Andare in Canada: tutto quello che devi sapere

di SKA su ControInformazione il 29 agosto 2017

Nei mesi passati ho preso in considerazione varie volte l’ipotesi di andare via dall’Italia, soprattutto a seguito di alcune allettanti proposte di lavoro – al quale mi ero candidato – provenienti sia dall’Europa che da oltreoceano. Per muoversi in Europa non ci sono più particolari problemi o burocrazie di sorta al quale attenersi (salvo casi specifici, tipo la Gran Bretagna), mentre per quanto riguarda le mete oltreoceano più interessanti lavorativamente parlando – Canada e Stati Uniti – le cose si fanno un filo più complicate, ma neanche troppo.

Avendo instaurato una lunga conversazione via mail e skype con un’azienda canadese, mi ero preparato una lunga serie di appunti in forma di lista su tutto quel che c’è da fare e da sapere per andare a vivere nel paese nordamericano. Poi il trasferimento non si è più fatto, ma gli appunti e le informazioni recuperate credo possano ancora essere utili per i lettori. Andare in Canada resta ancora un sogno, che prima o poi potrebbe avverarsi.

Partirei da alcuni dati recenti come premessa: il Country RepTrak 2017, è un indice che misura la reputazione globale dei 55 Paesi con il Prodotto interno lordo più alto. Ed in questa classifica il Canada risulta il paese con la migliore reputazione al mondo, dopo arrivano Svezia e Svizzera. Ovviamente l’Italia è fuori dalla top10. Il Canada si colloca poi al 6° posto nel mondo per indice di sviluppo umano, in cui si prendono in considerazione l’alfabetizzazione, le libertà civili ed economiche ed ovviamente la qualità della vita. Lonely Planet segnala il paese delle foglie d’acero come prima meta consigliata per il 2017.

L’indice di disoccupazione si aggira attorno al 7%, mentre in Italia siamo attorno al 12% (che sale al 40% se consideriamo la fascia di età più giovane fino ai 30 anni), è inevitabile quindi che il Canada sia considerarsi meta di attrazione sia per chi è in cerca di opportunità lavorative, ma anche per chi vuole godersi la pensione in un paese accogliente. Secondo i dati INPS infatti i pensionati italiani residenti in Canada sono circa 65mila.

Ora è venuta voglia anche a voi? Passiamo alle informazioni più concrete, allora. Sicuramente dovrete munirvi di un passaporto valido e documenti di identità. Nei casi in cui vi vogliate trasferire – o fare dei colloqui – per lavoro sarà necessaria la conoscenza della lingua inglese e francese, così come relativi curriculum e lettere di presentazioni in entrambe le lingue.

All’ingresso bisogna dimostrare di avere sufficiente denaro per il viaggio e di avere forti legami con il paese di origine (nel nostro caso l’Italia) che significa: famiglia e lavoro. Bisogna godere di buona salute, se viaggiate con un animale di compagnia bisogna avere tutti i certificati di vaccinazione ed è necessario dimostrare di voler tornare nel proprio paese di origine una volta terminato il viaggio (nei casi di turismo, nei casi di lavoro vedi sotto).

eTA – Autorizzazione Elettronica di Viaggio

Dal 15 marzo 2016 (prorogato poi al 30 settembre 2016) è diventato obbligatorio fare richiesta della eTA – Electronic Travel Authorization per gli stranieri che non necessitano di una visto per entrare in Canada e per i residenti negli Stati Uniti che entrano per via aerea. L’autorizzazione serve alle autorità canadesi per identificare e controllare i viaggiatori e verificare se il viaggio possa comportare rischi alla sicurezza nazionale. Per ottenere maggiori informazioni sull’eTA si può andare su https://eta-canada.it/faq/ che approfondisce la tematica in maniera dettagliata e consente di avviare la pratica di richiesta autorizzazione. Si fa online in poco tempo ed ha validità di 5 anni. Si collega elettronicamente al vostro passaporto (che ovviamente dovrà essere lo stesso con il quale viaggiate)

L’autorizzazione consente di verificare l’idoneità del passeggero che non ha bisogno di visto d’ingresso, quindi praticamente tutti i passeggeri che vogliano arrivare in Canada per via aerea. Nei casi relativi alla ricerca di lavoro invece avrete bisogno di un’autorizzazione di lavoro temporanea. Gli studenti e i lavoratori temporanei provenienti dai paesi che necessitano di un’eTA e che hanno ricevuto permessi di lavoro o di studio prima del 1° agosto 2015 e che pensano ritornare in Canada via aerea, avranno comunque bisogno di un’eTA.

Fate eTA prima di acquistare i biglietti dell’aereo.
All’arrivo troverete un ufficiale d’immigrazione che vi farà una breve intervista per accertare l’idoneità in base ai requisiti di cui sopra ed in caso positivo confermerà l’ingresso scrivendo sul passaporto il limite di tempo concesso per restare in Canada, che di solito è di 6 mesi.

Prima di pensare ad un trasferimento definitivo consiglio di prendersi del tempo per fare un bel viaggio e scoprire le bellezze del Canada, conoscere le persone e magari parlare anche con qualche ufficio. Qualora non dovesse fare al caso vostro, avrete fatto comunque un’esperienza indimenticabile.

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WTF?

Giornalista, web designer e pubblicitario. Da blog di protesta negli anni in cui i blog andavano di moda, questo spazio è diventato col tempo uno spazio di riflessione e condivisione. Per continuare a porsi le giuste domande ed informare se stessi.