Occorre essere attenti

di SKA su La dimanche des crabes il 16 marzo 2008

Ci ho pensato a lungo in questi giorni e sono arrivato ad un unica conclusione.
E’ necessario abbattere Giovanni Lindo Ferretti.

Non sto scherzando, credo sia assolutamente necessario per riavere indietro anni, parole, musica, storia ed intere generazioni. Circa un paio direi.
E’ ininfluente il modo, basta il fine.

Con quello che sta combinando in questi ultimi anni il Ferretti – in particolar modo in questo 2008 – ci ha defraudato di speranze e di un’immagine ideale che lui stesso ha contribuito a crearsi attorno con la sua opera. Ogni generazione ha bisogno, anzi Diritto, ad un proprio idolo a cui aggrapparsi per tenere vive le proprie pulsioni e passioni. C’è chi ha avuto la possibilità di aggrapparsi ad Hendrix, chi a Morrison, chi a Buckley, chi a Nick Drake, chi a Kurt Cobain, chi a Elvis, chi a Lennon, chi a Sid Vicious, chi a Freddy Mercury, chi a Strummer, chi a Demetrio Stratos, chi a Augusto Daolio, chi a De Andrè e via dicendo tutti in ordine rigorosamente sparso ed assolutamente non esaustivo.
Tutti accomunati dal fatto di essersene andati prima di commettere degli errori assolutamente irreversibili (qualche eccezione su Lennon è concessa ok).
Non significa che l’abbiano voluto, ma così è stato.

Anche noi nostalgici di quegli anni abbiamo diritto a riavere indietro l’autore di “Affinità-divergenze fra il compagno Togliatti e noi. Del conseguimento della maggiore età” e “Epica Etica Etnica Pathos” ancora oggi considerati 2 tra i primi 10 album del rock nostrano. Non tanto per la tecnica musicale in senso stretto, quanto per l’assoluta irruzione nel mondo musicale italiano del 1985 fatto di nulla. Quanto per la rottura con i soliti schemi italiani, per la militanza, per quei testi così crudi e rivoluzionari in tutti i sensi.

Ferretti è diventato l’esempio perfetto di quello “spegnersi lentamente” che volle gettare lontano da sé Cobain, anche se con un fucile.
Il Giovanni Lindo si sta spegnendo lentamente e con sé si trascina dietro tutta la sua storia, tutta la sua opera, sta condizionando tutti coloro che in quegli album (compreso il meraviglioso lavoro fatto con C.S.I. ovviamente) avevano trovato qualcosa di italiano che potesse essere degno di avere storia futura.
Ai miei figli avrei potuto dire “ascoltavamo i CCCP”. Avrei potuto citare versi come “Occorre essere attenti per essere padroni di sé stessi” o “La morte è insopportabile per chi non riesce a vivere, la morte è insopportabile per chi non deve vivere” o “Produci, consuma, crepa.” o “Anche la disperazione impone dei doveri, e l’infelicità può essere preziosa”.
Ma non se G.L.F. continua a fare il cretino dietro a Ferrara, preti, baciapile e crocefissi vari.
Non se G.L.F. continua ad affossare con le sue stesse mani un’intera storia, non posso.

Il danno è ancora risolvibile.
Abbattete Giovanni Lindo Ferretti, vi prego.

p.s. per capire fino a che punto può essere arrivato G.L.F. leggetevi il suo intervento dell’8 Marzo alla manifestazione antiabortista di Ferrara qui.
Oppure la lettera scritta a Ferrara qui.
Ribadisco: abbattetelo

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2 Commenti a “Occorre essere attenti”

  1. Commenti Anonimo

    Dopo Moratti passo da lui, promesso!
    Prepara le arance 😉

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Giornalista, web designer e pubblicitario. Da blog di protesta negli anni in cui i blog andavano di moda, questo spazio è diventato col tempo uno spazio di riflessione e condivisione. Per continuare a porsi le giuste domande ed informare se stessi.