Restiamo Umani

di SKA su ControInformazione il 15 Aprile 2011, 14:18

E’ morto, dopo essere stato rapito, Vittorio Arrigoni.

Vittorio era il fondatore di Guerrilla Radio, una fonte d’informazione fondamentale per molti di noi. L’ultima frase che aveva scritto 2 giorni fa sul proprio blog è “Restiamo Umani” – filosofia e titolo del suo libro – dopo aver ricordato la morte di quattro lavoratori.

Non c’è da dire altro.

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Dovrebbero darmi il copyright

di SKA su ControInformazione il 11 Marzo 2011, 10:23

Dal Piano di Rinascita Democratica della Loggia P2 sequestrato M. Grazia Gelli nel 1982 e considerato dai giudici istruttori la base programmatica per il piano eversivo della Loggia massonica.

# IV – riforma del Consiglio Superiore della Magistratura che deve essere responsabile verso il Parlamento (modifica costituzionale);
# V – riforma dell’ordinamento giudiziario per ristabilire criteri di selezione per merito delle promozioni dei magistrati, imporre limiti di età per le funzioni di accusa, separare le carriere requirente e giudicante, ridurre a giudicante la funzione pretorile;

N.B. La frase del titolo è stata pronunciata da Licio Gelli durante un’intervista con Marco Travaglio

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Il racket delle mimose. Auguri, donne.

di SKA su ControInformazione il 8 Marzo 2011, 12:37

Siamo a due giorni dalla festa della donna: oggi gli extracomunitari, per lo più clandestini, acquistano cartoni di mimose che rivenderanno a mazzetti lungo i semafori o per la città e in provincia: Legnano, Busto Arsizio, Gallarate, Bollate, e poi Como e Varese. Un volume d’affari di milioni di euro. Un cartone di sei mazzetti di mimose (per un totale di un chilo di fiori) ha un costo, qui all’ingrosso, che varia dai 22 ai 25 euro l’uno. Verrà rivenduto, nella distribuzione, a una media di 70. Nelle prime ore, Linkiesta ha verificato che la vendita avviene in nero. Poi si sparge la voce che è in arrivo la Guardia di Finanza per effettuare i controlli e i grossisti iniziano a emettere lo scontrino fiscale.

Un ottimo reportage de Linkiesta a cura di Paola Bacchiddu in collaborazione con Sos Racket Usura. Quando comprate il vostro mazzetto di mimose pensateci, sarebbe stato meglio comprare 10 grammi di coca.

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Non sarebbe rispettoso della sua Ownership

di Camerata Stizza su Shit Propaganda il 22 Febbraio 2011, 15:56

Franco Frattini nella sua nota ministeriale sugli eventi in Libia – oltre ad evitare bellamente di parlare dei morti e dei bombardamenti messi in atto sui civili – si avvita su se stesso annunciando che “NON DOBBIAMO ESPORTARE DEMOCRAZIA MA SOSTENERLA”. Non sarebbe rispettoso dell’indipendenza del popolo libico – che invece scende in piazza proprio per ottenerla – e soprattutto della sua ownership. La ownership che stiamo difendendo in quanto italiani è invece quella di Gheddafi, non del popolo libico.

Non dobbiamo esportare la democrazia. Esattamente come in Iraq ed Afghanistan.

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Compri rosa per fidanzata?

di SKA su Shit Propaganda il 15 Dicembre 2010, 17:15

I “manifestanti in favore dell’On. Scilipoti” durante il voto di fiducia alla Camera. (link)

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Guerrilla Giuliani

di SKA su ControInformazione il 28 Novembre 2010, 19:09

Ecco. Quando dicevo ai miei amici che la vicenda Giuliani-prende-a-cazzotti-Emilio Fede non era altro che una studiata operazione di Guerrilla Marketing, con la probabile connivenza dello stesso Fede, mi hanno tacciato di infido complottismo, che è ormai l’argomento preferenziale per stroncare discussioni sul nascere. Ora con tanto di prove alla mano ci ha pensato Will a rimettere le cose al proprio posto.

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L’intervista a Miglio

di SKA su Notizie Commentate il 16 Novembre 2010, 09:27

Proprio l’altro giorno concludevo il post “Ndrangheta e Lega” con una citazione tratta dall’intervista a Gianfranco Miglio, ideologo della Lega Nord, rilasciata a Il Giornale nel marzo del 1999. La stessa citata anche da Roberto Saviano in Vieni via con me sempre in relazione ai rapporti – veri o presunti – tra ‘ndrangheta e Lega Nord. La ripropongo qui sotto con il link all’intervista integrale, recuperata nel frattempo, in cui comunque si parla anche di altro.

Io sono per il mantenimento anche della mafia e della ‘ndrangheta. Il Sud deve darsi uno statuto poggiante sulla personalità del comando. Che cos’è la mafia? Potere personale, spinto fino al delitto. Io non voglio ridurre il Meridione al modello europeo, sarebbe un’assurdità. C’è anche un clientelismo buono che determina crescita economica. Insomma, bisogna partire dal concetto che alcune manifestazioni tipiche del Sud hanno bisogno di essere costituzionalizzate.

Gianfranco Miglio, Il Giornale, 20 Marzo 1999

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Ndrangheta e Lega

di SKA su Antimafia il 12 Novembre 2010, 19:52


«Nell’ultimo quindicennio la ‘ndrangheta ha conteso alla Lega il controllo del territorio “padano”. Non è vero che al Nord c’è solo la Lega che controlla il territorio; c’è anche la ‘ndrangheta che, esattamente nelle stesse località dove c’è un forte insediamento della Lega, gestisce potere, agisce economicamente, fa investimenti, interviene in vari campi, anche sociali, ha una presenza in politica».

«L’egemonia politica e territoriale della Lega non ha comportato la scomparsa della ‘ndrangheta. A voler essere precisi, s’è realizzata una coabitazione tra Lega e ‘ndrangheta esattamente negli stessi territori. L’equazione “controllo del territorio da parte della Lega = scomparsa dei fenomeni criminali e mafiosi” non è affatto vera; anzi, è falsa. La preponderanza politica della Lega non ha assicurato una minore incidenza mafiosa su quei territori; al contrario, tale incidenza è aumentata. È un dato di fatto, è la descrizione della realtà così com’è; negare l’evidenza non serve a nulla. Serve, semmai, cercare di capire perché ciò sia avvenuto; e per farlo c’è bisogno di armarsi di coraggio e umiltà. Non è, questa, una polemica con la Lega, ma un invito a riflettere rivolto prima di tutto ai militanti e ai dirigenti della Lega, che affermano di battersi per la difesa del loro territorio e della loro identità; e non c’è motivo per non credere che queste intenzioni siano vere.»

Paolo Cicone scrive questo Ndrangheta Padana che spiega, o prova a spiegare, la coabitazione tra ‘ndrangheta e Lega Nord nei territori della cosiddetta “Padania”.

Sono ormai lontani anni luce i tempi in cui gli esponenti della Lega Nord, anche tramite il proprio organo di stampa ufficiale “La Padania”, si schieravano radicalmente contro tutte le organizzazioni criminali che – anche grazie alla politica Democristiana e Socialista – avevano o stavano per prendere il controllo dei “loro” territori. La Padania e la Lega Nord in decine di interventi arrivarono ad attaccare senza timore il “mafioso di Arcore”. Umberto Bossi diceva cose di questo tipo: “Il problema è che al Nord la gente è ancora divisa tra chi sa che Berlusconi è un mafioso e chi non lo sa ancora.” Ed altre carinerie. Cose che a dirle oggi ti becchi come minimo del giacobino-giustizialista-manettaro.

L’argumentum era di una facilità disarmante: noi della Lega non vogliamo infiltrazioni mafiose nei nostri territori, nelle nostre aziende o soldi dalle “finanziarie della mafia”. A costo di mettersi contro quello che, di lì a pochi anni, sarebbe stato il loro unico referente politico e senza il quale la Lega sarebbe rimasta a fare comizi lì dov’era. Senza poltrone o incarichi di governo.

Negli ultimi 20 anni le politiche territoriali della Lega Nord sono state gradualmente abbandonate, sino al completo dissolvimento, in favore di un dislocamento quasi totale verso la tanto odiata “Roma Ladrona” e piazzando esponenti all’interno di alcuni – molti – Comuni Padani. Il tanto sbandierato controllo del territorio è venuto a mancare – nessuno sta parlando di collusione, attenti – lasciando campo libero a quella che è ormai diventata la principale associazione criminale di stampo mafioso in Italia. O perlomeno dalle loro parti.

Io sono per il mantenimento anche della mafia e della ‘ndrangheta. Il Sud deve darsi uno statuto poggiante sulla personalità del comando. Che cos’è la mafia? Potere personale, spinto fino al delitto. Io non voglio ridurre il Meridione al modello europeo, sarebbe un’assurdità. C’è anche un clientelismo buono che determina crescita economica. Insomma, bisogna partire dal concetto che alcune manifestazioni tipiche del Sud hanno bisogno di essere costituzionalizzate.

Gianfranco Miglio, Il Giornale, 20 Marzo 1999

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Autoreferenzialismi

di SKA su Il Terzo Occhio il 7 Novembre 2010, 22:34

Capita una volta ogni lustro, ma mi sembrava doveroso scriverlo da qualche parte.
Per quei pochi che vengono a leggere o commentare direttamente sul sito, da oggi c’è una versione grafica rinnovata dello stesso. L’idea iniziale di buttare giù tutto e ricostruire da zero, con una nuova struttura dei contenuti, è stata abbandonata per un più semplice restyling generale del già esistente. Quindi niente di rivoluzionario.
Era più che altro per dare il giusto commiato ai due occhi che osservavano dall’alto i lettori. Anzi no, gli occhi erano tre.

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Esseri diversi

di SKA su Notizie Commentate il 2 Novembre 2010, 13:44

Sì ok, è uno di quei gol a porta vuota.

Ma come pensate sia conciliabile la campagna qui sopra promossa dal Governo, con quest’altra campagna del Governo?

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Salviamo i libri

di SKA su KulturaUrbana il 30 Ottobre 2010, 03:23

Tramite Antonella e Booksblog leggo di un’iniziativa interessante della casa editrice DeriveApprodi che fa sapere in un editoriale quanto segue:

Per ragioni commerciali, abbiamo dovuto togliere dal nostro catalogo quasi 100 titoli, sottraendoli al circuito di vendita e distribuzione delle librerie. Una scelta che ci impone di mandare al macero decine di migliaia di copie per evitare spese di giacenza. Buttare o distruggere libri, anche nelle forme moderne del «macero», non può non ricordare roghi o messe all’indice ben più scellerati. Vorremmo provare almeno in parte a evitarlo, proponendo ai singoli lettori della casa editrice, alle associazioni, alle piccole biblioteche, ai dipartimenti universitari e ai punti vendita alternativi alla distribuzione un’offerta semplice: 100 libri a 100 euro, spese di spedizioni incluse.

Dal 1 al 30 novembre chiunque potrà acquistare 100 libri a 1 euro a copia, scegliendoli dall’elenco dei titoli che trovate in allegato. Dopo questa data, quei libri non saranno più disponibili al pubblico. Per sottoscrivere quest’offerta, è sufficiente:

  • scaricare l’elenco allegato
  • compilarlo indicando le quantità per ogni singolo titolo (attenzione: ciascun ordine non può essere inferiore ai 100 titoli)
  • rispedirlo via mail all’indirizzo: acquisti[at]deriveapprodi.org, precisando i dati per la spedizione
  • dalla redazione vi indicheremo le modalità di pagamento più semplici (bollettino di conto corrente postale o bonifico bancario)

Controllate l’elenco. Mi sembra un ottimo regalo da fare o da farsi per il prossimo Natale, anziché acquistare due libri spazzatura se ne possono salvare 100 dalla spazzatura.

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Noi si nominava i capi dei servizi segreti

di SKA su ControInformazione il 28 Ottobre 2010, 16:35

Il testo integrale dell’intervista a Licio Gelli mandata in onda ad Exit il 27/10/10, gentilmente inviatami dall’ufficio stampa Goigest.

SULLA P3

Se lei mi parla della P3 mi offendo. Noi si nominava i capi dei servizi segreti: Miceli, Santovito, Martini. Il Capo di Stato Maggiore lo si nominava noi. Su suggerimenti del comandante generale della Guardia di Finanza. Avevano tutti i poteri in mano perché sapevano che avevamo il Ministro della Giustizia, Sarti. Anche lui prima di entrare sapeva, voleva sapere prima quali erano le nostre intenzioni: le nostre intenzioni erano tutte positive e favorevoli. Sapevano però che noi non si scherzava.

Intendevano superarmi. E invece sono affogati. Mi sono fatto una risata e basta. Hanno dimostrato che purtroppo questa P3, che non esiste, è stata inventata da qualcuno. I servizi segreti sanno inventare, sanno fare molte cose. Sanno scrivere, sanno inventare.

Cosa c’entrano servizi segreti, secondo lei?
Non lo so. Io Carboni non l’ho mai conosciuto. Non ho mai tenuto neanche a conoscerlo, molte volte è un fatto di pelle. Lui apparve quando Calvi era in disgrazia. Io ero intimo amico di Calvi.
(NB: era il 1981)

E’ possibile pensare che Carboni fosse in contatto con Berlusconi e Dell’Utri? Che ci fosse un legame organizzativo tra loro che magari non era una loggia ma era appunto un comitato d’affari?

Berlusconi, dopo essere stato secondo lui “scottato” dalla P2, non si sia messo assieme perché Berlusconi sa chi è Verdini. Senz’altro lo saprà bene. Legge anche i giornali. Gliel’avrà chiesto. E quindi un provvedimento doveva prenderlo subito, non tollerare. Se non ha preso il provvedimento può darsi che ci sia qualcosa per cui non lo può prendere.
Gli armadi chi li apre? Negli armadi ci sono tanti scheletri. Uno li tiene chiusi in quel modo lì e non vuole che vengano scoperti. Per non essere scoperti, quindi, bisogna tacere.

SU BERLUSCONI

Lui ha in mano il partito. E anche gli altri stanno zitti, lo sanno benissimo. Anche Letta è indagato. Sono tutti indagati. Noi eravamo persone che se c’era uno che aveva ricevuto un avviso di garanzia sarebbe stato prima chiarito e poi espulso oppure trattenuto. Non c’è mai stato un caso nostro che era stato imputato perché sennò avremmo preso provvedimenti immediati. Ma oggi se non hai la mazzetta, anzi, non fai niente.

SU ESISTENZA DI EVENTUALI ALTRE LOGGE

Mi sono distaccato completamente da tutte le istituzioni massoniche. Poi oggi ce ne sono 60-70 di associazioni – di “obbedienze”, diciamo – che sono come al Governo: al Governo sono tutti uno contro l’altro, si offendono completamente e anche queste altre piccole logge tutte dicono che la propria loggia è quella regolare. Ma non ce ne sono di regolari. Non c’è nessuna loggia regolare in Italia.

Ho conosciuto un paio di persone che credo facciano, avessero fatto o facevano parte di questa loggia illegale. Non mi hanno detto la P3, mi hanno detto “In Sardegna abbiamo creato una massoneria”. Ho detto: “Guardate, non mi interessa”.

Prima o dopo che emergesse la cronaca sulla P3?
Questo non glielo posso dire. Ma io tutti i giorni ricevo sette, otto, nove persone. Dieci. E mi chiedono tante cose…

SU LISTE COMPLETE DEGLI ISCRITTI ALLA P2

Non mi ricordo. E’ difficile, bisogna avere anche una buona memoria. Però certe cose ogni tanto conviene dimenticarle. Distruggerle. Incenerirle. Una volta incenerite non se ne parla più. E’ il miglior archivio che esista al mondo. Quando lei incenerisce qualcosa si riesce a dormire tranquilli. E’ difficile leggere polvere bruciata, no?

Manca una realtà come la P2, oggi?
No. Si tratta di saper organizzare. La Cinquetti non cantava perché non aveva l’età. Io non lo faccio perché non ho l’età. Io non faccio nulla perché non ho l’età.

Altrimenti?
Probabilmente…

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Assalto a Confindustria

di SKA su Notizie Commentate il 11 Ottobre 2010, 12:32

In quest’ultima pantomima autunnale orchestrata dagli Spin Doctors ufficiali di Silvio Berlusconi & co. – parlo de Il Giornale ovviamente – mi sembra si sia fatto un gran baccano e non si sia colto un nodo fondamentale della vicenda. Il Giornale decide di attuare una vera e propria operazione di trolling nei confronti delle testate da loro considerate “di sinistra”, sfruttando la brutta – quanto ovvia e corretta – nomina di giornalisti servi del capo pronti ad utilizzare dossier per delegittimare avversari politici o critici non allineati.

Durante la creazione del dossier-troll Porro, evidentemente informato sulle intercettazioni dei rispettivi telefoni, decide di iniziare a fare lo spiritoso con Arpisella, portavoce della Marcegaglia. Lo scherzone riesce nell’intento di spaventare Arpisella e conseguenzialmente Emma Marcegaglia che cade come una fessa nel gioco del Giornale appellandosi a Fedele Confalonieri e dimostrando quindi tutta la sua debolezza.

Ed è proprio questo il punto. Come ha detto giustamente Feltri a Le Invasioni Barbariche, per quale motivo un quotidiano dovrebbe far sapere al diretto interessato di avere un dossier su di lui (lei in questo caso) ed informarlo dell’uscita imminente dell’inchiesta? Anche volendo accostare l’episodio alla vicenda Fini-Montecarlo – ma l’intento dissimulatorio de Il Giornale era proprio questo – non mi risulta che Fini sia stato avvertito dell’inchiesta o pseudo-tale. Tantomeno Boffo tempo prima.

L’intento non esplicito, ma ormai dichiarato abbastanza chiaramente anche da Sallusti era quello di delegittimare l’attuale presidente degli industriali mostrandone tutte le debolezze davanti al comitato di presidenza di Confindustria, spostando aghi della bilancia in favore di nomi più vicini al premier – Marina Berlusconi? – ed ovviamente interessi di interi settori industriali.

E quindi “Se gli imprenditori italiani si consegnano a Travaglio” di Sallusti diventa il manifesto conclusivo dell’operazione, in cui viene disegnata una donna debole in balìa di attacchi isterici e “dilettante allo sbaraglio”. Una donna a capo di industriali che non ha ben chiaro “il concetto di libero mercato”, “bambina impaurita”, “mediocre” per arrivare a :

Una figuraccia senza precedenti, che ha fatto ridere mezza Italia e preoccupare tutti per lo stato in cui si è ridotta la pri­ma organizzazione imprenditoriale del Paese. Se gli interessi degli industriali vengono gestiti con lo stesso sistema non c’è certo da stare allegri. Siamo di fronte alla stessa doppiezza della magi­stratura, che da una parte invoca il ri­spetto delle regole e dell’autonomia, dall’altra delle regole, e delle leggi, se ne infischia.

E tutti gli altri giornali italiani dietro al carrozzone.

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Le Case degli Altri

di SKA su ControInformazione il 23 Settembre 2010, 02:43

Sulla noiosissima quanto irrilevante questione “casa a Montecarlo” di Fini e congiunti ci sarebbe da aggiungere, a corredo informativo, una questione di qualche anno fa che rende ancora più palese la forza degli spin doctors berlusconiani quando c’è da fare fuori un avversario politico pericoloso.1

Qualcuno ricorda l’inchiesta de L’Espresso del 2007 chiamata poi “svendopoli”? Si scoprì che personalità politiche, di tutti gli schieramenti, acquistarono immobili direttamente da enti pubblici o da privati a prezzi stracciati. E qualcuno si ricorda, sempre all’interno di quell’inchiesta, di quell’attico acquistato da Silvio Berlusconi – una sua società ovviamente – per l’amica/soubrette Sonia Grey a metà prezzo. Si trattava di un attico ex Ina alla Balduina, che non sarà Montecarlo, ma insomma.

Mi mancano tutte le prime pagine de Il Giornale e Libero che si prodigano con la stessa veemenza per le vicende narrate da L’Espresso. Devono essermi sfuggite.

  1. Fini in verità potrebbe anche sparire senza che se ne senta la mancanza, ma la vicenda ci fornisce ancora una volta il polso dei danni che si possono arrecare al Paese con mezzi d’informazione – propaganda – così concentrati. []

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Castagna Mea Lux

di SKA su Notizie Commentate il 15 Settembre 2010, 22:57

Su segnalazione del maestro Tonus, a cui rubo anche l’azzeccatissimo titolo, torno a parlarvi di un oscuro personaggio comparso da queste parti nel lontano 2007. Il Sig. Alberto Castagna più che oscuro è nero, talmente nero che decise di rifondare il Partito Fascista Repubblicano con tanto di sito internet (chiuso), statuto, programma ed una tessera d’iscrizione da pagarsi versando 40 euro nella Postepay Littoria.

Torniamo a parlare del Sig. Alberto Castagna perché, squillino le trombe eia eia alà alà!, è tornato. E più cattivo che mai. E’ tornato attraverso un’intervista dedicatagli su Affari Italiani in cui viene raccontata in realtà una storia vecchia. La storia di una sentenza d’archiviazione (infatti del 2008) che sancisce la non punibilità – in breve – nel dichiararsi fascisti se non si perseguono finalità antidemocratiche. Fascista bello, pestaggio brutto.

Ma cosa c’è di interessante in questa intervista?

Ti senti il nuovo Duce?
Se per Duce intende capo, condottiero, colui che conduce, ovvero una persona che cerca di “condurre” gli italiani verso un futuro migliore, allora sì, mi sento il nuovo duce.

Il Duce è tornato! Vividdusce! Ed ha a cuore la nazione. Prima di tutto l’italica sicumera: ripristino immediato delle squadracce Guardia Nazionale Repubblicana a supporto della milizia, altro che ronde padane. Poi dimezzare i parlamentari e senatori, dimezzare il loro stipendio ed infine ordine e disciplina!

Qualcuno gli faccia conoscere Beppe Grillo: andrebbero d’accordo.

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Zucconi Gonna Hate

di SKA su Notizie Commentate il 30 Agosto 2010, 13:06

Dunque, riassumendo: un vecchio porcello ridicolmente pittato, cammuffato e truccato come un guitto da avanspettacolo, diventato milionario a spese dei propri connazionali attraverso oscure connections, incapace di tollerare anche la minima opposizione alla propria stizzosa prepotenza, dotato di televisioni e giornali sotto controllo governativo che cantano la sua gloria e azzannano i suoi avversarsi a comando, cinicamente capace di esibire per il pubblico una devozione religiosa che si guarda bene dal praticare in privato, arriva a Roma circondato da legioni di smandrappone per (e)scortarlo e intrattenerlo e per sparecchiare qualche altro milione dalle nostre tasche in cambio di qualche nocciolina regalata alle scimmiette italiane per far contenti i beduini dei suoi media che le spacciano per grandi affari. Nei prossimi giorni, questo grottesco, ma ricchissimo satrapo, da anni oggetto di ridicolo internazionale, incontrerà Muammar Gheddafi.

Zucconi, sul suo blog di Repubblica

Com’è sagace ed originale questa opposizione, signora mia.

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Il popolo fatto libero

di SKA su Antimafia il 11 Agosto 2010, 23:10

Che il popolo fatto libero si ritempri nel sentimento della sua dignità e della sua potenza; che la violenza e l’iniquità dell’alto non autorizzino la violenza e l’iniquità del basso; che la paura, questo vergognoso istinto di degradazione e schiavitù, sia sradicata affatto dalla coscienza popolare che si rialza: ecco il sistema di repressione che senza fallo riuscirà; e la pallottola sarà estratta dalla ferita, e la camorra non esisterà più, se non come memoria in quest’opuscolo caduto nell’oblio.
Marco Monnier, 1° Novembre 1862

Nel 1862 Marco Monnier scriveva questo all’interno del suo “La Camorra: Notizie storiche raccolte e documentate” quando in Italia la Camorra era più famosa della mafia, Cosa Nostra non esisteva ancora e camorre erano definite tutte le forme di delinquenza organizzata. Società segrete finalizzate a far soldi attraverso l’intimidazione da parte di misteriosi esattori appostati lungo le strade, quelle che Monnier definiva adeguatamente “estorsione organizzata”.

Negli anni le organizzazioni criminali si sono radicate, evolute, spostate dal Sud al Nord,dalle strade al Parlamento, ma il cuore stesso del fenomeno è rimasto intatto: la paura. Dopo 148 anni non è cambiato molto. Un testo prezioso e puntuale che è caduto, come predisse lo stesso Monnier, “nell’oblio” di un paese congelato da paura, omertà ed interessi personali. Eppure molto più attuali di alcuni editoriali scritti da prestigiose firme lontani anni luce dal comprendere il problema.

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OURTHING™ (Part III)

di SKA su Satira il 14 Luglio 2010, 17:43

[Pubblicato sullo Scaricabile 33 che, ahitutti, è anche l’ultimo che verrà mai pubblicato. RIP Scaricabile.]

Un piano perfetto

Decidemmo di rimetterci a lavoro dopo aver passato due piacevoli ore a visionare le foto delle vacanze estive a Vieste di MMD. Non riuscirò mai più a liberarmi da quell’immagine di un boss sudato in spiaggia, munito di catena con croce dorata al collo e orde di bambini urlanti attorno. Quelle tonnellate di carne flaccida ed appiccicaticcia che vorticavano sullo sfondo – come fossi in un trip di 3,4-metilenediossimetamfetamina e mescalina – mi fecero pensare che in realtà non siamo poi così diversi.
Anche un boss soccombe alla triste routine estiva di borsoni, sedie a sdraio e tette settantenni penzolanti. Chi non vorrebbe far saltare in aria qualcuno dopo una settimana così?

Il Piano Marketing prevedeva una serie di operazioni a breve e lungo termine atte a rivitalizzare l’identità del brand e la reputazione aziendale. Una successiva operazione sarebbe servita a superare la concorrenza e tornare sulla scena internazionale in qualità di Top Of Mind tra i consumatori per quanto riguarda il settore commerciale “Associazioni a delinquere di stampo mafioso”.

A livello internazionale avevamo un grosso peso nel G5, ma internamente avevamo alle costole giovani aziende come la Cam[Omissis] e la ‘ndran[Omissis] che minavano la nostra supremazia territoriale. Con atteggiamenti veramente maleducati e poco ortodossi, anche se efficienti. Il Piano Marketing prevedeva, una volta andati al governo, una lunga serie di arresti tra le file delle altre aziende in maniera da rafforzare gradualmente anche la nostra Brand Awareness. La crisi economica successiva alla caduta del muro di Berlino fece disperdere degli accordi import/export e succursali interne – franchising – con il fallimento dell’azienda “Democrazia Cristiana”.

Il primo punto del Piano Marketing era quello di riallacciare quei rapporti. Si decise di cercare tra i ricchi facoltosi che erano pesantemente in debito con noi e che non avrebbero potuto rifiutare un accordo con i nostri agenti commerciali. Doveva avere capacità finanziaria, ma soprattutto un controllo quasi totale sui mezzi di comunicazione di massa per poter riutilizzare con efficacia quella che, negli anni ’20, funzionò a perfezione: la calvizie. Ma anche la Propaganda.

Nel 1994 trovammo il brand istituzionale adatto. Dopo il successo delle fasi operative di guerrilla marketing del ’92 e ’93 anche il brand Magistratura ebbe un calo del consenso interno, lasciando strada spianata ai nostri Account per vendere il prodotto – fittizio – chiamato Forza [Omissis]: una sorta di merendina con il buco dentro, fuori e tutt’intorno.
Una volta completato il lavoro ci stringemmo tutti la mano in segno di cortesia e di accettazione degli accordi, ma un brivido mi penetrò dall’ano spezzandomi in due la spina dorsale. Uno degli scagnozzi che erano rimasti impalati sulla porta mi fece un impercettibile cenno con la testa che aveva un solo significato: dovevamo andare fuori.

Fu lì che si decise che Executive Creative Director ed il Direttore del Settore Ricerche avevano ascoltato sin troppo di quelle decisioni prese là dentro. Servivano soltanto come copertura nei miei confronti e come manovalanza per la redazione dei dati statistici/commerciali di nostro interesse. Dalla loro giovialità ed ingenuità iniziale si poteva capire perfettamente che non avessero l’intelligenza adatta per capire che non avrebbero dovuto mai accettare, mai sapere, mai invischiarsi in una cosa di questo tipo.

Guardai da lontano i tre scagnozzi prendere sottobraccio l’Executive Creative Director ed il Direttore del Settore Ricerche che iniziarono ad essere visibilmente preoccupati di quello che stava accando a loro ed attorno a loro. Non ebbero più la possibilità di preoccuparsi una volta legati.

Accesi la mia prima sigaretta della giornata e li guardai da una certa distanza, con mani e piedi legati da una spessa fune ed attaccati a due ganci su un montacarichi. Un vecchio metodo per far sparire le persone.
Li guardai sprofondare lentamente in quello che non era cemento vivo, ma merda.

Dieci tonnellate di merda grumosa e liquida, nauseabonda da farti uscire gli occhi dalle orbite e farti vomitare ostriche e champagne sulle scarpe di vero cuoio italiano. Fu lì che vidi l’Italia.
Sprofondare sotto tonnellate di merda, per scelta di un manipolo di persone miserabili come me.

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Morire due volte a L’Aquila

di SKA su ControInformazione il 6 Luglio 2010, 11:43

scritto da Anna Pacifica Colasacco aka MisKappa. Immagine da Addrox su Flickr

Ieri mi ha telefonato l’impiegata di una società di recupero crediti, per conto di Sky. Mi dice che risulto morosa dal mese di settembre del 2009. Mi chiede come mai. Le dico che dal 4 aprile dello scorso anno ho lasciato la mia casa e non vi ho più fatto ritorno. Causa terremoto. Il decoder sky giace schiacciato sotto il peso di una parete crollata. Ammutolisce. Quindi si scusa e mi dice che farà presente quanto le ho detto a chi di dovere.

Poi, premurosa, mi chiede se ora, dopo un anno, è tutto a posto. Mi dice di amare la mia città, ha avuto la fortuna di visitarla un paio di anni fa. Ne è rimasta affascinata. Ricorda in particolare una scalinata in selci che scendeva dal Duomo verso la basilica di Collemaggio. E mi sale il groppo alla gola. Le dico che abitavo proprio lì. Lei ammutolisce di nuovo. Poi mi invita a raccontarle cosa è la mia città oggi.
Ed io lo faccio.

Le racconto del centro militarizzato. Le racconto che non posso andare a casa mia quando voglio. Le racconto che, però, i ladri ci vanno indisturbati. Le racconto dei palazzi lasciati lì a morire. Le racconto dei soldi che non ci sono, per ricostruire. E che non ci sono neanche per aiutare noi a sopravvivere. Le racconto che, dal primo luglio, torneremo a pagare le tasse ed i contributi, anche se non lavoriamo. Le racconto che pagheremo l’i.c.i. ed i mutui sulle case distrutte. E ripartiranno regolarmente i pagamenti dei prestiti. Anche per chi non ha più nulla. Che, a luglio, un terremotato con uno stipendio lordo di 2.000 euro vedrà in busta paga 734 euro di retribuzione netta. Che non solo torneremo a pagare le tasse, ma restituiremo subito tutte quelle non pagate dal 6 aprile. Che lo stato non versa ai cittadini senza casa ,che si gestiscono da soli, ben ventisettemila, neanche quel piccolo contributo di 200 euro mensili che dovrebbe aiutarli a pagare un affitto. Che i prezzi degli affitti sono triplicati. Senza nessun controllo.Che io pago ,in un paesino di cinquecento anime, quanto Bertolaso pagava per un appartamento in via Giulia, a Roma. E tutti sanno quanto può arrivare a costare un affitto a Roma. La sento respirare pesantemente. Le parlo dei nuovi quartieri costruiti a prezzi di residenze di lusso. Le racconto la vita delle persone che abitano lì. Come in alveari senz’anima. Senza neanche un giornalaio. O un bar. Le racconto degli anziani che sono stati sradicati dalla loro terra. Lontani chilometri e chilometri. Le racconto dei professionisti che sono andati via. Delle iscrizioni alle scuole superiori in netto calo. Le racconto di una città che muore. E lei mi risponde, con la voce che le trema. ” Non è possibile che non si sappia niente di tutto questo. Non potete restare così. Chiamate i giornalisti televisivi. Dovete dirglielo. Chiamate la stampa. Devono scriverlo.”

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Nutellobby

di SKA su ControInformazione il 22 Giugno 2010, 12:31

Qualche giorno fa è circolata insistentemente la notizia di una messa “al bando” della Nutella da parte del Parlamento Europeo. Titoloni allarmistici dei giornali “Al bando la Nutella” (Libero); “I traditori della Nutella” (Il Riformista), pseudo-paladini della rete che decidono di schierarsi con le aziende e non con i consumatori prendendosela con europarlamentari che una volta appoggiavano.

Ovviamente è tutta una bufala.

Giornali e società di promozione – che si occupano sia di un Grillo che di un Ferrero – hanno deciso di prendere per buone le dichiarazioni del Signor Francesco Paolo Fulci, dirigente della Ferrero (“Non potremo fare nessuna pubblicità alla Nutella”) preoccupatissimo per un possibile calo delle vendite.

Nessuno tocca la Nutella, come scrive la stessa Sonia Alfano:

la norma in questione regolamenta le forme di pubblicità dei prodotti alimentari in maniera che i  messaggi promozionali di alimenti siano effettivamente coerenti rispetto ai valori nutrizionali e agli effetti sulla salute di tali prodotti.

E’ tutto perfettamente spiegato da Piergiorgio Grossi su Peacelink o da Alfredo Clerici diAltroconsumo NewsFood1.

Ogni tanto anche i presunti Messia devono sottostare alle logiche del mercato.

  1. ringrazio Alfredo Clerici per avermi segnalato l’imprecisione []

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WTF?

Giornalista, web designer e pubblicitario. Da blog di protesta negli anni in cui i blog andavano di moda, questo spazio è diventato col tempo uno spazio di riflessione e condivisione. Per continuare a porsi le giuste domande ed informare se stessi.