Pornografia Sismica

di SKA su Satira il 11 aprile 2009, 12:04

E’ stato alle 4.34 di quel 6 aprile che la mia già vistosa erezione ha raggiunto il suo climax.

Svegliato alle 3.32 da un tumulto di pareti e lampadari avevo già subodorato la portata orgasmica del disastro imminente, ma non speravo – in tutta onestà – di ricevere una così lauta ricompensa divina per il mio lavoro. Lassù qualcuno mi ama.

Dopo aver pulito la mia eiaculazione sul doppiopetto di B. – lasciato qui chissà in quale delle serate all’insegna di droga e puttane – mi sono diretto in redazione per abbeverarmi direttamente alla fonte delle agenzie. Arrivo e trovo già un visibilio fatto di 10, 20, 30 morti, case dilaniate, famiglie in fuga, appelli disperati dai primi soccorsi.

Erano le 7.27 e tutto quel ben di Dio era lì solo per me e ne volevo di più, sempre di più. “Datemi i morti! Datemi i dispersi, le famiglie affastellate! Datemi lacrime” gridavo in completa trance alle mie collaboratrici. E loro lì, con quelle facce lunghe e qualche imperscrutabile accenno di compassione frammista perfino a tristezza. Forse anche qualche lacrima sui loro visi induriti. Un vero anticlimax che riuscirebbe ad ammosciare finanche la più priapistica prestazione. Non potevo permetterlo.

Ma le notizie dei bambini schiacciati sotto le loro stesse case e gli studenti intenti a drogarsi senza più un alloggio fanno riaffluire improvvisamente un nuovo getto di sangue nei miei corpi cavernosi. All’estremo dell’eccitazione decido che non posso più stare qui. Devo vedere. Devo odorare. Devo toccare. Devo Informare.

La A24 è chiusa, vogliono evitare il turismo della tragedia. Evitare che morbosi della morte godano dell’immenso spettacolo creato dalla natura. Inconcepibile. Con una sola telefonata al Ministero dell’Interno riesco ad obbligare la Rai a concedermi un elicottero privato che mi porti lì, tra le macerie ed il sangue. “Panoramica”. “Carrellata”.

Schivo, scanso e spintono membri dei vigili del fuoco e della protezione civile per guadagnarmi la prima linea ed immergermi in uno degli spettacoli più estatici a cui abbia mai potuto assistere in vita mia. Sono lì e riesco a respirare la mista polvere di cemento ed amianto degli edifici anni ’70 – fortunatamente mai adeguati alle norme antisismiche. “Campo Medio”. Faccio domande compulsive ai passanti, sfoderando il microfono come un vessillo colonialista. “Primi piani”. Vi porto empatia, vi porto la parola, vi porto Amore. Vi porto l’Informazione. Voi datemi il vostro dolore. Il nostro dolore. Voglio la mia dose di dolore altrui. Datemela!

E’ questo che facciamo: ingurgitiamo la vostra sofferenza, la ruminiamo e la rivomitiamo completamente stravolta, violentata e deturpata per farla conoscere a tutti. Siamo i professionisti della pornografia informativa.

Poi mi trovo finalmente lì, ad Onna. Abbagliato, accecato, da cotanta miseria e desolazione. Vedo solo campi, cumuli di macerie ed un epifanico dramma. Ma poi li vedo in lontananza, una fila di 40 corpi coperti solo da lenzuola e stracci. “Campo Piano”. Il pantalone di tweed non riesce a contenere l’esplosione che mi ritrovo tra le gambe.

Ho sempre immaginato la morte come una fonte di gelatina scura, dentro cui affondare le mani fino agli avambracci. Gelatina da schiacciare, spappolare, squartare, succhiare, ingoiare, per godere della sua truculanta polpa fatta di dolore e paura.

Mi accascio su uno dei corpi in fila, assaporando ancora cosciente i singulti dei familiari. “Campo Medio”. Scopro una donna contusa, deturpata nel viso probabilmente da un soffitto crollatole addosso. “Primo Piano”. Le accarezzo il sangue coagulato sulle guance, scendendo per il collo fino ai seni coperti da quel poco tessuto rimasto di quella che era una t-shirt. “Zoomma”. Con l’altra mano inizio a toccarmi, non resisto più. Trovo una cavità nello stomaco dentro cui si è probabilmente infilato un tondino di acciaio, è ancora morbido. E’ caldo. E’ perfetto. “Soffermati sul particolare. Zoomma.”

Ma il cameraman non zoomma. Sono lì, con il membro in mano pronto a ridare vita a quel corpo ancora caldo. Ma lui esita. “Perchè esiti, zooma, è lo show-biz, è pronta, dobbiamo far vedere a tutti! Dobbiamo Informare.”

“No dottor V. non ce la faccio, spero stia scherzando.”

“No ragazzo!” – gli urlo indemoniato forte della mia erezione in atto –“tu non capisci. Non potresti mai capire l’importanza del nostro mestiere. Perché questa è l’Informazione ragazzo. E l’Informazione è una cosa seria.”


Il pezzo è uscito per ScaricaBile n.13, in download direttamente dal sito o leggibile da qui sotto.

SFOGLIABILE N. 13

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Aquile all’ingiù

di SKA su Notizie Commentate il 8 aprile 2009, 11:48

Ogni tanto bisogna anche essere seri e seriosi. Non ho scritto un bel niente su quello che sta succedendo in questi giorni in Abruzzo proprio perché non c’era proprio niente da aggiungere. Sento vicina la tragedia proprio perché E’ vicina alla mia famiglia ed a me, nonostante io viva a centinaia di chilometri di distanza in questo momento. Prendetelo quindi come un open post per dire tutto quello che volete.

In questo momento qualcosa da scrivere però c’è, anche se in maniera incompleta, ed è tutto quello che i media principali non dicono e non vogliono dire. Quello che la propaganda politica per il tramite della Protezione Civile nasconde e sotterra. I soccorsi non hanno funzionato come dicono, sono arrivati in ritardo, non c’era niente di pronto nonostante la terra tremasse da mesi. Interi paesi sono stati lasciati abbandonati dai soccorsi per molto tempo, salvo i primi soccorsi delle persone non sommerse dalle macerie. Vi invito a seguire, per quel che riuscirà ad aggiornare, il blog di Anna (Miss Kappa) Aquilana Doc ed estratta anch’essa dalle macerie nonostante fosse sicura della tragedia imminente. Se ci sono altri siti/blog che possono fornire testimonianze dirette e diverse da quelle mainstream fatelo sapere qui sotto.

Poi ci sarebbe bisogno di parlare di come sia possibile che strutture moderne come l’ospedale, inaugurato 2 anni fa, o la casa dello studente siano completamente implose su se stesse perché costruite con cartone e pongo. Mentre strutture dell’antica Roma siano rimaste pressoché intatte. E di come sia fortissimo il rischio di sciacallaggio imprenditoriale per quella che chiamano già ricostruzione, come insegna il precedente dell’Irpinia con soltanto il 20% dei fondi stanziati effettivamente utilizzati per ricostruire.

Per sapere come aiutare in qualche modo le popolazioni in Abruzzo vi invito a leggere questo specchietto riepilogativo su Roma Visibile. Sempre attenzione occhi aperti però.

Per ora basta così.

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Ne uccide più la burocrazia che la spada

di SKA su Satira il 26 marzo 2009, 15:56

(Uscito il numero 12 di Scaricabile, questa volta anche in allegato al “Mucchio”. Andate e scaricatene tutti)

Sono ancora palestinese e quindi, formalmente, un extracomunitario.

L’anno in cui da lassù mio padre decise di rispedirmi tra gli uomini, trovai questi ultimi davanti la televisione.
Nacqui così per la seconda volta, ma nella scelta della terra da far diventar per me natìa un dubbio mi assalì:”ora che posso scegliere, non posso mica tornare in Giudea. Sotto Erode ho rischiato di venir fatto fuori a neanche due anni, poi gli amici di Roma ci sono riusciti a 33: mi hanno appeso a quattro pezzi di legno chiedendo al popolo di scegliere tra me e un ladro.”
Hanno scelto il ladro.
Adesso continuano ad ammazzarsi per colpa mia. Se mi vedono in giro mi fanno un culo come una Moschea, non è il caso.
Io che tutto posso, decisi di vivere in un posto in cui regnava pace, armonia e tolleranza.

Ho scelto l’Italia.

Culla della tradizione umanista e sede dei miei più fedeli adepti, è la terra che più di tutte idolatrava la mia immagine, in perenne sofferenza e dolore, esposta al pubblico ludibrio all’interno di posti tristi, ma allo stesso tempo trasudanti opulenza.

A volte ho il dubbio di essere rinato Elvis.

Ma sono ancora palestinese e quindi, formalmente, un immigrato irregolare.

L’anno in cui nacqui era in vigore una norma che mi riportò la memoria indietro di secoli: volevano impedire ai bambini di esistere. A suon di “obblighi per il cittadino straniero di esibire il permesso di soggiorno in sede di richiesta di provvedimenti riguardanti gli atti di stato civile”, iniziarono a scomparire bambini. Erano in giro, erano dappertutto, sudici, lerci, sporchi, vivevano sotto cartoni con poco cibo e sniffando colla. Genitori stranieri privi di permesso di soggiorno non potevano certificare la nascita dei propri figli. Bambini inesistenti per lo Stato, che pur li accoglieva, ma non voleva né vederli né sentirli. E dalla nuova Maria irregolare, dopo un parto clandestino, nacqui io. Un Gesù senza nome, senza uno Stato, senza una dignità. Un Gesù apolide. A stateless Jesus.
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La risposta è Cristo

di Reverendo SenzaDio su L'ora di religione il 18 marzo 2009, 15:17

MiticoRatzinger riafferma una posizione vecchia (dicesi obsoleta) della Chiesa Cattolica sull’Aids: “E’ una tragedia che non si può superare solo con i soldi, non si può superare con la distribuzione di preservativi, che anzi aumentano i problemi.” (#)

La risposta all’Aids è Cristo.
Si adatta perfettamente alla forma del pene grazie alla sua notevole elasticità e duttilità.

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Se ci è riuscito lui ci riusciremo tutti

di Camerata Stizza su Satira il 12 marzo 2009, 14:51

I toni allarmistici di questi ultimi mesi non fanno bene al paese. In realtà è vero: la crisi non esiste.
E lo dimostrano chiaramente questi dati: il nostro Presidente del Consiglio e le sue aziende hanno guadagnato – quindi utili – il 50% in più del 2008, anno di inizio di questa fantomatica crisi. 159 milioni di euro in più. Tutto frutto del sudore della sua fronte e di quella dei figli.
E pensare che nel 1994, quando è sceso in campo per salvare il paese, era letteralmente oberato di debiti. Una bella storia italiana, non c’è che dire.

Allora, dov’è questa crisi?
Andate a lavorare invece di lamentarvi sempre.

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Scaricabile 11, spesso l’uomo si infila in un cul de Sacconi

di SKA su Satira, Scaricabile il 9 marzo 2009, 13:37

Scaricabile 11
Ennesima uscita del mirabolante ScaricaBile arrivato al numero 11 e settimana oramai imprecisata a causa del fuso orario. Vi rimando al sito per scaricare il PDF, qui sotto per lo SfogliaBile in cui stavolta troverete anche un mio pezzo – che pubblicherò anche qua domani – chiaramente ispirato a Polanski. Sì, l’ala destra della Repubblica Ceca.

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Un Re Mida

di SKA su Satira il 6 marzo 2009, 23:47

Ah sì, prima o poi torno eh.

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Scaricabile 10, un numero felice

di SKA su Satira, Scaricabile il 25 febbraio 2009, 21:04

Nella settimana in cui l’avvocato Mills viene condannato per essere stato corrotto da Berlusconi, ed infatti si è dimesso Veltroni, il nostro amato ScaricaBile diventa anche SfogliaBile. Con il simpatico strumentino qua sotto potrete sfogliarlo in libertà senza scaricare alcunchè. Per i reazionari amanti delle tradizioni è ancora previsto il pdf, ScaricaBile da qua.

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All we need is Mills

di SKA su ControInformazione il 19 febbraio 2009, 18:21

Veniamo presi per il culo da tutta Europa e non. Ecco una carrellata di cosa dicono una rassegna di giornali esteri sul caso Mills-Berlusconi e di conseguenza dell’opinione che hanno del popolo italiano ed il nostro sistema d’informazione.

“Mills sembra aver ricevuto un guadagno di 600.000$ (350.000£ circa) dal Presidente del Consiglio italiano Silvio Berlusconi. Il tribunale di Milano ha condannato Mills a 4 anni e 6 mesi. Lui dice di essere innocente e che farà ricorso in appello.
[…]
Per quanto riguarda Berlusconi, ha un lasciapassare fatto apposta per restare fuori dal carcere, almeno per ora. La sua stessa amministrazione ha approvato l’anno scorso, in maniera controversa, una legge sull’immunità dai processi per lui e una manciata di altri ministri. Perciò non può essere toccato, finché è al potere. Tuttavia le accuse sono sospese, non cancellate.
[…]
Immaginate la stessa situazione in altri paesi, dove il capo di un Governo è coinvolto in un’enorme truffa per corruzione. Non ci si potrebbe neanche muovere fuori dal tribunale a causa dei microfoni e degli obiettivi delle telecamere.

Ma non in Italia. Qui la maggioranza degli italiani è silenziosamente rassegnata a vedere il loro capo muoversi ai confini della legalità; una bufera ogni tanto mostra solo che è umano. È persino una caratteristica della sua personalità eccentrica.

Sembra che gli italiani sono pronti a perdonare Berlusconi, finché tiene lontana dagli scogli la grande nave Italia. Certamente ciò non li trattiene dal votarlo, come è stato provato dallo schiacciante successo elettorale alle elezioni politiche dell’anno scorso.”

BBCTraduzione di Italia dall’estero

L’Italia condanna un avvocato per aver preso una tangente per proteggere il Premier ( New York Times, USA )
L’ex avvocato di Berlusconi condannato a quattro anni e mezzo di reclusione ( Neue Zürcher Zeitung, Svizzera )
Silvio Berlusconi: l’immunità garantita dal Parlamento potrebbe essere annullata dalla Corte Costituzionale ( The Guardian, Inghilterra )
L’azienda di Berlusconi corruppe l’avvocato Mills ( El Paìs, Spagna )
Quattro anni e mezzo di prigione per l’ex avvocato di Berlusconi (Le Figaro ,Francia )
Avvocato britannico condannato per aver protetto Berlusconi ( Herald Tribune, Inghilterra )

Per quanto riguarda il Lodo Alfano – Ex Lodo Schifani – vi rimando ai vecchi articoli:

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Un Mills a farci compagnia

di SKA su Satira il 17 febbraio 2009, 18:50

David Mills ha superato il test.
Prenderà il posto di Walter Veltroni alla guida del Partito Democratico. Ora come ora è il candidato ideale.

A parte le battute, tra i più credibili a prendere la guida del Partito Democratico non c’è nessun esponente del Partito Democratico.

“Se per molti sono un problema, sono pronto ad andarmene per il bene del partito” ha detto Veltroni, al congresso del Popolo delle Libertà.

Consiglio ai prossimi candidati alle Primarie ed al Partito Democratico in genere di fare come in Sardegna.
Per vincere, candidate Berlusconi.

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Una new entry: Mastella

di SKA su Notizie Commentate il 14 febbraio 2009, 17:18

Nello stagnante ed autocelebrativo panorama politico italiano c’è sempre quel personaggio che ti da quel pizzico di brio in più unito ad una ferma e ferrea regola democratica: stare sempre col vincitore.

E quindi come non accogliere a braccia aperte e con garruli gridolini la riesumazione del cadavere di San Clemente Mastella da Ceppaloni che – oplà – volta di nuovo gabbana e si candida con il PDL.

Anche se la scena politica italiana è incerta ed indecifrabile, Mastella rimane sempre una certezza.

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Scaricabile 9, il sacrificio di Cristo (e Eluana)

di SKA su Satira, Scaricabile il 9 febbraio 2009, 17:30

Aggiornamento 20.12: Eluana finalmente è morta. E’ da qualche parte ed in questo momento si sta facendo delle grasse risate alle nostre spalle dicendo :”pensare che nel mondo c’è gente che muore ogni giorno e non fanno mica tutta sta caciara!” Le risate ecco, ce le meritiamo tutte.

Il cardinale Barragan: “Che il Signore perdoni chi l’ha portata a questo punto”.
Ossia chi? Il muro su cui si è schiantata?

Decimo appuntamento con ScaricaBile, che infatti è arrivato al numero 9 (questa cosa sta diventando frustrante) e non a caso – o forse è un caso – sta a simboleggiare il sacrificio della povera Eluana Englaro ormai eretta a nuovo messia sacrificabile agli scopi più beceri. Non lasciandola morire ne sacrificano lo spirito per i più bassi istinti egoistici dell’uomo.

Per queste ed altre facezie leggere ScaricaBile 9

Andate e scaricatene tutti

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Colpi di Stato biologici

di SKA su Notizie Commentate il 6 febbraio 2009, 17:38

“In attesa dell’approvazione della completa e organica disciplina legislativa sul fine vita alimentazione e idratazione in quanto forme di sostegno vitale e fisiologicamente finalizzate ad alleviare le sofferenze, non possono in alcun caso essere sospese da chi assiste soggetti non in grado di provvedere a se stessi”.

Due insensate righe e mezzo per un decreto-legge – requisiti di straordinaria necessità e urgenza? – che mette mano laddove non potrebbe e che scavalca completamente tutte le eccezioni di costituzionalità sollevate dal Presidente della Repubblica.

Il punto è proprio questo.
C’è ancora un grosso problema nella Costituzione Italiana: esiste.

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Medici clandestini

di Camerata Stizza su Notizie Commentate il 5 febbraio 2009, 21:01

Art. 32 della Costituzione Italiana:

«La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti»

Il riferimento è verso questa barbarie fatta legge per cui i medici dovrebbero denunciare gli stranieri clandestini che si rivolgono a loro per essere curati.

Contestualmente:
Art. 365 del codice penale:

«Chiunque, avendo nell’esercizio di una professione sanitaria prestato la propria assistenza od opera in casi che possono presentare i caratteri di un delitto pel quale si debba procedere d’ufficio, omette o ritarda di riferirne all’Autorità indicata nell’articolo 361, è punito con la multa fino a 516 euro. Questa disposizione non si applica quando il referto esporrebbe la persona assistita a procedimento penale»

Un cittadino clandestino quindi, pur avendone il diritto “umano” prima che legale, sarà portato a non rivolgersi ad un medico. Pur, magari, stando nella ragione per aver subito pestaggi o essere stato allegramente e bellamente incendiato nel bel mezzo di un parco.

Il sacrosanto diritto di avere strade più pulite parte anche da queste piccole cose.

Io proporrei un bonus di 200 euro per i clandestini che scelgono di auto-incendiarsi.

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Crisi della giustizia for dummies

di SKA su ControInformazione il 4 febbraio 2009, 19:38

Avvertenza: questo articolo è noioso

L’indice di efficienza della giustizia.
Una soddisfazione possiamo togliercela: ce l’abbiamo più lungo di quelli Angola, Gabon Guinea e São Tome

Qualche giorno fa è stato inaugurato l’anno giudiziario 2009 della Suprema Corte ed il Presidente Vincenzo Carbone ha fotografato l’attuale situazione della Giustizia in Italia – definita senza mezzi termini “in crisi” – con un lungo intervento condivisibile per buona parte, assolutamente incomprensibile per altre (su cui si avrà modo di parlare collegandoci ad una fonte esterna).

Uno dei punti più singolari e citati dell’intervento è stato quello in cui vengono forniti dei dati per i quali l’Italia risulterebbe al 156° posto su 181 nella classifiche internazionali sull’efficienza del sistema giudiziario. Un breve passaggio:

Il primo dato critico deriva dallo scoraggiante confronto con gli altri Paesi. Cominciamo con quelli più vicini a noi. Il Premier Président Vincent Lamanda, nell’inaugurazione dell’anno giudiziario della Cour de cassation (avvenuta il 7 gennaio 2009), ha annunciato i dati relativi alla Francia: 15 mesi per un processo civile in Cassazione (che si vuole ridurre a 12 per l’anno prossimo), 4 mesi per un processo penale. In Corte d’appello 12 mesi, 7 mesi per i Tribunaux de grand instance e 5 mesi per gli altri Tribunali. Si tratta di mesi, non di anni. Purtroppo assai diversa la situazione italiana. Eppure, la spesa pubblica che la Francia dedica alla Giustizia è addirittura inferiore alla nostra (6,66 miliardi di euro per il 2009 in Francia; 7,56 miliardi di euro per il 2009 in Italia). Ma, come vedremo, è “mirata” ed efficiente. Sono dati nuovi rispetto a quelli dell’anno scorso, e con una rilevanza internazionale. Ma le conclusioni sono analoghe.

I ritardi della Giustizia non gravano soltanto sulle parti in causa, ma sull’intero sistema-Paese, specie sui settori dell’economia e della sicurezza. E non è un caso che la classifica internazionale forse più attendibile sui tempi processuali non provenga da studi giuridici, ma dal rapporto Doing Business che la Banca Mondiale redige per fornire indicazioni alle imprese sui Paesi in cui è più vantaggioso investire.

Nell’ultimo rapporto Doing Business 2009, in tema di processo civile, i Paesi europei sono tra i primi 50 (Germania 9° posto, Francia 10°, Belgio 22°, Regno Unito 24°, Svizzera 32°). Solo la Spagna è ultima, al 54° posto. L‘Italia è la 156° su 181, dopo Angola, Gabon, Guinea, São Tome e prima di Gibuti, Liberia, Sri Lanka, Trinidad.

Graduatoria World Bank sull’efficienza del sistema giudiziario civile graduatoria 2008 (181 Paesi) In base al citato rapporto, che compara 181 sistemi economici, nel 2008 la durata stimata di un procedimento di recupero di un credito originato da una disputa di carattere commerciale era in Italia di 1.210 giorni, di 331 in Francia, di 394 in Germania, 316 in Giappone, 515 in Spagna. Da notare che l’ Italia è preceduta da Sao Tomè e Principe, con 1185 giorni, e seguita da Gibuti, con 1225 giorni.

Dati riscontrabili a questo indirizzo, già “sortati”.

Su Le Monde invece una comparazione dei sistemi giudiziari in Europa del 2006, in cui l’Italia risulta avere una durata dei processi nettamente più lunga degli altri stati europei a confronto.

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Antipathy for the devil

di Camerata Stizza su La dimanche des crabes il 2 febbraio 2009, 17:08

Tra le poche virtù che mi si possano addossare di certo non c’è quella della simpatia.
Lo status da antipatico te lo guadagni sul campo sin da piccolo e ti segue come una condanna scritta in maniera invisibile sulla fronte. Inutili gli sforzi di farsi ben volere, di integrarsi, di provare in tutti i modi a fare il simpatico: l’antipatico che prova a fare il simpatico diventa insopportabile. Puoi andare a genio ad alcuni, che probabilmente ti rimarranno amici per la vita, ma per gli altri sarai sempre uno che sta sul cazzo. Come se essere antipatici fosse una colpa.

Non bisogna essere necessariamente degli stronzi per essere antipatici, anzi. Esistono quelli che tengono banco in una comitiva, che ti fanno pisciare addosso dalle risate, che riescono a conquistare facilmente una donna solo con il carisma ed il fascino della simpatia. Poi però giri l’angolo e te l’hanno già messo nel culo.

Così come esistono i tipi taciturni, che lanciano frecciate ciniche, che non troverai mai in mezzo alla folla della discoteca ad alzare le braccia per divertirsi. Che vedrai ai concerti, ma mai ballare. Che vedrai dire basta ad una bevuta, dire no alla canna, no ad un tiro di coca. Quelli che non salutano mai per primi, che non chiamano mai al telefono, che se li chiami rischi di sentir squillare a vita. Quelli che non sono permalosi, ma devi saper scherzare. Che la vita ha poco senso, ma va presa sul serio. Non egocentrici, vogliono solo stare per i cazzi propri. Con quelli il culo è al sicuro.

Poi c’è quella storia delle etichette, quelle che ti ritrovi attaccate addosso senza neanche rendertene conto. Da lì in poi non sei più una persona, ma un’etichetta.
Non importa se lì sotto può esserci – anche remotamente – un qualche tipo di sentimento che pulsa, una dignità lesa o un orgoglio ferito. L’etichetta è più facile da leggere.

Ripeto.

Le etichette sono più facili da leggere.

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Il silenzio mafioso

di Camerata Stizza su Notizie Commentate il 30 gennaio 2009, 10:43

Simpatica la gag degli Editori Riuniti che sforzandosi di affibbiare a Di Pietro una presunta accusa di mafiosità a Napolitano riescono in una qualche misura a far passare il messaggio inverso.

Nessuno ha detto che Napolitano utilizzi i metodi del silenzio e dell’omertà tipici dei sistemi mafiosi.
Ma se anche fosse?

Siamo dei cittadini normali che ci permettiamo di dire a lei, signor Presidente della Repubblica, che dovrebbe essere l’arbitro, che a volte il suo giudizio ci pare poco da arbitro e poco da terzo. Lo possiamo dire o no? Noi la rispettiamo, abbiamo il senso delle istituzioni, vogliamo essere tranquilli. Oggi, un cittadino ha messo un manifesto, uno striscione, dove senza offendere nessuno dice “Napolitano dorme, l’Italia insorge”. Perché lo hanno sequestrato? Chi ha ordinato di sequestrare questo manifesto? Perché non c’è possibilità di manifestare senza bastoni, senza nulla?

Stiamo semplicemente dicendo che non siamo d’accordo sul fatto che si lasci passare il lodo Alfano, che non siamo d’accordo sul fatto che si criminalizzino le persone che fanno il loro dovere, che non siamo d’accordo sull’oblio che hanno le istituzioni nei confronti di questi familiari delle vittime, che non siamo d’accordo nel vedere terroristi che vanno a fare gli insegnanti e informare a loro modo le cose, che fanno i saputoni e poi vediamo le vittime del terrorismo e della mafia che vengono dimenticate e abbandonate a se stesse. Lo possiamo dire o no? Rispettosamente, ma il rispetto è una cosa, il silenzio è un’altra: il silenzio uccide, il silenzio è mafioso, il silenzio è un comportamento mafioso. Ecco perché non vogliamo rimanere in silenzio” #

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Scaricabile 8, l’equilibrio cosmico è in bilico

di SKA su Satira, Scaricabile il 26 gennaio 2009, 12:10

Giusto per far seguire il faceto al serio, come ormai succede periodicamente segnalo l’uscita del nuovo ScaricaBile arrivato persino al numero 8 che oltre ad essere il numero dell’equilibrio cosmico e dell’infinito sta anche a significare che i redattori di Scaricabile non fanno un cazzo da molti mesi.

Andate e scaricatene tutti, as usual.

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Lo Zimbabwe sta morendo

di SKA su ControInformazione il 25 gennaio 2009, 19:00

amazing_zimbabwe

di Bob Herbert
Trad: Bernardino Tolomei1

Se volete vedere l’inferno sulla terra, andate in Zimbabwe, dove il folle Mugabe ha portato il paese ad un tale stato di rovina che l’assistenza sanitaria per la maggior parte dei cittadini ha quasi cessato di esistere.

In Zimbabwe l’aspettativa di vita ora è la più bassa del mondo: 37 anni per gli uomini e 34 per le donne. C’è un’epidemia di colera che infuria. La gente si è ammalata di antrace dopo aver mangiato la carne guasta di animali morti per quella malattia. Nell’obitorio della capitale Harare è mancata la corrente, lasciando andare in decomposizione i cadaveri.

La maggior parte del mondo sta ignorando l’agonia dello Zimbabwe, un paese dell’Africa meridionale un tempo prospero ed evoluto nell’assistenza medica, che sta subendo una grave crisi politica ed economica, e la brutalità del lungo e tirannico regno di Mugabe.

Il declino dei servizi sanitari nell’ultimo anno è stato sorprendente. Un’equipe medica internazionale che ha condotto il mese scorso una “valutazione d’emergenza” dello stato dell’assistenza medica, è sembrata esterrefatta per la catastrofe evidenziata. L’equipe era patrocinata da Physicians for Human Rights.Nel loro rapporto, diffuso questa settimana, i medici hanno dichiarato:

“Il collasso del sistema sanitario dello Zimbabwe nel 2008 è senza precedenti per scala ed portata. Alcuni ospedali pubblici sono stati chiusi dal novembre 2008. Le infrastrutture di base per il funzionamento della sanità pubblica, in particolare l’acqua e i servizi di risanamento igenico, si sono bruscamente deteriorati nel degrado del clima politico ed economico.”

Medici e infermieri fanno quello che possono nelle condizioni più disagevoli: strutture prive di acqua, servizi igienici che non funzionano, pochissimi farmaci e rifornimenti. Il rapporto cita una dichiarazione del direttore di un ospedale missionario:

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  1. Tratto da: democrazialegalita.it []

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From 2084

di Camerata Stizza su La dimanche des crabes il 18 gennaio 2009, 19:13

di John Titor

Provengo dal 2084 e vi porto buone notizie dal futuro: la tecnologia è morta. Nonostante quello che la maggior parte degli sceneggiatori ha provato ad ipotizzare nei 60 anni precedenti a quello in cui vivete ora, la tecnologia non solo non prenderà il sopravvento sull’uomo, ma ripartirà da zero.
E questo per un banalissimo motivo: non c’è più corrente elettrica.
Gli scienziati si sono sbattuti per decenni nel miniaturizzare sempre di più le apparecchiature, potenziarle, renderle sempre più necessarie al nostro fabbisogno giornaliero tanto da rendere la maggior parte degli uomini completamente inutili e – come dicono dalle mie parti – “mindless”. Si sono talmente sbattuti dall’ignorare un elemento indispensabile da cui eravamo completamente dipendenti, ossia l’energia elettrica.

Lentamente tutte le centrali sono scomparse, causa di black-out, attentati di protesta, guerre intestine alle nazioni ed idiozia dei tecnici. Le energie alternative non hanno mai preso piede, nonostante quello che speravano gli ambientalisti. Quindi, fatevene una ragione. Neanche il nucleare ha mai preso piede, la paura di nuove Chernobyl e l’iniquità degli Stati hanno prodotto soltanto mega-centrali inservibili mai avviate, ma neanche mai spente. Da questo lato l’Italia detiene un record di centrali costruite, non avviate e lasciate morire.

Durante il governo Berlusconi XXII (anche qua, fatevene una ragione) avviarono l’ultima di 54 centrali nucleari installate sul territorio – la cui costruzione venne data in appalto a curiose società del nord Italia, ma con amministratori di Palermo, Reggio Calabria e Napoli – che non hanno mai prodotto neanche 1 watt di energia.

Le teorie di Darwin si sono dimostrate esatte anche per l’uomo, divenuto uno degli anelli deboli del ciclo naturale e completamente inadatto a vivere in un mondo senza tecnologia. L’adattamento della specie iniziò da subito a mietere le vittime. La prima a perire fu la specie del blogger tecnologico, seguito rapidamente dagli altri blogger sino ad allora confinati dietro i loro schermi LCD. Metà di loro si suicidò, senza poter condividere il loro ultimo post nei social network. Gli altri furono colpiti da schizofrenia e psicosi maniaco depressiva tanto da non riuscire a procurarsi cibo per il proprio mantenimento.

Le altre specie che subirono una veloce estinzione furono i politici, giornalisti, manager di aziende HTC, consulenti per i social media e presentatori TV. Calciatori ed ex-veline furono coloro che riuscirono ad adattarsi molto più velocemente di altri alla nuova vita, grazie ad una forza intellettiva sino ad allora celata e latente. I musicisti tornarono a fare i musicisti per le piazze, così come gli attori. Gli scrittori tornarono a raccontare storie e non a vendere libri. Contadini, falegnami, operai ridiventarono improvvisamente indispensabili e fondamentali all’interno delle comunità.

Vi scrivo dal futuro solo per dirvi che qui si sta divinamente.

P.s. no, i viaggi nel tempo non esistono.

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Giornalista, web designer e pubblicitario. Da blog di protesta negli anni in cui i blog andavano di moda, questo spazio è diventato col tempo uno spazio di riflessione e condivisione. Per continuare a porsi le giuste domande ed informare se stessi.