Nutellobby

di SKA su ControInformazione il 22 Giugno 2010, 12:31

Qualche giorno fa è circolata insistentemente la notizia di una messa “al bando” della Nutella da parte del Parlamento Europeo. Titoloni allarmistici dei giornali “Al bando la Nutella” (Libero); “I traditori della Nutella” (Il Riformista), pseudo-paladini della rete che decidono di schierarsi con le aziende e non con i consumatori prendendosela con europarlamentari che una volta appoggiavano.

Ovviamente è tutta una bufala.

Giornali e società di promozione – che si occupano sia di un Grillo che di un Ferrero – hanno deciso di prendere per buone le dichiarazioni del Signor Francesco Paolo Fulci, dirigente della Ferrero (“Non potremo fare nessuna pubblicità alla Nutella”) preoccupatissimo per un possibile calo delle vendite.

Nessuno tocca la Nutella, come scrive la stessa Sonia Alfano:

la norma in questione regolamenta le forme di pubblicità dei prodotti alimentari in maniera che i  messaggi promozionali di alimenti siano effettivamente coerenti rispetto ai valori nutrizionali e agli effetti sulla salute di tali prodotti.

E’ tutto perfettamente spiegato da Piergiorgio Grossi su Peacelink o da Alfredo Clerici diAltroconsumo NewsFood1.

Ogni tanto anche i presunti Messia devono sottostare alle logiche del mercato.

  1. ringrazio Alfredo Clerici per avermi segnalato l’imprecisione []

Commenti Nessun Commento »

OURTHING™ (Part II)

di SKA su Satira il 22 Giugno 2010, 11:21

[Pubblicato sullo Scaricabile 32. Qui la prima parte. Ci rivediamo in galera.]

Quegli esplosivi anni ’90

MMD ci guardava come si osservano tre mummie in fila: con la stessa curiosità e scetticismo che si hanno pensando a come sia possibile vedere tre mummie in fila, ma con la stessa passione di chi guarda qualcosa già morto da secoli. Il nostro obiettivo di oggi era completamente diverso da quello di quasi 20 anni fa, o perlomeno dovevamo perseguire una strategia di comunicazione meno invasiva ed appariscente. Stavamo passando ad un Marketing più burocratico per conseguire una Brand Awareness del nostro cliente più ragionata e graduale, senza quell’impatto emotivo che potemmo testare negli esplosivi anni ’90.

Ero poco più di un ragazzino quando uscii dalla Bocconi e venni chiamato a lavorare a [omissis]. Ero uno stagista, anche se allora ancora ci chiamavamo ancora apprendisti. Quel primo incarico di un certo rilievo lo ricordo ancora oggi come fosse successo ieri e come se fosse marchiato a fuoco, T4, tritolo, nitroglicerina ed EGDN. E da lì ne susseguirono molti altri. Era quella che avevamo descritto nel Marketing Plan come strategia di fidelizzazione, rivolta principalmente a promozione e posizionamento. Un gioiello.

La mission conclusiva si modificò nel tempo, ma sapevamo già dall’inizio che l’obiettivo dei nostri clienti era quello di spianare la strada ad un nuovo progetto politico che pur non avendo inizialmente un referente preciso, si andava giorno per giorno delineando. Ci dissero chiaramente di fare molto rumore – e solo noi potevamo capire cosa intendessero – per poter allacciare stretti rapporti con i vertici politici di allora, cioè i socialisti e gente “combinata”. Una volta messa in atto la nostra strategia di marketing territoriale la politica si sarebbe sicuramente interessata al nostro Brand, con relative richieste e proposte.

Iniziammo a spingere il Brand il più alto possibile nella curva di segmentazione percettiva del nostro target audience attraverso i soliti mezzi di promozione: cartellonistica, spot, testimonial e bombe per le strade. Tutto come al solito insomma. Ad un certo punto ci comunicarono che il soggetto politico da poter collegare al Brand era stato trovato, faceva parte dell’imprenditoria italiana ed aveva un settore marketing che riusciva ad essere più spietato persino di noi. Così ci inglobarono completamente. La Fin[omissis] e Cosa[omissis] divennero quindi un tutt’uno, soprattutto nella strategia comunicativo/finanziaria, e si gettarono le fondamenta per quella che diventò un grande Brand: Forza[omissis].

Fare rumore, farlo bene: Guerrilla Marketing

Su ordine dei nostri nuovi e vecchi capi dovemmo iniziare una strategia virale molto più pressante ed invasiva: c’era bisogno di spingere in alto i due Brand consorziati, bisognava dare alle due marche una chiara identità distintiva nella mente del consumatore e chiaramente posizionarsi come Top of mind. Bisognava insomma instillare nella mente dei consumatori che l’unico soggetto politico in grado di salvarli era il nostro e che l’unico soggetto criminale in grado di ammazzarli era il nostro. Le due cose con l’andare degli anni iniziarono a confondersi tra loro.

Il budget del settore Marketing di quel tempo strabordava, ce n’era per tutti e tutti volevano dare una mano. Eravamo una squadra unita e mettevamo in pratica tutto quello che ci avevano insegnato alla Bocconi, riga per riga. Gli obiettivi della nostra strategia erano sempre gli stessi infatti: creare consapevolezza, cercando di incrementare il riconoscimento del marchio; ottenere un cambiamento di atteggiamento e percezione dell’importanza degli attributi del prodotto, stimolando la domanda primaria. Ma soprattutto: rinforzare i comportamenti in modo da aumentare la fedeltà del cliente nei confronti della marca.

Oltre a tappezzare le città con cartelloni raffiguranti infanti sfruttati, gadget e volantini, grandi tette in tv, dovemmo occuparci del Viral Marketing più esigente. Scorrevamo le diapositive fatte con i lucidi con titoli tipo Pizzolungo, Capaci, Amelio, Georgofili, Palestro. Soltanto nomi in codice che non avevano alcuna attinenza con la realtà, lo facevamo per capirci tra di noi. Ci occupavamo soltanto di posizionare gli obiettivi della strategia, definendo la target audience: la parte operativa era data in outsourcing a piccole ditte locali. Non sapevamo bene chi fossero, anche se lo scoprimmo molti anni più avanti.

Già nella seconda metà degli anni ’90 la nostra strategia aveva raggiunto tutti i suoi scopi di Brand Awareness: Forza[omissis] era diventato il progetto politico principale e dettava l’agenda setting di tutta Italia. Cosa[omissis] era confluita in Forza[omissis] e vennero colpite soltanto le piccole ditte e lavoratori a progetto che operavano per conto nostro. Ma al tempo stesso avevamo modificato la percezione del nostro target audience: gliel’avevamo messa nel culo con il loro stesso consenso.

Commenti Nessun Commento »

OURTHING™ (Part I)

di SKA su Satira il 1 Giugno 2010, 20:10


[Pubblicato sullo Scaricabile 31 con le illustrazioni del sempre paziente Ste. E’ la prima parte di tre che formano quella nella mia testa dovrebbe trattarsi di una sperimentazione satirico/letteraria o quello che è, che ovviamente riuscirà male.]

Il giorno in cui fummo portati nel covo eravamo appena usciti dal Focus Group su una merendina al cioccolato. Vennero a prelevarci direttamente dalla nostra sede di Milano, ufficio 148 del Palazzo [omissis] situato in Via [omissis] immediatamente dopo aver lasciato uscire il nostro campione di riferimento designato composto di unità con una griglia demografica poco omogenea, suddivisa per età ed estrazione sociale. Non per sesso, erano tutti maschi.1

Due uomini vestiti completamente di nero ci aspettavano immobili e silenziosi come statue al di fuori della porta a vetri. Li seguimmo verso l’ascensore senza la necessità di ricevere alcun cenno o segnale. Si sentiva un forte odore di pino silvestre misto ad un altro profumo delicato, ma un po’ molesto se respirato in quei 3x3m che dovevamo condividere scendendo dal [omissis] piano dell’edificio. Potevo chiaramente distinguere una punta di cumarina – 1-benzopirano-2-one- inconfodibile aroma utilizzato nel gel per capelli [omissis] lanciato dalla nostra agenzia attraversi i soliti canali promozionali.2

Il viaggio in aereo da Milano Malpensa a Trapani fu molto tranquillo seppur non troppo piacevole a causa di alcune inadempienze da parte delle hostess. Una di loro era senza fiocco d’ordinanza, un’altra con la giacca sbottonata. Fu sempre in aereo che mi accorsi di aver sbagliato, mio malgrado, la scelta dell’orologio da polso da abbinare al mio blazer Armani blu scuro. Avevo scelto quello con il cinturino in pelle di cervo marrone con quadrante in oro, anziché quello con il cinturino di pelle di coccodrillo nero e montatura in oro bianco. Mi portai quel senso di inadeguatezza per tutto il giorno.
Continua a leggere »

  1. Il campione di riferimento designato di quello specifico Focus Group era composto da 12 unità di sesso maschile, suddivise in quattro gruppi per fascia d’età e target demografico. Tre unità facevano parte del target 14-17, tre unità del target 18-25, tre unità del target 26-35 e le ultime tre unità collocabili nella fascia anziana 40-50. Il segmento “tween”, corrispondente alla fascia 10-12, pur sotto costante monitoraggio dagli analisti nelle ricerche di mercato, non è ancora includibile all’interno dei Focus Group a causa del retaggio culturale che tende a voler proteggere i minorenni senza considerarli come una consistente fetta di mercato. Anche se ugualmente sfruttato. []
  2. Il gel per capelli [omissis] ha una tenuta ultra-forte adatta a tutti i capelli ed il suo prezzo inferiore rispetto ai prodotti top of mind e leader del settore è dovuto ai lunghi ed economici esperimenti sugli animali, nonché l’utilizzo massiccio del Prop[omissis], che può essere reperito ad un costo pari ad un quinto dei sui corrispettivi che hanno superato i test sanitari. Il Prop[omissis] è ovviamente illegale e nocivo per la salute umana. []

Commenti Nessun Commento »

Spin Doctors

di SKA su Notizie Commentate il 5 Maggio 2010, 13:50

Come volevasi dimostrare è bastato introdurre un argomento diverso all’interno di una trasmissione televisiva ed ora non si parla più di Scajola, della sua casa pagata coi soldi provenienti da probabile (?) corruzione, ma si parla della vicenda D’Alema vs Sallusti.

Spin Doctoring puro, semplice e di basso livello. Sallusti e co. sono pagati per fare quello, da sempre: sviare l’attenzione dall’argomento principale introducendone un altro fazioso e capzioso. Non c’è nessun motivo di entrare nel merito della vicenda di Affittopoli tirata fuori da Sallusti: risale al ’95, è morta, sepolta ed assolutamente irrilevante. Ed infatti il problema, come sanno benissimo Sallusti e Feltri, non è il merito, ma il metodo. La non-notizia diventa notizia, cavalcata da tutti i media, quindi dall’opinione pubblica. E Scajola? Sparito.

Commenti 2 Commenti »

Lo Zimbabwe no, ma quasi

di SKA su Notizie Commentate il 30 Aprile 2010, 11:06

Solito rapporto annuale stilato da Freedom House sulla libertà di stampa nel mondo e l’Italia, come ormai da molti anni, risulta ancora nella fascia “Parzialmente liberi”. Ma c’è una nota positiva: se l’anno scorso venivamo classificati al 73° posto, quest’anno siamo al 72° assieme al Benin, Hong Kong e India, ma sotto – per dire – alla Corea del Sud che è invece considerata “Libera”. (Qualcuno ha scritto 96° posto, ma non si capisce il perché.)

Nell’analisi introduttiva a quello che sarà il rapporto ufficiale ed esteso all’Italia vengono dedicate poche parole e riguardanti, ovviamente, sempre Lui.

In Italy, a country with a Partly Free ranking, conditions worsened as Prime Minister Silvio Berlusconi clashed with the press over coverage of his personal life, leading to lawsuits against both local and foreign news outlets as well as the censorship of critical content by the state-owned broadcaster

Commenti 2 Commenti »

Il serial killer della memoria e della libera informazione

di SKA su ControInformazione il 26 Aprile 2010, 15:00

Nota: pubblico questo articolo in forma integrale aderendo completamente alle motivazioni esposte qui e qui. I nessi causali dell’intimidazione ai danni di Morrione, Articolo 21 e Libera Informazione potrebbero anche essere altri, ma il fatto è che quando si verifica una coincidenza non è mai una coincidenza.

di Roberto Morrionepresidente di Libera Informazione, Osservatorio nazionale sull’informazione per la legalità e contro le mafie

Immersi nelle notizie del braccio di ferro di Gianfranco Fini contro l’asse Berlusconi-Bossi all’interno del PDL e del governo, abbiamo sottovalutato in questi giorni l’attacco che il premier ha rivolto il 16 Aprile contro le fiction e i libri sulla mafia, accanendosi nei confronti di Roberto Saviano e di Gomorra. Sull’argomento Silvio Berlusconi è recidivo. Già nel novembre scorso, infatti, si era scagliato inaspettatamente contro le storiche serie della Piovra e in generale le fiction televisive sul tema, che a suo dire lederebbero l’immagine del Paese all’estero, arrivando a una sorta di sfogo dell’anima “…strozzerei gli autori della Piovra e chi scrive libri sulla mafia”. La reazione a questa uscita era stata allora vasta, sul piano culturale e della comunicazione oltrechè su quello politico. Michele Pacido, che nella Piovra era l’indimenticabile commissario Cattani, gli aveva ironicamente ricordato che le più note e seguite fiction televisive, dal Capo dei Capi alla vicenda di Provenzano, fino alle figure di Falcone e Borsellino, erano state ideate e prodotte da Mediaset…
L’offensiva era poi proseguita il 28 Gennaio al termine del Consiglio dei Ministri a Reggio Calabria, quando alle critiche alle fiction sulla mafia aveva aggiunto una valutazione sull’immigrazione clandestina, sostenendo che “una riduzione degli extracomunitari in Italia significa meno forze che vanno a ingrossare le schiere dei criminali”. Ancora una volta la reazione di sdegno era stata ampia : c’era chi aveva sottolineato come la camorra e la ‘ndrangheta sono così attente a ingrossare le proprie file con gli extra-comunitari da farne strage a Castelvolturno e da espellerli con la forza a Rosarno, dopo averli sfruttati e schiavizzati nei campi…
E infine ecco la nuova sortita di pochi giorni fa, nella quale Berlusconi ha affermato che la mafia italiana, pur essendo per potenza solo “la sesta al mondo”, è la più conosciuta, proprio per i film, le fiction e i libri che ne hanno parlato, a partire da Gomorra. Nella stessa conferenza, coadiuvato dai ministri Maroni e Alfano, il presidente del consiglio ha per l’ennesima volta magnificato l’azione del suo governo contro la criminalità organizzata, con 500 operazioni di polizia giudiziaria, 5000 arresti di mafiosi, enormi quantità di beni sequestrati, ecc.
A questo punto emergono domande allarmanti, che abbiamo il dovere di estendere ai cittadini.
Continua a leggere »

Commenti Nessun Commento »

Ipse Dixit

di SKA su Antimafia il 21 Aprile 2010, 21:03

“In Italia da circa 15 anni c’è stato un golpe bianco tinto di rosso attuato da alcuni magistrati con pezzi della politica ed ancora oggi si vive su quest’onda”

Vi ricorda le parole di qualcuno? L’ispiratore però è un altro, un tal Matteo Messina Denaro in una delle lettere sequestrate negli ultimi anni.

Commenti Nessun Commento »

Scaricabile Speciale Ministri: una querela ci seppellirà

di SKA su Satira, Scaricabile il 12 Aprile 2010, 11:09

Questa volta pubblicità in formato large-size per un prodotto destinato a far rimanere ScaricaBile nella storia ed i suoi autori in galera. Uno “speciale dedicato ai ministri del quarto governo Berlusconi” con delle vere e proprie opere d’arte associate a descrizioni serissime. Da scaricare, leggere e diffondere. Ringrazio Marco Martellini – di cui devo linkare solo pagina FB, non trovando altro – per aver onorato il mio indegno contributo con un Raffaele Fitto d’antologia, già posterizzato.
Click sull’immaginona (oppure qui) per essere anche voi dei concorrenti esterni in associazione a delinquere.

Commenti Nessun Commento »

Polverini ha sempre ragione

di SKA su Satira il 30 Marzo 2010, 22:23

Ritrovati questa mattina, dispersi nei pressi delle discoteche alla periferia romana, gli eletti della Lista Polverini che si guardavano attorno spaesati spaesati mormorando tra sé: “e mò? e mò? e mò che cazzo famo?”

Con la vittoria della Polverini nel Lazio l’esclusione della lista del PDL dalla provincia di Roma diventa definitivamente un fatto drammatico.

Commenti 4 Commenti »

La Grève des sans-papier

di SKA su Notizie Commentate il 2 Marzo 2010, 12:57

Si è parlato – poco, molto poco – dello sciopero dei migranti che ha cercato di porre l’attenzione sui “comodi” irregolari presenti in Francia, Italia, Spagna e Belgio con una “Ventiquattr’ore senza di noi” per far comprendere la mancanza della loro assenza.

In Francia la manifestazione principale e siccome i giornali italiani non sono capaci di raccontarla decentemente, possiamo rifarci con il post de La Privata Repubblica in trasferta parigina.

Commenti Nessun Commento »

Toghe Candide

di SKA su Satira il 24 Febbraio 2010, 12:55

Era una notte buia e tempestosa in Via dell’Umiltà:

– “Anche nel PDL ineleggibilità a tutti i corrotti!”
– “E con Berlusconi come facciamo? C’è la questione di Mills, i fondi neri per i diritti tv di Mediaset, Mediatrade, la corruzione dei senatori…”
– “Embè?”
– “Come embè, non è una mossa un po’ azzardata?”
– “Abbiamo detto ineleggibilità a tutti i corrotti, mica ai corruttori.”

Commenti Nessun Commento »

Una Nave Carica d’Amore

di SKA su Satira il 21 Febbraio 2010, 14:57

Con clamoroso ritardo segnalo l’uscita dello Scaricabile 27 dedicato al nostro amico Bertolaso. Qui sotto il mio pezzo indegno che scopre la verità sulle navi dei veleni illustrato meravigliosamente da Ste.

Dal Piano di Rinascita Valdostana ritrovato in una valigia all’aeroporto Corrado Gex di Aosta, Ottobre 1989.

[omissis]

Per risollevare le sorti del turismo Valdostano e delle Alpi tutte è necessario allontanare il villeggiante italiano dalle coste marine del Sud, così ancora di moda e gremite di persone sudate che sembrano non fare altro [omissis] Per conseguire l’obiettivo prefissatoci è necessaria una strategia d’intervento diretta e rivolta a boicottare e danneggiare i mari che bagnano le coste calabresi, pugliesi e siciliane.

Si rende necessaria la collaborazione delle tipiche associazioni di Volontariato Calabresi – vedere ‘n[omissis] – per il controllo dei mari e delle Navi. E’ fondamentale per il piano contattare il Dott. [omissis], l’Ing. Giorgio C[omissis] ed il Sig. Francesco F[omissis]. Consentito l’uso delle armi e di canzoni a tema, purché coperte da copyright.

Obiettivo prioritario: Coste di Cetraro. Mezzo utilizzabile: Nave Mercantile Cunsky. Descr. Cunsky: carico di 120 fusti contenenti fanghi radioattivi. Obiettivo finale: affondare mercantile Cunsky con carico tossico su mari calabresi. Urgenza: alta. Disponibilità di grappa e vin brulè.

Obiettivi già raggiunti: Nave Rigel, largo di Capo Spartivento. Motonave Jolly Rosso, coste di Amantea. Carico: Rifiuti radioattivi. Conseguenze ipotizzate ed auspicate: aumento del tasso tumorale in uomini, donne, bambini e animali. Avvelenamento falde acquifere e terreni agricoli. Coste fluorescenti. Granita non più così buona. Ilaria Alpi, Miran Hrovatin – Somalia, porto di Bosaso: incidente di percorso. Dare colpa a comunisti.
Nota a margine: obiettivo Haiti, tredicimila tonnellate di rifiuti tossici scaricate su fondali, perfettamente raggiunto. (NdR. Dove si trova Haiti?)

Progetto Capsule Euratom: il Piano può godere del finanziamento di 120 milioni di dollari provenienti da più Paesi – USA maggiore sostenitore – progetto Euratom per conto di Cee. Paesi industrializzati hanno l’interesse di liberarsi delle scorie radioattive, il nostro Piano fornisce fondali disponibili. Percentuale riuscita: 100%. Non usare WC per scaricare scorie. Già provato, non funziona. Contattare Ing. Giorgio C[omissis] per istruzioni dettagliate. 500 navi già pronte.

Necessaria strategia di depistaggio. Basso profilo, trattenere Val d’Aosta Calcio in Serie D per non destare sospetti. Aumentare impianti sciistici e neve artificiale. Attenzione a dove si prende acqua. Obiettivo prioritario: salute dei cittadini.

Se scoperti fare faccia ingenua, dire che si proviene da Aosta e fare finta di non sapere italiano. Difficoltà prevista: 1%. Attenzione: alcune delle navi contengono orsetti gommosi e peluches. Priorità di recupero : alta. Non inquinare le coste con orsetti gommosi. Rischio di burla da parte dei torinesi: alto.

Commenti Nessun Commento »

La réforme liberticide

di SKA su ControInformazione il 10 Febbraio 2010, 13:27

Entre un projet de réforme liberticide et les menaces des mafias, la situation de la liberté de la presse en Italie inquiète de plus en plus ses voisins européens. L’emprise des mouvements mafieux sur le secteur des médias se renforce et contraint une grande partie des journalistes à la prudence. Le retour au pouvoir de Silvio Berlusconi repose de nouveau la question de la concentration des médias audiovisuels et de leur contrôle par le pouvoir exécutif. Les réformes législatives entreprises autour de la publication de certains actes juridiques constituent par ailleurs une évolution incompatible avec les standards démocratiques de l’Union européenne.

L’abstract del rapporto di Reporters Sans Frontières sull’Italia. Un po’ vecchio ovviamente, ma serve anche da collegamento per segnalare il barometro 2010 sulla libertà di stampa che tiene il “conto” degli attacchi diretti a giornalisti e collaboratori.

Ecco, il nostro barometro segna ancora 0. Per ora.

(via Xaaran)

Commenti Nessun Commento »

Il Cloroformio della satira

di SKA su Satira il 27 Gennaio 2010, 20:08

Forse è per questo che le battute dette da Barbareschi non facevano ridere.

(da Il Fatto Quotidiano del 27-01. Pag 17)

Commenti Nessun Commento »

Falce e Martelletto

di SKA su Satira il 25 Gennaio 2010, 17:58

Scaricabile 26 Scritto per lo Speciale Scaricabile 26 che coglie l’occasione per tingersi di tinte ultra-reazionarie e conservatrici. Come piace a voi. Disclaimer: il contesto è importante.

FALCE E MARTELLETTO

Così il Partito dei Giudici provò a conquistare il potere scagliandosi contro la Sovranità Popolare

La storia del Partito dei Giudici italiano ha inizio molti anni indietro da oggi e di cui non si ha più memoria certa. C’è chi dice che gli adepti del Partito fossero sempre esistiti, ma che si nascondessero in luoghi oscuri all’interno di chiese medievali, altri che dicono di averli visti scappare tra le montagne vestiti solo con toga e berretto. Prove documentali dimostrano però che in realtà vi fu la nascita di una vera e propria Carboneria durante la metà degli anni ’60 e che poi si trascinò per un periodo estremamente ampio e tortuoso sino ai giorni attuali.

Il Partito dei Giudici ebbe molta visibilità dopo aver messo in atto il cosiddetto Golpe di Mani Pulite e che come risultato ha obbligato il Presidente Bettino Craxi a scappare dall’amata Italia ed avvalersi dello status di rifugiato politico in Tunisia – sancito dalla Convenzione di Ginevra nel 1951 – che di fattolo salvò temporaneamente da quell’attaco di durezza senza eguali.

Ai giorni attuali qualche residuo golpista di quei giudici – ed i loro vassalli armati – vorrebbero che quella Convenzione sia modificata nel nome di quel valore alto e, diciamocelo francamente, un po’ fumoso che sarebbe la Giustizia. Un concetto di Giustizia Sommaria e ad orologeria che un paese come il nostro, così poco avvezzo alla Democrazia, non può accettare.

L’idea politica del Socialismo Italiano era basata su tangenti e finanziamento illecito ai partiti. Si vuol forse far passare il principio per il quale è giusto che un cittadino debba scappare a gambe levate dal suo paese per aver espresso, con idee e fatti, le sue legittime opinioni politiche?

Nel mezzo di questa battaglia lo Stato Italiano ebbe modo di praticare la propria offensiva militare contro alcuni Guerriglieri del Giustizialismo come Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, colpiti grazie al prezioso supporto di associazioni di volontari para-statali fortemente collegati alla Politica e che si occuparono materialmente delle imboscate contro i due nemici dello Stato. Fu una boccata d’ossigeno per la Politica nostrana.

L’uso militare della Giustizia da parte del Partito dei Giudici che ha sottoposto e sottopone lo Stato Italiano ad un vero e proprio stato d’assedio ha portato a dovute e doverose conseguenze: la politica deve difendersi. Bisogna scendere in piazza e difendere il diritto legittimo della politica e dei politici all’appropriazione indebita, al finanziamento illecito, alla corruzione, alla concussione e – vivaddìo – anche al concorso esterno. Perché è questo che fa un paese civile! Guardate ai nostri amici Russi, Bielorussi, Libici e Cinesi, direste forse che sono paesi incivili? E’ a quelle democratiche dittature che dobbiamo aspirare se non vogliamo che a comandare questo paese siano i processi, le manette e le toghe di rosso insanguinate.

Quello che i libri di storia ricorderanno come il Golpe di Mani Pulite è destinato a rimanere lì, nella storia, come una foto ricordo. Magari evitando di calcare troppo la mano sugli avvenimenti realmente accaduti, ma concentrandosi su come la Storia, questa nube mostruosa che trasportiamo come fardello sulle spalle, dovrebbe invece essere. Una Storia scritta dall’orgogliosa Resistenza di chi diceva No, di chi quelle Mani proprio non voleva averle Pulite – ed effettivamente così era – e che considerava la sottrazione indebita del denaro pubblico un sommo atto Rivoluzionario. Hasta la Mazzetta Siempre.

Una Resistenza Partigiana dedita allo schierarsi e scontrarsi contro il potere costituito dei neo-manichei-giacobini che non sanno risolvere le dispute della Legge e degli Uomini se non con i processi ed impugnando tenacemente le proprie Falci e Martelletti.

Una bella Storia Italiana che abbia finalmente il suo sperato lieto fine. Una Storia in cui il Popolo grazie alla Politica e la Politica grazie alla Politica riesca a riscriverne i fondamenti e riesca a limitarne gli scenari più cupi e minacciosi provenienti da quelle frange estreme che ha intenzione di pacificarsi con essa. Una Storia in cui non cambi niente ed in cui tutto rimanga esattamente così com’è. Con la Politica al di sopra della legge, i Giudici al di sotto della Politica ed il Popolo a farsi i cazzi propri.

Perché si sa, la Storia la scrivono i vincitori.

Commenti 2 Commenti »

X MAS with the yours

di SKA su Satira il 24 Dicembre 2009, 17:07

x-mas-rsi

Happy X MAS. War is over?

Commenti 2 Commenti »

Un’Italica Icona Pop

di SKA su Satira il 22 Dicembre 2009, 17:05

Scaricabile 25Scritto per ScaricaBile 25 con ideazione della copertina, poi magistralmente elaborata da STE. Andatevi a leggere tutto all’interno del numero, grosse sorprese.

Cos’hanno in comune Michael Jackson, Mr T dell’A-Team, Che Guevara, UAN di Bim Bum Bam e Berlusconi? E’ la storia iconografica che li ha eretti a simboli pop-rivoluzionari a cavallo di due secoli e destinati a rimanere fari che illuminano le speranze di intere generazioni della storia contemporanea.

La mostra mercato qui da noi esposta vuole rendere omaggio ad un’icona Italiana di cui la propria Patria potrà andare fiera in ambito mondiale per i secoli dei secoli.

L’esposizione analizza, fra sacro e profano, lo sfruttamento dell’immagine più famosa del Presidente Berlusconi: la foto, appunto, scattata da un anonimo fotografo nel 2009 durante l’oramai celebre “Battaglia di Piazza Duomo” in cui il nostro eroe uscì ferito, ma indomito, e ribattezzata immediatamente “Il Combattente Eroico”. Dalla prima apparizione dell’immagine, avvenuta il 14 Dicembre del 2009 su tutti i media televisivi nazionali ed internazionali divenne rapidamente un’effige popolare per tutti i veri Patrioti, esposta sulle maggiori riviste, sui muri, sui cavalcavia fino ad arrivare ai giorni nostri. Un’immagine sensuale che ricorda James Dean o Marilyn Monroe accostata alla durezza combattiva di un Rocky, un Rambo o Steven Seagal.

Immagini corrucciate e dolorose, ma al tempo stesso fiere e lungimiranti. Sono immagini di un novello ed italico Combattente Eroico su scala internazionale. Come Tom Morello dei Rage Against The Machine o Diego Armando Maradona si accompagnano della propria personale immagine di Che Guevara anche gli artisti della penisola, d’ora in poi, potranno fregiarsi di un’icona pop tutta italiana. Potremmo vedere Povia, gli Zero Assoluto o Demo Morselli sbandierarlo fieramente sui propri strumenti.

Ma c’è dell’altro. Solo il volto di Gesù Cristo è stata riprodotta più di quella di Berlusconi.

Interessante è scoprire passeggiando all’interno della mostra la vena kitsch dello sfruttamento dell’immagine di Berlusconi: sciarpe, calze, orologi, portafogli, portachiavi, spille e tavolette del cesso riempiono una teca vetrata, al centro di tutto si mostra in tutta la sua sensualità una cannottierina fashion interamente ricoperta dal volto del “Combattente Eroico”.

Sono oggetti che nel corso degli ultimi 40 anni sono stati venduti sulle bancarelle dei mercatini di tutto il mondo. Non è finita qui. L’immagine nella sua laica sacralità entra a far parte di bottiglie di birra, pacchetti di sigarette, pupazzetti per finire addirittura stampato sulle confezioni cartacee di un noto gelato: è vero sembra proprio di essere all’interno di una di quelle fiere di paese che vendono di tutto e di più.

Di se stesso Silvio Berlusconi diceva: “Sono come Cristo, nobile e filantropo…Sono tutto quello che potreste aspettarvi da un Cristo dei giorni nostri. Per le cose in cui credo lotto con tutte le armi di cui dispongo. Ma sono anche meglio: non mi farò mettere su una croce”, già prefigurando, ed anzi auspicando, che la sua figura sarebbe stata venerata da milioni di persone e addirittura paragonata ad un famoso dipinto: Il Cristo del Mantegna.

Ma i paragoni con Che Guevara e Cristo non sono sicuramente inappropriati.

Dal Vangelo secondo Giovanni, Gesù disse:
“Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici. (15, 13) ”

Che Guevara in un’intervista disse:
“Al rischio di sembrare ridicolo, lasciatemi dire che il vero rivoluzionario è guidato da un grande sentimento d’amore. ”

Silvio Berlusconi, ancora dolorante nel suo letto d’ospedale, disse:
“Grazie di cuore ai tantissimi che mi hanno mandato messaggi di vicinanza e di affetto. Ripeto a tutti di stare sereni e sicuri. L’amore vince sempre sull’invidia e sull’odio”.

E’ così che scopriamo che è l’Amore ad accomunare tre delle icone più importanti della Storia umana.

Anche oggi che è oggetto di caricature e parodie, l’immagine di Berlusconi è al tempo stesso utilizzata come grido di protesta politica da parte dei movimenti più disparati, che si battono per la cancellazione dei processi, contro la magistratura ed i giudici, per la repressione dei diritti agli omosessuali ed agli extracomunitari.

Ha detto dell’immagine di Berlusconi il poeta italiano Sandro Bondi: “L’immagine di Berlusconi può anche essere messa da parte, comprata e venduta o deificata, ma è in grado di recuperare il suo significato originale in ogni momento e, così, continua a rappresentare una parte del sistema universale della lotta reazionaria”.

Jean Paul Sartre, in una citazione non riconosciuta, disse: “Berlusconi fu l’uomo più completo del suo tempo; è stato il combattente, il teorico che ha saputo trarre dalla battaglia, dalla sua stessa lotta ed esperienza la teoria per continuare a lottare. La sua storia e quella del mondo sono andate di pari passo”.

Commenti 1 Commento »

Sbatti il Guzzardi in prima pagina

di SKA su ControInformazione il 25 Novembre 2009, 20:47

Il 18 Novembre scorso una commovente cronaca de Il Giornale annunciava che le Nuove Brigate Rosse sono tornate, ancora più cattive che mai e con un obiettivo ben preciso: Francesco Guzzardi. Quella “Mano incerta” quella “sintassi e punteggiatura ancora più zoppicanti.” fanno tremare le gambe a tutta la redazione, un’incolta cellula rossa nascosta tra i boschi della Val Bisagno sta tramando di colpire al cuore della democrazia italiana che si riflette nella testa pelata di Guzzardi:

Non abbiamo ancora deciso se spaccare prima il culo al vostro servo Guzzardi l’infame della Valbisagno e degli sbirri o passare prima da voi molto presto lo scoprirete

“Delirante”, scrivono. Ed è vero. Un messaggio senza capo ne coda con tanto di stella rossa al seguito. Ma Guzzardi è uomo vero e tutto d’un pezzo:

Se chi ha scritto questo messaggio intendeva intimorirmi o addirittura costringermi a tacere sui fatti che avvengono da tempo nel Municipio Val Bisagno, è bene che se lo tolga subito dalla testa.

Il Bravo Guzzardi usa le armi della diplomazia e della rigida pacatezza per non darla vinta a quegli insultatori rossi che vogliono avvelenare il clima politico ed informativo. Dopo la tempestiva denuncia alla Digos che “arriva in un baleno” iniziano le indagini e contemporaneamente parte una lunga campagna di solidarietà nei confronti del povero Guzzardi con una “mobilitazione dei lettori” lunga pagine e pagine, tra cui anche il presidente del Municipio Valbisagno:

Ti giunga la mia più sincera solidarietà, sono solo vigliacchi coloro che si nascondono nell’oscurità. Solidarietà anche al tuo giornale.

Mi domando dove siano i presunti «paladini» della libertà di stampa, quelli che pensano che essa sia limitata solo se fa loro comodo.

Mario scrive:

Credo che il fatto grave meriti una grande attenzione da parte degli inquirenti perché chi l’ha fatto… non può che essere una persona che frequenta abitualmente le riunioni del Municipio della Val Bisagno;

Fuochino. Il Giornale si scandalizza perché partecipano alla mobilitazione nazionale soltanto i giornalisti romani con una nota ufficiale. Viene scomodato l’intero Ordine dei Giornalisti che si spertica a parlare di “un ennesimo atto intimidatorio rivolto a colleghi che adempiono puntualmente al loro lavoro al servizio del cittadino assolvendo al dovere costituzionale loro imposto di informare i lettori.. D’altronde è evidente che Quelle minacce siano i sintomi gravi di una politica malata.

E quindi anche la politica è costretta a dire la propria. Sandro Biasotti, candidato presidente della Regione Liguria ed il sindaco Marta Vincenzi si stracciano le vesti per esprimere solidarietà

Tutta questa commossa solidarietà e poi cosa succede?
Il volantino rosso con la stella a cinque punte se lo è scritto ed inviato da solo. E’ stato denunciato dalla Digos per simulazione di reato e procurato allarme grazie ad una banale prova calligrafica. Hero.

Dopo tutta la mobilitazione dei propri lettori, Il Giornale, cosa dice per spiegare la vicenda? Niente. Appunto.

Vai così Guzzardi, sei tutti noi.
Se non trovi un brigatista, crealo.

Commenti Nessun Commento »

Noi avevamo quello pendente

di SKA su La dimanche des crabes il 5 Novembre 2009, 21:35

Quando eravamo al liceo il nostro Gesù voleva suicidarsi.

In questi giorni in cui si sente parlare ancora di crocifissi e feticci religiosi utili alla devozione incondizionata – è pleonastico, lo so – mi è tornato in mente un periodo del liceo classico-linguistico in cui difendevamo a spada tratta quel pezzetto di legno e plastica appeso al muro.

Non era una questione religiosa, tanto meno etica o che fosse in difesa di quella che adesso viene ostentata come “cultura” o “tradizione”. O meglio sì. Era un modo un po’ cazzone per preservare intatta la cultura e la nostra personale eco-storia creatasi all’interno delle quattro mura di un’aula fatiscente di liceo.

Ci tiravamo gli astucci. Quando sei al liceo non c’è un motivo preciso per cui si fa qualcosa, la fai e basta. Noi ci tiravamo gli astucci e spesso volavano dalla finestra, com’è ovvio. Ho fatto interi quadrimestri con matite a metà, penne a metà, evidenziatori a metà ed astucci logori. Ma non importava – non a me perlomeno – l’importante era lì, in quel momento. Successe che un lancio mal calibrato finì sul corpo già torturato del nostro Cristo in croce. Cadde e si ruppe. Nella nostra ingenua sensibilità adolescenziale decidemmo di raccoglierlo, aggiustarlo e rimetterlo lì dove stava. Niente doveva cambiare. In quegli anni ci si aggrappa a tutte quelle poche sicurezze che si hanno attorno.

Mancava un pezzo. Il gancio di supporto posteriore a quello strumento di tortura in scala ridotta era ormai irrecuperabile ed allora, pur di mantenere intanto il nostro feticcio personale, decidemmo di appoggiarlo anziché appenderlo. Appoggiare una mini-croce con Cristo annesso su un gancio ad “L” portò a quello che ribattezzammo il Cristo Pendente. Se ne stava appoggiato lì sulla parete, su quel gancio ad “L”, con una pendenza di circa 30° in avanti. Con la faccia guardava il pavimento. Non più innanzi a sé con la spavalderia con cui di solito viene raffigurato Gesù. Guardava a terra, pendendo.

Era brutto abbastanza brutto a vedersi in verità. Ma anche buffo. Ed era il nostro feticcio personale. Tutta questa serie di motivazioni erano più forti di qualsiasi altra, per cui rimase. Era lì, faceva parte dell’arredamento, del nostro piccolo mondo sicuro e quel che contava più di tutti era preservarlo il più possibile.

E vi rimase intatto ed impassibile per lungo tempo finché non arrivò Madame Beau-qualcosa – insegnante di francese – con la sua arroganza nazi-laica a toglierlo senza alcun barlume di rispetto. Né per noi né per lui. Io mi alzavo e lo rimettevo al suo posto. Lei lo toglieva, io lo rimettevo. Lei lo gettava nell’armadio, io lo rimettevo. Arrivò anche a lanciarlo fuori dal corridoio, credo per stizza, ed io senza mai addurre nessuna motivazione lo rimettevo al suo posto. Parafrasando Bill Hicks dissi a Madame Beau-qualcosa che se fossimo stati in Francia al posto della croce avremmo potuto appendere una ghigliottina.

Madame Beau-qualcosa rivendicava il diritto alla laicità in una struttura pubblica. Noi rivendicavamo il diritto a preservare la posizione di un oggetto che era parte integrante della nostra micro-cultura. Ci difendevamo dall’arroganza autoritaria impostaci, più che qualche sacra tradizione o ancora peggio le nostre radici cristiane. Molti di noi non credevano in Dio, altri sì, la maggior parte non credeva in niente. Ma non permettevamo a nessuno di imporci cosa tenere o non tenere appeso a casa nostra.

Se ce l’avesse chiesto con cortesia, spiegandoci il suo differente punto di vista, l’avremmo tolto il crocifisso.
Ed avremmo capito perché non avrebbe dovuto starci, su quella parete.

Commenti 7 Commenti »

I Diari del Cilicio

di SKA su Satira il 19 Ottobre 2009, 15:12

Scaricabile 22Scritto per ScaricaBile 22 con vignetta di STE

Caro diario,
seduta sul mio letto di lana di vetro provo a scriverti con quanto sgomento e dolore io ricordi gli episodi di queste ultime settimane che in qualche modo mi hanno vista protagonista sui mezzi di comunicazione italiani.

Sto provando a liberarmi da questo fardello cercando di condividere per quanto mi è possibile le sofferenze patite da Cristo nostro Signore, mortifico me stessa per superare la mortificazione dettata dagli altri. Ma questa faccenda della sessione parlamentare sull’introduzione dell’aggravante di omofobia nel codice penale è veramente ridicola, e mi fa soffrire.
Magari sarà anche per le frustate ed il doppio cilicio, però soffro. Anche spesso.

Fortunatamente quello scempio legislativo presentato dalla Concia poi non è passato, ma abbiamo rischiato grosso. Pensa, si voleva introdurre per iscritto che pestare un gay fosse più grave che pestare uno che non fa della sodomia e della devianza una ragione di vita. Siamo all’assurdo: la discriminazione dei normali in favore degli intrinsecamente disordinati. Mi piacerebbe ricordare a questi nobili liberali senza Dio che l’omosessualità fino a qualche anno fa era classificata come patologia, poi i poteri forti comandati dai froci sono riusciti a sovvertire questa realtà oggettiva.
Dico io, non bastava trovare un vaccino?

Dai diari del cilicioE’ evidente inoltre la grave limitazione della libertà di espressione di alcuni di noi. Credo sia una forma di discriminazione bella e buona contro determinate persone che esprimono valutazioni morali nella sfera della sessualità: non avrei potuto più dire, ad esempio, che tendenze omosessuali fortemente radicate portino direttamente alla pedofilia. Per dire.

Ecco caro diario, in tutto questo mi sembra ovvia quanto evidente la minaccia alla libertà di magistero della Chiesa, da sempre impegnata nella riaffermazione di una visione antropologica dell’uomo conforme al disegno del Creatore: l’uomo sopra, la donna sotto e i froci all’inferno.

E’ un po’ come con il colore della pelle. Fino a qualche tempo fa tutti a sventolare de Gobineau per dimostrare che – cosa innegabilmente vera – noi bianchi siamo superiori, ora invece sembra essere diventata una moda, questa di essere negri. Una volta significava essere schiavi ed inferiori, ora la lobby dei negri è riuscita a far dimenticare anche questa realtà oggettiva, è inconcepibile. Se vanno tutti nelle posizioni di potere poi chi ci mandiamo a giocare a basket?

Sia chiaro comunque, non sono contraria alle persone omosessuali, ho simpatia per loro. Non sporcano, non fanno la pipì in giro e se gli lanci una palla te la riportano. Ah, e sono anche degli ottimi presentatori tv.
Se si passa sopra ai loro incontrollabili istinti sessuali magari riesci anche a farti arredare casa.

Poi, veramente, non vedo perché si debba parlare tanto di discriminazioni. Io ad esempio non ne faccio: trans e omosessuali andrebbero presi a calci nel culo nella stessa maniera.
La discriminazione sessuale ha una sua radice storica e culturale ben piantata nel substrato cattolico ed europeo e quindi mi chiedo: chi siamo noi per sentirci al di sopra della storia e della cultura? Chi siamo noi per schierarci contro le sacre scritture? E se da domani qualcuno ci dicesse che pulirsi il culo dopo aver cagato non è più necessario, noi lo faremmo?

Ora però non vorrei che qualcuno mi attaccasse sul campo delle violenze ed i pestaggi. E’ chiaro che io sono contro la violenza in genere, anche quella che si sta facendo alla mia persona. Però se un gay decidesse di punire se stesso attraverso la mortificazione corporea, chi siamo noi per vietarglielo? Come diceva un mio amico dell’Opus Dei, “l’unico omosessuale buono è l’omosessuale flagellato”. Magari potrebbe diventare un’esperienza sessualmente appagante.
Per me lo è.

Commenti Nessun Commento »


extra

WTF?

Giornalista, web designer e pubblicitario. Da blog di protesta negli anni in cui i blog andavano di moda, questo spazio è diventato col tempo uno spazio di riflessione e condivisione. Per continuare a porsi le giuste domande ed informare se stessi.