.

La concentrazione di potere nella persona di Ciucci sarebbe stata enorme nel caso di una fusione.

Per farsi un’idea propria bisogna avere i mezzi.
Ditemi cosa ne pensate, aiutatemi a capire, voglio vederci chiaro.

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Per fortuna che c’è Loud

di SKA su Notizie Commentate il 21 Ottobre 2007, 21:43

In merito al dibattito sul Disegno di legge Levi di cui avevamo parlato nel post precedente è sceso in campo anche il “giurista dei blog”, ossia l’amico Luca che ha scritto, dopo una nostra breve chattata, un post come sempre preciso e puntuale.
Link : DDL Editoria e già sono polemiche dal web ma i blogger non sono coinvolti

Anche lui, in maniera molto più argomentata, arriva a stemperare gli allarmismi da regime che tanti blogger hanno utilizzato in questi ultimi giorni. Ed anzi se la prende con l’ingenuità di Grillo, Spataro e di riflesso anche Punto Informatico.

Fa bene Gentiloni a dire che il DDL va corretto, ma semplicemente perchè scritto coi piedi.

L’invito implicito contenuto in questo mio piccolo spazio è sempre aperto : pensate con la vostra testa.

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Sbadigli legislativi 2.0

di SKA su Notizie Commentate il 19 Ottobre 2007, 13:27

Ciclicamente succede che tra i bloggers si scateni la paura del regime, del controllo governativo sulla legittima libertà d’espressione garantita dall’articolo 21 della Costituzione Italiana.

Stavolta è solo una delle tante in più, ma come al solito si grida al lupo al lupo (datevi una letta alla discussione di BlogBabel prima che scompaia).

Tutto parte da questo articolo di Punto Informatico che riprende i toni apocalittici di Valentino Spataro.

Cosa che ovviamente fa anche Beppe Grillo, così tanto per fomentare un po’.

Insomma, è solo uno dei soliti brutti disegni di legge all’Italiana. Che peraltro deve anche passare il vaglio del Parlamento. Non capisco tutto ‘sto al lupo al lupo. Mah.

Non sarà di certo questo disegno di legge, anche se approvato, a far diventare un prodotto editoriale ciò che non lo è e tantomeno può esserlo come un blog, che non ha alcuna finalità di lucro. Il motivo di un così ingenuo abbaglio da parte di tutti mi lascia interdetto.

In aggiunta, non sarà di certo una legge ordinaria a prevalere su una norma costituzionale. Quindi l’art. 21.

Fate sogni tranquilli che le vostre sidebar non ve le toglie nessuno.

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extra

WTF?

Giornalista, web designer e pubblicitario. Da blog di protesta negli anni in cui i blog andavano di moda, questo spazio è diventato col tempo uno spazio di riflessione e condivisione. Per continuare a porsi le giuste domande ed informare se stessi.