Tim multata per la tariffa “Tutto compreso”

di SKA su Notizie Commentate il 2 ottobre 2007, 20:35

Come da titolo la Tim è stata multata dall’Antitrust per la pubblicità ingannevole proposta per la tariffa “Tim tutto compreso”.

Secondo l’Antitrust e l’Adiconsum che ha inviato la denuncia nel messaggio pubblicitario l’utente veniva ingannato: “sembrava, infatti, che nelle opzioni tariffarie offerte (30, 60 e 90 euro) fossero compresi tutti i servizi dell’offerta (traffico telefonico, SMS, internet, telefonino, servizi dedicati)” così come il costo dello “scatto alla risposta”.

La tariffa è però ben più articolata e differente di quella mostrata dalle pubblicità.

Per questo la Tim è stata condannata a pagare una multa, maggiorata per la recidiva, di 69.100 euro

“Pay attention, please”

(articolo segnalato dall’amico Fac)

Fonti ed approfondimenti:
“Tim Tutto Compreso”, pubblicità ingannevole – da SambenedettoOggi
“Tim Tutto Compreso”, anche l’inganno – da Portel.it
Comunicato Adiconsum
La tariffa Tim Tutto Compreso

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Addio pena di morte in Italia

di SKA su Notizie Commentate il 30 settembre 2007, 17:26

Il 26 Settembre 2007 con il Ddl 1084-B il Senato ha definitivamente abolito la pena di morte in Italia.

La pena capitale era infatti ancora prevista nell’art. 27 della Costituzione Italiana dalle leggi militari di guerra.

Nell’ultimo paragrafo si legge “Non è ammessa la pena di morte, se non nei casi previsti dalle leggi militari di guerra.”

Le ultime parole sono ora definitivamente soppresse, trasformando il testo in un più semplice ed incisivo “Non è ammessa la pena di morte.”

Non che ci fosse bisogno di specificarlo, ma è comunque un ottimo segno da parte dell’Italia in favore della moratoria Onu delle esecuzioni capitali.

Un altro passo importante sarebbe quello di non partecipare più a guerre fatte da altri.
Così, tanto per dire.

Link:
Sostieni Nessuno Tocchi Caino

Fonte:
Via l’ultima pena di morte in Italia

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Birmania, atto secondo

di SKA su Notizie Commentate il 28 settembre 2007, 13:25

Una maglietta rossa per la Birmania.
Domani però, non dimentichiamoci di tutto.

(l’immagine è presa da Capemaster)

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Birmania atto primo

di Kiappone su Notizie Commentate il 27 settembre 2007, 14:35

Un pensiero.
Niente di così impegnativo e niente che forse altri non abbiamo già pensato e detto.
La Birmania insorge. I monaci insorgono e il popolo insorge con loro.
Pacificamente ma tenacemente tanto che già alcuni soldati del regime si rifiutano di sparare sulla folla. Il mio pensiero va a quelle popolazioni, a quei coraggiosi che sfidando il silenzio del mondo lottano per liberarsi il collo dal giogo militare. Perchè vedete, cari amici politici esportatori di democrazia, la democrazia, la libertà e tutto ciò che di positivo (e di negativo) che essa comporta, un popolo se la conquista da solo, quando vuole ma soprattutto, quando è pronto per farlo.

Ora che la lezione Iraq è stata imparata e subito dimenticata, mi chiedo: dove sono gli “eserciti di liberazione”? Laddove veramente sarebbe necessario intervenire per proteggere manifestanti indifesi e per dare il colpo definitivo ad un regime già gravemente ferito (dai suoi stessi sottomessi) il mondo dorme, gli USA dormono, l’ONU dorme. Sonnacchiosi, di tanto in tanto lanciano un grido di sdegno, che si perde nella selva tropicale asiatica. Intanto, altrove, dove il loro intervento era non richiesto e senz’altro evitabile, quei tizi sonnacchiosi diventano belve che lanciano dardi infuocati. Con il risultato, comunque, che anche quei dardi si perdono nelle sabbie del deserto.

Allora,cari amici birmani, concittadini di questo sempre più triste mondo, sappiate che c’è chi veramente si schiera al vostro fianco, chi vorrebbe strappare il fucile dalle mani di chi il fucile ve lo spiana contro.
E dimenticate gli eserciti di liberazione, i portatori di democrazia. Quelli vanno solo dove la terra, se spremuta, rilascia un oleoso e puzzolente liquame scuro. Scuro come Loro, come Loro puzzolente.

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Open Source e trasparenza contro i costi

di SKA su ControInformazione il 19 settembre 2007, 22:38

Il 18 Settembre i deputati Radicali Sergio D’Elia, Maurizio Turco, Marco Beltrandi, Bruno Mellano, Donatella Poretti, Lanfranco Turci (Rosa nel pugno) e Roberto Poletti (Verdi) hanno presentato alla Camera una serie di proposte rivolte al risparmio, alla trasparenza ed all’innovazione tecnologica degli apparati burocratici.

Una breve sintesi delle proposte, che nella loro semplicità e quasi ovvietà sembrano invece degli ostacoli insormontabili per la burocrazia dei nostri palazzi della politica.

Trasparenza

Obbligatorietà della documentazione delle spese di rimborso: i deputati godono di un rimborso forfettario di 4.190 euro al mese per tenere “il rapporto tra eletto ed elettori”. Che non significa una mazza. Per questo rimborso i deputati non hanno bisogno di portare alcuna ricevuta, la prova della spesa sostenuta. Altrimenti niente rimborso.

Stesso discorso vale per la voce “Rimborso spese per il trasferimento dal luogo di residenza all’areoporto più vicino e tra l’aeroporto di Roma-Fiumicino e Montecitorio” per cui i deputati prendono 3.323,70 euro fino a 100 km di distanza e 3.995,10 euro sopra i 100 km. Anche per questa l’obbligo di presentare ricevuta.

Rivedere il regolamento delle cosiddette “missioni”: quelle che in realtà sono assenze giustificate, vengono invece fatte passare per missioni. Ogni giornata di “missione” il deputato prende 206,58, proprio come fosse presente. Queste verrebbero invece detratte dalla diaria se l’assenza fosse ingiustificata.

Riconoscimento biometrico delle impronte digitali per evitare i “pianisti” ossia coloro che votano, illegalmente, anche per gli altri colleghi. Qui, oltre alla condotta illegale e deprecabile, i costi sono quelli esposti al punto prima: chi è assente prende comunque la diaria, risultando presente grazie all’amico “pianista”.

Adeguamento ai formati standard, liberi e aperti (XML) per la pubblicazione di tutti gli atti pronunciati dalla Camera. Sostituzione dei PDF con XML.

Risparmio

Ogni anno vengono spesi “8 milioni e 700mila euro per la stampa degli atti parlamentari”, quindi si chiede di pubblicare gli atti direttamente on-line e stamparli soltanto a richiesta.

Basta privilegi per i deputati cessati dal mandato, partendo innanzitutto dai viaggi gratuiti su autostrade, ferrovie, aerei e navisul territorio nazionale.

Passaggio a software Open Source a tutte le macchine informatiche dei deputati, dei gruppi parlamentari e dell’amministrazione della Camera.

Utilizzo del sistema VoiceIp su tutte le linee telefoniche della Camera.

Sostituzione delle lampadine ad alto consumo con quelle a basso consumo.

Riciclo della carta (!) in tutti i palazzi della Camera dei deputati.

Una proposta di cui non ci dovrebbe essere il bisogno.
Ed invece non la prenderanno neanche in considerazione.

UPDATE:
nel frattempo il bilancio della Camera per il 2007 è stato approvato, con un costo calcolato di 1 miliardo e mezzo di euro circa. E con un consuntivo a dir poco imbarazzante.
4.363.498,56 per la generica voce “Noleggi” e per il 2007 ne sono preventivati 5.495.000,00. Così, cogliendo fior da fiore.

Fonti:
[1][2][3]

Leggi anche:
I costi della politica #1 – Deputati
I costi della politica #2 – Senatori

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Armiamoci e partite

di SKA su Notizie Commentate il 16 settembre 2007, 22:55

Prendetelo più come un “commenti aperti” che altro.

Questa mossa delle liste civiche col bollino (ave Capemaster) di Grillo ha due possibili analisi:

1. Il partito di Grillo e seguaci è sempre più vicino (come dicono in molti)

2. Grillo ha lanciato il sasso portandosi dietro tanta gente urlante ed incazzata, ma ora tira indietro la mano.
Armiamoci e partite, ecco.

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Marcia dei maiali

di SKA su Satira il 13 settembre 2007, 07:59

L’Umi (Unione Maiali Italiani) in un comunicato ufficiale ha fatto sapere che non parteciperanno al “Maial-Day” proposto da Calderoli.

Nella nota si legge “e voi avreste il coraggio di chiamare noi porci? Ma l’avete guardato bene in faccia?”

In aggiunta la stessa Umi ha deciso di organizzare una “Marcia dei maiali” per protestare contro i privilegi dei politici: porteranno un Borghezio ed un Mastella ad orinare al di fuori di Palazzo Montecitorio. Il terreno risulterà quindi infetto e non più utilizzabile da altri Deputati.

Nine Inch Nails - March of the Pigs

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Il Vaffanculo non è più reato

di SKA su Notizie Commentate il 7 settembre 2007, 22:45

Una notizia flash per gli accaniti seguaci del V-Day che è in corso proprio oggi 8 Settembre.

Sino a poco tempo fa rivolgersi verso qualcuno con un semplice e schietto “Vaffanculo” era considerabile reato. Figuriamoci quindi un Vaffanculo di massa.

Lo stabilisce la Quinta Sezione Penale della Suprema Corte di Cassazione (sentenza n.27966/2007) adducendo come motivazione che “l’espressione non è più offensiva in quanto fa ormai parte del linguaggio comune”. (testo sentenza)

Non mi resta altro da dire quindi, se non l’augurio di andarvene prontamente a fare in culo.

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Il testo della legge proposta da Beppe Grillo

di SKA su ControInformazione il 6 settembre 2007, 18:04

A chi interessasse, non sono sparito. Cause di forza maggiore mi tengono per il 96% della giornata lontano da casa ed immerso nella polvere, ma questa è un’altra storia.

Per tornare al titolo invece.
Dopo aver espresso la mia contrarietà al V-Day più che altro nel metodo, vorrei aggiungere qualcosina anche nel merito.

Come molti lettori sapranno qui dentro si cerca sempre di partire da testi, fatti e documenti nella loro interezza e spesse volte anche nella loro complessità.

Per quanto riguarda quindi il V-Day e l’oggetto di questa manifestazione, ossia la legge d’iniziativa popolare presentata da Beppe Grillo ed il suo Staff, vorrei che leggessero il testo nella propria interezza anche tutti i seguaci sostenitori dell’iniziativa.

Forse mi sbaglio. Ma sul blog di Beppe Grillo non compare il testo integrale della proposta di legge per cui si richiede una firma. Credo sia inaccettabile una cosa del genere, soprattutto quando si parla di trasparenza.
Se qualcuno lo trova lo linki nei commenti, magari è stata una mia mancanza.

Tutti i sostenitori del V-Day si basano sui 3 punti spiegati, male, nel volantino del V-Day.

Se andiamo a leggere il testo integrale però la situazione è ben diversa, il Parlamento Pulito oltre ad essere una cosa semi-secondaria è oggetto di cavillature sin troppo specifiche per essere credibili.

Gli articoli 2-3-4 poi oltre ad essere incostituzionali passibili di profili di non costituzionalità sono ben lontani dall’argomento “Parlamento Pulito”. Non c’entrano una sega. E’ un’accozzaglia di proposte populiste in cui il popolo ha avuto ben poca voce in merito.

Non farò un’analisi giuridica per evitare errori grossolani, ma anche perché ci vorrebbe troppo tempo e precisione. Ognuno legga per conto suo e si faccia la propria idea.

Testo:
RIFORMA DELLA LEGGE ELETTORALE DELLA CAMERA E DEL SENATO RIGUARDANTE I CRITERI DI CANDIDABILITÀ ED ELEGGIBILITÀ, I CASI DI REVOCA E DECADENZA DEL MANDATO E LE MODALITÀ DI ESPRESSIONE DELLA PREFERENZA DA PARTE DEGLI ELETTORI
(.pdf)

(formato .doc)

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I privilegi della Chiesa Cattolica

di Reverendo SenzaDio su L'ora di religione il 1 settembre 2007, 15:58

In questi ultimi giorni si è fatto un gran parlare dei privilegi economici e fiscali della Chiesa Cattolica, soprattutto per la richiesta di “informazioni supplementari” da parte dell’Unione Europea. Il tutto ha avuto culmine con le parole di Betori che dichiara “Qualcuno vuole buttare fango sulla Chiesa facendo credere che la Chiesa goda di privilegi. Questo è assolutamente falso”.
A Bertone, ricordando l’8° Comandamento che recita “Non pronunciare falsa testimonianza contro il tuo prossimo.”, ricordiamo anche tutti i privilegi di cui gode tranquillamente la Chiesa Cattolica e che sono spesso oggetto di un dilagante e colpevole, a mia detta, silenzio.

Partiamo dalla Costituzione Italiana per porre le basi del discorso “Stato e chiesa cattolica sono ciascuno, nel proprio
ordine, indipendenti e sovrani”. Quindi si presume che lo debbano essere anche economicamente.
Ne avevo parlato qualche tempo fa con l’articolo “La multinazionale chiamata Chiesa Cattolica” in cui si faceva un rapido excursus del potere economico acquisito dalla Chiesa, spesso a discapito dello Stato stesso.

Qui parliamo invece dei veri e propri privilegi economici e tributari.

8 per Mille
E’ l’argomento di cui più spesso si parla, credendo di saperne quasi tutto. Riprendendo ciò che era scritto nell’articolo precedente. L'”8 per mille” è una percentuale detratta dal gettito dell’IRPEF. Grazie ad esso la Chiesa riceve attualmente circa un miliardo di euro. Una cifra non destinata ad opere di carità come vorrebbero farci credere. In base ai dati della CEI relative al trienni 2002-2004 i fondi sono destinati per il 20% a interventi caritativi, 34% al sostentamento del clero e 46% per esigenze di culto.
E siccome “In caso si scelte non espresse da parte dei contribuenti, la destinazione si stabilisce in proporzione alle scelte espresse”, soltanto un terzo degli Italiani sceglie a chi devolvere l’8 per mille, quindi l’85% va ogni anno alla Chiesa Cattolica.
L’8 per Mille inoltre, come molti credono, non va direttamente allo Stato Vaticano, ma direttamente nelle casse della Conferenza Episcopale Italiana.

ICI (Imposta Comunale sugli Immobili) *
La Chiesa Cattolica gode dell’esenzione totale dell’ICI relativamente ai fabbricati destinati in via esclusiva all’esercizio del culto e le relative pertinenze. Dal 2007 (con la finanziaria del centro-sinistra)è invece prevista anche l’esenzione dell’Ici per gli immobili adibiti a scopi commerciali per la Chiesa, basta “che sia mantenuta una piccola struttura destinata ad attivitá religiose.”
Il mancato gettito annuale per i comuni é stato calcolato nell’ordine dei 300 milioni di euro (la Repubblica, 8/10/2005).
Anche se in realtà il gettito mancante calcolato sarebbe di 2 miliardi e 250 milioni di euro, circa, complessivi.

IRES (Imposta sul reddito delle società) *
È previsto per la Chiesa l’abbattimento dell’Ires del 50% nei confronti degli enti di assistenza e beneficenza e gli altri enti il cui fine è equiparato per legge ai fini di assistenza ed istruzione.

IRAP (Imposta regionale sulle attività produttive) *
La legge Italiana stabilisce che le retribuzioni corrisposte ai sacerdoti non costituiscono base imponibili ai fini dell’IRAP.

Tasse immobiliari e doganali
Gli immobili della Chiesa da qualsiasi tipo di tributo, verso lo Stato o qualsiasi altro ente.
Mentre le merci provenienti dall’estero (anche dall’Italia) e dirette verso Città del Vaticano o ad uffici della Santa Sede sono sempre ammesse e non sono soggette diritti doganali e dazi, quindi completamente esenti.

Tra il 2004 e 2005 le finanziarie di quegli anni hanno stanziato circa 50 milioni di euro destinati all’Università Campus Bio-Medico che si autodefinisce “opera apostolica della Prelatura dell’Opus Dei che intende operare in piena fedeltà al Magistero della Chiesa Cattolica, che è garante del valido fondamento del sapere umano, poichè l’autentico progresso scientifico non può mai entrare in opposizione con la Fede, giacchè la ragione e la fede hanno origine nello stesso Dio, fonte di ogni verità”

Finanziaria 2005 : 15 milioni di euro per il Centro San Raffaele del Monte Tabor.

Legge n.293/2003: riconoscimento legislativo all’Istituto di studi politici San Pio V con relativo finanziamento previsto di 1,5 milioni di euro annui.

Nel 2003 si è definito ancora più specificatamente il ruolo degli insegnanti di religione cattolica, scelti dai vescovi e pagati dallo Stato Italiano. Nell’Agosto 2003 è stata infatti varata la legge per l’immissione in ruolo degl insegnanti di religione, circa 35.000, con un costo complessivo che supera il miliardo di euro.

Dal 2000, con la legge n.62/2000, sono state parificate le scuole private a quelle pubbliche e pertanto le scuole private (in larga parte cattoliche) entrano a far parte in pieno titolo del sistema di istruzione nazionale e vengono trattate alla pari anche sul piano economico. La legge istituiva 300 miliardi annui delle vecchie lire per le scuole private.
Nel 2005 il Ministro Moratti specifica che lo Stato Italiano debba svolgere “partecipazione alle spese delle scuole secondarie paritarie”.

Sempre secondo i dati del 2005 i fondi elargiti alle “scuole secondarie non statali” ammontavano a 500 milioni e 500 mila euro (circolare ministeriale n.38 del 22 Marzo 2005).

Ricordiamo anche che i funzionari della Chiesa sono stipendiati dallo Stato Italiano in base all’Art. 11 del Concordato con la Chiesa Cattolica, che in pratica al primo comma stabilisce la libertà religiosa all’interno dei corpi delle Forze Armate ed altri enti statali. Al comma 2 però si stabilisce che l’assistenza spirituale a quegli stessi enti è assicurata da ecclesiastici nominati dalle autorità italiane competenti e su designazione dell’autorità ecclesiastica. Con una serie di accordi caso per caso si stabilisce che su indicazione della Chiesa lo Stato Italiano debba pagare una retribuzione per la libertà di culto.

Per ulteriori cifre relative ai privilegi della Chiesa leggete anche “La multinazionale chiamata Chiesa Cattolica”.

Fonti utili:
Articolo de Il Sole 24 Ore
Privilegî economici e fiscali della Chiesa cattolica – Relazione di Silvio Manzati al convegno nazionale sulla laicità tenuto a Verona il 14 ottobre 2006
I Privilegi della Chiesa Cattolica – CalogeroMartorana.it
Patti Lateranensi
Testi integrali delle varie versioni dei Concordati Lateranensi

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La legge 150/2000: questa sconosciuta

di SKA su ControInformazione il 29 agosto 2007, 07:27

Leggendo il libro “Santi, Poeti e Comunicatori (Colloquio informale sulla legge 150/2000)” Fara Editore – 2004 di Stefano Martello e Gennaro Pesante gentilmente inviatomi da Fara Editore ci si rende conto che la legge 150/2000 possa essere considerata la normativa più sconosciuta in merito alla comunicazione degli enti pubblici. Se non fosse stato per un libro di diritto studiato qualche anno fa, lo sarebbe stata anche per me. Nonostante io sia de facto un comunicatore laureato col pallino del giornalismo.

PER ACQUISTARE IL TESTO CLICCA QUI
Santi, poeti e comunicatori. Colloquio informale sulla Legge 150/2000

Siccome questa non è una recensione, passo oltre molto rapidamente. Per chi è “comunicatore” o vorrebbe lavorare nel campo questo libro potrebbe risultare molto interessante e coglie sicuramente nel segno, in prima istanza per lo stile informale, colloquiale ed un po’ scanzonato utilizzato dagli autori. In seconda istanza perchè riesce ad introdurre la problematica di una legge che dovrebbe regolamentare la comunicazione all’interno degli uffici pubblici, ma che risulta essere ancora disattesa da molti degli stessi enti. Introduce anche la differenziazione tra comunicazione istituzionale e marketing pubblicitario dei servizi svolti dall’ente in questione: la “res pubblica” può essere trattata come un prodotto da pubblicizzare ai cittadini, o il cittadino va informato in maniera sobria, ma incisiva e corretta?

Dopo aver colto nel segno il libro però perde colpi in quanto non riesce a far chiarezza sui contenuti effettivi della famigerata legge 150/2000. Il testo integrale della normativa a fine libro aiuta anche meno.

La Legge n. 150 del 7 giugno 2000 – di cosa si occupa (Testo integrale)
“Disciplina delle attività di informazione e comunicazione delle pubbliche amministrazioni” può ad oggi rappresentare il caposaldo normativo della comunicazione pubblica, con essa la comunicazione delle amministrazioni pubbliche diviene obbligo e ne vengono definiti strumenti e soggetti. Con questa normativa la Comunicazione, o meglio l’Informazione, viene definita come risorsa fondamentale quindi legittimata e con la previsione che essa sia elemento principale dell’attività di una Pubblica Amministrazione.

L’articolo 1 è il manifesto dell’intero impianto legislativo. Il punto 1 è chiarissimo “Le disposizioni della presente legge, in attuazione dei principi che regolano la trasparenza e l’efficacia dell’azione amministrativa, disciplinano le attività di informazione e di comunicazione delle amministrazioni pubbliche”

Le Strutture (figure professionali) (Art. 6)
Dal punto di vista dei soggetti il testo legislativo istituisce formalmente 3 differenti strutture operative:
il portavoce
l’ufficio stampa
l’ufficio relazioni con il pubblico (URP)

Le prime due dovranno occuparsi di tutte le attività di informazione, mentre gli URP si occuperanno della attività di comunicazione in aggiunta ad analoghe strutture quali “sportelli per il cittadino”, “sportelli unici” e sportelli polifunzionali e per le imprese. La separazione tra informazione e comunicazione diviene definitivamente netto.

Il Portavoce è una figura che viene creata appositamente ed è legato a doppio filo da un rapporto fiduciario con l’organo che egli rappresenta, può anche essere esterno all’amministrazione e si occupa dei rapporti di carattere politico-istituzionale con gli altri organi d’informazione nei settori radiotelevisivo, del giornalismo, stampa e relazioni pubbliche; (Art. 7)
A proposito del Portavoce va fatta una specifica ancora più chiara : per questa figura non sono previsti alcun tipo di percorso formativo, tantomeno il possesso di determinati requisiti. Non vi sono limiti di età o delle previsioni di incompatibilità. Può farlo chiunque, se chiamato dall’Amministrazione.

L’Ufficio per le relazioni con il pubblico è indirizzato ai cittadini singoli e associati. Sono incaricati di garantire loro l’esercizio dei diritti di informazione e accesso anche attraverso l’illustrazione delle varie normative richieste, sulle strutture e sui compiti dell’amministrazione stessa; (Art. 8 )

L’Ufficio Stampa deve essere costituito da personale iscritto all’Albo nazionale dei giornalisti ed ha il compito di curare i rapporti fra l’istituzione ed i mezzi di informazione di massa. L’Ufficio stampa è diretto da un coordinatore (capo-ufficio stampa) ed è l’addetto a curare i collegamenti con gli organi d’informazione attenendosi ai principi di trasparenza, chiarezza e tempestività delle comunicazioni d’interesse per l’amministrazione. Coordinatori e componenti dell’Ufficio stampa non possono però esercitare, per tutta la durata dei propri incarichi, attività professionali radiotelevisive, stampa o giornalismo (non può fare il giornalista al di fuori dell’Ufficio stampa, così è più facile) (Art. 9)
Va aggiunta una postilla: la normativa prevede un bonus per coloro che hanno svolto attività di Ufficio stampa pur non essendo iscritti all’albo sino all’entrata in vigore della legge. Si dovrà allegare tutta la documentazione di carattere giornalistico più la dimostrazione di aver partecipato ad un percorso formativo previsto dalla normativa (anche se nel 2007 risulta un po’ anacronistico, è bene specificarlo ugualmente).

Un’altra parte della normativa è dedicata ai Piani di comunicazione delle pubbliche amministrazioni, da trasmettere al Dipartimento per l’informazione e l’editoria presso la Presidenza del Consiglio, che predispone un Piano annuale di comunicazione, approvato dal Consiglio dei ministri. Al Dipartimento è richiesto un parere preventivo sulla comunicazione pubblicitaria delle Amministrazioni statali. (articoli 11, 12 e 13 della legge 150)

L’articolo 3 del Dpr 422/2001 chiarisce i dubbi e aiuta a capire le figure di giornalisti, che troveranno una collocazione negli uffici stampa delle amministrazioni pubbliche

Il regolamento chiarisce:

  • che degli uffici stampa potranno far parte soltanto giornalisti professionisti e pubblicisti;
  • che i giornalisti responsabili degli Uffici stampa dovranno possedere un diploma di laurea, mentre i redattori potranno possedere soltanto il requisito minimo dell’iscrizione nell’Albo dei Giornalisti;
  • che le Regioni (ordinarie e a statuto speciale) e il Ministero degli Esteri non hanno alcun obbligo di applicare la legge 150/2000;
  • che le lauree previste sono quelle in scienze della comunicazione, in relazioni pubbliche e in materie assimilate, mentre i laureati in discipline diverse dovranno aver conseguito il titolo di specializzazione o di perfezionamento post laurea o altri titoli post universitari rilasciati in scienze della comunicazione o in relazioni pubbliche e in materie assimilate da università ed istituti universitari pubblici e privati, ovvero dovranno aver conseguito master in comunicazione presso la Scuola superiore della pubblica amministrazione se di durata meno equivalente, presso il Formez, la Scuola superiore della pubblica amministrazione locale e altre Scuole pubbliche nonché presso strutture private abilitate alle attività di formazione e con specifica esperienza e specializzazione nel settore;
  • che il conferimento dell’incarico di responsabile dell’Urp e di capo ufficio stampa a soggetti estranei alla pubblica amministrazione è subordinato al possesso dei requisiti della laurea (per il capo dell’ufficio stampa) e dell’iscrizione nell’Albo dei giornalisti;
  • che le attività formative del personale in servizio (negli Urp e negli Uffici stampa) dovranno essere portate a compimento dalle amministrazioni entro 24 mesi dall’entrata in vigore del regolamento 422/2001.

(chiarimento tratto dall’analisi di Franco Abruzzo linkata sotto)

Per un’analisi approfondita sin nei minimi dettagli vi rimando all’analisi giuridica della legge 150/2000 di Franco Abruzzo

Dati relativi all’attuazione della legge 150/2000
Negli anni 2002 – 2003 sono state effettuate dal Dipartimento della Funzione Pubblica due indagini nazionali sullo stato di attuazione della legge 150/2000
1° monitoraggio nazionale sullo stato di attuazione della Legge 150/2000 (anno 2002)
2 ° monitoraggio nazionale sullo stato di attuazione della Legge 150/2000 (anno 2003) (.pdf)

Non sono riuscito a trovarne di più recenti, se non un monitoraggio effettuato dalla Provincia di Pescara e l’Associazione Comunicazione Pubblica(.pdf)

Tutti e 3 i monitoraggi denotano chiaramente come la legge 150/2000 non sia ancora pienamente recepita dagli enti pubblici e spesso neanche conosciuta.

“su 895 enti pubblici intervistati, solo il 23,2% (nel 2002 il 35,5%) dimostra di aver già recepito la legge; il 13,1%, (nel 2002 il 14,1%)
ancora non la riconosce; mentre il 62,2% concentrato nel nord Italia ha recepito la legge solo in parte, (nel 2002 il 47,7%).”

Sono alla ricerca di un’indagine più recente per paragonare i dati, se ne siete a conoscenza linkate pure nei commenti.

Comunicatori d’Italia, facciamoci avanti.

Siti Utili
ComPubblica.it
Comunic@zione Pubblica
Diritto & Diritti – Osservatorio sulla Comunicazione

Per ulteriori domande, chiarimenti o stimolare il dibattito utilizzate i commenti o la pagina dei contatti.

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Lotto per mille

di SKA su Notizie Commentate il 28 agosto 2007, 12:29

Ora dico una di quelle cose che non si possono dire.

Guardandola nell’ottica di una protesta nei confronti dello Stato, ma anche in senso più generico, è così terribile essere d’accordo con Bossi sullo sciopero di Lotto e Lotterie?

Non sono Padano, tantomeno Leghista. Ma ho un’avversione viscerale nei confronti dei giocatori abituali di Lotto, Lotterie, Poker elettronici e tutti quei cazzo di giochi d’azzardo legalizzati.

Ed in più, nell’ottica della protesta popolare, è un mezzo perfettamente legale e legittimo per farsi sentire. Anche perchè non è concepibile che uno Stato tiri avanti il baraccone con entrate provenienti da lotto e lotterie (38 miliardi annui).

E’ da integralisti, lo so. Ma ecco, non gioco neanche alla tombola di Natale, per intenderci.

Fare lo sciopero del Lotto & affini, in realtà, non è un atto contro lo Stato.
E’ un atto in difesa dei propri soldi sudati ogni giorno.

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Plot rubati

di SKA su Notizie Commentate il 27 agosto 2007, 14:16

Questi tre coglioni giapponesi si sono macchiati contemporaneamente di 2 reati.

Il primo, quello di omicidio, è quello più ovvio (quanto insensato e malato, peraltro).

Il secondo è quello di avermi bruciato la traccia per un racconto che stavo scrivendo da un mese!

Su Repubblica scrivono “Un finale tradizionale per un’incredibile vicenda che sembra essere uscita dalla penna di uno scrittore.”

Poteva.

Giapponesi del cazzo.

P.s. che faccio, continuo a scriverlo?

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Non ho un bel niente da dire

di SKA su Il Terzo Occhio il 23 agosto 2007, 15:44

Messaggio importante per la blogosfera intiera

Non ho un bel niente da dire

Provateci anche voi a dirlo, non vi sentite meglio? E’ come scrollarsi la coscienza, è un’ammissione di colpevolezza che vi libera da tutti i mali. Quelli di correre dietro ai giochetti, i meme, i vicendevoli pompini, le notizie imposte dal circuito blogbabel, le parole sul niente. Come cantano gli Offlaga Disco Pax. Ecco, qui invece non mancano affatto.

I v/n-ostri commenti su tutto non li aspetta nessuno, fidatevi. E se veramente qualcuno li aspetta frementi, significa che c’è un problema di fondo. Se non si ha niente da dire la soluzione è semplice : non farlo.

I lettori possono fare a meno di n/v-oi, per una volta. Capiranno la sincerità, l’onestà e la trasparenza della peggiore delle ammissioni. Non avere un bel niente da dire. Una beneamata mazza, le palle piene, ho altro da fare. Ditelo come volete, ma non fate finta di avere l’idea o il pensiero più brillante della storia, quando invece si parla di nulla.

Propongo un post preimpostato in ogni piattaforma di blogging, tipo i modelli degli SMS. “Sì”, “No”, “Ti chiamo dopo”, “Oggi non ho un bel niente da dire”.
Immaginate che bello. Un click, un post. Finito.

Pensateci.

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Materazzaio

di SKA su Notizie Commentate il 18 agosto 2007, 15:35

“Preferisco la puttana di tua sorella”

Svelato il mistero, Materazzi disse questo a Zidane, da lì la capocciata.

Bisognerà fare una rettifica di massa, noi esaltati tifosi che ce la prendevamo con la mamma di Zidane.

Non era la mamma. Era la sorella.

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Feriae Augusti

di Reverendo SenzaDio su L'ora di religione il 15 agosto 2007, 16:09

Ferragosto significa Feriae Augusti.

Come potete immaginare non è una festa nata per festeggiare la morte ed assunzione della Vergine Maria. Ma, come al solito, un saccheggio da parte della Chiesa di una festa pagana che si svolgeva il 15 Agosto, per la fine dei lavori agricoli.

Augusti, come Agosto, in onore dell’imperatore Ottaviano Augusto.

Ad oggi il Feriae Augusti si traduce con “tutti in macchina sotto il sole a tirare madonne, cristi, santi e e dèi di ogni natura maledicendo il momento in cui si è deciso di partire per ritrovarsi poi imbottigliati”.

Il che, quindi, spiega ulteriormente l’accezione non religiosa della festa.

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Second Repubblica

di SKA su Notizie Commentate il 13 agosto 2007, 13:32

Ecco.
Quando presi per il culo Second Life ed i suoi Second Abitanti ricevetti proteste infuocate, sia nei commenti che via e-mail.
“Second Life non si tocca, è meravigliosa”

E chi ve la tocca. Anzi, me ne guardo bene dal tornarci.

Ma ora che anche Repubblica fa dietrofront su Second Life ci sarà una schiera di commenti che diranno “cosa? no no, ci sono stato solo una volta e sono scappato”, “che cazzata quel Second Life, e poi lo dice anche Repubblica”.

Sì lo dicono anche là, dopo che L’Espresso ha investito tempo e risorse per organizzare quella roba sulla Storia d’Italia e tutte le marchette su SL “perchè faceva tanto tendenza”.

Ora cari liberi pensatori, siete liberi di pensare il contrario. Lo dice Repubblica.

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Troppa politica fa male (2)

di SKA su Il Terzo Occhio il 10 agosto 2007, 23:06

Cari amici, vicini e lontani, che leggete questo blog in maniera assidua, sporadica, interessata, disinteressata o magari solo di passaggio perché avete fatto, toh, una curiosa ricerca su google.

Sono qua, come uno qualsiasi dei nostri beniamini della politica, a chiedervi un voto.

Ma che per me é IL voto.

E’ successo che una bizzarra giuria “di critici, composta da scrittori, intellettuali ed esperti del settore, abbia selezionato un mio racconto breve per il Premio Grinzane Cavour.

Se vi state chiedendo come sia possibile, sappiate che l’ho fatto anche io. Fatto sta che così è.

All’atto pratico vi chiedo di esprimere il vostro voterello a questo indirizzo:
http://www.grinzane.it/webmania/sk/votazione.aspx
cliccando sul bottoncino accanto al nome Fabio Mascagna (che poi sarei io, ma forse s’era capito) e poi compilare il piccolo form sottostante coi vostri dati ed una mail valida.
So che siete coscienziosi, ma credo sia meglio non esprimere più di un voto a cranio.
Come accade nelle migliori democrazie occidentali.

Se poi ecco, voleste anche darmi un vostro parere sul breve scritto ve ne sarei infinitamente grato.
Lo potete prendere direttamente da là a questo indirizzo diretto:
http://www.grinzane.it/webmania/FINALISTI/Fabio_Mascagna.doc

Se vorrete farlo vi vorrò un mondo di bene, a tutti tutti.
Ma, ecco, ve ne vorrò lo stesso anche se non lo farete.

Fabio Mascagna alias Ska

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“Pulizia etnica contro i culattoni”

di SKA su Notizie Commentate il 9 agosto 2007, 11:02

“Pulizia etnica contro i culattoni”: con parole durissime, il vicesindaco di Treviso Giancarlo Gentilini ha dichiarato guerra ai gay che avrebbero trasformato il parcheggio di via dell’Ospedale in un luogo di incontro dove si consumano rapporti sessuali […]

“Darò subito disposizioni alla mia comandante (dei vigili urbani, ndr) affinchè faccia pulizia etnica dei culattoni … Devono andare in altri capoluoghi di regione che sono disposti ad accoglierli. Qui a Treviso non c’è nessuna possibilità per culattoni e simili

Fonte: AnsaRepubblica

Mi dev’essere sfuggito qualche passaggio.

Da quand’è che gli omosessuali fanno parte di un’etnia a sè stante,con magari un proprio stato nazionale?

Ho cercato.
Ma il tipo culattoide non son mica riuscito a trovarlo.

Update:
l’entourage di Gentilini nel ridicolo tentativo di difendere il proprio sceriffo dicono :”La stessa espressione pulizia etnica, è “usata spesso da lui nel senso di pulizia totale, non c’e’ nessun riferimento razziale. D’altronde – precisano – i gay non sono una razza…

Come dire, non c’è mai limite al peggio.

Nel contempo Grillini ricorda che le parole di Gentilini sono un reato

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L’altra casta: i Sindacati

di SKA su ControInformazione il 3 agosto 2007, 15:37

Dopo il libro inchiesta La casta. Perché i politici italiani continuano a essere intoccabili di Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella che rende pubblici i privilegi e gli sperperi economici del mondo politico, il settimanale L’Espresso si occupa de L’altra casta. Privilegi. Carriere. Misfatti e fatturati da multinazionale. L’inchiesta sul sindacato.
Quella dei Sindacati.

Come documentato qualche tempo fa anche qua su Terzo Occhio i politici godono di indennità, vitalizi e rimborsi spesa decisamente sproporzionati ed il più delle volte ingiustificati (Trattamento economico dei DeputatiTrattamento economico dei Senatori).

Ma quali sono i bilanci economici dei Sindacati italiani? Quanto prendono al mese i maggiori sindacalisti italiani?

Alla seconda domanda possiamo rispondere immediatamente, utilizzando dati e cifre riportate da L’Espresso.

Guglielmo Epifani della CGIL guadagna 3.500 euro netti al mese, i 12 segretari confederali circa 2.400 euro.
Raffaele Bonanni della Cisl 3.430 euro netti al mese.
Luigi Angeletti della Uil 3.300 euro netti al mese, mentre i dieci segretari confederali 2.850 per quell di via Po, 2.900 quelli di via Lucullo.

Questo è quello che si sa, mentre per i bilanci si possono fare solo delle supposizioni, in quanto i Sindacati italiani non hanno mai rilasciato un bilancio consolidato e veritiero.
Capezzone nel 2002 dichiarò che “Il giro d’affari di Cgil, Cisl e Uil ammonta a 3 mila e 500 miliardi di vecchie lire e il nostro è un calcolo al ribasso”, che non sembrò andarci poi molto lontano in base all’analisi del settimanale.

La maggiore risorsa economica dei Sindacati è il sostituto d’incasso ossia la quota versata dagli iscritti. Giuliano Cazzola parla di circa un miliardo all’anno, mentre per quanto risulta a L’Espresso la sola CGIL ha incassato nel 2006 una cifra vicina ai 331 milioni di euro. Se facciamo un calcolo su questo dato moltiplicato per 3 arriviamo al miliardo, soldi che arrivano senza alzare neanche un dito.

Poi abbiamo il monopolio di fatto derivante dalle strutture CAF, situazione per cui è partito nei confronti dell’Italia un richiamo formale da parte della Corte di Giustizia europea, convinta che il monopolio dei Caf rappresentasse una violazione ai trattati comunitari.
I CAF convenzionati nel 2006 hanno ricevuto 120 milioni di euro direttamente dall’INPS, che si occupa dei redditi dei pensionati. Cgil, Cisl e Uil invece, da sole, arrivano a circa 90 milioni più circa 186 milioni provenienti dal Ministero del Tesoro per i lavoratori in attività. I CAF in aggiunta prendono altri circa 175 milioni di tasca nostra per la compilazione dei 730 ed altri circa 50 milioni per la sola certificazione ISEE-ISE.

Una cifra di circa 349 milioni di euro (nel 2006) proviene dai patronati le strutture che assistono i cittadini nelle pratiche previdenziali (ma anche disoccupazione e cassa integrazione).

Poi ci sono i dipendenti statali dati “in omaggio” ai Sindacati e pagati dall’Amministrazione Pubblica (quindi dalle nostre tasche) che sono circa 3.077 e ci costano circa 116 milioni di euro l’anno più 9,2 milioni di permessi retribuiti.

Poi vi sono i dati relativi ai soldi provenienti dalla Comunità Europea per la formazione professionale e immenso patrimonio immobiliare sotto il controllo dei 3 sindacati principali, cosa che fino a pochi anni fa non era possibile. Ora sì.

I bilanci dei Sindacati non sono affatto trasparenti, come invece essi stessi vorrebbero per le aziende e le pubbliche amministrazioni. Ma a quanto pare hanno acquisito un potere troppo vasto, soprattutto nei confronti del mondo politico, per poter essere messi sotto controllo.

Fonti:
L’altra Casta inchiesta di Stefano Livadiotti per L’Espresso

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Giornalista, web designer e pubblicitario. Da blog di protesta negli anni in cui i blog andavano di moda, questo spazio è diventato col tempo uno spazio di riflessione e condivisione. Per continuare a porsi le giuste domande ed informare se stessi.